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Tesina: "La fotografia e il suo sviluppo nel XIX secolo"

Tesina di maturità a.s. 2012/2013
by

Davide Di Piero

on 3 July 2013

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Transcript of Tesina: "La fotografia e il suo sviluppo nel XIX secolo"

Il Fotografo Nadar
La Realtà di una fotografia...
Un po' di storia....
La Fotografia dalla camera oscura alle prime foto a colori
La Fotografia e il suo sviluppo nel XIX Secolo
La Critica di Charles Baudelaire
"Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada.
Avere un nuovo rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi ogni mattina. "

Andy Warhol


1807-1838
1839
L'evoluzione della tecnica e il progresso tecnologico
1884 – 1935
1400 - 1500
Nasce ufficialmente la Fotografia
E’ un’ invenzione straordinaria in grado di produrre istantaneamente immagini di tutto ciò che vediamo, un
potente mezzo espressivo
che permette di collegare passato e presente, come un ponte fra tempo e spazio. Con un semplice gesto si possono fissare per sempre attimi, volti e luoghi così da restituire l’immagine del passato con una
fedeltà impareggiabile
, più di qualsiasi altro mezzo espressivo.
Le Prime Tecniche di Riproduzione Fotografica
"Dieci fotografi di fronte allo stesso soggetto producono dieci immagini diverse, perché, se è vero che la fotografia traduce il reale, esso si rivela secondo l’occhio di chi guarda"
Gisele Freund

Nel pensiero comune scattare una Fotografia significa immortalare la vera realtà che ci circonda…significa squarciare quel “velo di Maya” che, calato davanti ai nostri occhi, ci nasconde la verità… Ma… è davvero così?
Il Pensiero di Arthur Schopenhauer:
Il "Velo di Maya" e il "Mondo come volontà e Rappresentazione"
il
NOUMENO
invece è quella realtà che “si nasconde” dietro l’ingannevole trama del fenomeno e che il filosofo ha il compito di “s-coprire”.
Il mondo è una nostra Rappresentazione
, noi tutti percepiamo la realtà esterna tramite le nostre sensazioni e ce ne facciamo un’idea nella nostra mente
la Rappresentazione però, non ci permette di conoscere la realtà "oggettiva", di cogliere la cosa in sé (noumeno), ma solo il suo fenomeno, cioè un’apparenza della realtà.
La conoscenza del mondo può avvenire solo mediante le cosiddette strutture a priori del
TEMPO
e dello
SPAZIO
e mediante il
PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE.
In questo modo però il mondo può essere conosciuto solo come rappresentazione...
e proprio perchè è rappresentazione, non esiste di per sé come oggetto, ma ha bisogno di un soggetto che lo rappresenti...
Di conseguenza :
IL MONDO ESISTE SOLO PERCHE' E' PERCEPITO, IL SOGGETTO SOLO PERCHE' PERCEPISCE.
il
FENOMENO
è parvenza, illusione e sogno,
ovvero ciò che nell’antica sapienza indiana era detto “velo di Maya”,
Il principio della Camera Obscura
L’occhio umano è un organo sensoriale molto complesso che ha un tipo di organizzazione strutturale che viene spesso paragonata a quella di una macchina fotografica:
L'occhio umano : "una perfetta macchina fotografica"
“La fotografia è una scoperta meravigliosa...un’arte che aguzza gli spiriti più sagaci...”
La cornea e il cristallino
La cornea è la parte anteriore della sclera, la membrana trasparente esterna che ricopre la parte anteriore dell’occhio.
Raccoglie i raggi di luce divergenti e li “convoglia” attraverso la pupilla, comportandosi pressapoco come la parte frontale di un
obiettivo
. Insieme al cristallino, la lente interna dell’occhio di forma biconvessa, costituisce il sistema di messa a fuoco dell’occhio.
L’iride e la pupilla
L’iride e la pupilla agiscono insieme come il sistema di apertura della fotocamera. L’iride è una membrana muscolare circolare e colorata, al centro della quale c’è un foro chiamato pupilla. L'iride può dilatarsi o contrarsi a seconda dell’intensità luminosa, regolando in questo modo la quantità di luce che entra nell’occhio (come il
diaframma
di una macchina fotografica) e permettendo ad esso di lavorare bene in una grande varietà di condizioni di visibilità, dalla quasi totale oscurità alla luce forte.
La retina
E' il sensore che si trova proprio alla fine dei nostri occhi, e si comporta più o meno come il
sensore
della fotocamera digitale. Possiede numerosi fotoricettori che aiutano a convertire i raggi di luce in impulsi elettrici, e li rimandano attraverso il nervo ottico al cervello dove
l’immagine
(di ciò che vediamo)
è infine ricevuta e percepita.
La retina è il componente più importante dei nostri occhi.
Analogie e differenze tecniche con la macchina fotografica
Messa a fuoco
Regolazione dell’esposizione
Misurazione della luminosità assoluta e soggettiva
Sensibilità alla luce
La
Fotografia
è una forma d’arte tipica della nostra era, tecnologica, rapida, precisa, automatizzata, uno s
trumento autonomo e moderno
,
accessibile a tutti
ed estremamente efficace per comunicare informazioni.
Nadar
E' con
Gaspard-Félix Tournachon
, conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo Nadar e noto come il “Tiziano della fotografia”, che nacque e si affermò la fotografia nella
Parigi dell’Ottocento
, tra gli anni ’60 e ’80.


