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storia 3.1

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Fulvio Gambotto

on 6 October 2016

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Transcript of storia 3.1

III-VIII secolo
oriente/occidente
entra in crisi (economico, sociale, strutturale) l'impero romano
prima frattura:
frattura non così grave dato che rimane una forte omogeneità tra le due parti dell'impero
poi:
- spostamento dei popoli barbarici
- formazione dell'impero islamico (622 anno dell'egira)
frattura grave: fine del mondo antico
regni romano barbarici
l'Occidente soccombe alla pressione delle popolazioni germaniche
arretramento dell'Europa
il Mediterraneo da "piazza" (centro) dell'impero (del mondo) diventa un territorio conteso (assume la funzione di confine)
In Europa si affermano due soggetti principali:
- il regno dei Franchi
- la Chiesa
I Franchi
fine V secolo: Clodoveo (fondatore della dinastia dei Merovingi) unifica un insieme di tribù germaniche e tenta di dare vita a una
struttura unitaria
, ma
- deve fare i conti con le spinte autonomistiche dell'aristocrazia guerriera (episodio del
vaso di Soisson
)
- è limitato da una visione personalistica del regno (alla sua morte il regno viene diviso tra i quattro figli)
495: legge salica (rielaborazione scritta delle tradizioni tramandate oralmente)
“In quel periodo molte chiese vennero saccheggiate dagli uomini di Clodoveo, ancora immerso negli errori del paganesimo. Fu così che i soldati rapirono, con altre suppellettili del culto, anche un vaso d'una grandezza e d'una bellezza eccezionali. Il vescovo di quella chiesa inviò a dire al re che, se la sua chiesa non poteva recuperare gli altri vasi sacri, ottenesse in restituzione almeno quest'ultimo. Intesa l'ambasciata, il re disse al messaggero: - Seguici fino a Soissons perché è là che si deve spartire il bottino. Quando la sorte m'avrà concesso quel vaso, io farò come il tuo vescovo chiede-. Una volta a Soissons, davanti al cumulo del bottino sistemato al centro di uno spiazzo, il re, riferendosi al vaso su ricordato, disse: - Vi prego, o valorosissimi guerrieri, di non opporvi a che questo vaso mi sia concesso a parte-. Parole alle quali i sani di spirito risposero: - Quanto sta sotto i nostri occhi, o glorioso re, è tuo così come noi siamo soggetti al tuo dominio. Fa' dunque come piace alla tua buona grazia-. Ma avevano appena finito di parlare che un uomo fatuo, geloso e frivolo, levata la sua scure colpì il vaso gridando: - Tu qui non avrai nulla all'infuori di ciò che una giusta sorte ti assegnerà-. A queste parole che lasciarono tutti stupefatti, il re riuscì a trattenersi con dolce pazienza e, preso il vaso, lo restituì all'inviato del vescovo, custodendo la ferita nel profondo del suo cuore. Ma ecco che, a capo d'un anno, egli ordinava che tutti i soldati sfilassero sul Campo di Marte per un'ispezione alle armi. E, nel disporsi a passare in rassegna l'esercito, s'avvicina al danneggiatore del vaso e gli dice: - Nessuno ha mai portato armi così mal tenute come le tue perché non hai in buono stato né lancia né spada né ascia-. Anzi, strappandogli l'ascia di mano, la buttò a terra e, mentre quello si chinava a raccoglierla, gli calò un fendente con la sua dicendo: - È così che tu facesti a Soissons con il vaso-."
E' in questo contesto che diventano sempre più importanti i "maggiordomi" o "maestri di Palazzo":
- Pipino di Herstal (679-714): unifica il regno in nome di Teodorico III
- Carlo Martello (714-741):
- 732: arresta l'avanzata araba a Poitiers (cavalleria pesante)
- si comporta come un re di fatto: quando muore (intanto il re merovingio, Teodorico IV, era morto da quattro anni) divide il regno tra Pipino il Breve e Carlomanno
- 743: viene incoronato Childerico III
- 747: Carlomanno si ritira in convento
- 751: Pipino il Breve depone l'ultimo re merovingio e:
- si fa acclamare da un'assemblea di nobili
- si fa consacrare da un monaco (poi da papa Stefano II nel 754)
* il trono dei Franchi diventa "
legittimamente
" dei Pipinidi
- 768: Pipino muore e divide il regno tra i due figli: Carlomanno e Carlo
- 771: Carlomanno muore (e i due figli vengono fatti rinchiudere in convento); Carlo diventa l'unico re di tutto il regno dei Franchi
Tarda antichità
"continentalizzazione" dell'Europa
- diminuzione della popolazione
- abbandono delle campagne
- scambi locali
- perdita del ruolo delle città romane
osservazioni:
- l'atto è giuridicamente illegittimo:
- Pipino stava usurpando un titolo di sovrano
- il Papa si stava arrogando un potere di legittimazione del sovrano che non aveva fondamento giuridico (il diritto a governare poteva arrivare solamente dall'unico erede dell'imperatore romano, ossia dall'imperatore di Bisanzio)
- aggiunge al tradizionale rituale l'uso dell'unzione con uno speciale olio benedetto (estraneo al mondo germanico e romano e che richiamava invece l'unzione del re d'Israele)
Carlo Magno (771-814)
- 771: re dei Franchi
- 774: re dei Longobardi
inizia la costruzione di un "
impero
"

