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Arte romana

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susanne lenz

on 13 August 2015

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Arte romana
Opere in pietra
Oltre ai tre archi trionfali tuttora in piedi a Roma (arco di Tito, arco di Settimio Severo, arco di Costantino) e all'arco di Giano al Velabro (mentre il cosiddetto "arco degli Argentarii" è in realtà una porta architravata), abbiamo notizie della presenza di numerosi altri archi, scomparsi o meno conosciuti. Secondo i Cataloghi regionari erano ben 36.
Opere cementizie
Opera cementizia (opus caementicium)
: murature costituite in cementizio, ossia malta (calce con sabbia o pozzolana) mescolata a pietre (caementa). L'opera cementizia costituisce generalmente solo il nucleo portante della muratura, rivestita all'esterno con un paramento costruito contemporaneamente al muro stesso, che fungeva da cassaforma a perdere.
Oltre a paramenti in blocchi (ovvero in "opera quadrata"), i paramenti possono, quindi, essere costituiti da materiali diversi, collegati da malta. A seconda del paramento si distinguono:
Opera incerta (opus incertum):
paramento costituito da pietre di forma irregolare con faccia in vista più o meno piana, utilizzato, a Roma e dintorni, soprattutto dagli inizi del II secolo a.C. fino a poco dopo la metà del I secolo a.C.

Le pietre utilizzate nella muratura venivano legate fra loro con malta. Fra una pietra e l'altra venivano aggiunti i pezzi più piccoli. Il tutto era poi cosparso da una gettata di malta liquida che era in grado di espandersi in tutta la muratura.
Opera reticolata (opus reticolatum):
paramento costituito da piccole piramidi tronche a base quadrata in pietra ("tufelli" o cubilia), con la punta inserita nel cementizio e disposte in diagonale a formare un reticolo, utilizzata soprattutto a partire dalla prima metà del I secolo a.C. e fino all'epoca giulio-claudia. Con la variante dell'"opera quasi reticolata".
I ponti romani
Le strade
L'ingegneria idraulica
Breve storia di Roma
Massima espansione di roma
La domus romana
Villa Adriana fu una residenza reale extraurbana a partire dal II secolo. Voluta dall'imperatore Adriano (76-138), si trova presso Tivoli (l'antica Tibur), oggi in provincia di Roma. Realizzata gradualmente nella prima metà del II secolo a pochi chilometri dall'antica Tibur, la struttura appare un ricco complesso di edifici estesi su una vasta area, che doveva coprire circa 120 ettari, in una zona ricca di fonti d'acqua a 17 miglia romane dall'Urbs. Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
La villa adriana a Tivoli
I fori imperiali
I Fori Imperiali costituiscono una serie di piazze monumentali edificate nel corso di un secolo e mezzo (tra il 46 a.C. e il 113 d.C.) nel cuore della città di Roma dagli imperatori.
Di essi non fa invece parte il Foro Romano, ossia la vecchia piazza repubblicana, la cui prima sistemazione risale all'età regia (VI secolo a.C.) e che era stato per secoli il centro politico, religioso ed economico della città, ma che non ebbe mai un carattere unitario.
Sotto Cesare e Augusto, la costruzione della Basilica Giulia e il rifacimento della Basilica Emilia, che delimitavano i lati lunghi della piazza, diedero tuttavia al Foro una certa regolarità.
Tecnica edilizia Romana
La tecnica edilizia dell'antica Roma definisce l'insieme delle modalità utilizzate dai Romani per la costruzione degli edifici in muratura.
Le tecniche di costruzione variarono considerevolmente con il tempo (in particolare una tappa fondamentale fu l'invenzione del cementizio agli inizi del II secolo a.C.) e spesso furono adattate nei diversi luoghi a seconda dei materiali da costruzione più facilmente disponibili. Qui si tratta, in particolare, delle tecniche utilizzate in epoca romana nella città di

Roma e nelle sue immediate vicinanze.
La casa romana
La casa romana, dovendo tener conto nella sua struttura architettonica del poco spazio a disposizione per la sua edificazione, contrariamente a quello che si pensa, era molto simile a quella dei nostri giorni.
TAPPE DELLA STORIA DI ROMA
756 a.C - 509 a.C MONARCHIA | 509 a.C. - 31 a.C. REPUBBLICA | 31 a.C. - 476 d.C. IMPERO
LA MONARCHIA
Durante questo periodo secondo la leggenda a Roma ci sono stati 7 re. Il primo re fu Romolo, che fonda Roma. Gli ultimi tre sono stati re etruschi e questo dimostra che gli Etruschi hanno conquistato Roma. Nel 509 i Romani cacciano l’ultimo re e Roma diventa una repubblica.
LA REPUBBLICA

