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Poema 19, Neruda - Viola Baldi
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viola baldi
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Updated Jul 4, 2022
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Chapter 12
12:51
Chapter 13
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Auto-generated
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in questo video commento andrò ad analizzare la poesia diciannove
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di pablo neruda dalla sua raccolta poetica venti poesie d'amore,
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una canzone disperata pubblicata per la
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prima volta nel millenovecento ventiquattro.
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Pablo neruda, al secolo riccardo laser neftali ray evaso alto,
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fu un poeta diplomatico e politico cileno,
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considerato una delle più importanti figure dell'america latina.
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Infatti il critico letterario harold bloom lo definisce
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il poeta più eminente del ventesimo secolo e
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gli da' una posizione predominante all'interno del suo canone occidentale
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e allo stesso modo lo scrittore gabriel garcìa màrquez lo definisce
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il più grande poeta del ventesimo secolo in qualsiasi lingua.
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Il suo pseudonimo pablo neruda nasce in
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onore dello scrittore e poeta ceco jan neruda
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e da molti viene definito un poeta pittore, in quanto
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è sicuramente in grado di rappresentare la realtà
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all'interno,
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così come fa un pittore in maniera del tutto realistica, ma al contempo
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in maniera sempre molto connotata da una nota personale e soggettiva,
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neruda finisce di scrivere venti poesie d'amore,
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una canzone disperata all'età di diciannove vent'anni, quindi molto giovane.
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Nonostante questa giovane età.
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Tuttavia, la lirica estremamente elevata in uno stile che è
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del tutto riconoscibile e senza alcun dubbio
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innovativo
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pur presentando alcune caratteristiche del
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modernismo letterario allora vigente.
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Diciamo che venti poesie d'amore eh
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mostra
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innegabili segni di innovazione a livello strutturale nei versi,
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ma anche una musicalità molto marcata che è
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visibile anche solamente leggendo le poesie a vista d'occhio
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o sono solamente ascoltandole.
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Infatti la particolarità e l'originalità di questo lavoro divenne sicuramente
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un punto di riferimento per i poeti a lui successivi.
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Ehm, inoltre nel millenovecento settanta tre
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hanno della morte tra l'altro di pub di pablo neruda,
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venti poesie d'amore aveva già più di aveva già venduto più di due milioni di copie,
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caratterizzandosi quindi,
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come probabilmente la raccolta di poesie più letta di tutti i tempi.
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Questo non
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non fa altro che
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confermare quella tesi per la quale appunto, come detto da blume marches,
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pablo neruda fu sicuramente un punto di riferimento fondamentale per l'america,
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ma per la letteratura più in generale
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a livello strutturale questa raccolta di poesie è
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composta da appunto venti poesie senza titolo più l'ultima
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che è l'unica con il titolo è dal nome di canzone esasperata, la canzone disperata
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appunto. Da qui il titolo molto molto chiaro
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nelle pagine della raccolta,
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ma possiamo dire che il poeta analizza diversi temi in maniera molto diversificata
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troviamo temi come l'amore, la sensualità, la paura,
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la solitudine e l'abbandono e la nostalgia.
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La donna amata, inoltre, che è alla base di quasi tutti di quasi tutte le poesie,
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come vediamo in questa edizione,
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è una figura una figura molto particolare,
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diciamo che è spesso comparato agli elementi della natura.
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Viene associata infatti elementi sia positivi che negativi, eh,
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quindi sia i caldi raggi del sole, ad esempio,
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ma anche alla nascita dei fiori o alla corrente dei fiumi.
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E questa donna
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alla quale Neruda si ispira per per le sue poesie, non è una sola donna,
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ma probabilmente
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niente di una
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delle quali, appunto Neruda si serve al fine di creare una creatura ideale,
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un archetipo si può dire di donna
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alla quale si rivolge.
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Infatti questa figura non viene presentata come personaggio
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attivo,
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quindi con un ruolo effettivo,
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ma viene presentato solamente come oggetto d'amore,
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quindi come personaggio passivo
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non sono presenti parole pronunciate dalla donna,
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ma solamente richiami a questa donna o comunque odio questa donna,
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attraverso poi delle dichiarazioni come questa qui
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questa lettera alla nazione al quotidiano La Nation,
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vediamo che lo stesso Neruda dichiarò che le donne cantate
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nella raccolta furono anche il ricordo dei suoi amori adolescenziali,
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appunto l'età che aveva era era proprio
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quella dell'adolescenza quando scrisse questa raccolta.
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Il percorso che svolge neruda è quello di esprimere attraverso
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le parole ciò che avviene quindi nel suo mondo interiore.
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Infatti l'opera segue un percorso molto preciso.