(non un progetto complessivo ma la risultante delle campagne militari contro i potenzialli aggressori) con la consapevolezza di fare parte di un grande "disegno"
- notte di Natale dell'800: Leone III lo incorona imperatore nella basilica di San Pietro (poi acclamazione dei guerrieri franchi):
- rovesciamento del tradizionale cerimoniale
- rafforza la posizione del pontefice rispetto a quella del sovrano (l'autorità dell'imperatore discende da quella del papa
*
)
- dà origine a una procedura poi necessaria per qualsiasi sovrano che volesse legittimarsi
- 806: divide il regno tra i tre figli (Carlo, Ludovico, Pipino)
- 814: gli succede Ludovico
"Se avesse conosciuto le intenzioni del pontefice non sarebbe entrato in chiesa" (Eginardo)
Ludovico il Pio (814-840)
- 817: Ordinatio Imperii (attribuisce il titolo imperiale al primogenito - Lotario - e agli altri due figli - Carlo e Ludovico - dei regni)
ma alla morte di Ludovico i tre figli si affrontano in una guerra per la successione:
- 842:
giuramento di Strasburgo
-
843:
trattato di Verdun
(divisione dell'impero: Lotatio teneva il regno d'Italia e la Lotaringia e il diritto di fregiarsi del titolo di imperatore, Carlo il regno di Francia e Ludovico il regno di Germania)
L'impero di fatto non esiteva più mentre iniziavano a manifestarsi le tre grandi "nazionalità" dell'Europa del tempo (è l'alba di una nuova civiltà europea)
Ludovico (in volgare romanzo francese): Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun salvament, d'ist di in avant, in quanto Deus savir et podir me dunat, si salvarai eo cist meon fradre Karlo et in aiudha et in cadhuna cosa, si cum om per dreit son fradra salvar dift, in o quid il mi altresi fazet et ab Ludher nul plaid nunquam prindrai, qui, meon vol, cist meon fradre Karle in damno sit.
Carlo (in volgare germanico): In Godes minna ind in thes christianes folches ind unser bedhero gehaltnissi, fon thesemo dage frammordes, so fram so mir Got gewizci indi mahd furgibit, so haldih thesan minan bruodher, soso man mit rehtu sinan bruher scal, in thiu thaz er mig so sama duo, indi mit Ludheren in nohheiniu thing ne gegango, the minan willon, imo ce scadhen werdhen.
Esercito di Carlo (in volgare romanzo francese): Si Lodhuvigs sagrament que san fradre Karlo jurat conservat et Karlus, meos sendra, de suo part non l'ostanit, si io returnar non l'int pois, ne io ne neuls cui eo returnar int pois, in nulla aiudha contra Lodhuwig nun li iu er.
Esercito di Ludovico (in volgare germanico): Oba Karl then eid then er sinemo bruodher Ludhuwige gesuor geleistit, indi Ludhuwig, min herro, then er imo gesuor forbrihchit, ob ih inan es irwenden ne mag, noh ih noh thero nohhein, then ih es irwenden mag, widhar Karle imo ce follusti ne wirdoohg.

