Poema de los dones - Viola Baldi

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by viola baldi2 views·Updated Jul 4, 2022

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  1. in questo video commento andrò ad analizzare prima dello sdo news o poesia dei doni,
  2. una poesia scritta da ork louis borghese e
  3. pubblicata all'interno della sua raccolta poetica e narrativa,
  4. e la seedorf
  5. l'artefice,
  6. pubblicata nel millenovecento sessanta e contenente testi scritti più
  7. o meno dal millenovecento trentacinque al millenovecento cinquanta.
  8. Ehm
  9. era dal millenovecento ventinove che bork non pubblicava piu' poesie.
  10. In quei trent'anni, diciamo,
  11. si era dedicato prevalentemente alla prosa saggistica,
  12. una forma molto originale di scrittura che si colloca a cavallo appunto,
  13. tra prosa e tra,
  14. tra narrativa e saggistica.
  15. Qui ho riportato una citazione dell'autore stesso,
  16. che appunto considera che questo la pubblicazione dell'artefice
  17. come un punto di svolta nella sua,
  18. nella sua carriera,
  19. perché è
  20. senza dubbio era appunto il primo ritorno alla poesia dopo questo iato lirico.
  21. Come si definisce?
  22. Che genere poetico,
  23. appunto occuperà da questo momento in poi un'importanza sempre
  24. crescente all'interno della sua prom all'interno della sua produzione,
  25. anche se comunque la sua fama rimarrà strettamente legata alla saggistica.
  26. I racconti
  27. è considerato però da molti proprio un libro centrale della letteratura di boxe,
  28. in quanto fu proprio questa quella in grado di consacrare la sua, le sue capacità
  29. e lo splendore della sua, della sua poesia,
  30. la poesia che viene considerata del logos dell' idea,
  31. in quanto si pone come
  32. punto di riflessione in merito a in merito a tematiche
  33. essenziali della vita e della esistenza.
  34. Infatti quest'opera è composta da venti
  35. composizioni liriche e alcuni esercizi di prosa
  36. di prosa poetica
  37. in una varietà del tutto nuova
  38. è lo rende
  39. proprio un caso editoriale, perché è la prima volta che succede tutto questo,
  40. quindi un qualcosa di totalmente nuovo rispetto alla letteratura a lui anteriore.
  41. In questa raccolta, nonostante la brevità dei resti, bork prende
  42. una posizione su su molti, diciamo,
  43. esprime i suoi pensieri su molte tematiche quali la storia, la religione,
  44. la scissione, dell'olio alla filosofia
  45. è sempre con una sua autoironia, diciamo sempre in grado di giocarci sopra.
  46. Il poema si presenta in questo modo ne andiamo ora a vedere la struttura.
  47. Essenzialmente sono dieci strofe di quartetti vediamo con
  48. la poesia davanti
  49. sono dieci strofe di quartetti di arte mayor perché sono versi endecasillabi
  50. con rime consonanti perlopiù bibbia
  51. come vediamo re pro ce a
  52. maestria b
  53. ironia b noce ha quindi bba
  54. tranne l'unico che l'unica strofa che si dissocia è quella
  55. la seconda, dove infatti vediamo due news a wade b su enews a
  56. and b. Quindi è l'unica che ha schema metrico ab ab.
  57. Se dovessimo diciamo attuare una divisione interna
  58. per ciò che concerne le tematiche,
  59. gli argomenti sarebbe più o meno la seguente
  60. come ho qui sintetizzato,
  61. diciamo che dal verso una al verso otto cela tematica dell'accettazione
  62. l'accettazione del suo destino.
  63. Tramite queste parole dell'autore che quasi si prende,
  64. si prende gioco con altrettante
  65. autoironia di questa condizione che proprio
  66. appunto dall'autore viene definita come ironica.
