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Giotto (1267-1337)

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by

Nicola Dell'Osso

on 1 April 2015

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Transcript of Giotto (1267-1337)

1267
Giotto (1267-1337)
Prime opere di Giotto
Il giovane Giotto era rimasto colpito dall'organizzazione semplice e solenne dei dipinti di Cimabue.
Guidato da quest'ultimo, a Firenze dipinge:
Madonna col Bambino per la chiesa di San Giorgio alla Costa;
Un crocifisso per la basilica domenicana di Santa Maria Novella.
Le storie di San Francesco
Le storie di San Francesco sono dipinte da Giotto durante l'ultimo decennio del 1200.
Egli ha avuto l’opportunità di creare episodi, situazioni e personaggi completamente nuovi ispirati ad una realtà recente, a scenari reali, ben conosciuti.
Giotto a Padova
Nel 1304 Giotto si dirige a Padova, città universitaria centro di forte spiritualità francescana per la presenza della Basilica di Sant’ Antonio.
Giotto a Rimini
A Rimini, nell’antica Chiesa di San Francesco, trasformata nel corso del 1400 fino a diventare il meraviglioso Tempio Malatestiano, Giotto ha lasciato, intorno al 1310, uno stupendo crocifisso.
Il Cristo era rappresentato già morto e sul volto non si legge più lo spasimo delle versioni precedenti.

La cappella degli Scrovegni
Sul terreno ricavato dai ruderi dell’antica arena romana, il nobile Enrico Scrovegni aveva deciso di costruire una cappella votiva di famiglia.
Il confronto tra l’aspetto reale della Cappella e il modellino dipinto da Giotto all’interno testimonia che sia intervenuto qui anche come architetto.
La Cappella è stata progettata per ospitare un vasto ciclo di affreschi, organizzato a più fasce.
Maestà di Ognissanti
Giotto è ormai un ben integrato cittadino di Firenze, ha acquisito una notevole popolarità e su di lui fioriscono aneddoti riportati nel Decamerone di Boccaccio.
Nonostante il successo, Giotto rifiuta di essere chiamato Maestro.
Risale a questo periodo la mestosa pala d’altare, già nella chiesa di Ognissanti e oggi nella Galleria degli Uffizi.
La nascita e il nome
Giotto nacque nel 1267 a Vespignano (oggi comune di Vicchio nel Mugello) da una famiglia di contadini.
Il nome del pittore toscano non è certo: Giotto è forse un diminutivo di Biagio, o forse di Ambrogio.




1275
La leggenda
Verso il 1275 Giotto ancora bambino pascolava un piccolo gregge. Per ingannare le ore ritraeva le pecore sui massi sparsi per i campi. Diretto a Bologna, maestro Cimabue, il più famoso pittore del tempo, nota i disegni del pastorello e ne resta folgorato. Rispondendo a Cimabue, il giovane afferma di essere chiamato Giotto.
Bologna
Giotto conosce tramite Cimabue da giovane la vivace Bologna, che nel 1200 è uno dei centri culturali più importanti d’Europa. Cimabue ha dipinto una sontuosa pala della Madonna in Trono nella Chiesa bolognese di Santa Maria dei Servi.
1280
Cimabue ad Assisi - Basilica Superiore
Alla fine del 1200, il più importante cantiere artistico d’Italia era la basilica di San Francesco ad Assisi.
Intorno al 1280 Cimabue affronta la decorazione dei transetti e delle volte della Basilica Superiore.
Gli affreschi testimoniano la potenza e la drammaticità del suo stile.
Un’ energia terribile scuote le figure, portandole sul baratro di un conflitto finale tra bene e male, sconvolgendo le coscienze.
Cimabue ad Assisi - Basilica Inferiore
Cimabue dipinge anche una più pacata Madonna e Santi nella Basilica Inferiore, celebre per la commossa immagine di San Francesco.
1290
1300
L'Omaggio dell'uomo semplice
Giotto scende nella piazza di Assisi per osservare il tempio romano dedicato a Minerva, e lo colloca come sfondo all’
Omaggio dell'uomo semplice
, che stende il mantello avanti al giovane Francesco in una toccante rete di gesti e di espressioni.
Il dono del mantello
Le mura della città e delle campagne ritornano nella scena del
dono del mantello ad un povero
.
Le linee discendenti delle montagne convergono verso la testa di Francesco, per guidare l’occhio di chi guarda verso il fulcro dell’azione.

