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societa verticale

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by

Samantha Tirelli

on 4 April 2015

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LA
SOCIETA'
VERTICALE

"Se la società deve servire l'uomo, gli uomini che impersonano le istituzioni non possono servire se stessi, o una parte soltanto della società. Chi l'ha fatto in passato si è reso incompatibile, non per ragioni morali, etiche o di principio, ma perché si è dimostrato dannoso, e continuerà a essere dannoso."

GHERARDO COLOMBO
DEFINIZIONE
E' una società che si fonda sulla
disuguaglianza
e sull'
organizzazione

gerarchica
.
STRUTTURA
Nella società verticale, l'umanità è considerata una specie animale tra le altre e, come tale, sottoposta alle
leggi di natura

Si assiste pertanto ad una
spersonalizzazione
dell'individuo e ad una focalizzazione sulla sua "
adeguatezza
" rispetto al gruppo

Per l'uomo vale quindi il principio della
selezione naturale
: chi non è adatto deve essere scartato

Gli individui sono in
competizione
tra loro e la giustizia mantiene la
gerarchia
derivatane
DIRITTI E DOVERI
Agli individui che occupano i gradi inferiori della piramide sociale

non sono garantiti
diritti fondamentali
e
servizi di base
Diritto
alla
sanità
Libertà
di
pensiero
Libertà
di unione
e
di associazione
Diritto alla
vita
Diritto all'istruzione
La società verticale costituisce il modello più semplice e lineare da concepire?
SUDAFRICA: L'APARTHEID
STORIA DELL'APARTHEID
Emanazione delle prime leggi che istituivano il sistema
1948
L'apartheid viene estesa a tutti i cittadini di colore, compresi gli asiatici
1956
Cessano gli ultimi legami col governo britannico quando il Sudafrica esce dal Commonwealth britannico, rimuovendo Elizabeth II dalla carica di capo di stato e proclamando la repubblica
1961
Organizzazione di una marcia nel distretto nero di Soweto (Johannesburg).
I tumulti di Soweto finiscono quando un notevole numero di poliziotti è assegnato alla zona per reprimere le violenze, che, nelle settimane successive, si spargono nel resto del paese.
Durante i tumulti i commentatori internazionali trasmettono le notizie sui massacri della folla di manifestanti inermi. Da allora, la maggior parte dei paesi nel mondo (eccezioni Gran Bretagna e USA), hanno imposto sanzioni economiche al Sudafrica, in risposta all’apartheid
1976
1993-94
1806
I britannici prendono possesso della colonia del Capo
Liberazione del Sudafrica:
Nel 1993, grazie all’intervento di Mandela, il Sudafrica getta le prime basi per la democrazia.
Nel 1994 Nelson Mandela viene eletto presidente del governo, che comprende al suo interno anche il Partito Nazionale. Mandela è il primo presidente nero in tutta la storia del continente sudafricano
Proibizione dei matrimoni interrazziali;
legge secondo la quale avere rapporti sessuali con una persona di razza diversa diventava un fatto penalmente perseguibile;
legge che imponeva ai cittadini di essere registrati in base alle loro caratteristiche razziali (Population Registration Act);
legge che permetteva di bandire ogni opposizione che venisse etichettata dal governo come "comunista";
legge che proibiva alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree urbane.
legge che proibiva a persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche;
legge che rendeva più difficile per i neri l'accesso all'istruzione;
legge che sanciva la discriminazione razziale in ambito lavorativo;
legge che istituiva i bantustan, ghetti per la popolazione nera, nominalmente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano;
legge che privava della cittadinanza sudafricana e dei diritti a essa connessi gli abitanti dei bantustan;
legge che costringeva la popolazione nera a poter frequentare i quartieri della gente "bianca" solo con degli speciali passaporti.
NELSON MANDELA
"Ci sono state occasioni nelle quali l’aggressione fisica non è stata così grave quanto l’oppressione psicologica sofferta dalla popolazione nera durante l’apartheid. È una tortura psicologica impossibile da descrivere a parole."
Nelson Mandela
"Sono pronto a pagare la pena anche se so quanto triste
e disperata sia la situazione per un africano in un carcere di questo paese. Sono stato in queste prigioni e so quanto forte sia la discriminazione, anche dietro le mura di una prigione, contro gli africani...In ogni caso queste considerazioni non distoglieranno me né altri come me dal sentiero che ho intrapreso. Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l'apice delle proprie aspirazioni. Niente può distogliere loro da questa meta. Più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in questo paese...non ho dubbi che i posteri si pronunceranno per la mia innocenza e che i criminali che dovrebbero essere portati di fronte a questa corte sono i membri del governo".
Nelson Mandela nel discorso
pronunciato di fronte ai giudici del tribunale prima che
questi pronunciassero il loro verdetto
L'apartheid (Lingua afrikaans, letteralmente "separazione") era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnìa bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1993. L'apartheid fu dichiarato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall'assemblea generale nel 1973 ed entrata in vigore nel 1976 (International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid), e quindi successivamente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità.
La filosofia dell'apartheid affermava di voler dare ai vari gruppi razziali la possibilità di condurre il proprio sviluppo sociale in armonia con le proprie tradizioni. Questa giustificazione, come si sarebbe visto, non era che un paravento per una politica razzista. In Sudafrica mentre i neri costituivano l'80% circa della popolazione, i bianchi si dividevano in coloni di origine inglese e afrikaner. Questi ultimi, che costituivano la maggioranza della popolazione bianca, erano da sempre favorevoli ad una politica razzista.
LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
La Repubblica popolare cinese (Rpc) è uno stato socialista a partito unico: il Partito comunista cinese (Pcc). Per questo i leader di Partito ricoprono anche importanti funzioni di governo.
STORIA DEL DIRITTO NELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
I primi anni dalla fondazione della repubblica comunista videro un grosso interesse per il diritto ma la totale presa di posizione negativa nei confronti del vecchio sistema cinese storico. Si mirava a costruire uno stato simile all'Unione Sovietica rinnegando completamente i sistemi basati sul diritto romano.
1949-57
1978-89
In questa fase si viene addirittura a negare il ruolo del diritto, complice anche lo strappo con l'Unione Sovietica conseguente alla destalinizzazione. Questa fase viene definita dai giuristi cinesi come il momento del nichilismo giuridico, che raggiunse l'apice nella famosa Grande Rivoluzione Culturale
Con la conclusione della Rivoluzione Culturale, la morte di Mao Tse-tung e l'insediamento definitivo di Deng Xiaoping al Partito Comunista, la Cina conosce un'apertura verso il mondo esterno e un'immediata rivalutazione del diritto. Si riconosce valore anche al diritto romano
1958-77
Dal 1º ottobre del 1949 in Cina è presente un sistema di governo socialista che non va confuso con la Repubblica di Cina, più nota come Taiwan: entrambe le entità statali rivendicano sovranità territoriale sull'intero territorio della Cina e delle sue isole.
Oggi in Cina è quindi presente un unico partito (quello comunista) perciò è inevitabile votare ed eleggere quello giusto. Inoltre non c'è libertà di stampa, parola, religione e questo dipende dalla presenza del partito comunista al governo.
La struttura del Partito (oltre 80 milioni di membri in tutta la Cina, il più grande del pianeta) è verticistica come quella dello Stato. Si riunisce ogni cinque anni in un Congresso nazionale per eleggere (sempre in teoria perché i nomi di chi dovrà essere eletto vengono individuati prima che il Congresso abbia luogo) il Comitato centrale composto da 198 membri che a sua volta è alle dipendenze dal Politburo (24 membri: in genere governatori di regioni particolarmente importanti e sindaci delle principali municipalità, oltre alle maggiori cariche dello stato) controllato dal suo Comitato permanente: i nove potenti della Cina.
Presidente della Repubblica popolare cinese (attualmente Hu Jintao)
Primo ministro della Rpc (attualmente Wen Jiabao)
Presidente del Comitato centrale dell'Anp (attualmente Wu Bangguo)
Presidente della Conferenza consultiva politica (attualmente Jia Qinglin)
Vicepresidente della Rpc (attualmente Xi Jinping)
Vicepremier (attualmente Li Keqiang)
Presidente del piccolo gruppo che guida l'ideologia e la propaganda (attualmente Li Changchun)
Segretario della Commissione disciplinare del Pcc (attualmente He Guoqiang)
Segretario del Comitato centrale politico e legislativo del Pcc (attualmente Zhou Yongkang)
I nove potenti della Cina
RUSSIA: IL REGIME DI STALIN
Dopo la morte di Lenin (1924) - principale fautore della rivoluzione russa - si scatenò una lotta intestina per il governo del Paese tra i principali leader del Pcus (Partito comunista sovietico).