  67. Infatti qui dice verso tre dio che con che con magnifica ironia
  68. mi diede insieme i libri e la notte
  69. la notte, chiaramente metafora della cecità,
  70. è dal verso nove al verso ventotto. Poi possiamo invece sintetizzare il
  71. fatto che l'autore faccia i conti con il suo destino.
  72. É proprio tramite le esercizio retorico e metaforico
  73. riesce a descrivere le perdite che ha subito.
  74. Infatti qui è
  75. leggiamo dal verso diciassette al verso
  76. venti che dice enciclopedia dia enciclopedia,
  77. atlanti, l'oriente e l'occidente
  78. secoli dinastie, simboli cosmi e cosmogonie offrono i muri, ma inutilmente.
  79. È cioè poi diciamo una parentesi
  80. per la quale dal verso venticinque,
  81. verso trentasei l'autore si identifica con il suo doppio
  82. fino al punto di mettere in questione proprio
  83. la tematica della vita stessa.
  84. Infatti al verso
  85. è dice
  86. un altro, ricevette già in altre annebbiate sere in molti libri e l'ombra
  87. quali dei due scrive questa poesia
  88. di una flora, di una plurale o di una sola ombra, dice al verso trentadue trentatré,
  89. quindi proprio
  90. mettendo in discussione qualsiasi discorso sul sull'essere
  91. e poi andremo approfondire questo
  92. punto più avanti
  93. dal verso ventinove al verso quaranta.
  94. Possiamo dire che il poema si chiude
  95. con un'ammissione da parte del poeta che ammette
  96. di provare nostalgia per le sue perdite per tutto ciò di cui è stato privato.
  97. Infatti dal verso trentasette fino al verso finale, il quarantesimo dice
  98. guarda questo caro mondo
  99. che si deforma e si spegne una una pallida in paga cenere
  100. che assomiglia al sonno e all' oblio.
  101. Quindi, in sintesi alla morte.
  102. Possiamo dire quindi che già sommariamente che il poema a spunti
  103. autoreferenziali quali ad est e ad esempio il destino predetto,
  104. predeterminato
  105. a causa della cecità che ha colpito l'autore in quegli anni
  106. e la consequenziale perdita dei libri che l'autore
  107. reputava un paradiso, proprio come dice all'interno del poema,
  108. era impossibilitato a vivere questo paradiso,
  109. quindi a sfruttare le proprietà dei libri.
  110. Al contempo, però, vi sono anche degli spunti universali all'interno,
  111. del quale dei quali si può ritrovare qualsiasi lettore,
  112. quali ad esempio la perdita di qualcosa di importante,
  113. le contraddizioni della vita,
  114. la perdita di di qualsiasi punto di riferimento possiamo dire e la consequenziale
  115. oscurità che ne deriva
  116. la dicotomia tra vita e morte
  117. e nonché l'immedesimazione nell' ltro,
  118. che è proprio una tematica centrale che andremo a vedere più tardi.
  119. Attraverso tali elementi possiamo dire che nel lettore
  120. boards
  121. evoca dell'ironia, ma al contempo anche la tristezza e la nostalgia malinconia
  122. l'impulso di agire,
  123. ma anche allo stesso tempo l'impotenza così
  124. come impotente lui davanti alla sua cecità
  125. a livello di figure retoriche che possiamo vedere
  126. al verso quattro sicuramente noce
  127. la notte è metafora indubbiamente della cecità
  128. che qui viene posta in antitesi con i libri.
  129. Quasi questi andassero a rappresentare
  130. una luce che il poeta non è, non è più in grado di vedere
  131. al verso cinque un'altra metafora con con i libri su
  132. da del libro se è chiaramente una metafora di biblioteca
  133. al verso sei eggs illustre è una metafora della cecità chiaramente occhi senza luce
  134. e al verso sette. La metafora un po' piu' celata,
  135. però è una metafora del rimpianto perché parla di una biblioteca dei sogni,
  136. quindi che non si può definire tale in quanto fittizia,
  137. in quanto è l'unica biblioteca che lui puo' puo' vedere davvero
  138. è
  139. al verso otto. Vediamo invece la personificazione. La prosopopea dei paragrafi
  140. è
  141. che qui dice cedono
  142. e allo stesso tempo è anche un Monet, come possiamo vedere
  143. al verso dieci c' è un ulteriore metafora.