è il
1858
, le barriere celesti non sono più ostacoli invalicabili per occhio umano..
Pantheon Nadar :
In questa immensa litografia Nadar intende raccogliere i ritratti delle 100 persone più illustri dell'epoca.
Proprio iniziando a levorare a questo progetto, nel 1851, Nadar si avvicina sempre più all'uso della fotografia.
La prima versione del Pantheon esce nel 1854.
"Il ritratto è l’applicazione più preziosa e nello stesso tempo più delicato della Fotografia "
nasce il
6 aprile 1820
a Parigi

L’incontro con la fotografia avviene quasi per caso: quando, per aiutare il fratello minore
Adrien
che è in gravi crisi economica, lo manda a lezione di fotografia da
Gustave Le Gray,
maestro di fotografia del tempo, prendendo nel frattempo egli stesso lezione di fotografia da Bertsch e Arnaud e aprendo un piccolo atelier nella casa in cui viveva.
Nel
1853
Nadar apre il suo primo studio fotografico in
Rue Saint-Lazare.
Sono probabilmente i ritratti effettuati in questo studio ,tra il 1855 e il 1860, i migliori scatti di Nadar.
Nel
1854
, Nadar sposa
Ernestine Lefevbre
, che

lo supporterà costantemente nella sua attività di fotografo, occupandosi anche dell'organizzazione degli ateliers
fu il primo nella storia a realizzare fotografie aeree. Nel
1858,
infatti, salito su un pallone aerostatico, scattò foto dall’alto sui tetti di Parigi.
Dopo il
1860
Nadar trasferisce il suo Atelier al
n. 35 di Boulevard des Capucines,
a pochi passi dal luogo dove si svolgerà la prima proiezione cinematografica dei fratelli Lumière (1895).
Sarà proprio nello studio di Boulevard des Capucines che, nel
1874
, si svolgerà la prima mostra di quei pittori che saranno poi definiti
Impressionisti.
Muore il
21 marzo 1910
, un anno dopo la scomparsa della moglie
Il successo ottenuto lo induce a fondare, nel
1856
, la "
Société de Photographie Artistique
"
NADAR,
UN FOTOGRAFO TRA LE NUVOLE
" Il caso volle che fossi io il primo fotografo a esser stato sollevato da un pallone, a me toccò un primato che,
in condizioni analoghe, sarebbe potuto appartenere a chiunque altro."

