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Bach/Klee

Musica nella scuola: attività didattica sul concetto di "fuga"
by

Alessandra Anceschi

on 15 September 2013

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Transcript of Bach/Klee

Hai 1 minuto di tempo per annotare
ciò che ti viene in mente attorno a
questa parola.
FUGA
Tra ciò che hai scritto
c'è qualcosa
di simile a queste
associazioni?
Una corsa a perdifiato
Una fuoriuscita
di gas
Un progressivo
allontanamento
L'azione di un ciclista
su strada
Una "focaccia"
da scuola
Un trasferimento
di capitali
Un movimento
prospettico di elementi
architettonici
Una forma
musicale
Sull'enciclopedia della Musica Garzanti
si trova scritto:
FUGA
«Forma musicale
contrappuntistica
,
una delle più importanti e complesse
nella storia della
polifonia
occidentale.
Il termine cominciò ad essere usato nel sec. XIV
per indicare composizioni basate sull’
imitazione

e specificamente sul
canone

Annota le parole in
bordeaux
(contrappunto, polifonia,
imitazione, canone)
e prova a spiegarle guardando
questo video
.
........?
Ora parleremo della
Fuga come di ...
Discuti e successivamente confronta le risposte
con queste definizioni
Contrappunto:
dal latino punctum contra punctum, cioè nota contro nota;
è l’arte di sovrapporre le note facendo attenzione a costruire
un significato musicale sia in senso orizzontale che verticale
(come in un cruciverba).
Polifonia:
insieme simultaneo di più
suoni o linee aventi una
distinta individualità.
Imitazione:
procedimento utilizzato nel contrappunto consistente
nel ripresentare (imitare)
con una diversa voce
il disegno musicale intonato poco prima
da un’altra voce.
Canone:
Struttura musicale che consiste nel fare iniziare una melodia da una sola parte (voce)
e di farla seguire,
dopo un dato intervallo di tempo,
da una diversa parte che imita rigorosamente il disegno melodico proposto.
Johann Sebastian Bach fu
tra i massimi compositori di fughe.
Visse tra la fine del 1600 e la metà del 1700 e a lui si deve l’aver consolidato la fuga tra le forme classiche di costruzione musicale.
Johann Sebastian Bach
Fuga VI a 3 voci in re minore
tratta dal primo libro del
“Clavicembalo ben temperato”
Ascolta questo brevissimo frammento e cerca le parole per descriverlo, come faresti se tu vedessi un oggetto.
Come comincia?
Cosa c'è in mezzo?
Come finisce?
Dove sono i suoni più veloci?
E quelli più lenti?
Dove si avverte la nota più acuta?
Come apparirebbe questo frammento sonoro se dovessimo disegnarlo?
Riascolta osservando le linee e i punti:
trovi una corrispondenza?
Dove sì? Dove no?
Riascolta confrontando le linee
con la notazione reale.
Su questo frammento, che si chiama
soggetto
,
si basa l'intera fuga.
Vediamo perché.
Qui il soggetto compare tre volte.
La fuga che stiamo ascoltando, composta appunto a tre voci, propone in successione, in tre diverse zone del registro del pianoforte, lo stesso tema (il soggetto, appunto).
Ascolta e cerca di individuare le tre “comparizioni”.

La parte che abbiamo scoltato si chiama
esposizione
.