Questi avevano infatti idee divergenti in merito alla gestione dei problemi del Paese e alla concezione del ruolo del partito al suo interno.

Da un lato vi era Leon Trotzkij, sostenitore di una “rivoluzione permanente”, ossia estesa a tutti i Paesi del mondo.
Dall’altro c’era Josiph Djugasvili, detto Stalin, il quale riteneva indispensabile consolidare il regime nella sola Unione Sovietica, difendendola dalle aggressioni degli Stati capitalisti. In tal modo, sarebbe divenuta un modello di riferimento per tutti i partiti comunisti.
Nel 1927 Stalin riuscì a conquistare la direzione del partito, diventando il capo della nazione.
Nel 1929 Stalin assunse il completo controllo del partito, che mutò rapidamente fisionomia:
il Partito Comunista diviene il principale canale di promozione sociale
l'intero sistema dei valori viene modificato, dietro la parvenza di una continuità ideologica
la nuova struttura sociale è di tipo

VERTICALE
lo sconvolgimento del tessuto sociale agevola l’intervento dello Stato in ogni settore della vita politico-sociale
hanno inizio la collettivizzazione dell’agricoltura e l’industrializzazione forzata
il gruppo politico dirigente assume il ruolo di amministratore economico
La dittatura tracciata da Lenin si proponeva di ottenere il consenso di larghi strati sociali, andando a
ridurre il divario tra lo Stato e la società
.

La dittatura autocratica di Stalin era invece basata sull’
esaltazione dello Stato
 e sul pieno
schiacciamento della società
.
La cristallizzazione del sistema gerarchico porta al ritorno dei valori tradizionali, destinati a inculcare nelle masse la 
disciplina
, il
conformismo
ed il
rispetto per l’autorità
.