Traduzione:
Per l'amore di Dio e per il popolo cristiano e per la nostra comune salvezza, da qui in avanti, in quanto Dio mi concede sapere e potere, così aiuterò io questo mio fratello Carlo e in aiuto e in qualunque cosa, così come è giusto, per diritto, che si aiuti il proprio fratello, a patto ch'egli faccia altrettanto nei miei confronti, e con Lotario non prenderò mai alcun accordo che, per mia volontà, rechi danno a questo mio fratello Carlo.
Se Ludovico mantiene il giuramento fatto a Carlo e Carlo, mio signore, da parte sua non lo mantiene, se io non posso da ciò distorglierlo, né indurre qualcuno a farlo, non gli sarò di nessun aiuto contro Ludovico.
L'impero sopravviverà formalmente fino all'887 (deposizione di Carlo il Grosso, che era riuscito a riunificare i tre regni)
Da questo momento in poi i vari territori dell'impero carolignio conobbero destini politici e istituzionali differenti
La Chiesa
Era emersa come attore politico grazie alla sua capacità di riempire i "vuoti" lasciati dall'impero e poi dalla sua caduta
Quasi tutte le strutture statali percepirono l'importanza dell'alleanza con al Chiesa (a partire da Costantino: 313 editto di Milano o di tolleranza, 324
donazione di Costantino
)

La stessa Chiesa si considerò e agì come un vero soggetto statuale (proprio facendo leva sulla sua capacità di controllare il territorio)
La donazione di Costantino (e poi la donazione di Sutri di re Liutprando, 728) rivestono un'importanza strategica nella storia della Chiesa: con essa il pontefice si insignoriva di un territorio sul quale poteva esercitare l'autorità politica di un vero capo di Stato (i lasciti, invece, non comprendono la "sovranità", che continua a essere appannaggio dello Stato)
Nel 1440 l'umanista italiano Lorenzo Valla dimostrerà, con gli strumenti della filologia, che la "donazione di Costantino" era un falso storico (di origine medievale)
IX-X secolo: nuove invasioni:
- Arabi
- Ungari o Magiari
- Normanni o Vichinghi

