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Il viaggio nella Letteratura

Italiano x l'esame
by

Sara Casasola

on 2 June 2013

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Transcript of Il viaggio nella Letteratura

Il viaggio nella Letteratura Presentato da
Casasola Sara VIAGGIO GEOGRAFIA:
Itinerario in Canada INGLESE:
La Metropolitana
Tube of London ARTE:
Keith Haring MUSICA:
La tradotta (canti di trincea) Il mio viaggio:
Il viaggio in bici SPORT:
Il ciclismo TEDESCO:
Sabine Spitz SCIENZE:
Il doping (le droghe) TECNOLOGIA (progetto):
Le leve del corpo umano STORIA:
Il viaggio nello spazio Il primo uomo sulla Luna ITALIANO:
Il viaggio nella Letteratura Majano, 27 maggio 2013 Il viaggio Il viaggio, uno dei temi letterari per eccellenza, con i suoi aspetti embleamatici rappresenta la metafora dell'esperienza umana. Il viaggio come ricerca dell'ignoto e dell'imprevedibile ha sempre affascinato l'uomo spingendolo ad affrontare mille avventure, animato dal desiderio della conoscenza del mondo per meglio comprendere il significato della vita, con i suoi limiti e le sue possibilità. Nel viaggio convivono l'idea della scoperta di nuove dimensioni, quella dell'evasione da un mondo noto e non più in grado di soddisfare le aspirazioni dell'uomo, il senso di sradicamento che lo induce a ricercare le proprie origini e le proprie radici.
Attraverso il viaggio, gli eroi dei poemi epici, come Ulisse, affermano la propria autonomia contro ogni disegno, umano o divino, che possa ostacolare la libertà e il desiderio di conoscenza. Il divieto del viaggio diventa quindi simbolo della libertà limitata, di conoscenze ed esperienze che vengono perse e non possono essere più tramandate.
Il viaggio è centrale anche nella Bibbia: gli esodi, le fughe e i ritorni rappresentano le condizioni dell'uomo nel suo viaggio perenne verso la salvezza e verso Dio.
Nel Medioevo prevale l'interprerazione religiosa del viaggio. Nella Divina Commedia il viaggio di Dante verso Dio corrisponde al viaggio dell'anima verso la salvezza, consentita al poeta dalla grazia e dalla sua salda fede cristiana. Nei poemi cavallereschi il viaggio assume il significato di iniziazione ai valori della vita: il coraggio, l'amore, la fedeltà, ed è anche ricerca che consente di approdare, dopo ardue prove, ad una più profonda conoscenza di sé stessi e dei propri ideali.
Con le scoperte geografiche del periodo rinascimentale, il viaggio diventa occasione di scoperte di nuove terre, di nuove civiltà e di nuovi valori.
Nel Novecento, il viaggio è visto soprattutto nella sua valenza simbolica di espressione dell'inquietudine dell'uomo, che vive in un mondo dove sono crollate le certezze rassicuranti e le mete ben definite, senza che vi siano alternative da proporre. Da qui il desiderio di fuga senza destinazione, il vagabondare alla ricerca di qualcosa che possa dare un senso alla vita, nel tentativo di scoprire le proprie radici, per ricostruire la propria identità e capire sé stessi.

