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Masterchef Italia

Prova Presentazione per il corso di Analisi Dei Linguaggi Televisivi
by

on 26 February 2014

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Transcript of Masterchef Italia

In quanto sfida Masterchef si fonda su strutture solide che permettono la produzione, la circolazione e trasformazione dei valori in gioco:
-valori gastronomici, legati all’idea stereotipata dell’alta cucina;
-valori mediatico/spettacolari, che innescano la competizione tra uomini-qualunque ma “esperti cuochi” che vogliono sfondare in tv diventando così famosi.
La dimensione del format di Masterchef ci suggerisce che per cucinare non è necessaria alcuna scuola specifica o esperienze lavorative con grandi Chef, basta volerlo fare, basta la passione. A mio avviso è proprio questa una delle carte vincenti del programma: volere è potere. L’uomo che ce la fa da solo, perché lo vuole davvero, ci fa quasi entrare in una dimensione mitica in cui il concorrente in questione diventa eroe, sopravvarica sugli altri perché è ciò che più desidera.

INTRODUZIONE
....
...
....
La Spazializzazione
La ricostruzione dell’articolazione spaziale del programma permette di farne emergere in modo chiaro alcune delle sue significazioni più profonde

MC è uno spazio specifico e funzionale, quello dove hanno luogo la trasmissione e la gara che vi si svolge, separato in modo netto e ipersignificante da tutto ciò che, distinguendosi da esso, gli dona un’identità
ESTERNO
All’inizio di ogni puntata è ripresa facciata dell’edificio (dove campeggia in grande rilievo il logo del programma) nonché la cancellata che occorre varcare per tornare ‘lì dentro’
Dal punto di vista semiotico lo studio e il "mondo là fuori" sono entrambi spazi, fra loro in opposizione sedicente razionale, della trasmissione, entrambi reali o entrambi finzionali, ambedue relativi a una medesima ontologia. Significativo è il limite che li divide, il delicato punto di passaggio che, separando le due grandi aree dell’universo di MC, ne permette la reciproca significazione. Se il mondo è ordinario e lo studio straordinario, insomma, è perché a dividerli c’è un confine fortemente significativo dove hanno luogo precisi e complessi riti di passaggio (entrata).
INTERNO
All’interno, vero e proprio territorio della narrazione, si colgono molto bene le differenze tra gli spazi più tipici, suddivisi secondo le varie fasi d’ogni schema narrativo (manipolazione, competenza, perfomance e sanzione):
Lo spazio
paratopico
dell’acquisizione della competenza:
la dispensa
Lo spazio
utopico
delle performance culinarie (le postazioni di lavoro collocate al centro dello studio)
figura

Lo spazio
eterotopico
della sanzione (piccolo podio dove stazionano i giudici)
INTERAZIONE
I valori di MC si manifestano innanzitutto in una localizzazione spaziale.
È sempre nella di confine fra postazioni e podio che si svolgono le interazioni fondamentali fra concorrenti e giudici: quelle relative alla presentazione del piatto, all’assaggio e, soprattutto, al giudizio sul gusto del piatto stesso.
Da una parte il concorrente, dall’altra il giudice, in mezzo il ripiano dove il piatto viene presentato
Atteggiamento militaresco che regola le relazioni fra concorrenti e giudici. I primi stanno quasi sull’attenti dinnanzi ai secondi, sempre pronti ad attendere ordini e a soddisfarli. I secondi, a loro volta, mantengono pose e posture da comandanti in capo, ribadendo più volte anche a parole il regime da addestramento bellico che vige nel programma
Nella distinzione tradizionale dello spazio secondo le varie fasi del racconto occorre inserire allora alcune aree ulteriori: quella di confine tra postazioni e podio, con le sue ulteriori suddivisioni interne e, a esser scrupolosi, anche una distinzione del podio in due parti: quella in cui i giudici si ritirano a confabulare, e quella in cui apostrofano i concorrenti.
Luoghi Esterni
Nei luoghi esterni la strutturazione preventiva degli spazi narrativi è evidentemente meno forte, poiché per gran parte dipende dai siti in cui si svolge l’azione. Interessante novità di questa edizione: MasterChef valica i confini nazionali e sbarca a Marrakech per una affascinante prova esterna alla scoperta dei sapori etnici.

