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Canaletto e le sue opere

Ricerca su un'opera di Giovanni Antonio Canal
by

Alessandro Mercurio

on 20 September 2012

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Transcript of Canaletto e le sue opere

Giovanni Antonio Canal Il Canaletto Chi era? Figlio di uno scenografo veneziano, Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (Venezia 1687-1768), imparò ad usare la prospettiva nella bottega paterna. Famoso vedutista, sapeva affrontare con estrema sicurezza ogni problema di composizione e di taglio della veduta, facilitato dall'uso della camera ottica, di cui si servì per ottenere una più esatta visione prospettica. La poesia di Canaletto Pur usando uno strument0 scientifico per le sue opere, il Canaletto riuscì a "voltare in poesia" la veduta obiettiva, utilizzando al meglio la luce, che esalta il colore delle architetture veneziane, crea zone d'ombra, apre grandi squarci luminosi e trae infiniti riflessi dalle acque. Una eccezionale percezione della luce che muta a seconda delle ore del giorno, del variare delle stagioni e delle condizioni atmosferiche, rendendo sempre nuove anche le varie stesure della stessa veduta e che il Canaletto rinnova di volta in volta spostando anche solo di poco il punto di vista. Le sue opere I temi da lui più ripetuti, anche per ragioni commerciali essendo i più richiesti dai visitatori stranieri, sono i monumenti e gli scorci più famosi di Venezia : San Marco, il Canal Grande, il Palazzo Ducale ecc..., ma pezzi eccezionali sono le vedute della Venezia minore. La camera ottica è uno strumento molto utilizzato dai vedutisti del '700 che permette di proiettare su una tela l'immagine reale, che l'artista andava poi a ricalcare. I lavori ottenuti erano così molto più precisi facendo quasi assomigliare il quadro ad una foto. I vedutisti venivano però considerati pittori minori, perchè si servivano di strumenti meccanici, quasi incapaci di produrre una vera forma di pittura. Ma che cos'è la camera ottica? Ecco una sua bellissima opera... Il Bucintoro al molo nel giorno dell'Ascensione Carta dati dell'opera Autore : Giovanni Antonio Canal (il Canaletto)
Data : 1740
Tecnica : olio su tela
Dimensioni : 120,5 x 157 cm
Luogo attuale : Accademia Veneziana di pittura e scultura La tela, insieme ad altre cinque, costituisce una replica con varianti (tutte commissionate dal duca di Buccleuch).
La cerimonia rappresentata è una delle più sentite feste pubbliche veneziane : la celebrazione dello sposalizio della città con il mare, rievocato ogni anno il giorno dell'ascensione. Si vede l’abile uso della prospettiva, dando l’idea di una gran lontananza dal palazzo e dalla piazza. In primo piano si vedono i gondolieri, mentre gli edifici (il Palazzo Ducale, Piazza San Marco e una timida Basilica di San Marco) occupano la parte sullo sfondo. Si puó apprezzare una grande quantitá di luce, la quale viene riflessa sulle costruzioni, spargendosi poi sull’acqua, dandole un colore di una tonalitá piú scura (l’acqua la vediamo di un verde marino, e le tecniche di luce e le figure delle gondole e dei gondolieri che stanno sull’acqua, fanno sì che questo diminuisca un pó la sua luminositá). Grazie anche a questa tecnica vediamo come i colori rappresentati nel dipinto diano l’idea di “brillare” quando uno li osserva: il colore del mare, l’azzurro del cielo, il nero delle svariate gondole, il giallo degli edifici mostrati, il rosso e il dorato della figura protagonista: il Bucintoro. Il Bucintoro era la galea (a remi) ufficiale dello stato del Doge della Repubblica di Venezia, nella quale egli s’imbarcava una volta all’anno, in occasione di questa festa. Il Doge getta un anello d’oro nelle acque del mare, simbolo delle nozze tra la città e le acque. Il nome Bucintoro proviene del veneziano “buzino d’oro" (barca d’oro), e fu stato latinizzato nel Medioevo come “bucentaurus”, nome di un’ipotetica creatura mitologica simile al centauro, pero con corpo di bovino. Il Bucintoro Descrizione dell'opera Il quadro é stato dipinto per Joseph Smith, migliore amico e mecenate di Canaletto.