L’Ordinamento dello Stato
In questo periodo a Roma invece del solo re hanno il potere diversi magistrati ( cioè persone che governano lo Stato). Al posto del re ci sono DUE CONSOLI, poi c’è il SENATO, una assemblea di anziani, che prende le decisioni più importanti. Altri magistrati sono :
I PRETORI che amministravano la giustizia. Gli EDILI che controllavano l’ordine pubblico, la manutenzione di strade ed edifici. I QUESTORI che controllavano le finanze dello Stato. I CENSORI che registravano i nomi ed i beni dei cittadini ed ogni cinque anni facevano il censimento. Se lo Stato si trovava in pericolo eleggevano un DITTATORE che aveva tutti i poteri, ma restava in carica solo sei mesi
.
La società romana
In questo periodo la società romana era divisa in 2 classi :
1. I PATRIZI : erano i proprietari delle terre, erano ricchi e solo loro partecipavano al governo dello Stato
2. I PLEBEI : erano contadini ed artigiani, erano poveri, non potevano partecipare al governo dello Stato, non avevano diritti. I plebei lottano a lungo contro i patrizi ed alla fine ottengono l’uguaglianza di fronte alla legge ed ottengono anche l’elezione dei TRIBUNI DELLA PLEBE, che erano due magistrati che difendevano gli interessi dei plebei e se una legge danneggiava i plebei, loro avevano il DIRITTO DI VETO, cioè potevano far cancellare la legge.
C’erano poi gli SCHIAVI : erano proprietà dei patrizi che li compravano e li vendevano e li facevano lavorare per loro. Non erano considerati uomini, ma oggetti ed i padroni potevano anche ucciderli.
Primo e secondo secolo d. C. : espansione dell’Impero
Di fatto con Ottaviano Augusto finisce la Repubblica ed inizia l’Impero. Con l’ Impero tutti i poteri erano dell’imperatore e alla sua morte passavano al figlio. Nei primi due secoli dell’Impero ci sono state diverse dinastie di imperatori. I primi imperatori fanno altre conquiste e l’Impero raggiunge la sua massima grandezza intorno all’anno 100 d.C. con l’imperatore Traiano ; allora l’ Impero Romano occupava tutte le terre intorno al Mar Mediterraneo. ( cartina 7 )
b) Terzo secolo d. C. : crisi dell’impero ( anarchia ) e cri si economica
Nel terzo secolo inizia la crisi dell’Impero. L’esercito acquista sempre più potere e sono i soldati che eleggono imperatore il loro comandante ed a volte ci sono due imperatori che combattono tra di loro : in questo periodo in cinquant’anni ci sono stati venti imperatori che duravano in carica due o tre anni e spesso erano uccisi anche dagli stessi soldati che li avevano eletti. Questo periodo è detto periodo dell’anarchia militare. (anarchia = mancanza di potere, quindi disordine ) La crisi fu anche crisi economica : i latifondi venivano coltivati solo in parte ed inoltre molti contadini abbandonavano le terre per andare come soldati a difendere i confini, così le terre producevano meno ed i prezzi aumentavano ; gli imperatori avevano bisogno di molti soldi per pagare i soldati per difendere i confini, perciò mettevano nuove tasse. La conseguenza è che c’era molta povertà.

Opere in pietra
Opera poligonale (opus siliceum):
diffusa nell'Italia centrale, tra il VI e il II secolo a.C., consiste nella sovrapposizione di massi in pietra non lavorati, anche di notevoli dimensioni, senza ausilio di leganti, grappe o perni. Veniva utilizzata soprattutto per mura di terrazzamento e contenimento di terrapieni
Opera quadrata (opus quadratum):
consiste nella sovrapposizione di blocchi squadrati in forma parallelepipeda e di altezza uniforme, che vengono messi in opera in filari omogenei con piani di appoggio continui. In ambito romano la tecnica viene utilizzata già a partire dal VI secolo a.C. e si affinò progressivamente, con una maggiore regolarità del taglio e una disposizione più articolata dei blocchi. L'uso continua anche dopo l'introduzione del cementizio per tutta l'età imperiale, affiancato alle altre tecniche.
Opera africana (opus africanum) o a telaio:
paramento costruito da catene verticali di blocchi di pietra nelle quali si alternano pietre verticali e orizzontali, riempita con un'opera simile a quella a graticcio. Venne utilizzata in Africa Settentrionale dal IV secolo a.C.
Gli archi romani
Arco di Costantino
I romani si dimostrarono abili nella costruzione di ponti semplici e solidi. Speso creati con grandi arcate per permettere all'acqua di scorrere e impedirne il crollo.
Per poter controllare al meglio il proprio impero i Romani crearono un efficiente rete stradale, con vie di lunga percorrenza, chiamate vie consolari. Quelle vicine alle città erano lastricate e il fondo stradale era prima consolidato.
L'ingria romana diede importanti risultati, per rispondere alle necessità dell'approvvigionamento idrico e dello smaltimento delle acque. Vennere costruiti i primi acquedotti come l'aqua appia costruita a Roma nel 312 D.C., che erano condutture sotteranee.
Arco di Traiano
115 D.c.-Benevento
Foro di Augusto 2 a.C

