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Competenze digitali

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by

Riccardo Tibelli

on 3 May 2016

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Transcript of Competenze digitali

Lo sapevate?
“Fra 50 anni la gente riderà dell'idea finora dominante, secondo cui a tutti deve essere insegnata la stessa cosa nello stesso modo.”
-Gardner-

La scuola italiana sta costruendo la sua identità su due assi fondamentali: l’
autonomia
e le
nuove tecnologie
.
Il computer era visto, fino a pochi anni fa solo come strumento per il calcolo e per questo motivo di competenza solo delle materie scientifiche. Ora si sta facendo strada l’idea di computer come “
macchina per comunicare
”, in grado di facilitare l’apprendimento, proponendo nuovi modelli di strutturazione della conoscenza, e sviluppare la capacità relazionale.
Non bisogna quindi più parlare di insegnamento “del computer” ma di insegnamento “
con il computer
”.

Insegnamento ed apprendimento
L’esplosione delle reti e ancor prima della tecnologia ipertestuale favoriscono nuove concezioni di intelligenza e conseguentemente di nuovi processi d’apprendimento.

L’ipertesto, come noto, è un software che consente al lettore “navigatore” di scegliere in ogni istante la rotta da seguire attraverso
un’organizzazione non lineare
delle informazioni basata su associazioni (link) tra testi nel quale ci si può muovere.
Negli anni settanta, sia l’approccio pedagogico comportamentista che quello cognitivista, hanno portato avanti un’idea di
percorso d’apprendimento ordinata, lineare
, razionale, con obiettivi da perseguire.

Questo modello è stato via via abbandonato poiché ha mostrato tutta la sua
debolezza
.
Crisi dei modelli oggettivistici e lineari
Indicazioni nazionali
2012
“Il paesaggio educativo è diventato estremamente
complesso
. […] La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e «il
saper stare al mondo
». E per potere assolvere al meglio alle sue funzioni istituzionali, la scuola è da tempo chiamata a occuparsi anche di
altre delicate dimensioni dell’educazione
.”
Saper stare al mondo
Competenze digitali
come cambia la scuola 2.0
Cooperative learning
“L’apprendimento collaborativo è l'acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o atteggiamenti che sono il risultato di un'interazione di gruppo, o, detto più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di gruppo". (Kaye)

Dunque un processo individuale, quello dell’apprendimento, che può essere però indotto e stimolato da condizioni e relazioni esterne. Si può quindi:
1. Imparare per mezzo degli altri (intenzionale);
2. Imparare dagli altri (non intenzionale);
3. Imparare con gli altri (lavoro di gruppo).

Le nuove tecnologie hanno favorito l’adozione di
metodi di apprendimento fondati sull’approccio
collaborativo e del lavoro di gruppo.

Imparare ad imparare
“Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.”
-Proverbio cinese-

La competenza chiave per eccellenza è “
imparare ad imparare
”.

Nell’era digitale significa soprattutto saper selezionare le informazioni criticamente.
• La conoscenza è il prodotto di una costruzione attiva del soggetto;
• Ha carattere “
situato
” ovvero nel contesto concreto;
• Si svolge attraverso forme di collaborazione e negoziazione sociale.

L’attenzione è tutta sul cosiddetto “
ambiente d’apprendimento
”:
uno spazio, reale o virtuale, in cui sono disponibili risorse e strumenti, comprese le opportunità derivanti dall’aiuto dei pari.

“ambienti di apprendimento generativo”

Costruzionismo
L’apprendimento è un
processo interattivo
in cui le persone imparano l’una dall’altra, e non solo attraverso il narrare ed il mostrare.
È nella natura umana creare comunità in cui l’apprendimento è frutto di
scambio reciproco
.
Attraverso la rete, i motori di ricerca, tutti possono facilmente acquisire una
mole enorme di informazioni
. Le informazioni sono potenzialmente illimitate ma possono essere anche
mediocri
,
pessime
o addirittura
pericolose
.