Arabi (Abassidi: 750-945)
- apogeo della civiltà islamica (a cui fa seguito la frammentazione dell'impero in emirati)
* incursioni saracene nel Mediterraneo (827: occupazione della Sicilia)
Ungari o Magiari
- popolazione nomade proveniente dalle steppe della Russia centrale
- si stanziano in Pannonia (Ungheria)
- 900-950: continue incursioni (approfittando della debolezza delle strutture statali esistenti)
- 955: battaglia di Lechfeld (Ottone di Sassonia sconfigge i capi militari ungari)
- fine delle incursioni magiare
- sedentarizzazione (1001: Stefano è incoronato re)
- cristianizzazione (Santo Stefano)
Normanni o Vichinghi
- insieme di popolazioni germaniche - norvegesi, danesi, svedesi - che, a causa della sovrappopolazione delle loro comunità intrapresero un vasto movimento migratorio
- fine IX sec.: Islanda, Groenlandia, isole britanniche
- 887: costringono Carlo il Grosso a riconoscere la loro presenza a nord della Francia come vassalli del regno
- XI sec.: dalla Normandia partono altre spediazioni (tra cui Inghilterra e Italia meridionale)
Le regioni in cui si insediarono i normanni nell'ottavo (rosso scuro), nono (rosso), decimo (arancione) e undicesimo secolo (giallo). Il verde indica le zone soggette a frequenti incursioni da parte dei Vichinghi.
queste invasioni ebbero effetti esclusivamente locali e non portarono al crollo del sistema Europa (come ai tempi dell'impero romano), anzi, proprio la mancanza di una struttura unitaria impedì a queste incursioni di vibrare il colpo mortale
queste invasioni e l'assenza di un potere centrale capace di garantire la difesa ebbe come conseguenza il fenomeno dell'incastellamento (che diventa l'emblema di un potere e anche il luogo fisico dove questo potere si trova)
Organizzazione dell'Impero: centralizzazione e controllo
= istituto del vassallaggio: rapporto reciproco e personale tra un signore e i suoi vassallli ("servi") per cui in cambio di un beneficio (solitamente un possedimento terriero, feudo) e di immunità (esonero da determinati obblighi, diritto di amministrare la giustizia) il vassallo assicurava al signore il suo sostegno militare
- contratto
- legame di ordine morale sancito da rituali in cui sono presenti numerosi elementi religiosi
Carlo fondò su questo rapporto i vincoli con i potenti del regno, i quali creavano a loro volta dei vassalli, e così via, a costituire una rete intricata di relazioni personali (e non una gerarchia ordinata)
Struttura complessivamente fluida e dinamica:
- le varie unità territoriali avevano confini piuttosto sfumati
- un unico signore poteva essere vassallo di più signori
- un feudo poteva essere inglobato in un territorio senza che tra i due signori ci fosse un rapporto di vassallaggio
- il vincolo feudale non costituiva un legame preciso e stabile
In origine il feudo era revocabile: alla morte del signore (o per altri gravi motivi) il signore aveva il diritto di recuperare il beneficio e di assegnarlo ad altri (questa norma aveva lo scopo di legare il beneficiario al signore).
L'indebolimento del potere centrale:
- capitolare di Quierzy (877): ereditarietà dei feudi maggiori)
- constitutio de feudis (1037): ereditarietà anche dei feudi minori
Italia: situazione politica molto frammentata (continue dispute fra i più importanti signori: marchesi del Friuli, di Ivrea, di Toscana, duchi di Spoleto, ecc)
Il controllo dell'Italia permetteva di influenzare il trono pontificio (ormai privo della protezione dei Franchi) e, quindi, di aspirare al titolo imperiale)
Germania: contrasti dinastici da cui emerge la dinastia dei duchi di Sassonia (fondatore: Enrico I, 919-936))
Ottone I (936-973):
- tentò di rafforzare l'autorità regia utilizzando i vescovi-conti
- 962: scende in Italia e si fa incoronare imperatore (nasce il Sacro Romano Impero di nazione germanica)
- 962: emana il "Privilegium Othonis" nel quale si affermava che l'imperatore aveva diritto di pronunciarsi sull'elezione dell'imperatore e che il nuovo pontefice doveva prestare giuramento all'imperatore
Seguì una nuova crisi dinastica che si concluse con l'elezione di Corrado II il Salico (1024-1039) fondatore della dinastia di Franconia.
Il Sacro Romano Impero nell'anno 1000:
- in blu il "Regnum Teutonicorum" (Regno di Germania)
- in arancione gli Stati indipendenti ma formalmente parte dell'Impero
- a strisce blu le marche di confine
- in grigio il "Regnum Italicum"
- in viola lo Stato della Chiesa e la Pentapolis di Ravenna.
Signorie territoriali
cause:
- indebolimento del potere centrale
- tendenza dei vassalli maggiori (e poi anche di quelli minori) a considerare la carica o il feudo come parte del patrimonio familiare
- incastellamento
effetti:
- nascita di piccole entità "statali": i signori esercitavano su tutte le persone e su tutti i beni
- il potere di banno (diritto di emanare ordini, di vietare e punire)
- i poteri giudiziari (facendo riferimento a leggi generali, a norme locali, a consuetudini oppure ricorrendo, per risolvere i casi più incerti, all'ordalia)
curtis (villa):
- appartenevano a un signore (dominus) che poteva essere laico o ecclesiastico
- era divisa in due parti:
- pars dominicia: la parte coltivata direttamente dai servi del signore (+ corvées); nella pars dominica si trovavano il forno, il frantoio, i fienili, la casa del signore, le stalle, la chiesa, il pozzo e i laboratori artigianali.
- pars massaricia (dei mansi): la parte affidata ai servi della gleba o a coloni liberi (in cambio di un canone di affitto e di un certo numero di giornate lavorative nella parte dominica, corvées)
Le due parti, dal punto di vista territoriale, non costituivano necessariamente un blocco compatto
Economia curtense
- autosufficienza (che non esclude un ridotto scambio commerciale tra campagna e città e scambi commerciali per i generi di lusso)
- basata sul baratto (anche se rimane il riferimento a una "moneta")
- caratterizzata da tecniche arretrate e da bassa produttività (resa agricola= 1:2, 1:3; al limite della sopravvivenza)
- sfruttamento dell'incolto (caccia, pesca allevamento allo stato brado, raccolta di funghi e frutti selvatici, ...) che consentiva alla popolazione di sopravvivere alle annate di cattivo raccolto

Indipendentemente dall'andamento del raccolto, il prelievo signorile rimaneva costante
- convivenza quotidiana con la carestia e la morte
- rivolte contro le pretese del signore
- banditismo
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