Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Giuseppe Ungaretti s.l.

No description
by

susanne lenz

on 17 April 2018

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Giuseppe Ungaretti s.l.

Ungaretti
il poeta soldato

Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916

Cima Quattro il 23 dicembre 1915
La prima raccolta di poesie :
L'Allegria
Biografia

La biografia di Ungaretti può essere suddivisa in alcune fasi fondamentali, corrispondenti a luoghi e periodi della sua vita strettamente legati alla sua attività poetica.

Le poesie sulla guerra
 

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore

Non sono mai stato
tanto attaccato alla vita

Veglia
San Martino del Carso

Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

I fiumi

Mi tengo a quest’albero mutilato
abbandonato in questa dolina che ha il languore di un circo prima o dopo lo spettacolo e guardo il passaggio quieto delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso in un’urna d’acqua e come una reliquia ho riposato
L’Isonzo scorrendo mi levigava come un suo sasso
Ho tirato sule mie quattr’ossa e me ne sono andato come un acrobata sull’acqua
Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra e come un beduino mi sono chinato a ricevere il sole.


Questo è l’Isonzo è e qui meglio mi sono riconosciutouna docile fibra dell’universo
Il mio supplizioè quando non mi credo in armonia
Ma quelle occulte mani che m’intridono mi regalano la rara felicità
Ho ripassato le epoche della mia vita
Questi sono i miei fiumi
Questo è il Serchio al quale hanno attinto duemil’anni forse di gente mia campagnola e mio padre e mia madre


Cotici 16 agosto 1916
Parafrasi della poesia " I fiumi"
Mi tengo a quest'albero spezzato, isolato e abbandonato dal consorzio umano, in questa dolina, che è priva di vitalità come un circo nel momento precedente e successivo allo spettacolo, e osservo le nuvole che passano sulla luna. Questa mattina mi sono disteso sull'acqua, quasi fossi in un'urna, e ho riposato come una reliquia. Le acque dell'Isonzo mi levigavano come fossi un sasso. Mi sono alzato e me ne sono andato come un acrobata che cammina sull'acqua. Mi sono seduto vicino alle mie vesti sporche per la guerra, e come un beduino mi sono chinato a prendere il sole. Questo fiume è l'Isonzo, e qui meglio ho potuto vivere l'esperienza di sentirmi in armonia con la natura, come una docile fibra dell'universo. La mia sofferenza è causata dal non sentirmi in armonia con ciò che mi circonda. Ma le "mani" nascoste nell'Isonzo, che mi stringono nell'acqua, mi regalano una felicità che è rara a trovarsi. Ho ritrascorso le età della mia vita. Questi sono i miei fiumi. Questo è il Serchio, al quale hanno attinto forse per duemila anni i miei antenati campagnoli e i miei genitori. Questo è il Nilo, vicino al quale sono nato e cresciuto, inconsapevole del mio destino, trascorrendo la mia fanciullezza nelle estese pianure egiziane. Questa è la Senna, e in quella sua acqua fangosa mi sono rimescolato acquisendo la consapevolezza di me stesso. Questi sono i miei fiumi che confluiscono nell'Isonzo, ma che sono distinguibili gli uni dagli altri. Questa è la mia nostalgia, che traspare dal ricordo di ognuno di loro, ora che è notte, e che la mia vita mi sembra un fiore circondato dalle tenebre.

I temi contenuti nella poesia
Il primo tema contenuto nella poesia è il recupero del passato attraverso la memoria e il secondo tema è il ristabilimento di un rapporto di armonia con il creato, che l’esperienza della guerra sembra aver infranto.
Cosa rappresentano i quattro fiumi
Nella prima parte della poesia il poeta descrive sè stesso immerso nel paesaggio carsico, passa poi alla descrizione del suo stato d’animo di reduce dalla guerra. Disteso nel letto del fiume Isonzo si sente come una reliquia, si sente come uno dei sassi levigati su cui cammina con movenze d'acrobata, sotto il sole, il cui calore benefico riceve con la stessa familiarità di un beduino.  Affidato alle “mani” amorevoli dell’Isonzo il poeta si riconosce parte dell’universo, cosciente che il suo rammarico è frutto sempre di una disarmonia con il creato. Il ricordo di questi fiumi affolla la memoria nostalgica dell'uomo, ora che la sua vita è oscura e che sembra una corolla di tenebre.
Seconda fase dell'attività poetica di Ungaretti:
" Sentimento del tempo"

Nel 1928, in seguito a una crisi religiosa, Ungaretti si avvicina alla fede cristiana. Nel 1933 esce "
Sentimento del tempo",
una nuova raccolta di poesie. Nella prima parte canta l'amore per il paesaggio laziale; nella seconda ritornano i temi riguardanti il «destino» dell'uomo e la «civiltà» che si spegne. Sono liriche spesso complesse, in cui il poeta cerca: «il canto della lingua italiana nella sua costanza attraverso il tempo...
C'è una ripresa dei metri della tradizione lirica italiana (settenari, novenari, endecasillabi), e a questo mutamento formale corrispondono contenuti molteplici e complessi, spesso difficili.

