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diritto all'istruzione, Federica Tangorra e Minna Gaber
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TANGORRA FEDERICA
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Updated May 15, 2023
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13:16
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Auto-generated
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l'istruzione è un processo di trasmissione
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e acquisizione di informazioni come conoscenze,
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abilità e saperi disciplinari.
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L'istruzione istituzionalizzata è ufficiale e affidata alla
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scuola con il compito di trasmettere,
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moltiplicare e sistematizzare le conoscenze
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nel mondo antico. Dopo l'invenzione dell'agricoltura e della scrittura,
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gli alunni erano solito di solito maschi
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e destinati comunque a diventare degli scrivi.
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Sacerdoti e amministratori
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erano pochi e soprattutto subivano un'educazione molto severa e poco permissiva,
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e il resto dei bambini e dei giovani
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dovevano semplicemente lavorare.
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Questo tipo di istruzione in asia minore comunque continua per moltissimo tempo,
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ma con sparta ed atene si inizia a
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parlare della necessità di istruire l'intera popolazione libera,
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libera, ovviamente perché gli schiavi erano esclusi
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a sparta. Era lo stato che si occupava dell'educazione dei cittadini,
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sottraendo i bambini alle famiglie
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all'età di sette anni
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e li sottoponeva a degli addestramenti fino ai trent'anni.
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Dunque a sparta l'istruzione intellettuale era meno
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importante rispetto a quella dell'educazione fisica.
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Ad atene invece,
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esistevano scuole private che insegnavano ai bambini
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nozioni letterarie come lezioni di grammatica,
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aritmetica,
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geometria e anche disegno.
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Iniziano ad evolversi nuove forme di istruzione come l'educazione professionale
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o la formazione specifica per i medici
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si affianca si affiancano inoltre nuovi
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grandi centri di cultura come Alessandria,
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bergamo,
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rodi e antiochia
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a roma.
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In un primo momento l'istruzione era affidata al patris familias,
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il quale affidava
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a un tutore.
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Successivamente, tra il terzo e il secondo secolo,
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entra in gioco lo stato con le scuole pubbliche
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che erano strutturate su tre livelli.
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Caduto l'impero romano, l'istruzione era focalizzata solo dall'uso tecnologico
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e qualunque materia viene studiata in quanto
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funzionale alla comprensione delle sacre scritture.
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La riforma e la controriforma si sfidano
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anche sul campo dell'istruzione.
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Per i protestanti era necessario che anche
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le classi popolari si sappiano leggere la Bibbia
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per conoscere la verità e per la salvezza,
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mentre i cattolici riorganizzano la
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scuola per creare una consapevolezza religiosa
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che si propone, si opponga, diciamo al protestantesimo,
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dunque possiamo dire che nascono nuove scuole di ordini religiosi.
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Con la rivoluzione scientifica e lo sviluppo
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delle classi della borghesia si inizia a pretendere
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dalle scuole una funzione sia di sviluppo delle capacità razionali
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e sia di apprendimento dei mestieri manuali.
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È però con l'illuminismo che si gettano le
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basi dell'idea di un'idea moderna della scuola,
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ovvero un istituto
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un'istruzione em con funzione laica e pubblica
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e quindi possiamo dire gestita dallo Stato.
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Il ventesimo secolo vede lo sviluppo dell'istruzione di
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massa e il progressivo innalzamento del dell'obbligo scolastico.
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L'istruzione pubblica ha lo scopo di garantire l'inserimento occupazionale,
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così come la piena realizzazione, la felicità della persona nel suo tempo libero.
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Lo stato ha il compito di garantire a tutti i
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cittadini il diritto di studiare e di migliorarsi attraverso esso.
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L'articolo trentaquattro della costituzione italiana dice
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che la scuola è aperta a tutti
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l'istruzione inferiore con la durata di almeno otto anni,
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ed è obbligatoria e gratuita.
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I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi,
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hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
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La prep la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio,
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assegni alle famiglie ed altre provvidenze
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che devono essere attribuite per concorso.
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È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli
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che impediscono il pieno sviluppo della persona,
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dunque deve dare lavoro a tutti.
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Pari dignità a tutti gli uomini, la frutta a tutti una scuola
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soltanto ha raggiunto questo obiettivo.
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Si potrà veramente ieri che l'articolo uno della Costituzione, ovvero l'italia,
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è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
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È veritiero
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perché fino a quando non tutti gli uomini hanno possibilità di lavorare e studiare.
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Non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro,
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ma non si potrà chiamare neanche democratica,
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perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto
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è democrazia puramente formale.
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Quando l'articolo tre della Costituzione dice che
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è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli
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di ordine economico e sociale che impediscono
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il pieno sviluppo della persona umana,
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vuol dire che si riconoscono questi ostacoli che esistono ancora tutt'ora
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e quindi dobbiamo ancora lavorare per rimuovere questi ostacoli.