Il culto di Stalin si accompagna alla caccia spietata degli oppositori politici.
PLATONE: MAESTRO DI TOTALITARISMO?
Nella "Repubblica", Platone delinea uno Stato ideale, modellato sulla psyché dell'essere umano.
La comunità deve essere divisa in tre classi, in grado di soddisfare i bisogni dello Stato:
governanti (dotati di saggezza)
guerrieri (dotati di coraggio)
lavoratori (dotati di temperanza)

L’appartenenza ad una o ad un’altra classe è dettata rispettivamente dalla prevalenza nella psyché dell'individuo della parte
razionale
,
concupiscibile
o
irascibile
, ossia dalle qualità individuali.
La tesi platonica secondo cui il potere deve essere esercitato da una selezionata elité di uomini, migliori per natura e formazione, basata su una concezione di "
disuguaglianza naturale
" di carattere intellettuale, pone Platone al di fuori della tradizione democratica, anzi
agli antipodi della moderna idea di
democrazia, basata invece sul principio dell’eguaglianza naturale di dignità e valore.
A giudizio di Popper, Platone, insieme a Marx, avrebbe ispirato il regime totalitario comunista staliniano.

E’ però vero che questa minoranza che Platone ritiene legittimata a governare è costituita da uomini selezionati non in base alla razza, al censo o alla nobiltà di nascita ma in vrtù della loro natura intellettuale e morale, e della capacità di sostenere una formazione molto dura, che comporta l’apprendimento delle discipline teoriche più alte per giungere alla vera e propria
dialettica filosofica
.
Questo percorso dovrebbe portare tale minoranza a comprendere la norma centrale della vita, quell’entità teorica assai enigmatica che Platone chiama
idea del bene
, la cui conoscenza, che per la sua intrinseca difficoltà è comunque riservata a un’esigua minoranza, garantisce la capacità di orientare l’azione collettiva e individuale nell'ottica del
bene universale
e non dell’interesse privato.
Sulla base di queste motivazioni, Il filosofo Karl R.Popper ha sostenuto che Platone è da annoverare tra i padri teorici dei regimi totalitari del XX secolo.
CILE, DITTATURA MILITARE DI PINOCHET
1973-1790
Augusto José Ramón Pinochet Ugarte (Valparaíso, 25 novembre 1915 – Santiago del Cile, 10 dicembre 2006)
Nel 1970 fu eletto Salvador Allende, capo della coalizione socialista Unidad Popular; si trovò di fronte a numerosi probleemi economici che cercò di risolvere seppur con grandi difficoltà a causa dell'opposizione che bloccava le sue riforme
L'11 settembre 1973 le armate cilene guidate dal capo dell'esercito Augusto Pinochet attaccarono le autorità civili e bloccarono le vie di comunicazione da Santiago a Viña del Mar e Valparaíso; successivamente bombardarono il Palacio de La Moneda (sede del Presidente della Repubblica) e lo assaltarono.
Salvador Allende, dopo aver dichiarato la resa, e dopo essere rimasto solo nel Salón Independencia , si suicidò.
PERIODO DEL TERRORE
1973-1976
1982-1983
PERIODO DI CRESCITA
PERIODO DELLE PROTESTE
1977-1981
PERIODO DI MOVIMENTI VERSO LA LIBERALIZZAZIONE
1984-1987
PERIODO DI AVVICINAMENTO A FORME DEMOCRATICHE
1988-1990
In questa fase furono aboliti tutti i diritti civili, venne sciolto il congresso nazionale, furono proibite le attività sindacali, gli scioperi e la contrattazione collettiva, e furono abolite le riforme economiche mese in atto da Allende.
VITTIME DEL REGIME MILITARE
Questo momento, detto "miracolo cileno" coincide con il momento di massimo potere di Pinochet; cominciò una lenta apertura verso la libera economia di mercato. Nel 1978 e nel 1980 vennero effettuati dei referendum che, nonostante la scarsa limpidezza dei risultati, confermarono il ruolo del dittatore.
In questo biennio avvenne un crollo dell'economia causato dal massiccio incremento delle spese militari che provocò la diminuzione dei salari e tagli nel finanziamenti ai servizi pubblici; aumentò perciò la disoccupazione e il malcontento dei civili che sfociò in proteste duramente represse.
Nella costituzione emanata nel 1980, dopo il referendum, Pionochet veniva riconosciuto Presidente della Pepubblica fino al 1988 quando il nuovo referendum non lo riconobbe e lo costrinse a indire le prime elezioni politiche; tuttavia fu confermata la sua carica di comandante supremo delle forze armate.
Venne attuata una politica di stabilizzaziozne economica caratterizata da una forma di liberalismo controllato, da nuove forme di privatizzaziozioni, dal rinnovo della normativa del settore bancario e dal regolamento dei flussi di capitale provenienti dall'estero.