Così scrive Nadar nel suo libro intitolato
"Quando ero fotografo"
(Quand j'étais photographe (L'Ecole des lettres), 1900)...
Litografia realizzata da
Honoré Daumier
, intitolata "Nadar élevant la Photographie à la hauteur de l’Art" (Nadar eleva la Fotografia all’altezza dell’Arte). Fu pubblicata dal periodico parigino
Le Boulevard
, il
25 maggio 1862.
Autoritratto di Nadar a bordo del pallone aerostatico "Le Géant"
Foto auerostatiche scattatate da Nadar:
i Boulevards e la celebre serie di "vedute" del quartiere dell'Etoile.
L'Album di Nadar:
Eduard Manet
Eugène Delacroix
Gustave Courbet
Camille Corot
Victor Hugo
Stèphane Mallarmè
Jules Verne
Charles Baudelaire
Così scrisse Nadar, ricordando il primo incontro con Baudelaire:

“La prima volta che l’incontrai, nel
1843
o nel
1844
, veniva verso di noi per il quai d’Anjou, non lontano dall’hotel Pimodan, dove allora abitava.
Sia l’abito che il portamento mi sembravano stravaganti (…). Vent’anni dopo, ci si fermava ugualmente davanti alla seconda persona di Baudelaire, sia che, a Parigi o a Bruxelles, trottasse leggero come un tempo, sia che s’impuntasse meditabondo, sul bordo di qualche marciapiede. (…) il passante si diceva come una volta, ancora imbarazzato e sordamente malcontento: "Quel tipo non è uno come tutti gli altri . Chi è?"


Fotografia: Arte o serva delle arti?
Secondo Baudelaire,
l’industria fotografica era il rifugio di tutti quei pittori mancati, scarsamente dotati o troppo pigri per compiere i loro i studi
e perciò questa frenesia universale aveva il carattere dell’accecamento e dell’imbecillità.
Ne "
Il pubblico moderno e la fotografia
"(Salon del
1859
), Baudelaire scriverà così:
"Sono convinto che i progressi male applicati della fotografia hanno contribuito molto, come d’altronde tutti i progressi puramente materiali, all’
impoverimento del genio artistico francese
, già così raro. Se si concede alla fotografia di sostituire l’arte in qualcuna delle sue funzioni, essa presto la soppianterà o la corromperà del tutto, grazie alla alleanza naturale che troverà nell’idiozia della moltitudine”.
Baudelaire e la modernità
“Vi è ancora un errore molto incombente dal quale voglio guardarmi come l’inferno: intendo parlare dell’idea di progresso. ”
Baudelaire scrive una raccolta di brevi saggi
intitolata
Il pittore della vita moderna
(Le peintre de la vie moderne).
Viene pubblicata su Le Figaro nel 1863

Parigi si rinnova:
i lavori di ristrutturazione di Hausmann
Ricerca del
BELLO
nella vita Moderna
Rifiuto dell'idea di Progresso
La figura dell'Artista cambia completamente
Baudelaire ritratto da Nadar nel 1855
La Tecnica Fotografica al servizio degli artisti:
EDGARD DEGAS
CAMILLE PISSARRO
Il rapporto tra Pittura e Fotografia
"A partire da oggi la pittura è morta”
Così affermava il pittore
Paul Delaroche
il
19 agosto 1839
davanti ai membri riuniti dell’Accademia delle Scienze e di quella delle Belle Arti.
Paul Gauguin
I Pittori Impressionisti:
Rappresentazione della realtà quotidiana
Pittura "en plein air"
Esaltazione dell'attimo fuggente
Nuova sperimentazione di luce e colore
nel
1874
nello studio di Nadar in Boulevards des Capucines si tiene la
I Mostra Impressionista
Si formò presto l’idea che le fotografie potessero fornire un
ottimo e comodo modello di ispirazione e di riferimento per i pittori
. Nacquero così atelier fotografici specializzati nella produzione di immagini fatte a richiesta di pittori che le usavano come base per i propri dipinti (valida alternativa allo studio dal vero).
Il fotografo si mise in tal modo al servizio dei pittori
.
Della fotografia i pittori impressionisti adotteranno le
inquadrature nuove e originali
(come i boulevards ripresi dall'alto) e il
taglio casuale dei soggetti
.
Edgard Degas
fu uno degli artisti della sua generazione che meglio comprese il valore della fotografia. Interessato alla riproduzione del movimento in natura, Degas si servì degli
esperimenti cronofotografici
che permettevano di visualizzare la struttura del movimento..Fu poi mediante il supporto fotografico che Degas riuscì a lavorare su uno dei temi da lui lungamente prediletto sia in scultura che in pittura: la danza e il mondo delle ballerine.
Edgar Degas, Ballerina in posa per il fotografo, 1875
"Ballerine dietro le quinte", dipinto a pastello realizzato nel 1897
Edgar Degas - Four Dancers(Quattro ballerine) 1896-99