Il Foro di Augusto con il tempio di Marte Ultore
Ottaviano aveva promesso in voto un tempio a Marte Ultore (ossia "Vendicatore") in occasione della battaglia di Filippi del 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare e dunque vendicato la sua morte. Il tempio venne effettivamente inaugurato solo dopo 40 anni, nel 2 a.C., inserito in una seconda piazza monumentale: il Foro di Augusto.
Rispetto al Foro di Cesare il nuovo complesso si disponeva ortogonalmente e il tempio di Marte si appoggiava ad un altissimo muro, tuttora conservato, che divideva il monumento dal popolare quartiere della Suburra. I portici che sorgevano sui lati lunghi, si aprivano alle spalle in ampie esedre (spazi semicircolari coperti), destinati ad ospitare le attività dei tribunali. Erano, inoltre, arricchiti da statue di personaggi reali e mitologici della storia di Roma e dei membri della famiglia Giulia, con iscrizioni che elencavano le loro imprese, e nelle nicchie centrali i gruppi di Enea e la statua di Romolo.
Anche in questo caso la costruzione del complesso fu legata alla propaganda del nuovo regime e tutta la sua decorazione celebra la nuova età dell'oro che si voleva inaugurata con il principato di Augusto.
Arco di Costantino è un arco trionfale a tre fornici (con un passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli), situato a Roma, a breve distanza dal Colosseo. Oltre alla notevole importanza storica come monumento, l'Arco può essere considerato come un vero e proprio museo di scultura romana ufficiale, straordinario per ricchezza e importanza. Le dimensioni generali del prospetto sono di 21 m di altezza, 25,9 metri di larghezza e 7,4 m di profondità.
La domus era una tipologia di abitazione utilizzata nell'antica Roma. Era un domicilio privato urbano e si distingueva dalla villa suburbana, che invece era un'abitazione privata situata al di fuori delle mura della città, e dalla villa rustica, situata in campagna e dotata di ambienti appositi per i lavori agricoli. La domus era l'abitazione delle ricche famiglie patrizie, mentre le classi povere abitavano in palazzine fatiscenti chiamate insulae.
I luoghi dei defunti
http://www.bandb-rome.it/tombe_romane.html#tomba_a_tumulo
La Tomba a Tumulo (Tumulus)
Era una tipologia di tomba piuttosto diffusa nell’antichità in epoche precedenti ai Romani tra gli Etruschi e in altre parti del Mediterraneo, adottata poi dai nobili romani più potenti a partire dalla tarda era Repubblicana (il primo esempio conosciuto di tale tipologia di tomba è attribuito al Tumulo di Silla, eretto in Campo Marzio; Silla morì nel 78 a.C.).
I luoghi dei defunti
Il tumulo rappresentava per i nobili e gli aristocratici romani una strumento di autocelebrazione e autodivinizzazione, tanto più se si pensa che il monumento funebre veniva normalmente realizzato molto prima della morte del committente; volevano con esso ricollegarsi direttamente alle sepolture degli eroi mitici quali Enea e rappresentarne quindi la continuazione nel mito.

Il manufatto consisteva di un basso tamburo circolare in opera cementizia rivestito di marmo o travertino o anche in pietra; al centro dell’area circolare creata dal tamburo veniva realizzata la cella di ingresso al sepolcro normalmente della stessa altezza del muro esterno; lo spazio tra la cella e il muro circolare esterno veniva completamente riempito di terra, che ai bordi della parete circolare arrivava fino alla cima del muro mentre al centro il terrapieno andava a salire di livello, costituendo così una sorta di cono; una galleria con copertura a volta congiungeva l’ingresso della cella all’ingresso esterno (dromos); all’interno del muro circolare si cominciarono a costruire mura interne curvilinee raccordate tra loro e di raccordo col tamburo esterno secondo vari modi geometrici allo scopo di alleggerire il carico del terrapieno sulle mura esterne, ripartendo sulle mura interne una buona parte dello sforzo esercitato dalla pressione del terreno; sopra la camera mortuaria poteva essere posta una colonna che fuoriusciva dal tumulo e sopra questa la canonica statua del defunto orientata verso la strada che normalmente lo ritraeva in abiti ufficiali; altrimenti sul terreno del tumulo si poteva far crescere un piccolo boschetto, solitamente di cipressi o comunque di piante sempre verdi.
Il Colombario (Columbarium)

Il Columbarium era una tipologia di tomba collettiva che talvolta arrivava a contenere migliaia di individui ed era pensato per accogliere le ceneri dei defunti; già presente in epoca tardo repubblicana nel II secolo a.C, ebbe la sua massima diffusione tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. e continuò ad essere molto utilizzato almeno per tutto il II secolo d.C.; con Augusto divenne generalizzato l’uso della cremazione ed il costo per un’urna cineraria all’interno di un colombario scese a prezzi accessibili anche ai più poveri; successivamente, quando si andarono diffondendo massicciamente le pratiche di tumulazione cristiane, l’incenerimento dei defunti cadde in disuso e con esso anche la tipologia funeraria del colombario.

I luoghi dei defunti
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