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Boccaccio - Il Decameron

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by

Claudia Maestranzi

on 7 October 2013

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Transcript of Boccaccio - Il Decameron

G.Boccaccio - Il Decameron

Nome greco, cognome cavalleresco

“…il libro chiamato Decameròn, cognominato Prencipe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle, in diece dì dette da sette donne e da tre giovani uomini”.
Il “nome” è l’unione di due parole greche: deka, numerale invariabile dieci e hmerwn, genitivo plurale del sostantivo hmera, che letteralmente significano “di dieci giorni” e sottintende il soggetto “novelle”. Novelle di dieci giorni, dunque.
ll cognome allude al dantesco "galeotto fu 'l libro", celebre passo del V canto dell'inferno


Più che i nomi dei “novellatori”,
si ricordano i nomi dei protagonisti dei racconti.
Del Decameron, tuttavia, più che i nomi dei “novellatori”, si ricordano i nomi dei protagonisti dei racconti. Frate Cipolla, Nastagio degli Onesti, Landolfo Rufolo e gli altri personaggi delle novelle sono diventati più famosi dei loro “autori”. Questo perché, secondo molti studiosi, i dieci giovani, tranne forse Dioneo, sbarazzino e irriverente, non hanno caratteri e psicologie definite che facciano di loro degli autentici personaggi.I loro nomi ricordano personaggi delle precedenti opere di Boccaccio (Fiammetta, Panfilo, Filostrato) o personaggi letterari (Lauretta ricorda la Laura del Petrarca, Elissa rievoca la Didone virgiliana).
Il proemio
Boccaccio dice di volersi occupare degli afflitti, alleviando il loro dolore e distogliendoli dalle preoccupazioni con racconti piacevoli e qualche buona raccomandazione. In particolare il libro è dedicato alle donne. Perché proprio a loro? Boccaccio dice di voler rimediare al “peccato della Fortuna” che ha riservato alle donne una vita perlopiù grama, senza tutte quelle distrazioni (il gioco, la caccia, le attività commerciali) che invece occupano la mente degli uomini.La scelta delle donne come lettrici ideali del Decameron individua anzitutto il livello letterario al quale Boccaccio intende collocare questo suo lavoro: un’opera di intrattenimento per un pubblico non di letterati di professione (le donne erano tradizionalmente escluse dagli studi e dall’alta cultura), anche se raffinato ed elegante.
Racconti nel racconto
La cornice di un "puzzle" di 100 novelle
Nell’introduzione ad ogni giornata, prima della carrellata delle dieci novelle quotidiane, viene descritta la vita gioiosa di questa “allegra brigata”. Tra novella e novella, poi, si inseriscono i brevi commenti degli ascoltatori e ogni giornata poi si chiude con il quadretto idilliaco della cena in campagna e con una ballata, cantata a turno da uno dei giovani. Tutto questo costituisce una sorta di macroracconto nel quale si inseriscono, come “racconti nel racconto”, le cento novelle. Per questa ragione il Decameron si presenta come un’opera articolata su due livelli di narrazione: il narratore-Boccaccio racconta la storia dei dieci giovani (la cosiddetta “cornice”, mentre i dieci ragazzi raccontano le storie che vedono protagonisti i personaggi che hanno reso famoso il Decameron: Cisti, Chichibio, Calandrino …
Le dieci giornate

Giunti nella tenuta, i dieci ragazzi passano il tempo passeggiando, suonando il liuto e danzando, raccontandosi delle storielle. I giovani si fermano in campagna per due settimane e ogni giorno, ad eccezione del sabato e della domenica, nelle ore più calde del pomeriggio, si ritrovano su un prato. Qui decidono di eleggere un re o una regina cui tocca scegliere il tema della giornata al quale tutti dovranno ispirarsi per il loro racconto.

I Pampinèa
: tema libero
II Filomena
: l’uomo in balia della fortuna
III Neifile
: la virtù vince sulla fortuna,
IV Filostrato
: gli amori infelici,
V Fiammetta
: gli amori a lieto fine,
VI Elissa
: le risposte argute,
VII Dionèo
: gli inganni a danno dei mariti,
VIII Lauretta
:
le beffe,
IX Emilia
: tema libero,
X Panfilo
: le persone nobili e generose
Il linguaggio e lo stile
Sa adeguare la prosa agli argomenti trattati . Grande varietà di registri
Bocaccio sa essere aristocratico ed elegante. Estrosa e vivace nei dialoghi
Assume toni grotteschi, tragici, comici
Boccaciano o boccacesco?
Fortuna e censura e fortuna del Decameron
Boccaccesco, si dice ancora oggi per segnalare una battuta salace o sboccata, una situazione triviale, un
comportamento lascivo. Gli spunti più licenziosi e spregiudicati hanno chiuso per anni il Decameron in
un’immeritata fama di oscenità.
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