In tutto il periodo del regime militare di Pinochet, ma principalmente nei primi anni, il governo attuò un progetto di distruzione della fazione opposta, della quale facevano parte membri di UP, comunisti, socialisti e democristiani. Oltre ad essi furono catturati, torturati e uccisi anche accademici, artisti, musicisti, professionisti, religiosi, studenti e operai. Inoltre il numero dei detenuti era così elevato che le carceri non erano sufficienti e il Governo ricorse perciò a vascelli della marina, stadi e veri e propri campi di concentramento situati nelle zone desertiche della Patagonia e del Settentrione; qui principalmente gli oppositori politici venivano torturati e uccisi e successivamente i loro corpi venivano scaricati nell'Oceano dagli aerei militari. Solamente nel 1973 più di 20000 persone fuggirono dal Cile e a partire dal 1976 (anno conclusivo del periodo del terrore) si contano almeno 2279 persone uccisee 29000 arrestate o torturate. Non sono stati documentati tutti i crimini commessi precedentemente perciò il numero di persone che "abbandonarono" il Paese durante la Dittatura si stima intorno al milione.
"El pueblo unido jamás será vencido"
1970, Inti-Illimani
CUBA, PRESIDENZA DI FIDEL CASTRO
ARGENTINA, DITTATURA DI VIDELA
"Hasta siempre, Comandante"
1965, Carlos Puebla
MYANMAR
Dittatura di Rudolph Joseph Rummel dal 1962 al 1988
CAMBOGIA
Dittatura di Pol Pot dal 1975 al 1979
60.000 morti
600.000 a 3 milioni morti
COREA DEL NORD
Dittatura dal 1948 al 2005
90.000 esecuzioni 1.500.000 morti nei campi
INDONESIA
Dittatura di Suharto dal 1965 al 1998
1 a 2 milioni di esecuzioni
IRAN
Dittatura di Mohammad Reza Pahlavi dal 1953 al 1979
Dittatuta di Ruhollah Khomeini dal 1979 al 1989
5.000 morti
56.000 morti
IRAQ
Dittatura di Saddam Hussein dal 1973 al 2003
500.000 morti
LAOS
Dittatura da 1975 al 2005; primo presidente Souphanouvong
300.000 morti
MONGOLIA
Dittatura da1924 al 1991 (URSS)
100.000 morti
TAIWAN
Dittatura di Chiang Kai-shek dal 1949 al 1975
5.000 morti
VIETNAM
Dittatura dal1975 al 2005
1.040.000 morti
ALBANIA
Dittatura di Enver Hoxha dal 1946 al 1985
5.000 morti
Dittatura di Engbert Dolfuss dal 1933 al 1934
AUSTRIA
2.000 morti
BULGARIA
Dittatura dal 1945 al 1989 (URSS)
222.000 morti
CECOSLOVACCHIA
Dittatura dal 1948 al 1989 (URSS)
65.000 morti
JUGOSLAVIA
Dittatura di Ante Pavelic dal 1941 al 1945
655.000 morti
Dittatura di Josip Broz (Tito) da 1944 al 1980
1.072.000 morti
Dittatura dal 1948 al 1989 (URSS)
POLONIA
30.000 morti
ROMANIA
Dittatura di Nicolae Ceauescu dal 1944 al 1989
435.000 morti
Dittatura di Francisco Franco dal 1939 al 1975
SPAGNA
500.000 morti
Dittatura dal 1946 al 1989 (URSS)
UNGHERIA
27.000 morti
GUATEMALA
Dittatura di Peralta Azuria e Julio Cèsar Menguez Montenegro dal 1966 al 1974
140.000 morti
NICARAGUA
Dittatura di Anastasio Somoza dal 1967 al 1979
50.000 morti
HAITI
Dittatura di François Duvalier dal 1957 al 1971
60.000 morti
PARAGUAY
Dittatura di Alfredo Stroessner dal 1954 al 1989
1,200-3,000 morti
ETIOPIA
Dittatura di Mengistu Haile Mariam dal 1974 al 1991
150.000 morti
GUINEA EQUATORIALE
Dittatura di Francisco Macías Nguema dal 1968 al 1979
100.000 morti
Dittatura di Mu'ammar Gheddafi dai 1969 al 2011
LIBIA
SOMALIA
Dittatura di Mohammed Siad Barre dal 1969 al 1991
Dittatura di Omar Hassan Ahnad al Bashir dal 1989
SUDAN
BIELORUSSIA
Dittatura di Aljaksandar Ryhoravi Lukašnka dal 1994
Dittatura di Hissèn Habrè dal 1982 al 1990
CIAD
40.000 MORTI
ARABIA SAUDITA
Dittatura dal 1932; re attuale Abd Allah
SIRIA
Dittatura dal 1973; presidente attuale Bashar al-Asa
Durante la dittatura di Batista, caratterizzata da una forte allenza con gli Stati Uniti, una parte della popolazione, guidata da Fidel Castro, si ribellò; quest'ultimo, dopo essere stato recluso, organizzò dal Messico la lotta contro la dittatura, aiutato da alcuni volontari tra cui anche Ernesto Guevara detto "Chè".
Sbarcarono sull'isola 82 rivoluzionari detti "barbudos" che, dopo aver ottenuto il consenso della popolazione organizzarono un piccolo esercito popolare il quale affrontò e sconfisse quello nazionale a Santa Clara il 30 dicembre 1958. Dieci giorni dopo le truppe entrarono a l'Avana e instaurarono un nuovo governo.
Subito dopo aver preso il potere, il nuovo governo promosse delle riforme in campo agricolo; tuttavia queste si dimostrarono in conflitto con gli interessi statunitensi causando perciò un conflitto tra i due Stati e un successivo avvicinamento di Cuba all'Unione Sovietica.
Essendo una dittatura, ovvero una radicale società verticale, alle persone vengono negati molti diritti; tuttavia, bisogna riconoscere anche alcuni meriti:
l'alimentazione minima di base è garantita a tutti;
la casa è (teoricamente) assicurata a tutti
l'istruzione è gratuita a tutti i livelli (100% di alfabetizzazione)
il sistema sanitario non è a pagamento per alcun cittadino
il tasso di disoccupazione è il più basso di tutto il continente Americano (1,9%)
donne e uomini hanno ugali diritti
Tuttavia alla popolazione erano negati diversi diritti definibili fondamentali:
venne creato un registro in cui per ogni studente, oltre ai risultati accademici, venivano registrate anche l'appartenenza a organizzazioni di massa, il ruolo ricoperto in esse, il livello di attivismo e la lealtà ideologica dei familiari; coloro che non risultavano "adatti" o venivano espulsi o perdevano il lavoro o erano soggetti a discriminazioni