  144. Come possiamo vedere, questo questo poema è ricchissimo di metafore,
  145. perché borghese è famoso anche per questo, per parlare
  146. non esplicitamente, ma per far arrivare i suoi concetti,
  147. appunto tramite degli esercizi retorici.
  148. Quali
  149. qui prima, prima tra tutti,
  150. tra tutte le metafore
  151. Emma,
  152. qui vediamo anche al verso dieci un'altra metafora,
  153. perché il giorno in vano prodiga per loro i suoi libri
  154. infiniti in quanto un cieco non li potrà mai leggere tutti
  155. al
  156. verso quindici, cioè un'altra metafora
  157. io fatico senza rotta ai confini di questa alta biblioteca cieca,
  158. poiché cammina verso la deriva
  159. al verso sedici invece la personificazione,
  160. la prosopopea della biblioteca cui vengono attribuite,
  161. come vediamo delle qualità umane
  162. e al verso diciassette parte invece la numerazione che si conclude al verso venti
  163. al verso ventuno.
  164. Vediamo un'altra metafora che simboleggia l'incapacità di agire
  165. e al verso ventidue un'altra prosopopea con il bastone per il bastone
  166. al verso ventitré ventiquattro c' è una metafora,
  167. a mio avviso molto importante che è quella
  168. dell'associazione paradiso biblioteca su cui ci soffermeremo meglio
  169. successivamente
  170. e al verso ventisette. Invece troviamo una l'attrazione
  171. della lettera r o troia presidio
  172. no tras rosas
  173. al verso ventinove troviamo un'altra prosopopea
  174. della galleria che viene delle gallerie che vengono definite come lente
  175. e al verso trentadue, cioè la ripetizione della parola mismos
  176. dal verso trentatré trentasei. Parte poi una parte abbastanza particolare
  177. in quanto c' è la domanda retorica che denota la disperazione dell'autore
  178. e da lì
  179. inizia poi il ragionamento filosofico.
  180. Si comincia a domandare se la sua persona
  181. possa essere raffigurata in tutti gli uomini,
  182. si identifica nel suo doppio
  183. che poi vedremo essere un topos centrale in borghese che andremo a vedere
  184. e al verso trentasette introduce rusk,
  185. un poeta, uno scrittore,
  186. anche lui divenuto cieco proprio mentre era
  187. direttore della biblioteca di buenos aires.
  188. Quindi è inevitabile l'associazione
  189. che bork fa con se stesso
  190. è al verso trentanove.
  191. Vediamo invece la metafora della vecchiaia che consuma corpo e mente,
  192. che si va a chiudere col verso venti dove sono oblio sono metafora della morte.
  193. Vado ad ad analizzare dei topoi ricorrenti all'interno dell'opera di boxe
  194. e proprio
  195. partendo da dall'autore Crouchback, proprio
  196. come vediamo in questa foto,
  197. anche lui fu direttore della Biblioteca nazionale di Buenos Aires
  198. in un incarico, questa volta ancora più importante, se possibile,
  199. di quello di boxe, perché la biblioteca prima privata era stata appena
  200. nazionalizzata, doveva essere riorganizzata
  201. e russa che divenne proprio cieco in quegli anni. Negli anni di questo incarico.
  202. Nelle ultime strofe vediamo Bork che si identifica con lui e dice
  203. che se sento spesso con orrore sacro che sono l'altro,
  204. finendo quasi per mettere in discussione il concetto della sua persona,
  205. di se stesso, della sua identità,
  206. in una considerazione che non è del tutto una novità
  207. che riflette spesso sul concetto di io di persona.