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La condizione iniziale di solitudine si va dispiegando nel corso delle poesie.
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Viene successivamente sconvolta da questo incontro con l'amore,
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il quale però successivamente, nei poemi, nei poemi a seguire
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lo abbandona,
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gli restituisce una nuova condizione di solitudine che si
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va a differenziare però da quella da quella precedente.
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E questa nuova condizione di solitudine,
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quindi sempre un qualcosa da cui imparare,
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viene semplificata dall'importante canzone esasperata
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che è un po'.
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Il climax,
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il culmine di questo viaggio compiuto dallo scrittore all'interno dell'opera,
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quella che andiamo ad analizzare noi la poesia diciannovesima
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appunto, come precedentemente detto, non hanno, non hanno titolo.
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Ma andiamo ad analizzare un pò la struttura di questo poema.
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Il primo è composto da quattro strofe di quattro
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versi in un miscuglio diciamo in una commissione commistione di
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tre deca sillabe alessandrini
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non sono presenti il
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linguaggio letterario in uno stile diciamo decisamente alto,
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elevato ricco di figure retoriche, metafore
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e immagini e l'unica voce che narra è sempre questo,
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questo io lirico che poi possiamo ritrovare nel neruda stesso
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a livello visivo, poi, ma si presenta in questo modo.
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Quindi sono appunto, come precedentemente detto,
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quattro strofe di quattro versi.
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Diciamo che c' è una divisione abbastanza
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evidente che possiamo notare nell'analizzare il poema,
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poi che si presentano due sezioni divise a loro volta in due strofe.
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Ognuna delle due strofe è composta da quattro versi
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che possiamo
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indicare come la prima sezione dal verso una al verso otto
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e la seconda sezione dal verso nuove al verso sedici.
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La prima sezione è quella più allegra e con essa anche il tono.
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Il tono utilizzato è decisamente allegro, colorato
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infatti la sezione in cui c' è la
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descrizione della giovane da parte dell' yo dell'io narrante
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a partire dalla terza strofa, quindi nella seconda sezione
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ehi, inizia questa sezione più nostalgica,
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più triste e con il cambiamento di sezione cambia anche il tono
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che diventa invece malinconico, più sconsolato.
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E
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qui, appunto, ha riportato un po' questa divisione in sezioni
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e ho riportato delle citazioni che ho ritenuto
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emblematiche appunto di questa di questa distinzione,
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come vediamo questa qui del dai versi, una al quattro in cui
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appunto parla del sole che crea, crea questa donna del suo corpo allegro,
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dei suoi occhi luminosi,
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dice che lei gioca con il sole,
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quindi sono immagini che rimandano all'allegria al colore.
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Invece dalla terza strofa in poi la seconda sezione troviamo niente mi
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mi rende vicino a te tutto mi mi allontana da te.
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Il mio cuore cupo ti ti cerca,
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appunto, è una sezione decisamente più triste.
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Qui sono poi descritte tutte le figure retoriche che ho trovato nel poema,
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ma le andremo poi a vedere nello specifico,
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nelle analisi strofa per strofa possiamo vedere a
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vista d'occhio che sono moltissime le similitudini,
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molte le metafore, le immagini, la sinestesia.
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Quindi tutte quelle figure retoriche
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legate alla visualizzazione legate al
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ad esempio la sinestesia che va a mischiare due sfere sensoriali insieme
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vediamo però che sono anche altre.
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Ci sono anche altre figure retoriche come
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la l'attrazione o la prosopopea metonimia,
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eccetera eccetera. E andiamo analizzare poi strofa per strofa.
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Dunque la poesia inizia con neruda che fa una descrizione della ragazza
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che oltre a essere mora e agile,
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viene da subito descritta attraverso una comparazione con la natura,
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la donna viene raffigurata come allegra, vivace,
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piena di vitalità e indubbiamente molto giovane.
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In realtà
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molto probabilmente i due erano coetanei,
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perché questa era una ragazza di vent'anni,
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così come aveva vent'anni Neruda all' epoca.
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Ma già da come la descrive si vede che molto
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probabilmente il poeta si sentiva più grande di questa ragazza,
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o forse percepiva lei come più piccola.
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Comunque l'effetto di che il poeta ci vuole dare è
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quello di una donna dalle sembianze quasi di una dea,
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il che è coadiuvato indubbiamente dall'utilizzo con il
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paragone con la natura.
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Le sue qualità infatti leggiamo circa dalla metà del
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primo verso fino al terzo vengono dal sole.
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Neruda quindi elabora una figura femminile discendente dal sole,
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dal quale prende la brillantezza, la vivacità, il colore,
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tutti questi elementi che poi ne caratterizzano la figura.