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Appunto L'articolo trentaquattro sancisce che la scuola è perda tutti
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e dunque tale principio stabilisce la necessità di un accesso universale
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e senza discriminazioni all'istruzione.
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Inoltre in Italia la scuola primaria e secondaria del primo ciclo
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per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita.
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Grazie all'innalzamento degli anni di scuola obbligatoria,
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la scuola italiana si apre e lascia spazio alle classi sociali più basse
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e soprattutto grazie all'intervento dello Stato
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per gli studenti meritevoli provenienti da queste classi
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aumenta la possibilità di raggiungere livelli più alti di istruzione.
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Infatti, secondo la Costituzione, coloro che sono capaci e meritevoli,
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anche se non possiedono i mezzi,
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hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
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La Repubblica rende effettivo il diritto allo studio con due modalità,
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mettendo disposizioni di tutte le scuole pubbliche,
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oppure accessibile con delle tasse di iscrizione
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più basse rispetto ai reali costi,
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sostenendo gli studi e le loro famiglie con borse di studio,
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assegni e altre facilitazioni.
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Ehm
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al momento della dell'unificazione la popolazione italiana
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era quasi dell'ottanta percento, priva della conoscenza
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e della capacità dell'uso scritto dell'italiano
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in genere la sua istruzione elementare
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a malapena riusciva a evitare l'analfabetismo,
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ma comunque non riusciva a garantire un contatto duraturo con la lingua nazionale.
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Il reale contatto con la lingua nazionale era riservato soltanto a coloro
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che, dopo le scuole elementari, continuavano per qualche anno gli studi.
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Si può dunque dire che negli anni dell'unificazione
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coloro che erano fuori da Roma e dalla Toscana,
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quindi soltanto centosessanta mila persone
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sono riuscita ad imparare l'italiano in una massa
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in una massa di venti milioni di individui.
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Un altro era il caso di Firenze e di Roma,
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in cui i dialetti locali erano
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particolarmente vicini alla struttura morfologica e lessicale
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alla lingua comune.
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E dunque si può dire che solo il due virgola cinque per
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cento della popolazione era in grado di leggere e scrivere in italiano.
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La conquista di una lingua comune fu lenta e travagliata,
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soprattutto a causa del fatto che nelle popolazioni
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e nelle scuole
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era comunque presente un esteso uso del dialetto e soprattutto in quelle rurali
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le donne ottengono nel milleottocento settantaquattro
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l'accesso ai licei e all'università,
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anche se in realtà molte scuole,
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continuando a spingere le iscrizioni femminili
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e nel millenovecento le donne iscritte all'università con duecentocinquanta,
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mentre nei licei duecento ottantasette
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secondo una mentalità allora diffuso,
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il ruolo della donna era esclusivamente all'interno delle mura domestiche
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o comunque associata al lavoro del tuo famiglio.
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Ma inizia a diffondersi un caso in cui la
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donna che lavorava veniva tollerata e presentata simpatica.
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Dopo l'unità si comincia a impiegare maestri nelle scuole pubbliche
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anche per le classi inferiori maschili.
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Per anni all'insegnamento era uno dei canali principali
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per l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro.
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La figura degli insegnanti elementari assume in quell'epoca altri aspetti
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che la rendevano vista da un altro punto di vista
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lo stato che era stato recentemente fondato e alla ricerca di unità cool
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civile.
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Alle maestre veniva attribuita una missione laica di civiltà
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e progresso per contrastare
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la chiesa, le sue dottrine
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le maestre diventano una sorta di madri del popolo di grande spessore sociale,
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politico,
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avevano il compito di portare i
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futuri cittadini alla conoscenza della lingua nazionale
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e la maestra diventa l'incarnazione del simbolo della patria.
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Nel duemila e otto cinque italiani su cento tra i quindici e i sessantacinque anni
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non erano in grado di distinguere una lettera da un'altra. É una cifra dall'altra.
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Trentotto lo sanno fare,
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ma riescono solo a leggere con difficoltà e a decifrare qualche cifra.
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Secondo specialisti internazionali,
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soltanto il venti per cento della popolazione adulta
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italiana
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possiede istruì strumenti adatti e minimi indispensabili,
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addirittura scrittura, calcolo
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necessari per orientarsi in una società in una vita contemporanea.
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La democrazia moderna.
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I movimenti socialisti hanno fatto apparire
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indispensabile che tutti imparassero a leggere,
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a scrivere e a far conti.
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Perché comunque sapere solamente parlare non basta più
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l'analfabetismo italiano ha radici profonde.
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Negli anni cinquanta il paese viva soprattutto di agricoltura.
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Il cinquantanove per cento della popolazione era senza titolo di studio
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e per metà era totalmente analfabeta
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nell'indagine in un'indagine del duemila diciannove.