ogni forma di dissenso veniva repressa mediante processi, arresti o licenziamenti
era presente la pena di morte per 112 reati, di cui 33 oggi considerati crimini comuni
ai cittadini non era concesso allontanarsi dal Paese
il diritto di professare la propria religione fu limitato nel 1961 (gli ecclesiastici provenienti dall'estero furono espulsi)
Durante gli anni '60 e '70 gli omosessuali erano soggetti a forti discriminazioni; lo stesso Castro in un'intervista dichiarò timore di dover
"mandare un figlio a scuola e vederselo tornare frocio"
; tuttavia dal 1992 ai cittadini cubani maggiori di 16 anni è concesso avere relazioni con persone dello stesso sesso.
Fidel Alejandro Castro Ruz (Birán 13 agosto 1926)
8 gennaio 1959 - 31 luglio 2006
dimesso per motivi di salute; successore fratello Raul Castro
29 marzo 1976 - 29 marzo 1981
Jorge Rafael Videla (Mercedes 2 agosto 1925)
"Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi"
Videla
Dopo la morte del Presidente Juan Domingo Perón (1 luglio 1974) il governo passò nelle mani della moglie Isabel Martínez de Perón che nominò come Segretario di Stato José López Rega scatenando così la reazione della sinistra che cominciò un'attività di guerriglia contro il governo; si scontrarono così le squadre dell' Ejército Revolucionario del Pueblo (ERP) contro quelle dell'Alianza Anticomunista Argentina (AAA) capitanate dallo stesso Peron. A causa della pericolosa situazione Isabel nominò Capo di Stato Maggiore dell'esercito il generale Videla e affidò all'esercito il Ministero degli interni.
Vennero successivamente annunciate e poi più volte posticipate le elezioni in modo tale da rafforzare la carica dei militari, fino a quando il 24 marzo 1976, dopo aver sospeso la Costituzione, con un colpo di Stato Videla assunse la Presidenza del Paese e cinque giorni dopo questa divenne una carica vitalizia.
Subito dopo aver assunto la Presidenza Videla sospese tutte le libertà civili e sindacali e attuò una diretta repressione nei confronti della sinistra.
Il governo militare di Videla è "famoso" per crudeltà commesse segretamente (ma successivamente svelate) nei confronti degli oppositori politici o semplicemente in persone per qualche motivo sospettate.
Nei commissariati di polizia, nelle carceri e nei centri illegali di detenzione, si ricorreva spesso alla tortura dei prigionieri; attraverso le notizie giunte sino ad oggi è possibile sapere quali atrocità venivano commesse:
La maggior parte delle persone dopo essere state torturate venivano uccise brutalmente e poi gettate nell'Oceano. Di questi nessuno seppe più nulla, come se fossero spariti; proprio per questo vengono chiamati "desaparecidos". In quegli anni, inoltre, le madre e i parenti delle persone sparite, organizzarono una marca silenziosa ogni giovedì sulla Plaza de Mayo a Buenos Aires.
Circa 30.000 persone durante il Regime militare furono torturate e uccise; queste venivano prima sequestrate di notte (per mantenere la massima segretezza) e poi portate principalmente all'ESMA ( Escuela de Mecánica de la Armada). Vennero rapiti anche cittadini non argentini come la studentessa svedese diciassettenne Dagmar Hagelin.
scariche elettriche ad alto voltaggio nelle parti delicate del corpo
ustioni tramite sigarette o attraverso fiammelle lunghe circa 30 cm
rottura di alcune ossa (piedi, mani)
ferimento dei piedi con oggetti appuntiti
pestaggio a sangue con sacchetti di sabbia per non lasciare segni evidenti
In questo corteo ogni persona esponeva su un fazzoletto o su un cartello la foto del parente. Le persone partecipanti, la maggior parte delle quali madri di persone scomparse, vennero chiamate "madri di Plaza de Mayo"; proprio per questo almeno 720 di loro furono uccise gettandole nel mare con uno dei "voli della morte".
immersione del viso in escrementi fino al soffocamento
affissione dei detenuti a testa in giù per tempo indeterminato
torture eseguite alla vista dei parenti
stupri
violenza psicologica (detenuti bendati)
A nostro parere, è più facile, almeno apparentemente, che una società funzioni sinergicamente fondandosi su rapporti di interdipendenza tra cittadini in senso "
verticale
". La stratificazione sociale, nella sua inalterabilità, permette infatti una
gestione del potere più semplice
e il mantenimento dello stesso nelle mani di una limitata cerchia di cittadini, il più delle volte tramite mezzi illeciti e soprusi.
La verticalità inoltre accomoda la
naturale tendenza
di molti uomini a delegare i compiti più onerosi a terzi che li svolgano al loro posto.
I cittadini sottoposti, dal canto loro, spesso si limitano ad accettare passivamente tale condizione, costretti dalle circostanze o rassegnati all'accettazione in quanto spaventati dall'idea di cambiamento.

