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Poema de los dones - Viola Baldi
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viola baldi
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Updated Jul 4, 2022
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Chapter 1
00:20
Chapter 2
02:19
Chapter 3
02:29
Chapter 4
03:06
Chapter 5
03:15
Chapter 6
10:15
Chapter 7
10:21
Chapter 8
12:49
Chapter 9
12:53
Chapter 10
Audio Transcript
Auto-generated
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in questo video commento andrò ad analizzare prima dello sdo news o poesia dei doni,
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una poesia scritta da ork louis borghese e
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pubblicata all'interno della sua raccolta poetica e narrativa,
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e la seedorf
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l'artefice,
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pubblicata nel millenovecento sessanta e contenente testi scritti più
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o meno dal millenovecento trentacinque al millenovecento cinquanta.
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Ehm
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era dal millenovecento ventinove che bork non pubblicava piu' poesie.
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In quei trent'anni, diciamo,
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si era dedicato prevalentemente alla prosa saggistica,
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una forma molto originale di scrittura che si colloca a cavallo appunto,
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tra prosa e tra,
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tra narrativa e saggistica.
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Qui ho riportato una citazione dell'autore stesso,
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che appunto considera che questo la pubblicazione dell'artefice
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come un punto di svolta nella sua,
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nella sua carriera,
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perché è
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senza dubbio era appunto il primo ritorno alla poesia dopo questo iato lirico.
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Come si definisce?
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Che genere poetico,
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appunto occuperà da questo momento in poi un'importanza sempre
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crescente all'interno della sua prom all'interno della sua produzione,
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anche se comunque la sua fama rimarrà strettamente legata alla saggistica.
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I racconti
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è considerato però da molti proprio un libro centrale della letteratura di boxe,
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in quanto fu proprio questa quella in grado di consacrare la sua, le sue capacità
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e lo splendore della sua, della sua poesia,
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la poesia che viene considerata del logos dell' idea,
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in quanto si pone come
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punto di riflessione in merito a in merito a tematiche
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essenziali della vita e della esistenza.
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Infatti quest'opera è composta da venti
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composizioni liriche e alcuni esercizi di prosa
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di prosa poetica
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in una varietà del tutto nuova
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è lo rende
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proprio un caso editoriale, perché è la prima volta che succede tutto questo,
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quindi un qualcosa di totalmente nuovo rispetto alla letteratura a lui anteriore.
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In questa raccolta, nonostante la brevità dei resti, bork prende
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una posizione su su molti, diciamo,
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esprime i suoi pensieri su molte tematiche quali la storia, la religione,
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la scissione, dell'olio alla filosofia
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è sempre con una sua autoironia, diciamo sempre in grado di giocarci sopra.
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Il poema si presenta in questo modo ne andiamo ora a vedere la struttura.
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Essenzialmente sono dieci strofe di quartetti vediamo con
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la poesia davanti
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sono dieci strofe di quartetti di arte mayor perché sono versi endecasillabi
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con rime consonanti perlopiù bibbia
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come vediamo re pro ce a
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maestria b
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ironia b noce ha quindi bba
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tranne l'unico che l'unica strofa che si dissocia è quella
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la seconda, dove infatti vediamo due news a wade b su enews a
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and b. Quindi è l'unica che ha schema metrico ab ab.
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Se dovessimo diciamo attuare una divisione interna
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per ciò che concerne le tematiche,
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gli argomenti sarebbe più o meno la seguente
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come ho qui sintetizzato,
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diciamo che dal verso una al verso otto cela tematica dell'accettazione
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l'accettazione del suo destino.
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Tramite queste parole dell'autore che quasi si prende,
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si prende gioco con altrettante
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autoironia di questa condizione che proprio
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appunto dall'autore viene definita come ironica.
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Infatti qui dice verso tre dio che con che con magnifica ironia
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mi diede insieme i libri e la notte
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la notte, chiaramente metafora della cecità,
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è dal verso nove al verso ventotto. Poi possiamo invece sintetizzare il
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fatto che l'autore faccia i conti con il suo destino.
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É proprio tramite le esercizio retorico e metaforico
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riesce a descrivere le perdite che ha subito.
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Infatti qui è
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leggiamo dal verso diciassette al verso
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venti che dice enciclopedia dia enciclopedia,
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atlanti, l'oriente e l'occidente
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secoli dinastie, simboli cosmi e cosmogonie offrono i muri, ma inutilmente.
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È cioè poi diciamo una parentesi
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per la quale dal verso venticinque,
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verso trentasei l'autore si identifica con il suo doppio
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fino al punto di mettere in questione proprio
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la tematica della vita stessa.
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Infatti al verso
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è dice
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un altro, ricevette già in altre annebbiate sere in molti libri e l'ombra
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quali dei due scrive questa poesia
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di una flora, di una plurale o di una sola ombra, dice al verso trentadue trentatré,
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quindi proprio
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mettendo in discussione qualsiasi discorso sul sull'essere
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e poi andremo approfondire questo
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punto più avanti
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dal verso ventinove al verso quaranta.
