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Informal Learning

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beatrice santoro

on 17 November 2015

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Transcript of Informal Learning

Informal Learning
Santoro Beatrice
E' possibile distinguere 3 diverse categorie dell'apprendimento:
Formale:
si svolge in contesti strutturati, deputati alla formazione (es.scuola,istituti..) presenta un piano didattico definito e un corpo docente istituzionale. Rientra nella logica dei processi di apprendimento intenzionale da parte del soggetto.
Per Charles Handy, autore irlandese, filosofo specializzato in comportamento organizzativo e di gestione"
il miglior apprendimento avviene nella vita reale, con problemi reali, con persone reali non nelle classi."
L'apprendimento informale è una forma di apprendimento nativo nell'ambiente digitale per la sua natura socializzante spontanea e strutturata dalle interconnessioni. In termini alternativi si tratta di una comunità di pratica che protremo definire "
comunità di pratica digitali
" o "
digital and social networks
".
Con quali "learning outcomes"?
1. Forte associazione tra l'uso di siti come Facebook e lo sviluppo degli studenti e la valorizzazione del loro capitale sociale, così come il loro benessere psicologico;

2. siti di "social networking" per incoraggiare una maggiore partecipazione dei cittadini;

3. affidabilità di ambienti di "social networking"per la costruzione di processi di conoscenza;

4. emergenza di nuovi tipi di pratiche di alfabetizzazione, di "partecipazione" e "Remix" in base alle quali le domande precedenti, la dicotomia tra consumi e produzone e la sfida della nozione di "copia e incolla" inerente a questa dicotomia;

5. giochi e simulazioni come sviluppo e promozione di competenze metacognitive, quali "problem solving", l'analisi interpretativa e il pensiero strategico, per l'aumento motivazionale;

6. affidabilità di queste tecnologie online e offline e tra reti locali e globali.

Non formale
: si svolge al di fuori delle principali strutture d'istruzione e di formazione (ad esempio al lavoro,nelle associazioni,nei sindacati,nei partiti) e di solito non porta al conseguimento di certificati ufficiali. In questa categoria vengono incluse attività a completamento dei sistemi formali ( ad esempio percorsi facoltativi o di approfondimento) che non sono considerate ai fini dell'accrescimento. Anche questa tipologia rientra nella logica intenzionale.
Informale:
è dato dall'insieme di tutte le esperienze quodidiane che generano apprendimenti nei vari contesti amicali, lavorativi, famigliari e nel tempo libero, che non presentano alcuna intenzionalità consapevolmente ed esplicitamente educativa. In questa categoria rientrano gruppi tra pari, le comunità, gli scambi comunicativi e relazionali e tutte quelle espeienze meno socialmente codificabili. Contrariamente all'apprendimento formale e non formale, l'apprendimento informale non è necessariamente intenzionale e può pertanto non essere riconosciuto, a volte dallo stesso interessato, come apporto delle sue conoscenze e competenze.
CON QUALI STRUMENTI SI SVILUPPA L'APPRENDIMENTO INFORMALE?
Come funziona l'apprendimento informale?
Risultato importante dell’indagine è che i giovani nativi usano e-tools e “social software” per:

• la socializzazione e la creazione di comunità;
• sostenersi a vicenda attraverso le comunità;
• la condivisione e la creazione di risorse;
• organizzare il loro apprendimento e i loro gruppi.

Occorre sottolineare i concetti di “socializzazione”, “comunità”, “sostegno”, “condivisione”, “creazione di risorse”, “organizzare”, “gruppi”, cioè un concentrato difficile da trovare nella società “civile” se escludiamo le parrocchie, le associazioni sportive private e le scuole.