Se ognuno lavorasse e vivesse per se stesso in modo completamente indipendente (cosa impossibile per l'uomo in natura, essendo questo un animale sociale) nessuno avrebbe interesse a rimanere legato agli gli altri da vincoli societari, poichè questi, paradossalmente, sarebbero solo d'impiccio. Ma sappiamo bene che non lo sono perchè una comunità, se organizzata razionalmente, funziona meglio e garantisce un benessere più duraturo e diffuso. Una società
orizzontale
potrebbe esistere solo in una utopistica
realizzazione di una responsabilità, affidabilità, operosità generalizzata e capillare
di tutti i cittadini: ciò è, inevitabilmente,
più difficile da attuare
.

E, purtroppo, l'uomo opta quasi sempre per le cose più facili o meno faticose da realizzare.
IL NAZISMO
…Le scimmie eliminano l’estraneo come non appartenente alla comunità. E ciò che vale per le scimmie, dovrebbe valere tanto più per gli uomini…
( Hitler “Tischgespraeche”)
Ogni progresso sociale avviene attraverso una lotta per la vita in cui i più deboli soccombono e poiché questa lotta avviene nell’ambito della razza, essa dà origine ad una élite naturale.
Il mescolamento di due razze comporta la degenerazione di quella superiore e il suo declino culturale, sociale e politico.
Tutte le razze o le culture di rilievo sono state create dalla sola razza ariana; vi sono poi razze portatrici di cultura che però non sono in grado di crearla autonomamente e poi razze distruttrici ossia: la razza ebraica.
Fondazione del Partito dei lavoratori tedeschi
1919
1924
Nomina di Hitler a capo del partito, che prende il nome di Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi
Hitler viene messo in carcere, dove scrive il Mein Kampf
1920
Il 6 novembre il partito nazionalsocialista ottiene il 33,1% dei consensi
1932
Creazione della Gestapo e assunzione dei pieni poteri da parte di Hitler
Leggi contro gli ebrei
1933
21 marzo: creato il tribunale politico speciale
2 agosto: muore Hindenburg e Hitler assume le cariche di cancelliere e presidente
30 giugno: notte dei lunghi coltelli
1934
Alcuni dei punti cardine dell'ideologia nazista sono:
conseguenze dell'ideologia nazista
Deportazione degli ebrei
Campi di sterminio
Genocidio
Arte degenerata
il mito dell'eroismo
il culto per la potenza e la razza ariana, ossia superiorità genetica ed intellettuale
il mito del "superuomo"
Per parecchio si è pensato che il nazismo fosse una conseguenza delle idee di Friedrich Nietzsche
C'era bisogno di una dottrina abbastanza forte per produrre effetti di selezione e disciplina: rafforzatrice per i forti, paralizzante e distruttrice per gli stanchi del mondo.
È necessario che gli uomini superiori dichiarino guerra alla massa! Non c'è luogo in cui i mediocri non si radunino per diventare padroni! Tutto ciò che rammollisce, addolcisce, valorizza il "popolo" o il "femminino", agisce a favore del suffrage universel, ossia del dominio degli uomini inferiori.
Quanti ebrei furono assassinati durante il regime nazista?

Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte degli storici generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni.
LE 13 COLONIE: LOTTA PER L'INDIPENDENZA
Le colonie NON possono:
Le colonie DEVONO:
Commerciare liberamente (possono esportare materie prime solo in Inghilterra)
Produrre merci liberamente (non potevano sviluppare un artigianato locale perché erano obbligati ad acquistare i prodotti lavorati solo dalla madrepatria)
Battere moneta
Far parte del Parlamento, dunque prendere decisioni
Pagare le tasse al governo inglese (dal 1764)
Acquistare i prodotti dall’Inghilterra
Tasse imposte dall'Inghilterra
Perchè venivano imposte queste tasse?
1764 TASSE INDIRETTE = tasse su determinati prodotti o transazioni commerciali) stamp act (bollo sui giornali e su alcuni contratti, come la nostra marca da bollo)
1773 tassa sul tè
Per rimpinguare le finanze, in crisi dopo la vittoriosa guerra dei 7 anni che le aveva attribuito il dominio incontrastato sui mari (aveva tolto ai francesi: Canada, Louisiana, Senegal; agli spagnoli: Cuba e la Florida).
L’inizio della colonizzazione risaliva ai
corsari di Elisabetta I (1584 Virginia).