Preghiera in San Damiano
Nella scena
Preghiera in San Damiano
Francesco è inginocchiato davanti all’immagine del crocifisso, fra le mura sbrecciate della chiesa abbandonata.
Le vie di Assisi diventano le quinte della celebre
Rinuncia ai Beni
, con Francesco che si spoglia di tutto davani al padre. Il vescovo interviene a coprire almeno in parte il nudo del santo, prova di come Giotto guardasse alla vera anatomia umana.

Presepe di Greccio
Cacciata dei diavoli da Arezzo
Giotto è il maestro della realtà.
Il ricordo delle mura e delle torri e dei monumenti di Arezzo rende concreta e palpitante la scena della
Cacciata dei diavoli dalla città toscana.
La fama di Giotto nel 1300
Alla conclusione dei lavori attorno al 1300, Giotto appare il maestro più avanzato del suo tempo. Dante riporta nel canto XI del Purgatorio la fama di Giotto:

Credette Cimabue ne la pittura
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura
.
Apparizione di San Francesco su un carro di fuoco
Giotto studia la verità naturale ed architettonica anche nelle scene più fantasiosamente inventive. La struttura semplificata del Sacro Tugurio di Rivotorto, dove effettivamente l’episodio era accaduto, viene ripresa nella scena dell'
Apparizione di San Francesco su un carro di fuoco.
Gli eremi francescani sono l’ispirazione per la commovente scena del
Presepe di Greccio
.
Una novità coraggiosa sono le bocche spalancate dei cantori, così come l’attenzione riposta alla carpenteria della croce vista dal dietro.

Predica agli uccelli
Come Francesco, anche Giotto intona il suo Cantico della Creature nella scena della
Predica agli uccelli
, in un'atmosfera di fiabesca poesia.