Ma è possibile ritrovare la medesima strutturazione soggiacente del programma. Ci sono le zone utopiche della cucina, dove le due squadre preparano il pasto per quelli che saranno i loro commensali/giudici, e quelle eterotopiche dove questi ultimi assaggiano il cibo per poterlo valutare. Si può affermare che nella prova in esterna si ripropone la disposizione spaziale dello schieramento "concorrenti vs giudici" che abbiamo visto in studio.
CONFESSIONALE
Lo spazio del ‘confessionale’. Ogni qualvolta i concorrenti intendono esprimere un loro commento, una loro opinione o una loro passione intorno a ciò che sta accadendo, alla prova che stanno per affrontare, al rivale che sta gareggiando con loro e simili, ecco che li si vede da soli, dinnanzi alla telecamera, spesso con una striscia rossa nella parte inferiore che ripete ossessivamente nome e ruolo tematico, mentre interpellano direttamente lo spettatore. Instaura una dimensione più intima, personale.
Si sospende il flusso delle azioni, e dunque della gara, per entrare in una dimensione altra, a tu per tu diretto con lo spettatore (instaura un regime enunciativo del tipo io/tu )
A che cosa serve una strutturazione topologica così articolata e tanto complessa?

-dell’estrema accuratezza con cui il programma televisivo è stato progettato,
dell’iperstrutturazione dei suoi contenuti, dove il nesso tra attori, azioni e
luoghi loro deputati è evidentemente strettissimo: ognuno ha un proprio ruolo,
un proprio copione da recitare, una propria precisa collocazione per farlo.
Nulla è lasciato al caso, e le varie puntate si susseguono secondo una sceneggiatura sempre uguale.
-intensificazione della dimensione passionale collettiva.

TRA TALENT E REALITY
Masterchef è senza dubbio un meccanismo mediatico perfetto, infatti si distingue facilmente da molte trasmissioni che popolano i palinsesti televisivi, poiché posiamo classificare tale trasmissione come Talent ma con dinamiche simili ai reality.
Masterchef è a tutti gli effetti un gioco, un gioco dove il cibo che ideologicamente sarebbe il protagonista viene messo in secondo piano, poiché si da molto più spazio a cosa provano i concorrenti mentre cucinano e durante il verdetto che, non a caso, fa sudare e crea molta ansia ai concorrenti. La cattiveria dei giudici è sicuramente un elemento vincente: essa fa audience soprattutto nel nostro Paese oggi, poiché rispecchia il sadomasochismo che le persone nutrono oggi nei confronti dei loro simili, tutti vogliono arrivare primi ed essere migliori degli altri in tv come nella vita.
PLAY, PERFORMANCE, PLEASURE!
VALORI
Uno degli elementi strategici di maggior rilievo per la trasmissione è il suo ritmo espressivo, molto veloce ed incalzante, sia come montaggio, sia come colonna sonora. Quest’ultima viene spesso interrotta da musiche ad hoc per enfatizzare momenti di suspance.
Le inquadrature cambiano velocemente e sono molto frequenti

