Salve professore,
mi scusi per il ritardo ma ho avuto dei problemi con computer, e non sono riuscita a farlo in settimana,
grazie,
Cordiali saluti.
Audio TranscriptAuto-generated
- io presento al ventiquattresimo canto dell'inferno di dante.
- Il canto è ambientato nell'ottavo cerchio settima bolgia
- ed è datato il nove aprile del milletrecento
- o, secondo alcuni altri commentatori,
- il ventisei
- luogo, il ponte che sovrasta la posta dei ladri
- l'argine della sesta borgia,
- lo sconforto di dante
- mentre dante e virgilio cerca una via d'uscita dalla sesta bolgia.
- Dante nota che virgilio argomentato dalle
- parole di catalano dannato della sesta bolgia
- e si sorprende nel vedere con quanta facilità il maestro si comporta.
- Dante lo paragona al contadino che si alza la mattina e scambia la brina per neve.
- Virgilio poi
- sollecita dante a scalare l'impegnativa salita della sede
- della settima bolgia,
- esortandolo superare con lo spirito
- la debolezza del corpo.
- La bolgia dei ladri
- i due poeti arrivano il ponte che sovrasta la settima bolgia
- e odono una voce,
- ma l'oscurità
- impedisce loro di comprendere a chi appartenesse
- per capire che cosa essa
- stesse dicendo.
- Dante suggerisce a virgilio di raggiungere l'argine
- che separa la settima volge dalla successiva.
- Finalmente
- scorgono i peccatori
- attaccati dai dai serpenti senza un briciolo di speranza.
- Il protagonista di questo canto
- è wendy fucci.
- Tante video, un dannato venir morsa da un serpente dritto sul collo
- e dice
- Nemmeno il tempo di scrivere una ho
- una i
- e le sue ceneri si erano già riunite e
- il peccatore aveva già acquistato le sue sembianze.
- Esso si presentò
- dicendo di essere Vanni Fucci, soprannominato la bestia.
- Vanni profetizza
- che prima Pistoia caccerai guelfi neri,
- poi Firenze a fare lo stesso coi bianchi
- e poco dopo una tempesta uscita dalla Lunigiana
- conquisterò Pistoia
- e con essa all'ultimo caposaldo dei bianchi fiorentini.
- Ho scritto dei versi dal novantadue XIV al centocinquantesimo
- tra questa cruda e tristissima copia con reagenti nude spaventate,
- senza spera pertugio o li troia
- conservi le mani dietro, avean legate
- quelle fiction
- per la bella coda é il capo
- ed erano dinanzi aggrappate.
- Ecco,
- ha un c'era da nostra Rhoda
- si avventò un serpente che trafisse
- laddove il collo e le spalle sanno da
- ne ho sì tosto
- mai nei s'iscrisse
- con elsa accese e arse
- eccetera. Tutto
- convenne Cassano divenisse
- e poi
- che fu a terra, si distrusse
- la polvere si raccolse per se stessa.
- In quel medesimo ritornò di Bhutto.
- Tutte queste informazioni le ho prese dal sito
- divina commedia, appunto, Webb