Il tema della morte
Giotto affronta il tema della morte con le consuete armi della semplicità e della naturalezza.
Le stimmate e la morte
L'acmè della vita di Francesco si raggiunge nelle scene delle stimmate del Santo fra le rocce dell’Averna, e dell’ascesa dell’anima in cielo al momento della morte.
Giotto a Roma
La conferma della celebrità di Giotto viene da Roma.
Nell’anno 1300 papa Bonifacio VIII indice il primo Giubileo.
Dopo secoli di decadenza, la città si risolleva.
Giotto è uno dei protagonisti delle imprese aritistiche sollecitate dal papa.
L’ affresco celebrativo dell’ Anno Santo in San Giovanni in Laterano è purtroppo molto manomesso.
Polittico Stefaneschi
Ben conservato è il più tardo (1320) polittico Stefaneschi, oggi nella Pinacoteca vaticana.
Dipinto su entrambe le facce, fu commissionato dal cardinale Caetani Stefaneschi per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro.
1304
Natività di Maria
Giotto varia sapientemente il ritmo delle composizioni.
Le scene dove compare Maria bambina sono vivaci e animate.
I temi
Nella cornice ben calcolata di ambienti in prospettiva, ritornano sulla scena:
Sentimenti;
Sguardi obliqui;
La natura.
Gli affreschi
Lungo le pareti laterali si allineano in tre regimi sovrapposti:
Le storie di Gioacchino e Anna,
Le storie di Maria,
Vita e dalla passione di Cristo.
Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro
Celebre è il bacio tra Gioacchino e Anna, e anche la tenerezza dell’ abbraccio fra due anziani sposi che si ritrovano dopo una dolorosa separazione.
L'annunciazione
Le grandi figure dell’Arcangelo e della Madonna che riceve l’Annunciazione si stagliano sull’arco trionfale della Cappella, e guidano l’occhio del visitatore verso la seconda sequenza di scene, quella con gli episodi dell’infanzia di Gesù.
Croce di Padova
Faceva parte dell’arredo della Cappella anche un prestigioso crocifisso su tavola, oggi esposto nell’adiacente Museo degli Eremitani, dipinto da Giotto al termine del ciclo degli affreschi, o forse in un successivo soggiorno a Padova.
Lo sposalizio della Vergine
L’attesa e la trepidazione precedono la scena dello Sposalizio della Vergine, e impongono allo spettatore una visione rallentata, quasi sospesa.
Compianto sul Cristo Morto
Nelle scene successive, Giotto narra per immagini i momenti salienti della passione.
Giotto rappresenta lo strazio e la sofferenza dell'uomo.
La scena del compianto su Cristo morto, perfettamente scalata in profondità con gruppi di personaggi disposti su diversi piani, è forse il vertice assoluto della Cappella degli Scrovegni.
La natività
Le scene del Vangelo si dipanano con semplicità e con forza mantendo sempre l’andamento da sinistra verso destra e suggerendo così allo spettatore una lettura concatenata. L’attenzione di Giotto verso la realtà contemporanea è sottolineata da particolari sorprendenti, come la cometa di Halley, che si accende sopra la capanna di Betlemme.
L'ingresso a Gerusalemme
Con il sorriso dei curiosi che si sono arrampicati sugli alberi per vedere l'entrata di Cristo a Gerusalemme inizia la serie delle scene della passione.
Ultima cena - Lavanda dei piedi
Il tono di Giotto sale verso il registro tragico. Le scene dell’Ultima Cena e della Lavanda dei piedi sono avvolte in un silenzio commosso, sui gesti misurati si addensa il dolore del presagio.
Le nozze di Cana
Giotto si concede persino qualche momento divertito, come la sagoma tondeggiante dell’assaggiatore di vini nelle Nozze di Cana.
Il bacio di Giuda
Si scatenano le forze del male, la cattura di Cristo è percorsa dal brivido dell’orrore e del tradimento.
I personaggi si muovono concitati, tranne Cristo e Giuda, abbracciati nell’inganno del bacio.
La Madonna con il bambino
Giudizio universale
Con il grandioso Giudizio Universale che occupa la parete di ingresso si conludono le scende degli affreschi.
Al centro della composizione Cristo giudice dirige la separazione definitiva.
Un fiume di fuoco trascina i dannati verso le mostruose pene dell’Inferno, i Beati invece si allineano in schiere simmetriche.
1310
Giotto di nuovo ad Assisi
Nel 1310 Giotto ritorna ad Assisi per una nuova stagione di affreschi, concentrandosi nella Basilica Inferiore.
Giotto è diventato un pittore celebre e imitato, al suo fianco opera una nutrita schiera di collaboratori e seguaci che lo affianca nell’esecuzione degli affreschi nella Cappella della Maddalena.
La vita della Maddalena
La tipica fisionomia dei personaggi giotteschi è ben riconoscibile: corpi robusti, gesti saldi, occhi a mandorla.
Il ciclo segue le scene delle vicende della vita di Santa Maria Maddalena.
La vita della Maddalena
Giotto torna sul tema del
noli me tangere
, mentre è insolita la scena dell’arrivo a Marsiglia.
Giotto e la Basilica di Santa Croce
Tra il 1320 e il 1325 Giotto lavora assiduamente nella grande Basilica francescana di Santa Croce, affrescando le cappelle di ricche famiglie di banchieri poste lungo la parte absidale.
Cappella Peruzzi
La Cappella Peruzzi presenta le storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista. Giotto costruisce scene di grande respiro prospettico alternando episodi ambientati in edifici complessi con scene all’ aperto con vedute urbane, naturali o perfino fantastiche, come nel caso della visione di San Giovanni sull’isola di Patmos.
Cappella Bardi
Nella contigua Cappella Bardi, Giotto riprende il tema delle storie di San Francesco.
Rispetto al ciclo di Assisi è evidente il linguaggio più fermo e pacato, anche i sentimenti più forti sono trattenuti all’interno di immagini di salda e composta serenità.

Polittico di Bologna
Tra il 1328 e il 1333 Giotto riprende a viaggiare e in seguito a questi trasferimenti il fenomeno del giottismo dilaga negli stati signorili di tutta Italia.
Non rimane nulla degli affreschi dipinti dal maestro a Napoli e a Milano.
Giotto compie un ultimo viaggio a Bologna, in occasione del quale dipinge il robusto polittico, oggi nella Pinacoteca nazionale della città emiliana, dove è ben riconoscibile la presenza di aiuti.

Il ciclo delle Vele
Accanto alla Cappella della Maddalena, sopra l’altare maggiore, si distende il ciclo pittorico delle Vele, con le allegorie ispirate a San Francesco, che mantengono un efficace equilibrio fra l’altezza dottrinale e l’aneddoto di vita quotidiana (matrimonio allegorico di Francesco con Madonna Povertà).
Si è ipotizzata la figura di un misterioso Maestro delle Vele.
Oggi si tende ad attribuire gli affreschi a Giotto o alla sua bottega.
Il ciclo si conclude con la celebrazione della gloria di San Francesco.

1320
Giotto a Firenze
Dal 1320 Giotto risulta particolarmente attivo a Firenze.
Risale a questa fase un polittico di straordinaria finezza cromatica, disperso in vari musei del mondo. Resta a Firenze, nel museo Horne, l’indimenticabile pannello con Santo Stefano, una delle figure più delicate e fini uscite dal pennello di Giotto.