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I dati rivelano che il ventisette
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percento della popolazione italiana è analfabeta,
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funzionale
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quasi al livello della Spagna e dell'israele.
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Gli unici che posso si posizionano in una situazione peggiore
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sono la Turchia con il quarantacinque percento e
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il Cile con il cinquantatré per cento.
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L'uguaglianza degli individui non è ancora pienamente realizzata,
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perché gli strumenti di accessibilità
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all'istruzione sono ancora troppo legati al
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sociale.
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Ogni individuo quando nasce e reti dalla posizione sociale dei propri genitori.
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Successivamente,
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con la transizione alla vita adulta
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e il conseguimento dell'indipendenza economica,
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l'individuo lascia la propria posizione sociale
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eredità e comincia a muoversi nello spazio
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sociale fino a raggiungere la sua posizione sociale
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nella quale si stabilizzerà per il resto della sua vita.
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Questo processo di cambiamento della propria
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posizione sociale è chiamato mobilità sociale.
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I movimenti nello spazio sociale non sono liberi,
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ma prevedono delle disuguaglianze tra i cittadini.
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È proprio dalla posizione sociale della propria famiglia che sia la possibilità,
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maggiore o minore di accedere a beni,
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ed uno di qui sia distruzione.
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Nel passato l'individuo ereditava la posizione sociale e
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non ha la possibilità di cambiarsi e migliorarsi.
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Se nasce vi figlio di un contadino, diventa neanche tu stesso un contadino,
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ma ad oggi le opportunità di mobilità sociale cominciano a diffondersi,
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ma solo con la nascita dello sviluppo della società industriale.
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Dunque si combatte evidenziare mente diffusa
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che gli uomini sono disuguali alla nascita
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per ordine naturale o volontà divina,
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ma si sviluppa la tesi che in realtà siamo tutti uguali e dotati gli stessi diritti.
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Ma ciò non basta perché la posizione
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sociale ereditata che determina il futuro individuo,
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chi non dispone di possibilità per le iscrizioni difficilmente
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avrà la possibilità di accedere ad alti livelli di cultura
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e si troverà in posizione di lavorare per cercare un minimo di mantenersi.
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Non in tutto il mondo l'istruzione è accessibile a tutti.
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Ci sono ancora situazioni in cui l'istruzione non è gratuita
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e altre situazioni in cui non è non tutte le persone possono accedere,
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come ad esempio ovviamente nelle donne. In alcuni paesi
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L'afghanistan è l'unico paese al mondo dove non
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è permesso studiare né frequentare le scuole superiori.
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Alle donne è vietato lavorare fuori casa,
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ad eccezione di alcuni lavori e non ci sono donne nel governo.
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Ne esiste un dicastero dedicato alle problematiche femminili.
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È malata.
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È un'attivista pakistana che all'età di tredici anni è diventata celebre per
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il blog che è stato scritto da lei per la BBC,
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nel quale documentava il regime dei talebani pakistani
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che erano contrari ai diritti delle donne
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e al diritto dell'istruzione per i bambini.
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Ma la nel duemila tredici, reduce da un attentato dai talebani,
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pronuncia al Palazzo di Vetro di New York
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un discorso che ha commosso praticamente le coscienze di tutti.
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È diventata celebre anche una sua frase, ovvero un bambino, un insegnante,
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un libro e una penna
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possono cambiare il mondo
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che sottolinea come l'istruzione possa diventare
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la vera arma rivoluzionaria per qualsiasi cosa
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è. Inoltre lei ha combattuto per il diritto delle donne all'istruzione
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e ci ha insegnato la disobbedienza civile,
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ovvero il diritto di opporsi ad una legge ingiusta
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e di ribellarsi per ottenere i nostri diritti
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l'istruzione in Africa. Per quanto riguarda l'istruzione in Africa
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gli alunni spesso devono pagare una
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retta ed acquistare tutti i materiali didattici
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e quindi libri e spesso i bambini non vanno a scuola,
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non hanno nemmeno i materiali, i quaderni, le penne per per poter scrivere.
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Molte famiglie, inoltre,
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non possono sostenere questi costi e quindi non mandano i bambini a scuola.
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Secondo il report
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Report Transforming Education in Africa
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Dell'unicef
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la situazione scolastica nel territorio africano è estremamente negativa,
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sebbene infatti è nel corso del tempo
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siano stati fatti comunque dei grandi progressi
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e, ad oggi una grandissima porzione della popolazione africani.
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Ovviamente però analfabeta.
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Le bambine e i bambini che non vanno a
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scuola tendono ad avere comunque piu' difficoltà a recuperare
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gli apprendimenti,
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gli apprendimenti persi
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e diventano più più vulnerabili alla fame e alla violenza, agli abusi,
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al lavoro minorile e al matrimonio in fa.
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