La maggioranza dei coloni erano inglesi Protestanti, che fuggivano dalle persecuzioni dei sovrani cattolici della dinastia degli Stuart, ma tra il 1600 e 1700 arrivarono anche altri gruppi di Europei.
Non vorrei essere uno schiavo, ma non vorrei neanche essere un padrone. Questo esprime la
mia idea di democrazia.

Abraham Lincoln
Fasi per raggiungere l'indipendenza
Inizio dell'insurrezione
1776
Le colonie si dichiarano indipendenti (4 luglio: Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America)
Gli americani, guidati da G. Washington e sostenuti dai francesi, sconfiggono definitivamente gli inglesi a Yorktown
1781
1783
1775
Gli inglesi riconoscono l’indipendenza delle colonie
“Noi riteniamo che tutti gli uomini sono creati uguali; che il Creatore ha donato loro certi diritti inalienabili; che tra questi diritti vi sono la vita, la libertà, la ricerca di felicità. Quando una lunga serie di abusi e usurpazioni, che perseguono invariabilmente il medesimo obiettivo, manifesta il disegno di ridurli sotto un assoluto Dispotismo, è loro diritto (dei popoli), è loro dovere rovesciare un simile governo e provvedere nuove Garanzie per la loro futura sicurezza”.
LA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA
Nel nostro lavoro di ricerca, abbiamo scelto di prendere in considerazione una serie di esempi emblematici della società verticale, relativi a periodi storici in cui questa tipologia di governo è stata estremizzata ed esasperata con conseguenze notoriamente disastrose.
La realtà, come ci suggerisce lo stesso Gherardo Colombo nel libro da cui è nato questo nostro elaborato, è che pressoché tutte le forme di governo attualmente esistenti costituiscono esempi più o meno eclatanti di società verticale, spesso solo edulcorata con caratteri relativi ad un’organizzazione orizzontale che di fatto si è sempre dimostrata irrealizzabile.
L’
Italia
stessa, per quanto fondata su una costituzione che ricalca principi attribuibili ad una società di matrice orizzontale - quali
uguaglianza, libertà e collaborazione
-, molto spesso si avvicina pericolosamente alla tipologia opposta.
Nel nostro Paese, infatti:

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"

Art. 3 della Costituzione

Eppure gli avvenimenti e le situazioni all’ordine del giorno sembrano spesso contraddire questa affermazione, che potrebbe essere considerata a buon diritto il
paradigma di una società orizzontale
.
L'interrogativo resta dunque aperto:
è possibile realizzare una società orizzontale?

Bottolo Jacopo, Taverna Rossella, Tirelli Samantha, Zuliani Elettra
Ma qua la verità...è che si scrive schiavitù, ma si legge libertà.
Fedez
IL FASCISMO
Non è la fede che arriva nell’ora del crepuscolo quella che mi sostiene, è la fede della mia infanzia e della mia vita che mi impone di dover credere, anche quando avrei diritto di dubitare. Non so se questi miei appunti saranno mai letti dal popolo Italiano; vorrei che così fosse, per dargli la possibilità di raccogliere in confessione di fede il mio ultimo pensiero.
Non so nemmeno se gli uomini mi concederanno il tempo sufficiente per scriverli. Ventidue anni di governo mi rendono probabilmente degno, a giudizio umano, di vivere altre ventiquattro ore. Ho creduto nella vittoria delle nostre armi, come credo in Dio, Nostro Signore, ma più ancora credo nell’Eterno, adesso che la sconfitta ha costituito il banco di prova sul quale dovranno venire mostrate al mondo intero, la forza e la grandezza dei nostri cuori. E’ ormai un fatto che la guerra è perduta, ma è anche certo che non si è vinti finchè non ci si dichiari vinti. Questo dovranno ricordare gli Italiani, se sotto la dominazione straniera, arriveranno a sentire l’insoffocabile risveglio della loro coscienza e dei loro spiriti. Oggi io perdono a quanti non mi perdonano e mi condannano condannando se stessi. Penso a coloro ai quali sarà negato per anni di amare e soffrire per la Patria e vorrei che essi si sentissero non solo testimoni di una disfatta, ma anche alfieri della rivincita. All’odio smisurato e alle vendette subentrerà il tempo della ragione.
Così riacquistato il senso della dignità e dell’onore, son certo che gl’Italiani di domani sapranno serenamente valutare i coefficienti della tragica ora che vivo. Se questo è dunque l’ultimo giorno della mia esistenza, intendo che anche a chi mi ha abbandonato e a chi mi ha tradito, vada il mio perdono, come allora perdonai al Savoia la sua debolezza.