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Possiamo dire che il poema si chiude
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con un'ammissione da parte del poeta che ammette
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di provare nostalgia per le sue perdite per tutto ciò di cui è stato privato.
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Infatti dal verso trentasette fino al verso finale, il quarantesimo dice
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guarda questo caro mondo
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che si deforma e si spegne una una pallida in paga cenere
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che assomiglia al sonno e all' oblio.
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Quindi, in sintesi alla morte.
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Possiamo dire quindi che già sommariamente che il poema a spunti
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autoreferenziali quali ad est e ad esempio il destino predetto,
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predeterminato
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a causa della cecità che ha colpito l'autore in quegli anni
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e la consequenziale perdita dei libri che l'autore
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reputava un paradiso, proprio come dice all'interno del poema,
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era impossibilitato a vivere questo paradiso,
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quindi a sfruttare le proprietà dei libri.
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Al contempo, però, vi sono anche degli spunti universali all'interno,
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del quale dei quali si può ritrovare qualsiasi lettore,
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quali ad esempio la perdita di qualcosa di importante,
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le contraddizioni della vita,
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la perdita di di qualsiasi punto di riferimento possiamo dire e la consequenziale
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oscurità che ne deriva
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la dicotomia tra vita e morte
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e nonché l'immedesimazione nell' ltro,
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che è proprio una tematica centrale che andremo a vedere più tardi.
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Attraverso tali elementi possiamo dire che nel lettore
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boards
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evoca dell'ironia, ma al contempo anche la tristezza e la nostalgia malinconia
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l'impulso di agire,
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ma anche allo stesso tempo l'impotenza così
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come impotente lui davanti alla sua cecità
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a livello di figure retoriche che possiamo vedere
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al verso quattro sicuramente noce
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la notte è metafora indubbiamente della cecità
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che qui viene posta in antitesi con i libri.
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Quasi questi andassero a rappresentare
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una luce che il poeta non è, non è più in grado di vedere
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al verso cinque un'altra metafora con con i libri su
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da del libro se è chiaramente una metafora di biblioteca
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al verso sei eggs illustre è una metafora della cecità chiaramente occhi senza luce
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e al verso sette. La metafora un po' piu' celata,
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però è una metafora del rimpianto perché parla di una biblioteca dei sogni,
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quindi che non si può definire tale in quanto fittizia,
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in quanto è l'unica biblioteca che lui puo' puo' vedere davvero
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è
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al verso otto. Vediamo invece la personificazione. La prosopopea dei paragrafi
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è
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che qui dice cedono
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e allo stesso tempo è anche un Monet, come possiamo vedere
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al verso dieci c' è un ulteriore metafora.
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Come possiamo vedere, questo questo poema è ricchissimo di metafore,
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perché borghese è famoso anche per questo, per parlare
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non esplicitamente, ma per far arrivare i suoi concetti,
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appunto tramite degli esercizi retorici.
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Quali
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qui prima, prima tra tutti,
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tra tutte le metafore
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Emma,
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qui vediamo anche al verso dieci un'altra metafora,
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perché il giorno in vano prodiga per loro i suoi libri
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infiniti in quanto un cieco non li potrà mai leggere tutti
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al
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verso quindici, cioè un'altra metafora
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io fatico senza rotta ai confini di questa alta biblioteca cieca,
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poiché cammina verso la deriva
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al verso sedici invece la personificazione,
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la prosopopea della biblioteca cui vengono attribuite,
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come vediamo delle qualità umane
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e al verso diciassette parte invece la numerazione che si conclude al verso venti
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al verso ventuno.
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Vediamo un'altra metafora che simboleggia l'incapacità di agire
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e al verso ventidue un'altra prosopopea con il bastone per il bastone
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al verso ventitré ventiquattro c' è una metafora,
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a mio avviso molto importante che è quella
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dell'associazione paradiso biblioteca su cui ci soffermeremo meglio
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successivamente
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e al verso ventisette. Invece troviamo una l'attrazione
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della lettera r o troia presidio
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no tras rosas
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al verso ventinove troviamo un'altra prosopopea
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della galleria che viene delle gallerie che vengono definite come lente
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e al verso trentadue, cioè la ripetizione della parola mismos
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dal verso trentatré trentasei. Parte poi una parte abbastanza particolare
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in quanto c' è la domanda retorica che denota la disperazione dell'autore
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e da lì
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inizia poi il ragionamento filosofico.
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Si comincia a domandare se la sua persona
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possa essere raffigurata in tutti gli uomini,
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si identifica nel suo doppio
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che poi vedremo essere un topos centrale in borghese che andremo a vedere
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e al verso trentasette introduce rusk,
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un poeta, uno scrittore,
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anche lui divenuto cieco proprio mentre era
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direttore della biblioteca di buenos aires.