Nel 1936 Ungaretti è invitato a insegnare letteratura italiana all'Università di San Paolo in Brasile; in questa città tre anni dopo, a causa di un attacco di appendicite mal curato, muore il figlio di nove anni, Antonietto. Il dolore per il poeta è terribile , egli ne rimarrà segnato per tutta la vita e lo manifesterà nella sua terza raccolta di poesia .
Nel 1942 ritorna in Italia, trova il Paese martoriato dai bombardamenti aerei, e di nuovo, anche se non direttamente, rivive la terribile esperienza della guerra.
Terminata la seconda guerra mondiale, pubblica una nuova raccolta di poesie Il Dolore. Nelle liriche contenute nella sua terza opera traspare l'angoscia della sua anima per la perdita dell’amato figlio e per le sofferenze causate dall'immane tragedia della II Guerra mondiale. Nel 1950 esce una nuova raccolta di poesie La terra promessa e, nel 1960, un'altra ancora, "Il taccuino del vecchio". Scrive anche volumi di prose e cura traduzioni dal francese, dallo spagnolo e dall'inglese.
Schematizzazione delle tre fasi
Recupero della metrica tradizionale,
rima e punteggiatura – sintassi complessa
Lessico ricercato- uso dell’analogia, della metafora e dell’iperbole


Il « dolore» per le atrocità della guerra
e per la perdita del figlio
Il distacco dalla vita

STILE
Abolizione della rima, metrica e sintassi
Uso degli spazi bianchi e dei « versicoli»
Ricerca della parola essenziale, della improvvisa illuminazione,
Uso dell’ analogia

PENSIERO E POETICA


Il "sentimento del tempo"
Il sentimento religioso
Il ritorno all’ordine
l’interesse per il barocco
Il dolore
L’ Allegria
Esperienza personale orrori della guerra
Fratellanza umana
Desiderio di pace e serenità
Forte componente autobiografica

Dalle dichiarazioni di Ungaretti intorno alla poesia e alla condizione umana, possiamo ricavare alcuni punti fondamentali:
La poesia deve essere espressione di verità e di umanità piena.
Per questo motivo egli rifiuta il dannunzianesimo e il futurismo.
Il poeta ha familiarità con il segreto che è annidato nel suo e nel nostro
Essere ed è responsabile della comunicazione di questo segreto agli uomini.
L'atto poetico, che ridà all'uomo la sua verità e la sua umanità, è un atto di liberazione e di riconciliazione con la
purezza originaria. E ‘ quindi un atto che fa incontrare Dio.
La parola poetica è intuita più che capita, perché
è la voce di un segreto.

Dal punto di vista dei riferimenti letterari, in questa poetica
si percepisce l'eco del simbolismo francese (la poesia che scava nel mistero e l'importanza della parola poetica).




Il termine "ermetico" significa "chiuso", "oscuro".
L'Ermetismo si oppone soprattutto al Decadentismo di D'Annunzio, cioè agli atteggiamenti estetizzanti e superomistici; ma anche a quello del Pascoli, giudicato troppo malinconico, soggettivo e poco universale.
L'Ermetismo si oppone anche ai crepuscolari e ai futuristi perché non si accontenta di una riforma stilistica e non sopporta la retorica.

È l'esperienza della guerra rivela al poeta la povertà dell'uomo, la sua fragilità e solitudine, ma anche la sua spontaneità e semplicità (primitivismo) che viene ritrovata nel dolore.
Nella distruzione e nella morte egli riscopre il bisogno di una vita pura, innocente, spontanea, primitiva. Ha acquisito compassione per ogni soldato coinvolto nell'assurda logica della guerra: ha maturato, per questo, un profondo senso di fraterna solidarietà.
Questa tragica esperienza lo porta a rifiutare - soprattutto nell‘ Allegria - ogni forma metrica tradizionale: rifiuta il lessico letterario, le convenzioni grammaticali, sintattiche e retoriche .
Nelle sue poesie crea un ritmo totalmente libero, con versi scomposti, brevissimi, scarni, fulminei, dove la singola parola acquista un valore assoluto, dove il titolo è parte integrante del testo.
La poetica dell'Allegria è frammentaria, allusiva, scabra, perché il poeta non ha una realtà ben chiara da offrire al suo lettore.
L'esperienza della guerra
I versicoli
Ungaretti ha coniato il termine “versicoli” per spiegare come la parola poetica dovesse essere priva di ogni ornamento letterario; purificata da ogni sovrastruttura retorica, perfettamente inutile se il compito della poesia non è tanto quello di obbedire e addolcire, quanto piuttosto quello di rendere il dolore e la pena di vivere. La parola poetica doveva farsi nuda, scarna, proprio per poter meglio aderire a quel contenuto. I versi brevi portano al dominio dello spazio bianco, che sembra quasi incombere sulle parole, suggerendo pause e silenzi.
Le parole divengono rivelatrici ed evocatrici di immagini e sensazioni.