1325
Polittico Baroncelli


Delle altre numerose opere dipinte da Giotto per Santa Croce, rimane inoltre il denso Polittico Baroncelli, affollato di personaggi.

Giotto architetto
Ritornato a Firenze, il 12 aprile 1334 Giotto riceve la carica di
magister et gubernator
dell’opera di Santa Reparata, il cantiere della grandiosa cattedrale della città.
Negli ultimi anni di vita Giotto assume un ruolo di architetto.
La morte
Giotto muore a 70 anni, l'8 gennaio 1337.
Viene sepolto nella cripta del Duomo (Santa Reparata) con grandissimi onori pubblici.
Il campanile di Giotto
Su suo progetto comincia a crescere il campanile di Santa Maria del Fiore che verrà chiamato di Giotto, per il quale il maestro progetta anche la decorazione con formelle a bassorilievo.
Giotto non riuscirà a vedere l’opera compiuta.
1328
1333
1334
1337
Casa natale di Giotto a Vespignano
Targa nella casa natale di Giotto a Vespignano
La fortuna di Giotto
Giotto è stato apprezzatissimo sin durante la sua stessa vita:
È stato apprezzatto dai committenti (papi e nobili) e anche dagli artisti del suo tempo. L'arte di Giotto ispirò numerose scuole pittoriche. L'artista è inoltre citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Purgatorio, canto XI) e da Giovanni Boccaccio nel Decamerone.
Maestà di Santa Maria dei Servi, tempera e oro su tavola, Chiesa di Santa Maria dei Servi.
Madonna di San Giorgio alla Costa, tempera e oro su tavola, Museo diocesano, Firenze
Crocifisso di Santa Maria Novella, tempera e oro su tavola, Santa Maria Novella, Firenze
La Crocifissione del transetto sinistro
Maestà di Assisi
Tempio di Minerva (Assisi)
L' Omaggio dell'uomo semplice
San Francesco dona il mantello ad un povero.
Assisi
Preghiera in San Damiano
Chiesa di San Damiano, Assisi
San Francesco rinuncia ai beni terreni
San Francesco rinuncia ai beni terreni
Apparizione di San Francesco su un carro di fuoco
Cacciata dei diavoli da Arezzo.
Presepe di Greccio
Predica agli uccelli
Morte del cavaliere di Celano
Morte di San Francesco (trapasso)
San Francesco riceve le stimmate
Morte di San Francesco
(trapasso)
Affresco celebrativo dell'Anno Santo in San Giovanni in Laterano
Polittico Stefaneschi
Basilica di Sant'Antonio
La Cappella degli Scrovegni dall'esterno
Enrico Scrovegni offre alla Madonna
un modellino della cappella
L'interno della cappella degli Scrovegni
Sacrificio di Gioacchino
Sogno di Gioacchino
Natività di Maria
Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro
Natività di Maria
Consegna delle verghe
Preghiera per la fioritura delle verghe
Sposalizio della Vergine
Angelo annunciante
Vergine annunciata
Natività di Gesù e annuncio ai pastori
Adorazione dei Magi
Nozze di Cana
Ingresso a Gerusalemme
Ultima cena
Lavanda dei piedi
Bacio di Giuda
Compianto sul Cristo Morto
Pentecoste
Nella Pentecoste compare l’unica figura di tutto il ciclo che guarda verso lo spettatore: San Pietro.
Vizi e Virtù
Lungo i lati della Cappella si dispongono le coppie contrapposte dei Vizi e delle Virtù, un’ alternativa costante nelle vita dell'uomo.
In fondo alla Cappella sorge la tomba di Enrico Scrovegni, sormontata da un capolavoro di scultura: la Madonna di Giovanni Pisano.
Madonna con il bambino
Croce di Padova
Giudizio universale
Pentecoste
Prudenza
Stoltezza
Temperanza
Ira
Facciata ed interno del Tempio Malatestiano
Crocifisso di Rimini
Maestà di Ognissanti
Basilica Inferiore
Cappella della Maddalena
Resurrezione di Lazzaro
Noli me tangere
Approdo a Marsiglia
Ciclo delle Vele
Pannello con Santo Stefano
Facciata ed interno della Basilica di Santa Croce
Visione a Patmos
Banchetto di Erode
Resurrezione di Drusiana
Esequie di San Francesco
Rinuncia dei beni
Polittico Baroncelli
Polittico di Bologna
Sotto il Duomo di Firenze vi sono i resti di Santa Reparata.
Campanile di Giotto
Formelle dal lato sud
Chiesa di Rivotorto
Tugurio di Rivotorto
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