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Ermelinda Leonardi
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Updated May 28, 2022
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Chapter 1
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05:53
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10:08
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Auto-generated
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in questo video vorrei parlare di un grande poeta contemporaneo, Nicanor Parra,
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un poeta cileno, e analizzare due sue poesie molto particolari,
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partendo in generale dalla dalla sua biografia. Sappiamo che Nicanor Parra nasce
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a San Fabian del Valico,
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una
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una città nella provincia cilena di Che
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nel millenovecento quattordici
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ed è figlio maggiore del musicista Nicanor Parra e di Rosa Clara Sandoval.
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Navarrete, che è una sarta e tessitrice di origini contadine
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e inoltre è poi fratello
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di una celebre cantautrice, ovvero Violeta Parra,
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morirà recentemente qualche anno fa, quattro anni fa, nel duemila diciotto.
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All'ex Incluses.
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La particolarità di Nicanor Parra, che lo fa diventare uno dei poeti più importanti
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della contemporaneità,
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è molto importante perché ad esempio lo apprezzano moltissimo caro Bloom
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e Roberto
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Bolano
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e il suo essere il suo considerarsi non un poeta, bensì un anti poeta.
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E infatti teorizza tutta un anticipo eresia
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é tutta una poetica molto
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irridente
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è
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che ad esempio fa largo uso della
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della
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del registro del quotidiano,
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rigetta ogni registro alto,
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eh,
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fa uso anche del lessico, per esempio dei mass media
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dell'ironia,
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della,
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della
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parodia
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e così via. Quindi è un linguaggio fortemente
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diciamo di derisione
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ed è anche un linguaggio apertamente politico. Vedremo dopo, anche
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in una delle
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delle sue poesie.
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Il messaggio politico,
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inoltre, è una figura molto particolare,
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perché nonostante questo suo questa sua importanza letteraria, lui
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è uno studio docente universitario di matematica.
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Fu un docente universitario di matematica e fisica
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e oltre ad essere un semplice, oltre ad essere un poeta,
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un semplice poeta, ma fu ad esempio
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un grande attivista
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su vari fronti,
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è tanto che è interessante vedere come la pagina
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lo definisca
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anti poeta
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crea dottor de anti discours.
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Quindi, diciamo questi sono due elementi della della sua
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personalità letteraria,
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ma poi lo definisce anche convertito ecologista
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i o trust antas cosas mas.
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Ed è proprio interessante tra l'altro sempre nella pagina,
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parlando della sua
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della sua biografia,
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alla fine dice interessante non solo quello che lui ha scritto,
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ma anche quello che lui
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affatto
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e dunque però concentriamoci sulla sua,
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sul suo, sulla sua personalità letteraria
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e su come abbia rivoluzionato il linguaggio.
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Quello di
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Nicanor Parra può essere definito un linguaggio diretto,
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incisivo
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ma anche sobrio,
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che tuttavia non perde quella che è l'essenza del lirico,
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nel senso che quando leggiamo una sua poesia
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non abbiamo non siamo di fronte a una poesia
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prosaica
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e
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e quindi si' che magari anche una poesia magari molto simile alla rosa,
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perché comunque la felicità
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permane.
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Noi leggiamo una poesia di Nicanor Parra e
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siamo consapevoli che stiamo leggendo una poesia.
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È
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c', è una buona costruzione del ritmo. Ad esempio
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però il linguaggio, pur essendo poetico,
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è differente,
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è differente perché
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usa
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quello che fino a prima era stato,
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ma
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che
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era stato considerato non poetico.
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È
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oltretutto
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è interessante vedere
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come proprio per questo lui cio' che procede
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pro festa la libertà assoluta della poesia.
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Difatti la sua possiamo definirla una nuova lingua poetica
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di politica,
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la che nada e stava proibito
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expecto usarla come un tonto solenne.
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E questo è molto interessante,
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eh,
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si pone ancora di più, diciamo
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sull'orlo sulla posizione ferma una rottura con la tradizione letteraria
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quando inizia a criticare figure
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come
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buio dopo bro come Neruda, come roca
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è
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che per lui dice certamente dovrebbero triturare
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orsi per trasformare la tradizione poetica.
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Ed è interessante
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anche una sua poesia
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quasi autobiografica, no? Che parla proprio del suo essere poeta
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dove dice
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durante il medio siglo
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la poesia fue
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e il paradiso del tonto solenne
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asta che viene io
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in stalle con mia montagna russa
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su bang
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sil e sparerete
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clero che io non rispondo sì, buck,
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cacciando sangre
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por bocca in arrives
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questa poesia è diciamo emblematica,
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ma concentriamoci invece su altre due poesie. Queste poesie più tarde,
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dopo la sua esperienza appunto della montagna russa
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è
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poesie. Più tardi è più tardi che hanno una, come nel caso della prima,
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una forte connotazione politica.
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Francamente no, sai che ti files è una poesia molto breve,
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come possiamo vedere anche qua
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dalla dalla slide
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che conta di cinque versi,
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cinque semplici versi
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tra l'altro l'ultimo verso è molto particolare perché
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è una domanda e quindi di fronte alla domanda diciamo
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è come se lui ponesse un appello ai suoi elettori
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e
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viene da una raccolta che si intitola poesia politica
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una raccolta del millenovecento ottantatré
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è molto indicativo. Già il titolo
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il titolo viene
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francamente non so che dirle
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viene ripreso anche al primo verso
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e quindi
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diciamo indica questa questo sgomento,
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questo essere sbigottito è letteralmente senza parole
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del del nostro autore.
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E
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la poesia recita francamente non sai che definirle
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estamos al bordo della terza guerra mondiale
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i nadja parete dal seguente ad Ennhada
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si costruì e nel mondo
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crede che io vuoi assolvere a crearlo.