La terza fase
L'ermetismo

Il video
Ungaretti legge la poesia " I fiumi"
MATTINA
M'illumino d'immenso
PARAFRASI
La luce del mattino dopo la notte rende l'immensità del creato, che mi pervade e riempie di gioia.

La madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d'ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m'avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.


Parafrasi


E quando il cuore con il suo ultimo battito avrà fatto cadere il muro che separa la vita dalla morte, per condurmi, o Madre, fino a Dio, come durante l'infanzia mi darai la mano. In ginocchio, risoluta, sarai immobile come ti vedevo quando eri ancora in vita. Alzerai tremante le braccia malferme per l'età, come quando spirasti, raccomandandoti al tuo Dio. E, solo quando l' Eterno mi avrà perdonato, desidererai guardarmi. Ricorderai di avermi atteso lungamente, e nei tuoi occhi balenerà un sospiro di sollievo...


Non gridate più


C
essate d’uccidere i morti,

Non gridate più, non gridate

Se li volete ancora udire,

Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,

Non fanno più rumore

Del crescere dell’erba,

Lieta dove non passa l’uomo.



Finitela di uccidere (una seconda volta) i morti, non gridate più, non gridate, se volete ancora ascoltare il loro messaggio di pace, se sperate di non morire e di salvare i valori della civiltà umana.
(I morti) hanno una voce debole; essi non fanno più rumore di un’erba crescente , sulla quale c’è silenzio se non passa l’uomo.
Elementi di poetica
La poesia secondo Ungaretti
Nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto da genitori toscani, e alla periferia della città e ai margini del deserto, trascorre la sua giovinezza e frequenta la scuola superiore.
Nel 1912 parte per l'Italia, la terra dei suoi avi, e poi va a Parigi, segue i corsi della Sorbona e del Collège de France e frequenta dei pittori (Picasso, Modigliani, De Chirico) e degli scrittori (Apollinaire, Soffici, Palazzeschi) che rappresentano l'avanguardia letteraria e artistica italiana e francese. Alla fine della guerra, dal 1918 al 1921, vive a Parigi: sposa Jeanne Dupoix, lavora presso l’ambasciata italiana e collabora come corrispondente al quotidiano "Il Popolo d’Italia", fondato da Mussolini. In seguito aderisce al fascismo e si trasferisce a Roma.
Due anni dopo rientra in Italia e, come volontario, prende parte alla prima guerra mondiale che gli ispira i «temi» della sua prima raccolta di poesie, "L'Allegria", pubblicata nel 1925. L’esperienza della guerra segna Ungaretti in modo determinante, ispirandogli le liriche, del "Porto Sepolto" (1916) e quindi di "Allegria di naufragi" (1919).

Foto di Alinari
PARAFRASI
Ungaretti e l'Ermetismo.

Questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d’inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch’è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre
Dal 1936 al 1942 Ungaretti visse in Brasile, per insegnare letteratura italiana all’università di San Paolo. La morte, nel 1939, del figlio Antonietto, di soli nove anni, lo lasciò sconvolto. Tornato in Italia, fu accolto con tutti gli onori dal fascismo.
Nel 1943-44 la tragica occupazione nazista di Roma lo impressionò profondamente. L’eco di tanta sofferenza, personale e collettiva, ispirò versi del nuovo libro "Il dolore" (1947).
Nell’immediato dopoguerra, a causa dei suoi trascorsi fascisti, fu fortemente criticato dagli intellettuali più in vista e ne soffrì amaramente, Nel frattempo, però, la sua poesia veniva conosciuta e apprezzata dal grande pubblico.
Ungaretti fu inviato a tenere conferenza all’estero e per due volte sfiorò il premio Nobel.
Uscirono le sue ultime raccolte poetiche: "La terra promessa" (1950), "Un grido e paesaggi" (1952), "Il taccuino del vecchio" (1960). Nel 1969 fu stampata la definitiva edizione di "Vita d’un uomo", il libro che raccoglieva l’intera sua produzione e che fin dal titolo sottolineava il forte legame tra vita e poesia. Morì a Milano nel 1970.
da L'allegria
Da Sentimento del tempo
Da Il dolore
Le acque dell’Isonzo inducono il poeta a ripensare a tutti i fiumi che ha conosciuto, che diventano il simbolo delle diverse tappe della sua vita:
SERCHIO
Il Serchio è legato alle vicende dei suoi avi, perchè da questo fiume hanno attinto acqua i suoi antenati contadini.
NILO
Il Nilo rappresenta i fervidi anni della sua giovinezza egiziana
SENNA
La Senna rappresenta la sua maturazione artistica; a Parigi ha conosciuto se stesso e ha capito quale era la sua vocazione: diventare poeta.
Isonzo
L'Isonzo rappresenta la contemporaneità del poeta: la sua esperienza di soldato sul fronte di guerra.
STILE
PENSIERO E POETICA
PENSIERO E POETICA
Full transcript