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elementi di linguaggio cinematografico: il montaggio

realizzato da Andrea Sangiovanni e Gabriele D'Autilia per il corso di "Linguaggi della comunicazione audiovisiva" (Università di Teramo, a.a. 2013/2014)
by

Andrea Sangiovanni

on 20 November 2013

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Transcript of elementi di linguaggio cinematografico: il montaggio

Il linguaggio del cinema
I fratelli Lumière
"l'arrivée d'un train en gare de la Ciotat"
(1895)
Il cinema del reale
il cinema narrativo
George Méliès
"l'impressioniste fin de siècle"
(1899)
elementi del
linguaggio cinematografico

lo spazio
il tempo
i movimenti di macchina
i campi
Ha una funzione principalmente descrittiva.
Usato per mostrare il rapporto con la natura (western) ma anche per sottolineare una tensione epica (fantasy)
campo medio
Ristabilisce il rapporto con la figura umana e ripropone il tipo di visione teatrale della cinematografia degli esordi
"Il piano d'insieme [campo totale] dà la sensazione di una prensione globale del fenomeno (...). Il piano medio stabilisce un contatto umano, intimo, fra lo spettatore e i personaggi sullo schermo: gli sembra di trovarsi nella stessa stanza in cui si trovano essi (...). Infine, con l'aiuto del primo piano, lo spettatore penetra nell'intimità di ciò che succede sullo schermo: le ciglia che battono, una mano che freme, la punta delle dita rientrate sotto il pizzo dei polsini..."
S. Ejzenstein
la figura
mezza figura
primo piano
"Fra lo spettacolo e lo spettatore, nessuna ribalta. Non si guarda la vita, la si penetra. Questa penetrazione permette ogni intimità. Un viso, sotto la lente, (...) mette in mostra la sua geografia fervente (...). È il miracolo della presenza reale, la vita manifesta (...). È il teatro della pelle"
Jean Epstein
inquadratura caratteristica che riprende il corpo dalle ginocchia in su, nasce nel cinema statunitense per riprendere il cinturone e la pistola
piano americano
panoramica
carrellata
steadycam
Edwin Porter
the great train robbery (1903)
Montaggio alternato
due o più azioni che si svolgono contemporaneamente
Montaggio parallelo
"due (o più) azioni vengono presentate intercalando frammenti appartenenti alternativamente a ciascuna di esse, con lo scopo di far emergere un significato dal loro confronto; in questo caso la contemporaneità delle azioni non è necessaria"
Marcel Martin
montaggio classico
è uno stile distinto che caratterizza la produzione hollywoodiana tra il 1917 e il 1960: detto anche "montaggio invisibile" deve far scivolare docilmente uno spettatore "inconsapevole" nella narrazione, nascondendogli dunque tutte le forzature del tempo e dello spazio operate dal montaggio
montaggio connotativo (o delle attrazioni)
È uno stile di montaggio teorizzato principalmente da Ejzenstein e dai cineasti russi. Il suo tratto dominante è la costruzione del significato, negando il modello della continuità e suscitando la reazione dello spettatore. Si ispira al cosiddeto "effetto Kulesov"
Questa scena è costruita da un uso del montaggio che tende ad accentuare gli elementi di continuità fra un'inquadratura e l'altra. Dei nove stacchi che la articolano ben sette sono costruiti su raccordi di sguardo, movimento o d'asse, con una netta prevalenza dei primi secondo una pratica in realtà molto consueta. Il passaggio è rafforzato anche da un raccordo sonoro (...) [oltre che] sul piano scenografico (...).
L'altro aspetto di rilievo di questa scena è quello legato a un meccanismo di drammatizzazione tipico del découpage classico, di costruzione del climax, inteso come un crescendo graduale degli effetti stilistici e retorici che portano al momento forte di un discorso. (...) Nella scena (...) il climax si costruisce attraverso un processo di avvicinamento progressivo a quel momento forte, tipico di molto cinema hollywoodiano, che è l'enunciazione del primo piano della star"
G. Rondolino, D. Tomasi, "Manuale del film", Utet, 1995
(pp. 164-166)
un po' di storia
Il primo piano è una forma tipicamente cinematografica, qualcosa che rende il cinema completamente diverso dal contemporaneo teatro, al quale, per altri versi, esso si ispira ampiamente.
All'inizio, però, il primo piano, e ancora di più il dettaglio, devono essere giustificati: di qui il ricorso a mascherini che simulano l'intermediazione di strumenti ottici di vario genere.
Nasce così - inconsapevolmente - una delle forme tipiche del linguaggio cinematografico: la soggettiva.
il piano sequenza
i film di montaggio
Accumulo
pratica di montaggio basata sulla ripetizione ostinata e evidente di un insieme di inquadrature dalle caratteristiche simili
ripetizione ma non impilamento
ritmo
individualità delle inquadrature
tensione verso o scioglimento
concatenzazione
un montaggio realizzato attraverso attacchi che rendano evidente il legame tra le inquadrature
Il "gioco delle parole"
completamento del contenuto (concisione e sorpresa)
Associazione formale
Impallamento (transito)
Finta continuità
ecc
Ricorsività
Annidarsi delle cose nelle cose, come il cinema nel cinema: un metalinguaggio di difficile applicazione
Flusso
Inseguire la forma del movimento, dentro le inquadrature ma anche tra le inquadrature
Nodo alla gola (Alfred Hitchcock, 1948)
campo lungo
in Francia con il Cinématographe dei fratelli Lumière,
a Berlino con i fratelli Skladanowski.
Nel frattempo, vengono depositati brevetti concorrenti da Robert William Paul (Gran Bretagna), Thomas Armat (USA), Henry Joly (Francia) e Filoteo Albertini (Italia).