Riassumiamo che cosa è successo:
le singole “voci” (in questo caso parti strumentali e non vocali) intervengono una dopo l’altra, presentando e imitando in successione il
soggetto
, il
controsoggetto
e le
parti libere
.
Soggetto
Parti libere
La composizione prosegue con lo sviluppo che propone, in modo variamente articolato, parti libere e riesposizioni del tema e del controsoggetto.
Ascoltando più volte, confrontiamo il soggetto con una delle parti libere.
Hanno qualcosa in comune?
Se si ascolta con attenzione si possono riconoscere
le note acute e veloci che riprendono il trillo del tema e le note gravi che, eseguite dalla mano sinistra, sono lo sviluppo della parte centrale del tema.
Lo
sviluppo
può anche prevedere altre trasformazioni del tema.
Per sapere di che si tratta ascoltiamo questo frammento osservando l'indizio:
Dopo
esposizione
,
sviluppo
la fuga svolge spesso al termine attraverso una parte finale che viene definita
stretto
.
La parola
stretto
ha a che vedere con gli ingressi ravvicinati del soggetto.
Osserva e ascolta:

Nella parte conclusiva
di questa coda
gli ingressi in stretto sono due.
Riesci a riconoscerli?
Attenzione:
compaiono dopo l’ultima parte libera.
Ecco la fuga per intero
Osserva ora questo quadro di Paul Klee dipinto nel 1921.

Paul Klee era anche un violinista e amava moltissimo la musica di Bach. Questo quadro porta il titolo di
Fuga in rosso
.
Descrivi con attenzione ciò che compare nel quadro: quali forme, qual è la loro , quali i colori ...

Ci sono corrispondenze tra ciò che si è ascoltato
e ciò che si vede?
È possibile individuare il
soggetto
? E il
controsoggetto
? Vi sono
parti libere
? C’è il
soggetto rovesciato
? Compare uno
stretto
? È possibile individuare delle
voci
? C'è
polifonia
?
Contrappunto
?
Imitazione
?
Canone
?
Cosa corrisponde e cosa no? Perché?
Il musicista Pierre Boulez a proposito di questo quadro nel suo libro
Il paese fertile
, scrive:

«Quando Klee ha preso a modello la fuga, non intendeva comporre graficamente una fuga nel senso musicale del termine, ma piuttosto ritrovare sulla tela un certo tipo di ritorni, ripetizioni e variazioni che sono alla base del linguaggio fugato. Non si può andare oltre. Bisogna distinguere il vocabolario musicale letterale, tecnico, professionale, da quello di un pittore, anche se il pittore in questione conosceva bene la musica.»

Come possiamo commentare?

Boulez prosegue:

«Nella Fuga in rosso esiste, è vero, un'orizzontalità dell’immagine in analogia
con la dimensione orizzontale della sovrapposizione delle voci nella fuga. Ma si tratta tutt’al più di un’analogia.»

I due linguaggi possono essere sovrapponibili? Possiamo “tradurre” un linguaggio perfettamente in un altro?



E ancora:
«Si possono, anche in Bach, incontrare certi dispositivi che sono altrettanto ottici che uditivi
e direi che, in certi canoni, si soddisfa più l’occhio che l’orecchio. Non che la musica non sia bella, ma le simmetrie sono percepite più direttamente dall’occhio che dall’orecchio. […] È molto più difficile per l’orecchio, perché la memoria registra nella dimensione del tempo: l’occhio può leggere da destra a sinistra, l’orecchio non può ascoltare contro il tempo.»

Percepire forme, figure, simmetrie in un quadro e in una musica. Dove sta la differenza, per Boulez?

Ora non ci resta che concludere il percorso guardando e ascoltando un'altra fuga:
n. 1 in Do maggiore, tratta dal secondo volume del
“Clavicembalo ben temperato”.

Possibili direzioni di lavoro
Mikalojus Konstantinas Ciurlionis, Fuga, 1907-08

Disegnare, comporre un quadro fugato.
Come faceva il pittore e musicista Ciurlionis.

Paul Klee, Rhythmisches, 1930
“Leggere”, scomporre, analizzare, interpretare un’altra composizione di Paul Klee per individuare le strutture costitutive e ricavarne una musica.
Costruire una musica (fugata?) da sovrapporre a questa animazione basata su disegni astratti di Kandinsky.
Alcuni esempi:
Buon divertimento!
Un esempio:
Un esempio:
... comporre una "vera" (?) fuga ...
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