Germasino 27 Aprile notte.
Benito Mussolini
Mussolini fonda i fasci di combattimento
Discorso di San Sepolcro
1919
1922
Blocco nazionale delle elezioni e conseguente fondazione del Partito nazionale fascista
Marcia su Roma e discorso alla Camera
1921
Nuove istituzioni fasciste: Gran consiglio, milizia volontaria, Confederazione delle corporazioni sindacali
Legge elettorale maggioritaria
1923
Alle elezioni viene votato il Listone di Mussolini
1924
Discorso di Mussolini alla Camera sul delitto Matteotti
1925
L'ultimo discorso parlamentare di Giacomo Matteotti
Matteotti
: "…Contestiamo in tronco la validità delle elezioni di aprile. La vostra lista ha ottenuto con la forza i voti necessari per far scattare il premio di maggioranza...".
Dai banchi della destra
: "Basta, la finisca! Non possiamo tollerare che ci insulti".
Matteotti
: "Avete sostenuto che le elezioni avevano un valore assai relativo, perché il governo non si sentiva soggetto al responso elettorale e era deciso a mantenere il potere anche con la forza...".
Farinacci
: "Sì, sì, è così! Noi abbiamo fatto la guerra!".
Matteotti
: "...Per vostra stessa conferma, dunque, nessun elettore è stato libero di decidere".
Voce da destra
: "E i due milioni che hanno preso le minoranze?".
"Potevate fare la rivoluzione!", dice
Farinacci
.
Il presidente della Camera, Alfredo Rocco
: "Si attenga all’argomento!...".
Matteotti
: "Presidente, forse ella non m’intende: ma stiamo parlando di elezioni!". "Esiste una milizia che durante le elezioni...".
Da destra: "La milizia non si tocca! Viva la milizia fascista!". 
Farinacci
: "Erano i balilla!".
Matteotti
: "E’ vero, onorevole Farinacci: in molti luoghi hanno votato anche i balilla".
Ancora da destra
: "Per voi hanno votato i disertori! Imboscati!".
Il presidente Rocco
urla: "Onorevole Matteotti, sia breve e concluda!".
Matteotti
: "A Napoli, con il ricorso alla milizia armata, fu impedito di tenere una conferenza all’onorevole Amendola, capo dell’opposizione costituzionale...".
"Ma che costituzionale!", gridano i deputati fascisti. "E’ un sovversivo come voi!". 
Matteotti
: "Su cento nostri candidati sessanta non potevano circolare liberamente nella loro circoscrizione!".
"Per paura, avevano paura!", si grida.
Filippo Turati
reagisce, tra il commosso e lo sdegnato: "Sì, paura! Come nella Sila quando c’erano i briganti, avevamo paura!".
E
Rocco
: "Onorevole Matteotti non provochi incidenti e concluda!".
Di rimando
Matteotti
: "Protesto! Non sono io a provocare, ma gli altri che m’impediscono di parlare!".
Matteotti
scatta: "Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare!". Scoppia un vero putiferio, e il presidente della Camera ammonisce
Matteotti
: "Se ella vuole parlare, continui, ma prudentemente!".
Il sottosegretario Finzi, seduto davanti a Mussolini, scatta in piedi e gli grida: "Le prove! Lei deve provare quando dice!".
E
Matteotti
: "Tutto documentabile. E non ho parlato ancora della provincia di Rovigo, che è la mia ed anche la sua, onorevole Finzi: la vostra responsabilità è gravissima!".
Finzi
: "Me ne onoro!".
Matteotti
: "Noi difendiamo la libera sovranità popolare: ne rivendichiamo la dignità chiedendo l’annullamento delle elezioni inficiate dalla violenza!".
Il fascismo è un'ideologia politica sorta in Italia nel XX secolo per principale iniziativa di Benito Mussolini, e poi diffusasi, con caratteristiche differenti, in altri stati europei (principalmente in Spagna e Germania) e nel resto del mondo. È un movimento di carattere nazionalista, anticapitalista, autoritario e totalitario, ma tale ideologia è definita ed è interpretata come un movimento allo stesso tempo rivoluzionario e reazionario, sebbene la sua natura prevalente sia tuttora oggetto di dibattito.
LA MARCIA SU ROMA
La marcia su Roma fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l'ascesa al potere del partito stesso in Italia ed il dissolvimento definitivo dello Stato liberale, già precedentemente in crisi.
Il 28 ottobre 1922, alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d'Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo. Vengono ricompresi nella medesima locuzione anche altri eventi collegati verificatisi, fra il 27 ed il 30 ottobre, in tutto il territorio nazionale.
La Marcia su Roma venne celebrata negli anni successivi come l'epilogo della cosiddetta rivoluzione fascista e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo l'era fascista.
Ci siamo liberati dal regime fascista, ma oggi, in Italia, ci sentiamo davvero
liberi
?

Nel sistema in cui viviamo che tipologia di società prevale?
A nostro parere siamo quasi tutti abbastanza schiavi dei ritmi frenetici di quest'epoca. Gli appuntamenti pressanti, i numerosi impegni, la televisione che ci bombarda, il consumismo sfrenato rischiano di distoglierci dai veri valori della vita. Dunque è importante staccare ogni tanto da questi ritmi.
L'unica società verticale che può e dovrebbe esistere è quella che vede nei gradini più alti coloro che prendono le decisioni e in quelli più bassi coloro che si occupano del sostentamento proprio e altrui; tuttavia in questa scala gerarchica ogni persona ha eguali diritti e doveri e coloro che detengono il potere non devono approfittare bensì devono mettere tutto ciò a disposizione dei più deboli.
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