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Another Brick: Ricordando Walter Fornasa.

26 febbraio 2014 - Università di Milano Bicocca.
by

Francesca Soli

on 16 March 2015

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Transcript of Another Brick: Ricordando Walter Fornasa.

indagine della costruzione sociale dell'intelligenza a partire dall'analisi di variabili individuali
(es empatia, sicurezza, capacità di simbolizzazione)

L'interazione sociale è un fatto individuale
variabili mentalistiche individuali:

capacità di risoluzione del problema: capacità di pianificazione; decision making; guida nelle strategie di risoluzione (Brown e Campione, 1990; Newman, Griffin e Cole, 1984; Rogoff 1994; Tharp e Gallimore, 1988; Wells, Chang e Malher, 1990)

rappresentazione delle regole di contesto:

modalità di rappresentazione del compito/rappresentazione della fonte, aspettative reciproche
(Pérez e Mugny, 1993; Grossen, Liegme-Bessire e Perret-Clermont, 1997, Roux e Gilly, 1997)
situazioni sperimentali


aptitude task

VERSO UN'ECOLOGIA EVOLUTIVA:
SGUARDI A PARTIRE DAL PENSIERO DI WALTER FORNASA

Cooperazione
Inclusione
Orientamento
Ecologia Sociale
alcuni limiti dei principali approcci di studi sulla cooperazione tra pari

[…] sto parlando della cosa più elementare dell’esperienza umana, cioè della sensorialità del corpo. Essa è veramente un fenomeno di emergenza ed è perciò che insisto nel definire il corpo come macchina ontologica. Questo processo del far emergere la stabilità di un mondo può essere il centro di una nuova analisi della conoscenza, dal punto di vista biologico.
(Varela F., 1990)

Visione computazionale della mente
mente = cervello
mente incarnata
interazione sociale come costruzione di senso dinamico
che i sistemi viventi co-costruiscono nell'agire entro un contesto
(Morganti, 2010)
Dalla mente computazionale
all'agirpensando

domande generative
quali sono i fattori interattivi che, assieme ai fattori interni ed esterni, costituiscono la piattaforma di base per l'interazione?
interazione sociale
accoppiamento strutturale
creazione di senso
autonomia
Intersoggettività triangolare
De jaegher, Di Paolo 2007
triade
unità minima di analisi
Il corpo funziona come meccanismo
di risonanza sociale
(Niedenthal, Barslau, 2005; Lindblom, 2007; Lindblom, Ziemke, 2007)
il corpo funziona come mezzo e fine nell'interazione sociale
(Lindblom, 2007; Lindblom, Ziemke, 2007)
tempo
energia
spazio
Laban Notation
forma
O-space
spazio che sostiene forme differenti
di attività congiunta
coordinazione
(Fivaz, Corboz, 2000)
(Laban, 1980)
quali collegamenti tra aspetti temporali, dinamiche collettive e contributi individuali?
questi fattori sono riconoscibili nelle interazioni tra bambini (prima infanzia?)
cooperazione interattiva
"... appare interessante e non più rinviabile la rilettura del ruolo dell’interazione sociale nella visione “evolutivista” di Piaget, avendo anche presente il dibattito sul sociocostruttivismo, sulla social-cognition e sulle rappresentazioni sociali, per uscire dall’idea del bambino come pensatore solitario che va socializzato al mondo adulto e al modo di pensare adulto, non più quindi nel senso del solo “soggetto epistemico”, quanto anche dell’attore sociale com-partecipativo."
(Fornasa, Lei, Soli, 2009)
"Non sto sostenendo di abbandonare i metodi esistenti di studio della competizione e della cooperazione, ma di considerare molto seriamente i loro limiti per poi domandarci se esiste qualcos’altro […]. La forma del contesto teorico influenza di sicuro la facilità, e il modo, in cui sgorgano alla mente altre domande,
come pure le nostre risorse interpretative."
(Oyama, S., 2003 p. 212)