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A livello di figure retoriche vediamo evidenziata col colore viola la sinestesia,
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appunto questa associazione tra due parole
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pertinenti a due sfere sensoriali sostanzialmente diverse
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è vediamo poi, ad esempio
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la meth o ninja
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Mhm, vediamo una l'attrazione, la similitudine all'interno della quale
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compara la sua bocca
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al sorriso dell'acqua.
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Passando invece alla seconda strofa,
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la giovinezza e la vitalità della ragazza, appunto,
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provenienti dal sole che l'ha creata, fanno sì che anche in questo poema,
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come in altri
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in altri che abbiamo potuto trovare all'interno della stessa raccolta
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l'io lirico, proprio un amore non corrisposto per lei,
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in quanto è evidente che le ho narrante appartenga alla notte, alla solitudine,
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all'oscurità quindi a un mondo totalmente diverso,
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in qualche modo contrapposto a quello della giovane.
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Qui troviamo una prosopopea,
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infatti viene attribuita al sole. Elemento elemento inanimato
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è vengono attribuite delle caratteristiche sostanzialmente umane.
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E poi il tutto è evidente, diciamo. Questa metafora
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è della ragazza che gioca col sole come se fosse un ruscello
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e questo solo che le lascia negli occhi due pozzi oscure
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e andremo poi ad analizzare anche questo
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nella terza.
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Nella quarta strofa, invece abbiamo il climax della poesia,
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perché inizia la seconda delle sezioni di cui abbiamo precedentemente parlato.
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Neruda è sicuramente innamorato di questa donna,
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ma lei non dimostra il suo amore in alcun modo.
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Anzi, come leggiamo qui, è sempre più lontano, sempre più irraggiungibile.
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Lui non può avvicinarsi a lei e alla sua vitalità,
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così come dice il poeta non puo' avvicinarsi al sole del mezzogiorno
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l'impossibilità di questo amore,
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inoltre, è rappresentata metaforicamente tramite opposizione
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d'altronde, poi diciamo inevitabile tra solo oscurità, quindi tra allegria,
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dunque malinconia
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all'interno. Di questa terza strofa troviamo anche qui una sinestesia
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che poi è anche una ripetizione di ciò che ha detto nella prima
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é una sin doto perché appunto troviamo questi questi termini
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ripetuti senza alcuna congiunzione ma con dei segni di punteggiatura.
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Nella quarta strofa, tuttavia,
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neruda
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tende a dimostrare questa forza di questo suo amore, perché,
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nonostante la sofferenza arrecata dalla donna, il poeta non demorde,
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non non può fare a meno di lei.
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Gli ultimi due versi, inoltre, quelli della metafora anche qui
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eh,
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completano questa descrizione della ragazza che continua ad essere
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associata a questo ambiente naturale a lei circostante,
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perché qui è una farfalla mora, dolce e definitiva. Quindi una presenza si
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importante, forte e stabile,
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ma al contempo colorata e vivace.
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Così come può essere una farfalla che è per antonomasia il sintomo, il
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il simbolo di qualcosa di bello libero nel movimento
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e che dà colore a chi gli sta intorno.
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Accosta.
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Poi la donna ha dei campi di frumento al papavero al sole,
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contribuendo appunto sempre a questa questa immagine di un essere
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celeste creato dal sole,
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che conferisce luminosità e vitalità,
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come detto appunto nelle strofe precedenti.
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Va sottolineato inoltre
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il fatto che la personificazione del khorasan nel cuore
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come son brio quindi come cupo, come
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ha una connotazione del tutto negativa e dà ulteriore adito all' opposizione,
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appunto tra giorno e notte e di conseguenza, tra la donna amata
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e l'io lirico.
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Chiuderà infine con una citazione di un altro grande autore ispano americano,
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julio Porta sar,
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che di neruda dice Neruda restituiva noi stessi
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per mostrarci che l'amore di un poeta,
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non il latino americano.
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Poteva darsi iscriversi chet nuck
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con parole semplici e quotidiane, con gli odori delle nostre strade,
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con la semplicità di chi scopre la bellezza senza l'approvazione
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dei grandi e léo tropi e della proporzione divina.
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In
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questa breve descrizione, secondo me,
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si sintetizza anche molto di cio' che
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abbiamo ritrovato in questo diciannovesimo poema,
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in quanto neruda
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sa sublimare elementi della vita quotidiana attraverso questo suo
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lirismo
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che possiamo definire così dolce e delicato e al contempo elevato,
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ma
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ha
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sempre questa capacità di
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diciamo senza mai tralasciare, appunto il realismo
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con il quale evidenzia oggetti della vita di tutti i giorni
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senza è però dimenticarsi mai della loro insidia poesia
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