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L'assenzio (L'absinthe)

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by

chiara cristiani

on 18 February 2018

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Transcript of L'assenzio (L'absinthe)

L'assenzio
Edgar Degas
, L'assenzio
IL CONTESTO
Nella Francia di fine ‘800 era un locale che assomigliava moltissimo ad un bar dei giorni nostri: pensatori, filosofi, artisti e studiosi frequentavano spesso questi locali, soprattutto per discutere delle ultime novità del mondo artistico, politico e sociale.

È chiaro però che questi erano pur sempre dei locali in cui si beveva alcool ed il pittore impressionista lo sapeva benissimo.

Nell’assenzio di Degas questo caffè passa dall’essere un luogo di incontro e di conversazione ad un ambiente in cui la solitudine e la tristezza sono i padroni incontrastati.

Si tratta di una scena molto forte e di cruda realtà: l’alcool consumato dai protagonisti li devasta fisicamente e psicologicamente, facendoli diventare quasi delle marionette, quasi come se fossero dei gusci vuoti.
L'OPERA
Struttura dell'opera, prospettiva e stile
Conclusione
Degas, in uno dei suoi quadri più famosi, è andato contro ai gusti dell'epoca: senza pretese moralistiche o virtuosismi pittorici, rappresenta fedelmente la realtà degli eredi della
Belle Époque
.
L'opera, inizialmente denigrata dalla critica, è divenuta in seguito una delle più importanti pitture impressioniste.
Data
: 1875-1876
Tecnica
:olio su tela
Dimensioni
: 92×68 cm
Ubicazione
: Museo d'Orsay, Parigi
La scena dipinta ne L’assenzio si svolge in un bistrot di Parigi; i protagonisti sono due bevitori d’assenzio, liquore demonizzato in questi anni perché considerato responsabile della diffusione dell’alcolismo nelle classi popolari. L’uomo e la donna, un bohemien e una prostituta, sono seduti a un tavolo, chiusi in un silenzioso isolamento. Degas non cerca di fare denuncia sociale, ma vuole solamente cogliere un momento di vita reale e fermarlo, come in una foto istantanea scattata dal tavolo vicino.
La prima figura che salta all'occhio è una pallida donna vestita in modo sfarzoso, esagerato - soprattutto per il locale che frequenta. E' una giovane prostituta: ha davanti a sé un bicchiere di assenzio, e vicino è presente una bottiglia probabilmente vuotata da lei. La carnagione è biancastra, causata dall'abuso di sostanze alcoliche. Lo sguardo è perso nel vuoto: non cerca di instaurare un dialogo con l'uomo che le sta di fianco, ma rimane silenziosamente chiusa in sé. Degas prese come soggetto una giovane attrice, che di lì a poco avrebbe riscosso un notevole successo a teatro.
La figura di fianco alla prostituta è un giovane boheme, e ne presenta perfettamente i tratti caratteristici: barba lunga e trasandata; abiti sgualciti; pipa alla bocca e bicchiere di vino a portata di mano. Anche lui preferisce la solitudine, forse imposta dallo stato d'animo alterato dall'alcool, al dialogo: lo sguardo è fisso fuori dallo spazio del quadro, ma probabilmente anche lui si trova a fissare il vuoto. Il pittore prese come soggetto un suo collega, chiedendogli di posare esattamente com'era vestito al momento. Ancora una volta, Degas predilige di rappresentare la realtà senza alterazioni.
Alle spalle del giovane, uno specchio mostra le ombre dei presenti. Non è lucido, come i soggetti che riflette, e rappresenta la decadenza dei personaggi.
I protagonisti dell'opera sembrano finire qui, ma un particolare suggerisce la presenza di un altro personaggio fuori campo oltre all'autore. E' un archetto di violino, con sotto la firma dell'autore: il suonatore di violino e Degas sono i muti spettatori della scena, anch'essi totalmente indifferenti di fronte al degrado degli altri frequentatori del bar.
L'alcool, vero protagonista dell'opera, trova posto davanti ai due giovani alcolizzati. Per loro rappresenta la soluzione dei loro problemi, ma la bottiglia vuota di fianco alla prostituta, insieme alle loro carnagioni pallide e smorte, suggerisce ben altra realtà: lo stordimento portato dal consumo dell'alcool non fa altro che isolarli ulteriormente.
I tavoli mancano di gambe a sostenerli: questo crea un'atmosfera surreale, dove i clienti del locale si trovano in una situazione paradossale: potrebbero lasciare i tavoli in qualsiasi momento, ma sono come intrappolati da una prigione senza confini, da un tavolo privo di gambe che regge lo stesso i loro bicchieri.
La struttura dell'opera è singolare: gli oggetti in primo piano non attirano l'attenzione, che scivola invece - guidata dalle linee di prospettiva - verso la giovane donna. Sia i ritratti che le nature morte sono ben curati, ed è solo tramite l'analisi di entrambi che si comprende l'intento dell'autore: presentare uno spaccato della società della sua epoca. Degas si rifà alla pittura giapponese per le linee inizialmente indefinite e vorticose che si fanno via via più precise e delineate con l'avvicinarsi ai soggetti principali.
La prospettiva costringe i due giovani in un angolo, intrappolati tra i tavoli e il bordo del quadro, evidenziando la loro solitudine nonostante la notevole vicinanza.
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