Dal 1908 al 1915 inizia il processo di linearizzazione narrativa e di conseguenza acquista importanza il montaggio.
Processo di elaborazione del racconto cinematografico che passa attraverso
diversi stadi che vanno dall’elaborazione dell’idea di partenza alla scrittura vera e propria

Sceneggiatura
SOGGETTO
Sintesi dell’idea
TRATTAMENTO
Gli spunti narrativi del soggetto vengono sviluppati e approfonditi (qualche decina di pagine)
SCALETTA
Fase di passaggio dalla dimensione letteraria della storia a quello della costruzione del film (controllo del ritmo del film)
SCENEGGIATURA
Messa in ordine delle scene del film, descrizione dettagliata di ambienti, personaggi, eventi, dialoghi.
Unità base del discorso filmico, rappresentazione in continuità di un certo spazio per un certo tempo.

L'Inquadratura

La luce
di spalle
laterale
frontale
dall’alto

dal basso

controluce

laterale

frontale

diffusa

contrastata

Sorgente

Direzione

Qualità

Caratteristiche della luce

Inquadratura frontale : la macchina da presa si trova
alla stessa altezza dell’oggetto filmato;





Inquadratura dall’alto o plongée : la macchina da presa si trova al di sopra dell’oggetto filmato;






Inquadratura dal basso o contre-plongée : la macchina da presa si trova al di sotto dell’oggetto filmato; esalta la forza

gradi di angolazione
l’operazione che consiste nell’unire la fine di un’inquadratura e l’inizio della successiva

Il Montaggio
E' il montaggio che decide la durata di ogni singolo piano.

Tre categorie:

Ordine
Durata
Frequenza

Costruzione del tempo
FLASHBACK
B è ricercato dalla polizia
B è arrestato e confessa
A tradisce B
B tradisce A

STRUTTURA LINEARE
A tradisce B
B tradisce A
B è ricercato dalla polizia
B è arrestato e confessa

RAPPORTO TRA ORDINE DELLA STORIA E DELL’INTRECCIO

Ordine

Il montaggio può rispettare l’ipotetica durata reale
(scena)
, ma può anche non farlo
(sequenza)
.
Se il tempo del discorso è più breve del tempo della storia allora la sequenza contiene delle elissi.
Più raramente il tempo del discorso è più lungo del tempo della storia
(slow motion, fermo fotogramma, ripetizione)

Durata

E’ il rapporto che si stabilisce fra il numero di volte che un determinato evento è evocato nel racconto e il numero di volte che si presume sia accaduto nella storia
Frequenza

Montaggio che mostra alternativamente due personaggi che dialogano

Campo e controcampo
Psycho. La nuova scena inizia a comparire mentre la scena precedente sfuma.
In questo caso è stata utilizzata per dividere i titoli d’apertura con la panoramica della città dove si svolge la vicenda.

Dissolvenza incrociata

La dissolvenza
Il raccordo
INIZIO DIALOGO

ARRIVO A DESTINAZIONE

CORSA

Raccordo di direzione

Un personaggio esce di scena a sinistra e rientra in campo a sinistra

INQUADRATURA PRIMO SOGGETTO

INQUADRATURA SECONDO SOGGETTO

DIALOGO, ENTRAMBI I SOGGETTI

Utilizzato solitamente nei dialoghi. Consiste nella ripresa alternata di diversi piani dei due soggetti dialoganti.
In fase di ripresa si realizza girando due master shot e poi si dividono al montaggio.

Solitamente si vuole prima inquadrare entrambi i soggetti per poi passare a riprendere l’uno e l’altro, evidenziando le espressioni del volto e, quindi, il linguaggio facciale.




Raccordo di campo-controcampo

CHE COSA VEDE

PERSONAGGIO CHE GUARDA UN OGGETTO


Se si mostra un’ inquadratura di una persona che guarda qualcosa, quella successiva sarà sempre questo qualcosa.

Ad esempio dopo un primo piano sugli occhi dell'attore qualsiasi scena montata sarà percepita come vista dall'attore stesso (inquadratura soggettiva).

In questa scena si nota la protagonista che, trovatasi a guidare sotto la pioggia, fatica a vedere la strada.
La prima inquadratura raffigura le espressioni del volto della protagonista, la seconda la “causa di tale sguardo”.

Raccordo di sguardo

PRIMISSIMO PIANO 2° SOGGETTO

INQUADRATURA DIALOGO SOGGETTI/CIRCOSTANZA

PRIMISSIMO PIANO 1° SOGGETTO

Raccordo di direzione degli sguardi

La macchina da presa viene posizionata in modo tale che quando ognuno dei personaggi viene inquadrato singolarmente,
il suo sguardo si rivolga verso l’altro personaggio.

Solitamente il regista sceglie prima di inquadrare il dialogo tra i due, per poi soffermarsi sulle espressioni del volto dell’uno e dell’altro.

In questo esempio, vediamo il dialogo tra il poliziotto e la protagonista, con inquadrature tali da far capire all’osservatore chi sta parlando.

Lo udiamo noi spettatori ma non i personaggi del film
Il suono estende lo spazio dell’inquadratura e ci permette di contestualizzarla

Fuori campo
In campo

Proviene dalla diegesi del film

SUONO EXTRADIEGETICO

SUONO DIEGETICO

Suono e spazio

Il cinema sonoro, 1927
Le prime proiezioni pubbliche di immagini animate
la narrazione
Scavalcamento di campo
Shining (Stanley Kubrik, 1980)
Colazione da Tiffany (Blake Edwards, 1961)
L'infernale Quinlan, 1958
Sciopero (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, 1925)
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