Questo dipinto oggi si trova nell’Accademia Veneziana di pittura e scultura, e mostra a tutti il suo disegno orizzontale pieno di diversitá di colori. E ora un piccolo approfondimento... Il vedutismo Il vedutismo nasce dalla rappresentazione dei paesaggi nel `600. Si protrae nel `700 con soggetti in cui predominano ruderi e antichità. Tra la fine del `600 e l'inizio del `700, sfocia nella rappresentazione topografica vera e propria, con un forte grado d'aderenza al vero. Gli artisti che si cimentano nella pittura di veduta sono pochi e puntano la propria attenzione sulla città, che presenta scorci urbani di grande suggestione.
I primi a praticare la pittura di veduta in Italia sono Van Vitelli (lavora a Venezia e a Roma) e Giovanni Paolo Pannini (le sue opere più famose sono i capricci, una combinazione d'elementi reali ed elementi immaginari). Il vedutismo è conosciuto soprattutto come fenomeno italiano proprio perché le città si presentavano con grande suggestione nei quadri di dimensioni piccole. A promuovere questo tipo di pittura erano soprattutto i turisti inglesi che arrivavano a Venezia.
Il vedutismo è una pittura che con assoluta verità topografica registra scorci urbani. Venezia è ritratta da pittori vedutisti per motivi sociali, di mercato e turistici. I maggiori pittori che operano a Venezia sono il Canaletto (impegna la camera ottica per riprodurre prospettive ottiche, ponendo molta attenzione alla reale architettura dello scorcio), Francesco Guardi (rende incantate le atmosfere e pone molta attenzione all'ambiente) e Bernardo Bellotto (nipote di Canaletto, realizza vedute di città estere come Dresda, Varsavia, Vienna e Monaco).
I generi paralleli rispetto al vedutismo sono la pittura del paesaggio, il capriccio e la veduta di rovine (che si sviluppa principalmente a Roma). Fine Saluti dal mondo dei vedutisti veneziani! Alessandro Scuola Italo Calvino 28066 Galliate (NO) Classe 3^E Piazza San Marco verso la Basilica Il Bacino di San Marco verso est Veduta del Canal Grande Palazzo Ducale e Piazza San Marco Ingresso al Canal Grande dalla fine ovest del Molo Campo Santa Maria Formosa Oltre che "poeta", era anche un "mago"... Il mago della prospettiva Il fatto di essere figlio di uno scenografo professionista gli consentiva di utilizzare perfettamente le tecniche della prospettiva in funzione dello strumento.
Tale perizia lo portò ad individuare alcuni espedienti nelle sue rappresentazioni come ad esempio:
* collocare il punto di vista in posizione rialzata rispetto all'occhio oppure in luoghi poco accessibili alle persone (il terrazzo di un palazzo, una barca in un canale o altro);
* produrre delle viste grandangolari rappresentando la scena al di là del suo naturale quadro prospettico, conferendo così un'ampiezza particolare alla rappresentazione.
Il dipinto è così il risultato della composizione delle diverse prospettive. Con una tale tecnica compositiva l'osservatore del dipinto non riesce a percepire il corretto punto di vista così ingannato dalla rappresentazione prospettica della veduta.
Esempi evidenti di questo metodo sono "Campo S. Apostoli" e "Piazza San Marco, verso la libreria, tra gli scorci della Basilica e la Chiesa di San Geminiano". Campo S. Apostoli - con fotografia corrispondente Piazza San Marco, vista verso San Geminiano
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