Quindi, l’ambiente digitale è un ambiente di comunicazione “vivo”, “concreto”, “reale”.
Il termine
apprendere
- dal latino
apprehendere
, afferrare con la mente, impadronirsi, comprendere e capire- è una parola complessa che per quasi tutto il '900 è rimasta strettamente legata al lemma istituzionale, inteso nell'accezione di trasferimento di conoscenze da parte del docente verso il formando
• Cos’è l’informal learning

• Con quali strumenti si sviluppa l'informal learning

• Come funziona l’informal learning

• Quali sono i suoi “learning outcomes”

• Problematiche aperte e criticità

Limitatamente all’uso delle tecnologie digitali, che si pensa possano identificare più facilmente alcune competenze specifiche, possiamo far rifermento ad un interessante report del 2008 estremamente esauriente sull'argomento "Learning from digital natives: bridging formal and informal learning”, realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Glasgowe di strathclyde;
Il Report traccia le seguenti “facilities” ( quindi oggi con molti altri strumenti digitali, si pensi ad esempio al Web 3.0). e-Tools (strumenti elettronici) a supporto dell’apprendimento :
• Hardware – Mobile phones, Personal media players, Computers, PDAs (personal digital assistants), laptops and tablet PCs, Game consoles.

• Software – Web 2.0 or social software: oMultiplayer gaming environments (Multi-User Dungeons, Massively Multiplayer Online Games,3D Virtual Worlds) – EverQuest, World of Warcraft, Second Life; oDiscourse facilitation systems (Synchronous – instant messaging, chat; Asynchronous – email, bulletin boards, discussion boards, moderated commenting systems) – MSN Messenger, Google Groups, MySpace Groups;

- Content management systems (blogs, wikis, blikis, document management, web annotation utilities) – Blogger, Wikipedia, Plone;

- Product development systems (especially for Open Source software) – Sourceforge, Peer-to-peer file sharing systems, Napster,
BitTorrent, Gnutella, Online bidding systems eBay;

- Learning management systems – BlackBoard, Moodle; oRelationship management systems – MySpace, Friendster, Bebo;
oSyndication systems – list-servs, RSS aggregators, Newsfeeds; oDistributed classification systems (social bookmarking, tagging)

– Del.icio.us, Blinklist, Connotea, Flickr;

- Multiplayer Gaming Environments – Blogs, Wikis, Social bookmarking.

• Networked access and connectivity.

Criticità degli apprendimenti informali in rete
Gli apprendimenti di tipo informale in rete rapprendetano una grossa oppurtunità per quel numero di persone che possono disporre di un computer e di collegamento in rete, questione non scontata perchè "
il digital divide
"non permette ancora a tutte le persone di disporre di medesime condizioni di accesso alla rete.
Come esrime Rivoltella "
Internet non garantirebbe l'accesso a chiunque agendo da fattore di integrazione, al contrario favorirebbe la riproduzione del gap sociale e culturale tra ricchi e poveri, dal momento che per accedere alla rete occorre avere una connessione e poterla sostenere dal punto di vista finanziario (economical divide) e disporre di un capitale culturale sufficiente fatto di competenze alfabetiche e socializzazione tecnologia (knowledge divide)".
Oltre al fattore economico, potremo dire che è necessaria una cultura della rete che serva a possedere quelle competenze digitali che permettono all'individuo di servirsi del web in modo corretto.
La comparsa del web segna un vero e proprio "
diluvio informazionale"
, una sovrabbondanza di informazioni che oggi il web 2.0 estende a dismisura: il risultato è che disponiamo di un nunero di informazioni così elevato che è impossibile qualsiasi controllo.
Pierre Lèvy afferma "
nel bene e nel male questo diluvio non sarà seguito da nessun periodo di magra. Dobbaimo abituarci a questa profusione e a questo disordini. Eccetto in caso di catastrofe culturale, nessun grande riordino,nessuna autorietà centrale ci riporterà sulla terraferma o a passaggi stabili e dotati di supporti orientativi precedenti l'inondazione"
Questa questione ci permette di stimare alcune riflessioni riguardo l'attendibilità presente in rete : questa problematica si lega all'importanza di sviluppare qualla che viene chiamata
competenza digitale.
Sviluppare competenza digitale è rilevante al fine di fare in modo che gli individui, al di là della capacità tecnica, sviluppino consapevolezza critico-riflessiva nell'utilizzo di mezzi digitali, che necessita di una forte educazione mediale.
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