SOTTOFONDO:
TRA MUSICA E INQUADRATURE
Seguendo le strategie del marketing questo format televisivo riesce perfettamente a declinarsi in varie piattaforme:dalle applicazioni sui pc e smartphone per i cosiddetti dispositivi di secondo e terzo schermo, agli scaffali delle librerie dove anche il telespettatore meno tecnologiocoriesce ad usufruirne; infine raggiunge anche il più banale merchandising: MC infatti è un brand a tutti gli effetti
MARKETING
Durante la stessa trasmissione viene posto quasi sempre in basso il cosiddetto hastag(#) ovvero dei tipi di tag utilizzati in alcuni social network, ad esempio twitter o instagram, per creare delle etichette; da esse poi composte da parole chiave date dal programma stesso connettendosi in rete si può come accedere ad un forum dove tutti possono dire la loro opinione, rispondendo o confrontandosi con altri tutto ovviamente on-line. In Italia sono ancora pochi i programmi che lo utilizzano, ma se diamo uno sguardo all’America ovviamente ne troviamo molteplici, anche per programmi più “delicati” come quelli di infotaiment.
INFLUENZA DEI
NUOVI MEDIA
ATTORI
I
concorrenti di Masterchef fin dalle selezioni sembrano possedere doti magiche, l’oggetto del desiderio del pubblico spettatore: l’arte della cucina.
Il gruppo si compone di 20 concorrenti, 20 individui spinti da forti motivazioni esistenziali, che per un motivo o per un altro sperano di dare una svolta e cambiare la propria vita.
Forte eterogeneità culturale, economica, sociale, uno spaccato della società dell’Italia odierna (dal medico all’operaio disoccupato, passando per il regista, la casalinga marocchina, madri single, pensionato, studentesse). Ciò permette ampliamento del target di riferimento e influisce sul pubblico a livello passionale invitandolo a identificarsi il più possibile con le diverse storie.
Giudici sempre più agguerriti e questo gioca a favore di un programma in cui le logiche della meritocrazia e della competizione sono basilari ( nonostante alcuni concorrenti, per le logiche strategiche del marketing, vengano “aiutati”.
Ridicolizzazione dei concorrenti
IPERITUALIZZAZIONE DELLE MANCHE E DEI RUOLI
Da quando Mastechef è iniziato la figura dello chef ha assunto connotati che vanno al di la della professione. I giudici hanno personalità ben definite, costruite ad hoc e diventano gli archetipi dell’immaginario collettivo di una giuria.
CARLO CRACCO
JOE BASTIANICH
Due stelle Michelin, è il giudice freddo, impassibile, che vuole rimanere emotivamente distaccato,imparziale ma motivatore. Caratteristico è il suo sguardo di ghiaccio ripreso spesso in primissimo piano , uno sguardo eloquente, giudicante, che mette spesso in difficoltà i concorrenti della masterclass
BRUNO BARBIERI
Due stelle Michelin, di origini Bolognesi, incarna la sapienza emiliana, e non ammette errori quando si parla di besciamella e tortellini. Utilizza un idioletto bolognese ( l’ ormai celebre “mapazzone” ). Rispetto ai restanti due è più paterno, più rassicurante e non di rado cerca di creare complicità con alcuni dei concorrenti.

Italo americano nato e cresciuto nella ristorazione e rappresenta tutta la sapieza del made in italy negli Usa e nel mondo. Oltre a possedere una catena di ristoranti in America produce vino nelle sue tenute in Friuli. Tuttologo della ristorazione che fa sentire tutta la sua presenza in studio, un imprenditore capace e spesso sprezzante, non è chef ma è sempre il primo a lanciare piatti come segno estremo di disgusto o quando i piatti proposti non soddisfano gli standard di Masterchef. Il tutto condito da un accento spiccatamente American e uno stile curato.

Nuova figura di chef
:
una persona glam, colta, artistoide,capace di una sapienza quasi infinita non solo nel campo della cucina
deve estere desiderabile, trendy , quasi al pari delle star del cinema.
figura ibrida che i media hanno sapientemento costruito ad hoc rende possibile la nascita di nuovi gruppi , community sempre più popolose e sempre più eterogenee

LA MASTERCLASS E LA TIPIFICAZIONE
La classe è popolata da individui uniti da uno scopo comune( il titolo di Masterchef) ma che al contempo hanno ben chiaro il loro percorso e le loro strategie per differenziarsi dagli altri concorrenti in gara. Lo spettatore che guarda la classe è consapevole delle delle caratteristiche dei personaggi, delle azioni strategiche , delle amicizie e inimicizie, forse più consapevole dei concorrenti stessi.

Rachida
: è subito diventata emblema della terza edizione con la sua emotività e i suoi pianti isterici. Casalinga marocchina importata a Bergamo, crea scompiglio all’ interno della classe ,ansia ma sempre con un pizzico di ironia ( picco di ascolti )
Alberto
: 70enne viveur, single ( famose le sue Paperine), vuole riscattarsi da una vita di “eccessi” e mettersi in gioco ancora una volta per ricordare i suoi genitori ( sfera del sentimento). Lessico forbito e neologismi ,capacità di cavarsela sempre in corner sono le caratteristiche di questo personaggio il cui target (over 65) ha aperto le porte ad un nuovo pubblico.
Beatrice Vs Eleonora
: creazione sia da parte dei giudici che dei concorrenti stessi, coppie conflittuali al fine di esasperare i rapporti che si vengono a creare all’ interno della masterclass. Emblematico è il continuo scontro tra queste due giovani donne ( Beatrice la studentessa del sud e Eleonora la gemmologa Lombarda), scontro che è giocato sia sul piano culinario ovviamente ma anche sul piano ideologico ( due culture che si scontrano). In questo caso il confessionale inteso come retroscena e spazio della confessione assume un ruolo centrale: è qui che le ragazze si sfogano e “sparlano” l’ una dell’ altra.