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Quindi qua vediamo subito, appunto, l'appello di cui parlavo prima,
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nel senso che il
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nostro poeta ci fa presente la situazione che
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stiamo vivendo stava vivendo in quel periodo,
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ovvero
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che si sentiva una tensione politica così forte che si poteva
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predire
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predire la terza guerra mondiale.
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E poi la parte più interessante è forse il suo,
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a parte il manifestare la tensione di quegli anni,
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ma anche il
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il mettere al nudo le altre persone
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da altre persone che sono quasi raccolte,
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nascoste in un velo di omertà
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e indifferenza. Infatti lui dice in Asia prese dal seguente allenata
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ma cio' che poi
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colpisce ancora di più. A mio parere è,
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diciamo
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il
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periodo ipotetico
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che viene introdotta e poi la conseguenza niente domanda, quindi
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se distruggono il mondo, credono che io tornerò a crearlo.
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È interessante perché?
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Perché, a parte,
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è
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avanza l'ipotesi che il mondo verrà distrutto e quindi
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questo si collega appunto alla terza guerra mondiale.
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Però è interessante perché questa
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questa domanda
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un posto dall'io poetico,
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eh, ci porta a riflettere su chi sia
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l'io poetico.
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Perché questo crime, che io vuoi a polvere a crearlo.
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Inizialmente noi possiamo pensare
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che io, poetico sia nicanor parra, sia un poeta,
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però questo
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ehm volver quindi tornare nuovamente a crearlo
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ci fa sospettare
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che
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al di là
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del
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dietro questo io poetico ci sia dio a parlare
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e appellare
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le persone.
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E quindi in questo caso,
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eh diciamo
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ad appellare a non essere più indifferenti,
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ad appellare ad essere appunto attivi
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che
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abbiamo già visto come
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nicanor parra era un attivista che si batteva
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per cambiare il mondo.
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É come se
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ce lo chiedesse addirittura dio, come se Dio venisse
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a chiedere qualcosa a noi umani,
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avvertendo che se noi distruggiamo il mondo, forse lui
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non tornerà a crearlo.
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Sempre con questo sentore di
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quasi di fine, potremmo dire quasi
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di distruzione,
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è collegato a un aperto sperimentalismo che tocca estremi
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tocca agli estremi dell'incomunicabilità del non
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della non comunicazione.
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È questo sono questi quattro sonetti,
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i quattro sonetti dell'apocalisse
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che diciamo
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sì spiegano già semplicemente guardandoli
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è visivamente tra l'altro noi sappiamo che nicanor parra vi fu
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un grandissimo artista visuale
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che giocò proprio sull'impatto dell'immagine
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è gioco facendo collage
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e quindi anche la mente. Anche la sua poesia si carica
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di una forte attenzione verso,
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diciamo la dimensione visiva.
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In questi quattro sonetti
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vediamo semplicemente delle croci.
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Ma cosa sono queste croci? E come si connettono
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poi al titolo? Quindi questo quattro i quattro sonetti dell'apocalisse
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è
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per capire cosa siano queste croci e che in realtà è un simbolo
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molto con nota molto legato alla poesia.
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Dobbiamo fare un salto temporale,
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ovvero dobbiamo andare,
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è
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dell'antica grecia.
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Dobbiamo andare negli studi tra gli studi dei filologi alessandrini
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per scoprire cosa siano queste croci.
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Queste qua che vediamo il master ripetute sono appunto delle cruces disperazioni,
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chiamate anche obe los
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e sono quei segni di croce di tipo mortuario che, secondo una
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convenzione ben stabilita,
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gli editori di testi e latini e greci utilizzavano
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no per isolare
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quelle parole che appaiono totalmente avulsi rispetto al contesto
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di una determinata poesia.
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Quindi diciamo delle parole
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che creano, che creano gli studiosi agli scogli,
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forti dubbi,
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sia magari per livello
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lessicale, ma spesso e volentieri, soprattutto
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al livello della prosodia della metrica
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è
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oppure
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venivano indicate negli studi che
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a partire da papiri
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eh diciamo
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venivano venivano usate per indicare le parole mancanti.
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Quindi diciamo dietro queste cruces disperata disperazione se c' è sempre stato
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il dubbio un qualcosa che non si sa.
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E
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questa dichiarazione del non sapere del dubbio,
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ovviamente si collega fortemente alla tematica
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del fatto che noi non conosciamo. Non sappiamo cosa c' è
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nel momento, in quello che
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sarebbe il momento biblico dell'apocalisse
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della resa dei conti, del
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giudizio universale.
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È
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quindi sfruttando
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in una maniera molto irriverente la
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forma tradizionale della poesia per eccellenza,
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il sonetto
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Sam
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cosa ci cosa innesta in questa poesia?
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Nicanor Parra, sorprendendo ci utilizzando non delle parole,
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ma semplicemente dei simboli.
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Innesta
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la tematica del non sapere cosa succederà alla fine del mondo o generale nel futuro.
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Quindi questa secondo me è una trovata
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molto,
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diciamo,
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estremamente creativa.
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È una trovata geniale,
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per cui la possiamo quasi
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proprio, anche grazie alla commistione di questa
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di questa matrice visiva.
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La possiamo accostare? Sicuramente
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ha quasi a un'opera d'arte
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concettuale, perché dietro
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quello che vediamo ci sta un concetto da sviluppare.
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Lo dobbiamo sviluppare nuovi lettori.
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In questo risiede proprio la grandiosità
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di piena di Nicanor Parra
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che pretende che il
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lettore a
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non solo Enzo
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si crea un suo proprio pensiero, ma poi anche chi agisca,
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che vuole mettere sempre in moto qualcosa
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