  208. E sul tema del doppio e molti altri suoi altri suoi scritti,
  209. è riportato una citazione del poema preso in analisi in analisi
  210. e quale dei due scrive questo poema dice versi
  211. ma anche, ad esempio in barca se io presente.
  212. Sempre nella stessa raccolta l'artefice
  213. è troviamo un'altra riflessione proprio sul sulla
  214. scissione dell'essere all'altro borscht accadono le cose.
  215. Non so chi dei due scrive questa pagina,
  216. dice sempre l'autore.
  217. Il tema del doppio fu così meritevole per l'autore
  218. stesso da prenderlo e utilizzarlo proprio come titolo,
  219. come vediamo qui in un'edizione Adelphi
  220. per una sua raccolta poetica
  221. proprio in un'intervista a Roma con il giornalista Costantini.
  222. Nel millenovecento settantasette, infatti,
  223. bork cita come i suoi punti di riferimento, ad esempio Dostoyevsky per il sostegno
  224. Stevenson, per lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde,
  225. otto rank per l'opera il doppio
  226. o il pittore Dante Gabriel Rossetti, come ho come ho riportato qui sotto,
  227. che
  228. raffigura questa tematica nel quadro come incontrarono se stessi.
  229. Questi sono appunto tutti autori,
  230. quelli sopraccitati sono tutti autori che
  231. a partire dal diciannovesimo secolo hanno iniziato
  232. ad interrogarsi a riflettere su questa tematica, quella del doppio,
  233. introducendo concetti come quello del doppelganger, ad esempio
  234. in letteratura, ma anche in arte, come vediamo
  235. che con grande sensibilità,
  236. anche un secolo dopo, Bork riesce a riprendere,
  237. trasferendoli in forma in forma poetica come in questo caso.
  238. Vediamo ora l'altro topos fondamentale
  239. sappiamo benissimo che Bork era un lettore appassionato
  240. a tal punto che sembrava considerarsi quasi prima.
  241. Un lettore scrittore, infatti celebra questa citazione
  242. Che altri si vantino
  243. sia, si vantino delle pagine che hanno scritto.
  244. Io sono orgoglioso di quello che ho letto, tratta dalla poesia un lettore
  245. é da lui veduta, spesso anche per esplicare proprio la sua persona
  246. è da questo.
  247. Non a caso è diventata una è derivata una
  248. delle caratteristiche piu' evidenti e originali dell'opera di Bork,
  249. che
  250. si può definire facilmente una letteratura che è
  251. tra ispirazione
  252. dall'altra, letteratura, proprio,
  253. quindi una letteratura che si si fa impermeabile
  254. di cio' che l'autore legge.
  255. E
  256. infatti proprio qui, nel poema de los dos l'autore,
  257. scrive di sé io che mi raffigurava il paradiso sotto la forma di una biblioteca.
  258. La stessa biblioteca, proprio di per sé,
  259. è infatti un topos ricorrente in tutta la sua produzione letteraria.
  260. Si veda ad esempio, come ho riportato qui,
  261. il racconto la biblioteca di Babele all'interno della raccolta finzioni,
  262. dove l'autore descrive un universo allucinante
  263. che essenzialmente è una biblioteca infinita.
  264. Infatti la biblioteca era così fondamentale anche dal punto di vista biografico.
  265. Basti vedere il periodo che
  266. nel quale fece come
  267. nel quale fu direttore della Biblioteca di buenos aires,
  268. che descrisse più volte proprio come il periodo migliore della sua vita.
  269. Ma borghese sappiamo, sappiamo bene che amava così tanto leggere,
  270. soffriva anche di problemi alla vista e la sua cecità ereditata dal padre
  271. peggiorò progressivamente fino a diventare totale
  272. attorno al mille e novecento cinquantacinque.
  273. Proprio l'anno in cui fu fu nominato
  274. direttore di questa biblioteca di buenos aires.
  275. È proprio in seguito a questa coincidenza possiamo
  276. ritornare all'inizio che scrisse la poesia dei doni.