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Quindi è inevitabile l'associazione
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che bork fa con se stesso
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è al verso trentanove.
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Vediamo invece la metafora della vecchiaia che consuma corpo e mente,
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che si va a chiudere col verso venti dove sono oblio sono metafora della morte.
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Vado ad ad analizzare dei topoi ricorrenti all'interno dell'opera di boxe
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e proprio
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partendo da dall'autore Crouchback, proprio
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come vediamo in questa foto,
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anche lui fu direttore della Biblioteca nazionale di Buenos Aires
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in un incarico, questa volta ancora più importante, se possibile,
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di quello di boxe, perché la biblioteca prima privata era stata appena
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nazionalizzata, doveva essere riorganizzata
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e russa che divenne proprio cieco in quegli anni. Negli anni di questo incarico.
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Nelle ultime strofe vediamo Bork che si identifica con lui e dice
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che se sento spesso con orrore sacro che sono l'altro,
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finendo quasi per mettere in discussione il concetto della sua persona,
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di se stesso, della sua identità,
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in una considerazione che non è del tutto una novità
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che riflette spesso sul concetto di io di persona.
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E sul tema del doppio e molti altri suoi altri suoi scritti,
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è riportato una citazione del poema preso in analisi in analisi
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e quale dei due scrive questo poema dice versi
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ma anche, ad esempio in barca se io presente.
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Sempre nella stessa raccolta l'artefice
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è troviamo un'altra riflessione proprio sul sulla
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scissione dell'essere all'altro borscht accadono le cose.
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Non so chi dei due scrive questa pagina,
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dice sempre l'autore.
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Il tema del doppio fu così meritevole per l'autore
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stesso da prenderlo e utilizzarlo proprio come titolo,
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come vediamo qui in un'edizione Adelphi
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per una sua raccolta poetica
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proprio in un'intervista a Roma con il giornalista Costantini.
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Nel millenovecento settantasette, infatti,
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bork cita come i suoi punti di riferimento, ad esempio Dostoyevsky per il sostegno
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Stevenson, per lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde,
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otto rank per l'opera il doppio
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o il pittore Dante Gabriel Rossetti, come ho come ho riportato qui sotto,
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che
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raffigura questa tematica nel quadro come incontrarono se stessi.
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Questi sono appunto tutti autori,
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quelli sopraccitati sono tutti autori che
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a partire dal diciannovesimo secolo hanno iniziato
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ad interrogarsi a riflettere su questa tematica, quella del doppio,
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introducendo concetti come quello del doppelganger, ad esempio
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in letteratura, ma anche in arte, come vediamo
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che con grande sensibilità,
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anche un secolo dopo, Bork riesce a riprendere,
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trasferendoli in forma in forma poetica come in questo caso.
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Vediamo ora l'altro topos fondamentale
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sappiamo benissimo che Bork era un lettore appassionato
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a tal punto che sembrava considerarsi quasi prima.
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Un lettore scrittore, infatti celebra questa citazione
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Che altri si vantino
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sia, si vantino delle pagine che hanno scritto.
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Io sono orgoglioso di quello che ho letto, tratta dalla poesia un lettore
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é da lui veduta, spesso anche per esplicare proprio la sua persona
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è da questo.
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Non a caso è diventata una è derivata una
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delle caratteristiche piu' evidenti e originali dell'opera di Bork,
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che
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si può definire facilmente una letteratura che è
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tra ispirazione
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dall'altra, letteratura, proprio,
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quindi una letteratura che si si fa impermeabile
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di cio' che l'autore legge.
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E
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infatti proprio qui, nel poema de los dos l'autore,
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scrive di sé io che mi raffigurava il paradiso sotto la forma di una biblioteca.
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La stessa biblioteca, proprio di per sé,
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è infatti un topos ricorrente in tutta la sua produzione letteraria.
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Si veda ad esempio, come ho riportato qui,
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il racconto la biblioteca di Babele all'interno della raccolta finzioni,
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dove l'autore descrive un universo allucinante
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che essenzialmente è una biblioteca infinita.
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Infatti la biblioteca era così fondamentale anche dal punto di vista biografico.
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Basti vedere il periodo che
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nel quale fece come
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nel quale fu direttore della Biblioteca di buenos aires,
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che descrisse più volte proprio come il periodo migliore della sua vita.
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Ma borghese sappiamo, sappiamo bene che amava così tanto leggere,
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soffriva anche di problemi alla vista e la sua cecità ereditata dal padre
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peggiorò progressivamente fino a diventare totale
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attorno al mille e novecento cinquantacinque.
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Proprio l'anno in cui fu fu nominato
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direttore di questa biblioteca di buenos aires.
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È proprio in seguito a questa coincidenza possiamo
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ritornare all'inizio che scrisse la poesia dei doni.
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