Limite di qualsiasi de-finizione
INCLUSIONE
come ESPERIMENTO (LABORATORIO)
di ecologia sociale
«Se per integrazione intendi l’apertura di un varco nella società dei bianchi per i neri, un’assimilazione e accettazione dei neri in un insieme di norme e codici di comportamento già stabiliti dai bianchi, allora sì, sono contrario. Se per integrazione intendi la necessità di partecipazione da parte di tutti i membri di una società, volti alla piena espressione di sé in una società in libero mutamento secondo la volontà delle persone, allora sono con te»
[Steve Biko]
2011 Università di Bergamo
Dipartimento di Scienze umane e sociali Prof.Walter Fornasa
Corso “Psicologia dell’
inclusione
e dell
e
disabilità” (al plurale)
Non una questione terminologica, ma di SGUARDI
INCLUSIONE
come
modo di PENSARE
agire le RELAZIONI secondo il
paradigma eco-sociale
Relazioni continue che si ri-definiscono
dentro e fuori le organizzazioni scolastiche
Inclusione è partire dalle istanze
– emergenti e forti –
delle persone disabili per aprirsi a
FORME DI CON-VIVENZA
che riguardano TUTTI
Le QUALITÀ delle VITE e delle CON-VIVENZE
Disabilità / Differenze come occasione per ripensare i PROCESSI (educativi e non)
INCLUSIONE (INCLUSIONI)
Riguarda le COMUNITÀ e la
PARTECIPAZIONE POSSIBILE
(che non significa “per quanto possibile")
di tutti in esse
secondo principi di EQUITÀ e GIUSTIZIA SOCIALE
"Possibile":
Traiettorie
Aperture
Autobiografie
Progetti di Vita
In senso EVOLUTIVO
SGUARDI che ridefiniscono:
Paradigmi
Metodologie di ricerca
Progettualità
Pratiche
Strumenti e loro epistemologie (vedi DESIGN e USO delle tecnologie - vedi la SCALA WISC )
PROGETTO
“Inclusione è partecipare a un
PROGETTO
IN
COMUNE”
PRATICHE
che richiedono PENSIERO INCLUSIVO
CAMBIAMENTO
dal
come?
al
perché?
«Certo, ciò che lui voleva non aveva ancora preso forma, al momento della sua morte: la riflessione era ancora incompleta. Ma per quanto non ancora in pieno rigoglio, le idee erano sicuramente implicite nel processo di crescita. Ed è altrettanto sicuro che il suo lascito più prezioso sta nelle sue domande e nel suo modo di formularle»

M.C. Bateson,
Dove gli angeli esitano

nuovi sguardi:
i servizi 0/3 come contesti ecologici di ricerca
ruolo dell'adulto educatore
tempo
nuovi s-punti di ri-partenza
formazione
analisi
azioni
riflessioni
Grazie per la vostra attenzione
...E per la vostra accoglienza!

labecoevolutiva@unibg.it
"Come si fa ricerca quando ci si dichiara sistemici?"
E’ una rete di ri-organizz-azioni orientate a costruire, far evolvere e coltivare pratiche “viabili” di
interazioni e con-vivenze capaci di ri-comporre le sensibilità di ciascuno verso i modi di essere
nelle coppie, nelle famiglie, nei contesti urbani e “naturali” del lavoro, della salute, delle politiche,
della formazione, delle culture, ecc, ovvero nelle reti di relazioni che ci caratterizzano quali sistemi-
(con)viventi-in-contesti-capaci-di-(co)evoluzione-di-ed-in-sistemi2-(con)viventi2-in-contesti2-
capaci2-di-(co)evoluzione2...ecc. N volte.
S-punti di partenza
contesti e processi educativi
Jean Piaget
gli studi sociologici
COOPERAZIONE
insegnamento/apprendimento
ed
emozioni….

insegnamento/apprendimento
e
creatività

Per la stesura del PEP tutte le variabili
cognitive ed emotive espresse come
punti di debolezza
,
sono state
collegate
in ottica di rete
con le variabili espresse come
punti di forza
.

Obiettivo:
connettere non tanto i punteggi assoluti,
quanto porre una relazione funzionale (oltreché strutturale) tra i subtest

IPOTESI
:

Muovendo dalle tipiche caratteristiche della scala, indagare la possibilità di una “lettura” della WISC in ottica di quality research (cfr. Denzin Smith, 2003) facendo riferimento ad un quadro epistemologico come quello sistemico, la cui critica, anche metodologica, agli approcci misurativi, mette in gioco nuovi punti di vista, nuove forme di relazione tra i dati e, soprattutto, nuove ipotesi di intervento (Armezzani, 2004; Fornasa, Lei & Soli, 2009)

Premesse
Esplorare, in via preliminare, la possibilità di una differente lettura della scala WISC;
Sollecitazioni attivate da due esperienze diagnostiche;
Costrutti propri dell’approccio sistemico-relazionale (Telfener & Casadio, 2003)






Lettura del “profilo” WISC secondo un
criterio di

connessione reticolare
(e non tipicamente causale) dei punteggi dei subtest. Ciò ha permesso di porre maggior attenzione alle prospettive evolutive che questa chiave di lettura sembra poter aprire e alle relative implicazioni psicopedagogiche. A questo scopo verrà fatto riferimento a due casi (“Francesco” e “Monica”), che, secondo la nostra ipotesi, permettono di evidenziare la percorribilità di tale diversa lettura, i relativi nodi metodologici e alcune generali riflessioni operative.