Tocca a noi
insegnare ai ragazzi a vagliare le informazioni.
Ancora una volta la padronanza delle nuove tecnologie diventa competenza quando viene utilizzata esercitando autonomia e responsabilità. Data la diffusione delle nuove tecnologie tra i giovani,
è urgente
che la scuola si adoperi per insegnarne l’uso responsabile.
Si parte dal presupposto che la conoscenza appresa nei curricoli scolastici, astratta dal contesto, rimanga conoscenza “inerte”: gli alunni non sono in gradi di reimpiegarla attivamente.
Gli studenti quindi, secondo questo modello, dovrebbero essere introdotti ad un lavoro di ricerca che, partendo da situazioni e contesti diversi li porti, attraverso anche e soprattutto la discussione di gruppo, a cercare e trovare vari modi di soluzione personale (ambienti generativi).
“La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità.”
Il mondo digitale è parte integrante dell’ambiente sociale, culturale ed economico nel quale viviamo ed operiamo (ITU-Unesco, 2013). È un cambiamento che
è già avvenuto
e con il quale occorre porsi in operoso dialogo. Dobbiamo affrontare, e attrezzarci per esserne capaci, l’
estensione del mondo
avvenuta attraverso il digitale.
iGeneration
Le trasformazioni che hanno investito le forme di comunicazione, pongono il mondo della scuola di fronte a questioni di portata epocale. Tutto il mondo dell’educazione dovrebbe dunque saper affrontare il cambiamento e
non girarsi dall’altra parte o far finta di niente
. Dovremmo offrire una visione della cultura che permetta agli studenti
una nuova
cittadinanza.
-D.L. 16/04/1994, n.297-
Nativi Digitali
Bambini ed adolescenti usano la tecnologia in forme fortemente comunicative, creative, sociale interattive. Punto di forza è sicuramente la
dimensione attiva.



Si aprono alcune riflessioni interessanti.
• Come intercettare e coinvolgere questi atteggiamenti in classe.
• La classe digitale come laboratorio del fare e del collaborare.
• Nuovo contesto di apprendimento: l’aula digitale (aula estesa).


La scuola del XXI secolo è chiamata a dare agli alunni una quarta competenza, oltre quelle tradizionali del “leggere, scrivere e far di conto”: la
competenza mediale
.

Promuovere una differente alfabetizzazione, fornire i ragazzi di un’autonomia critica all’uso dei nuovi media, in una dimensione che esca dai confini scolastici, favorendo così anche la riduzione di quel
gap
che si è creato tra il contesto scolastico e il contesto in cui i ragazzi vivono.
Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente.
La scuola è diventata semplicemente uno dei tanti ambienti formativi, in cui conoscere se stesso, l’altro ed il mondo. La scuola tuttavia non è alleggerita da responsabilità, al contrario: è ancor di più il fulcro dell’educazione alla lettura della complessità e per il discernimento degli infiniti input culturali.

Il docente di nativi digitali dovrà quindi:
Essere “curioso” per anticipare ed interpretare i cambiamenti culturali;
Ripensare la progettazione didattica ponendo al centro i bisogni formativi degli allievi;
Sperimentare;
Aggiornare costantemente le proprie conoscenze e competenze.


Scuola 2.0
È in atto una repentina
evoluzione-
rivoluzione
culturale.
È necessario che i docenti siano pronti
ad interpretare i cambiamenti ed a
rispondere ai nuovi bisogni formativi che essi
comportano. Docente ed allievo, in una sorta di
“energia collettiva”
si educano ad acquisire un atteggiamento
di disponibilità all’ascolto e al continuo cambiamento,
si educano al nuovo coltivando la curiosità
nello sperimentare “esperienze di apprendimento”.
Sono da privilegiare progetti didattici sperimentali
e laboratoriali, in cui sia possibile alimentare
quel processo attivo e ciclico e continuo che è
la formazione.
prof. Riccardo Tibelli
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