Il viaggio può avere come basi:
- La ricerca: testi strutturati sull'idea del viaggio, intenso e come scoperta di nuovi mondi (Conrad, Kerouac), o di nuove dimensioni (Hesse).
- Il ritorno: focalizza il desiderio di ritrovare gli oggetti familiari e le proprie radici e la nostalgia di ciò che si è lasciato e che non ci appartiene più (Vittorini, Pavese). L'Odissea di Omero e il mito del viaggio L'unica tematica dell'Odissea è costituita, come dice il titolo stesso, da un unico eroe, Odisseo (o Ulisse, alla latina) e dagli innumerevoli viaggi e pericoli da lui affrontati sulla via del ritorno per Itaca dove, dopo aver fatto strage dei Proci, si reimpossessa del proprio regno.
Il personaggio di Ulisse è complesso e multiforme, ed è anche il prototipo del viaggiatore. L'Odissea è quindi il modello di ogni libro che tratti di un viaggio e di un ritorno.
L'Odissea è costruita sul desiderio dell'eroe di ritornare in patria e riappropriarsi di ciò che gli appartiene (le proprie radici, la patria, la famiglia), e sulla necessità di riconquistare anche se stesso, la propria coscienza, che è forse il viaggio più arduo.
L'Odissea è anche la storia di una ricerca continua e irta di insidie; Ulisse è attratto dalla varietà del mondo e animato da uno spirito conoscitivo incontenibile; per la sua curiosità ogni esperienza vale la pena di essere vissuta, e il fascino che essa emana è sempre superiore ai rischi che comporta, come nell'episodio delle sirene.
Anche la letteratura nel suo complesso trova nell'Odissea il modello per le sue componenti essenziali: il rapporto col passato, con la memoria del mondo. Se l'Iliade è il primo libro dell'Occidente, l'Odissea è il primo libro ad averne un altro alle spalle, di cui non può non tener conto. A differenza dell'Iliade, nell'Odissea l'autore e i suoi personaggi sono condizionati dall'esperienza di un libro (l'Iliade, appunto), dalla memoria del passato; tutta la letteratura, da questo momento in poi, deve fare i conti con se stessa, e ogni libro si giustifica e si definisce in rapporto a tutti i libri che lo precedono.
La metafora del viaggio si adatta infine anche alla realtà e alla funzione stessa del libro: è un viaggio quello dell'autore che compone un testo, un viaggio testuale quello di ogni lettore che lo legge. Ritorno in Sicilia Di Elio Vittorini Conversazione in Sicilia non fu inizialmente gradita dal regime (1938-39), che vi leggeva una dichiarazione di antifascismo da parte dell’autore. Per evitare censure, Vittorini pubblica il libro nel 1941 cambiando il titolo originale con “Nome e lagrime”. L'opera: Conversazione in Sicilia La trama Il libro è strutturato sul tema del viaggio: un viaggio reale in Sicilia, dove Silvestro, il protagonista che da anni abita al Nord, ritorna a trovare la madre, e allo stesso tempo un viaggio metaforico alla ricerca della propria dimensione più autentica e profonda. Il ritorno nella terra d’origine gli consente di recuperare il mondo mitico dell’infanzia, libero e felice, in cui riesce a vedere una possibilità di rigenerazione, e lo mette in contatto con un’umanità “offesa” dalla miseria, dalla sofferenza, dalla rassegnazione; proprio in questa umanità degradata lui conosce l’umanità autentica, quella per cui vale la pena di vivere e combattere. Silvestro riesce così a trovare il modo di uscire dagli “astratti furori” che lo agitavano prima della partenza, concretizzandoli nella necessità di assumere “nuovi doveri più alti, verso gli uomini”, che all’epoca della pubblicazione del libro alludono soprattutto alla drammatica realtà contemporanea dei regimi fascisti e della guerra di Spagna. Il brano: Ritorno in Sicilia Il brano riportato presenta il primo impatto del protagonista con la nativa Sicilia, con la miseria dignitosa dei suoi abitanti, rappresentati dai passeggeri incontrati sul traghetto, e con i luoghi dell’infanzia, nei quali egli comincia a rivedersi bambino, mentre corre nel vento. Il ritorno di Anguilla Di Cesare Pavese L'opera: La luna e i falò La luna e i falò è l’ultimo romanzo di Cesare Pavese; fu pubblicato nel 1950, poco prima del suicidio dello scrittore. Il libro sintetizza i temi affrontati da Pavese nelle sue opere: il senso di estraneità e il disagio del vivere (il protagonista è un bastardo, un trovatello nemmeno sicuro del suo nome), la fuga dal paese e la necessità del ritorno, alla ricerca delle proprie radici e della propria identità, il contrasto tra città e campagna (qui tra l’America e le Langhe), la volontà e la difficoltà di comunicare con gli altri. Anguilla, il protagonista della vicenda, racconta in prima persona il proprio ritorno al paese natio, nelle Langhe piemontesi, che aveva lasciato ancora ragazzo per andare a cercar fortuna in America. Al paese ritrova i luoghi e il paesaggio di sempre, ma non le persone, che sono morte o profondamente mutate. Si lega d’affetto a Cinto (figlio di Valino, l’attuale proprietario della casa dove aveva abitato Anguilla), un ragazzo storpio nel quale riconosce se stesso, e ritrova Nuto, un vecchio compagno d’infanzia, che gli parla della guerra, delle speranze e delle delusioni della gente del luogo, ancora alle prese con la miseria. Insieme poi, Nuto e Anguilla rievocano il tempo favoloso dell’adolescenza e della scoperta del mondo, quello della giovinezza, dei primi amori, i momenti della vita contadina, le stagioni, le fiere e i falò alla luna accesi durante le feste di San Giovanni per propiziare il raccolto. Improvvisamente, la violenza ritorna a esplodere nella realtà: in un accesso di furore, Valino dà fuoco alla casa, uccide i familiari e si impicca; solo Cinto riesce a salvarsi. Alla fine Anguilla, incapace di metter radici, se ne andrà nuovamente dal paese, affidando a Nuto la cura di Cinto. La trama Il brano: Il ritorno di Anguilla Il brano è tratto da un capitolo centrale del romanzo, in cui Anguilla, consapevole che la realtà incontrata è ben diversa da quella che aveva tanto desiderato, la fa allora rivivere attraverso il ricordo. Maggio
2013 THE END Grazie per l'attenzione TECNOLOGIA:
Le leve Elio Vittorini Cesare Pavese
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