LA SCALA WISC:

VINCOLI, RISORSE E POSSIBILITÀ

il QIV è passato da 69 (eccezionalmente basso) a 90 (medio);

il QIP è passato da 113 (medio alto) a 117 (medio alto);

il QIT è passato da 89 (medio basso) a 104 (medio);

rimane la discrepanza maggiore di 15 tra QIV e QIP (QIV-QIP= - 27) che definisce il disturbo d’apprendimento di tipo verbale, ma si è ridotta rispetto alla prima differenza (QIV-QIP= - 44);

I risultati (ri-valutazione a distanza di 2 anni, 2009)

coinvolgimento dell’adulto di supporto nei compiti
valorizzazione di un’attività sportiva/ricreativa
per Monica e i genitori: incontri con la psicologa e la psicopedagogista
coordinamento e monitoraggio relativo all’intervento proposto.


Interventi interdipendenti (coordinati dallo “specialista”)

Dalla diagnosi al PDP in ottica di rete
Simonelli I., Fornasa, W., 2009

Ludica

Metodologie plurime di insegnamento e apprendimento: interconnessione di comunic-azioni
(Simonelli I., Fornasa W., 2010)

Elaborazione del PDP per e con “Monica”
(esemplificazioni)


QIV 69 (eccezionalmente basso)
QIP 113 (medio/alto)
QIT 89 (medio/basso)

Diagnosi:
Disturbo dell’apprendimento di tipo verbale



Dall’analisi alla stesura del PEP
Esemplificazione tratta dal “caso” di “Monica”, 12 anni - TEST WISC, 2007


L’ipotesi avanzata è quella di poter organizzare le informazioni tratte dal test WISC III in termini sia di vincoli che di risorse del soggetto quali elementi guida, nel rispetto della sua complessità, per la progettazione di interventi psico-educativo-didattici volti alla valorizzazione delle sue specificità, adottando un punto di vista di “ecologia evolutiva”

Dalla diagnosi al PDP
(Piano
Educativo
Personalizzato)

Processo evolutivo di
co-costruzione di interdipendenze tra sistemi di fronte ad un "problema" percepito come comune

Capacità di costruire scambi guidati dalla reciprocità in un contesto di relazioni paritarie
(Fornasa, 2012)

oltre i dualisimi

cognitivo/corporeo
cooperazione/competizione
altruismo/egoismo
tipico/atipico


come
"
struttura che connette
"?



Per ipotizzare un intervento specifico partendo dall’evidenza diagnostica tracciata dal grafico di dispersione, ci si chiede se e quanto possa essere opportuno rivedere il grafico in una nuova ottica:


Da "tracciato lineare" a "rete"


L’idea è quella di
accomunare, di mettere vicino all’idea delle competenze cognitive ed emotive anche
gli effetti interattivi e co-costruttivi di queste competenze (Fornasa, 2000)


PERCORSI DI RICERCA
Sistemi cooperativi. Uno studio pilota in soggetti prescolari.
2009
Le interazioni triangolari nella cooperazione tra bambini. Forme di apprendistato relazionale.
2011
Dalla triade alla triangolazione

da due + oggetto
tre soggetti
La Scala WISC – Vincoli, Risorse, Possibilità

(Simonelli, I. & Fornasa W., in Psicologia dell’Educazione, Aracne, Roma 2009)
Studio condotto dal Laboratorio di Ecologia Evolutiva, Università di Bergamo

"Agisci in modo da aumentare il numero delle possibilità di scelta"


"Se vuoi vedere, impara ad agire"
Non relativismo, ma
relazionismi
Aspetti emotivi – ansia d’avvio
Monica si mostrava entusiasta nelle nuove attività, purché fossero rappresentative delle competenze espresse nei punti di forza.
Si è concordato di
renderla protagonista nei momenti caratterizzati da abilità di performance e di gratificarla nei successi, anche lievi
, che si fossero verificati.
Risultava assolutamente importante contribuire alla
promozione e all’accrescimento dell’autostima di Monica, attraverso la modalità comunicativa (verbale e non verbale) e la relazione docente-alunna
Aspetti relativi alla comprensione scritta
In considerazione delle difficoltà emerse nell’area verbale
si è concordato di presentare a Monica testi e letture semplificate evidenziando unicamente gli aspetti rilevanti e si è valutato di
associare il più possibile ai testi scritti alcune immagini
che potessero illustrare iconograficamente il testo
(per favorire l’utilizzo delle abilità visuo-percettive espresse come punti di forza)
.
sistema interattivo in situazione precaria
2011
Bambini in gruppo: osservare le competenze intersoggettive triangolari in triadi di pari

nuovi orizzonti interpretativi di comportamenti interattivi

è possibile rileggere i processi
co-operativi attraverso le lenti dell'ecologia sociale
base osservativa triadica
(Fornasa, 2009)
Full transcript