Gustare con gli OCCHI
Il limite del programma è evidentemente l’ impossibilità dello spettatore di sentire profumi e gustare le pietanze.

Tutto sta nella vista unico senso evidentemente privilegiato, ma non si parla più solo di guardare, il vedere diventa un “ gustare con gli occhi” e l’ impiattamento diventa la cornice della ricetta, dispositivo dell’ enunciazione, strumento che veicola lo sguardo del pubblico. I piatti così ben presentati stimolano la vista e il corpo , interpellano a tal punto lo spettatore in un “io Tu “ Qui e Ora” da poter quasi parlare di debrayage enunciazionale”.
LE PROVE: AMBIZIONE E SUDORE
Il nome rimanda subito alla categoria semantica dell’ indeterminatezza, della sorpresa e della suspance.Su ogni postazione viene posizionata una scatola chiusa contenente ingredienti sconosciuti a tutti apparte ai giudici. Cresce l’ ansia e il confessionale rende esplicita al meglio le paure e le aspettative dei concorrenti. Allo scoccare del tempo agli sfidanti vengono rivelati gli ingredienti che potranno utilizzare in parte o nell’ interezza se vorrano. Alla fine dei 45 min nessuno verrà eliminato ma si sceglieranno i tre piatti migliori che verranno giudicati e assaggiati dalla giuria. Il vincitore riceverà una sanzione.
Mistery Box
Pressure Test
L’ inquadratura si sposta subito all’ interno della dispensa/ mondo.Il vincitore della mistery si trova davanti ai giudici, la comunicazione si incentra subito sulla strategia : “potrai scegliere tra il contenuto di queste tre cloche quello che riterrai più opportuno per mettere in difficoltà gli altri”. Tornati in studio si svelano gli ingredienti o il piatto da replicare. Questa è la sfida di eliminazione, i giudici passano tra le postazioni mettendo pressing o dando piccoli consigli, assaggiando i piatti e guardando tutto con estrema attenzione. Tutti i piatti verranno assaggiati e valutati, criticati o elogiati ma solo alla fine ci sarà un nuovo vinvitore e un’ altro dovrà subire la fatidica frase “ TOGLITI IL GREMBIULE, SEI FUORI DALLA CUCINA DI MASTERCHEF”.
Esterne
Le esterne rappresentano la possibilità per i candidati master chef di provare il loro valore al di fuori del “luogo protetto” dello studio. Percorsi regionali attraverso le tradizioni culinarie del bel paese , e realtà sempre nuove sono alla base della manche. Il vincitore dell’ invention potrà ovviamente scegliere strategicamente la sua squadre reclutando i concorrenti piu preparati e temibili, cercando poi di costruire la squadra avversaria con soggetti “deboli” . Le esterne prevedono una giuria ogni volta diversa fatta di esperti del luogo che assaggeranno i piatti della loro tradizione preparati dalle due squadre. La sfida evoca un’ Italia fatta di tradizioni che non si perdono di gruppi e comunità coese nel nome della cucina. Lavorare in due gruppi presuppone nuove difficoltà che non si pongono nelle manche individuali, non tutti reggono lo stress.

La formula del pressure test è :” fai tutto in 15 minuti e fallo bene o sei fuori”. Qui conta il sangue freddo , la velocità, l’ astuzia. La squadra dei perdenti ora si scioglie e si ritorna all’ individualità. 15 minuti per preparare un piatto o più preparazioni a tema. Ma non è finita qui, i due peggiori si scontreranno in un tete a tete al limite della tensione : si ripropone la modalità dei 15 minuti con nuove materie prime e la paure di uscire. Dopo una attenta descrizione da parte della giuria dei piatti, momento di suspance infinito e di nuovo si chiude il cerchio con la formula “ sei fuori dalla cucina di Masterchef”.

Invention Test
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