Edgar degas - Ballerine
La fotografia che ha ispirato il dipinto "Dopo il bagno" (1896)
Pissarro - "Boulevard Montmartre" 1897
Prospettiva dal Boulevard Montmartre
EDOUARD MANET
Nadar, ritratto di Baudelaire
Manet, litografia di Baudelaire
1859
Manet - Il bar delle Folies-Bergère (Un Bar aux Folies-Bergère), 1881-82
Gli Impressionisti diedero solo il via all'uso delle tecniche di sperimentazione fotografica in campo artistico.......
Paul Gauguin al pianoforte senza pantaloni fotografato da Alphonse Mucha nel 1895
Foto di Luis Grelet, scattata nello studio del pittore a Hivaoa; quadro "Giovane con Ventaglio" 1902
Foto anonima - Paul Gauguin, "Il Mercato", dipinto a Thaiti nel 1892
Joseph-Nicéphore Niépce
Louis Mandé Daguerre
William Henry Fox Talbot
Nel
1839
grazie alla collaborazione di Isidore Niepce, figlio di Joseph, e di Luis Daguerre
nasce la prima macchina per dagherrotipia
Boulevard du temple
, di Louis Mandè Daguerre
L'atelier de l'artiste
,

Louis Mandè Daguerre
Vue de la fenètre du domaine du Gras
,

Joseph-Nicéphore Niépce.
La Prima Fotografia della Storia
Carte preparate con sali d'argento che riportano l'immagine di alcune foglie
Autoritratto fotografico di Talbot
Lastre sviluppate con il
procedimento negativo/positivo
(
Calotipo
, la base degli attuali processi fotografici).
La
camera oscura
(o
camera ottica
) è un dispositivo ottico la cui invenzione è alla base di tutta la tecnica fotografica.
La studiò anche
Leonardo Da Vinci
, arrivando a proporre di dotare il foro di una lente, cosa che fece Gerolamo Cardano.
La camera oscura leonardiana venne usata come
strumento per la pittura
, grazie alla quale si potevano copiare paesaggi fedelmente proiettati (anche se capovolti) su di un foglio appositamente appeso.
Da allora le camere oscure furono largamente utilizzate dai pittori nell'
impostazione di quadri con problemi prospettici.
I primi studi sulla camera oscura sono molto antichi...
Nella prima fase della sua evoluzione, quella che sarebbe diventata la "Fotografia" venne quindi concepita come complemento ed
ausilio al disegno ed alla pittura
.

Nel
1884 George Eastman
fabbricò il primo rullino fotografico
Nel
1888
mise in commercio il primo apparecchio della
Kodak
con lo slogan ”voi premete il bottone, noi facciamo il resto”.
la prima macchina fotografica
Kodak
Le prime foto a colori...
Nel
1904
i
fratelli Lumière
, brevettarono la prima lastra positiva a colori
Autocrome
« Fotografare è trattenere il respiro
quando tutte le nostre facoltà di percezione
convergono davanti alla realtà che fugge.
In quell'istante, la cattura dell'immagine si rivela
un grande piacere fisico e intellettuale.
Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira
la testa, l'occhio ed il cuore.
Fotografare è un grido, una liberazione.
Non si tratta di affermare
la propria originalità: è un modo di vivere. »

Henrì Cartier Bresson



La fotografia è un'azione immediata; il disegno una meditazione.
Henri Cartier-Bresson


“E’ arte la fotografia? Chi lo sa e chi se ne importa!
Mi piace!” (
Edward Weston
)
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