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Critica della Ragion Pura

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by

Veronica Di Raimondo

on 12 June 2014

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Transcript of Critica della Ragion Pura

Critica della Ragion Pura
Le 3 facoltà della conoscenza
Estetica Trascendentale
Analitica Trascendentale
"I pensieri senza contenuto sono vuoti
Le intuizioni senza concetti sono cieche"
pur derivando dall'
esperienza
, presuppone alcuni
principi immutabili
(ad es.
tutto ciò che accade ha una causa
)
che non possono derivare la loro validità dall'esperienza,
(pur essendo formulati proprio a partire dall'esperienza ovvero dall'osservazione ripetuta dei fenomeni).
La conoscenza umana
Forma e materia della conoscenza umana
La materia della conoscenza
è la molteplicità caotica e mutevole delle impressioni sensibili fornite dall'esperienza
La forma della conoscenza
sono lo spazio, il tempo e le 12 categorie, forme fisse innate, comuni a tutti gli uomini, a priori rispetto all'esperienza
I Giudizi
Sintetici a posteriori
si fondano sull'esperienza
il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto sintetizzandosi a quest'ultimo in virtù dell'esperienza
Analitici a priori
si fondano sul principio di non contraddizione
il predicato, con un processo di analisi,
esplicita
quanto è già contenuto nel soggetto
sono universali e necessari
Sintetici a priori
sono il fondamento del sapere
si fondano sulle forme di
spazio
,
tempo
e le
12 categorie
sono universali, necessari e fecondi
Sensibilità
Gli oggetti ci sono dati INTUITIVAMENTE attraverso i sensi e le forme a priori di spazio e tempo
Intelletto
gli oggetti vengono PENSATI attraverso le 12 categorie
Ragione
cerca di spiegare la realtà procedendo OLTRE L'ESPERIENZA
Alle 3 facoltà della conoscenza
corrispondono
le 3 sezioni della Critica della Ragion Pura
Estetica Trascendentale
mostra come sulla SENSIBILITA' E SULLE FORME A PRIORI DI SPAZIO E TEMPO si fondi la matematica
Analitica Trascendentale
mostra come sull'INTELLETTO E SULLE 12 CATEGORIE si fondi la fisica
Dialettica Trascendentale
mostra come SULLA RAGIONE si fondi la metafisica
L'Analitica e la Dialettica sono parti della Logica Trascendentale.
TRASCENDENTALE, nel linguaggio kantiano, indica lo studio delle forme a priori che rendono possibile la conoscenza umana.
Tutta la Critica è volta a rispondere alla domanda: quali sono i limiti e la validità, entro quei limiti, della conoscenza umana?
La Critica della Ragion Pura è quindi un esame critico dei limiti e della validità, entro quei limiti, che la ragione umana posside, in virtù dei suoi elementi PURI A PRIORI (forme di spazio, tempo e le 12 categorie).
Sensibilità
Passiva
riceve i propri contenuti dall'esperienza
Attiva
li organizza secondo le forme a priori o intuizioni pure a priori di spazio e tempo
è la forma universale attraverso cui percepiamo tutti gli oggetti
ogni cosa è nel tempo
Spazio e tempo
non possono derivare dall'esperienza poichè per fare qualsiasi esperienza devo già presupporli
gli oggetti della nostra conoscenza vengono IMMEDIATAMENTE spazializzati e temporalizzati quindi devono NECESSARIAMENTE corrispondere alle forme con cui li ordiniamo
2 tipi di concetti
Empirici
I concetti empirici li ricaviamo dall'esperienza
Puri o a priori
nell'intelletto
Sono le 12 categorie
i predicati primi (ogni concetto è il predicato di un giudizio)
sono LEGES MENTIS (le leggi della mente): rappresentano il modo di funzionare dell'intelletto
Deduzione trascendentale
Formulata la tavola delle 12 categorie (il predicato di un giudizio corrisponde a una categoria) occorre GIUSTIFICARE i limiti e la validità del loro uso.
Perché le categorie, forme a priori della nostra mente, soggettive, pretendono di valere per una conoscenza oggettiva della natura?
Gli oggetti non possono essere PENSATI senza essere categorizzati
Dialettica Trascendentale
"arte sofistica di dare alle proprie illusioni l'aspetto di verità"
Analisi e smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica
Critica della psicologia razionale
L'idea di anima, totalità dei fenomeni interni, si fonda su un paralogismo (ragionamento errato) che applica la categoria di sostanza all'Io penso.
Critica della cosmologia razionale
L'idea di mondo, totalità dei fenomeni esterni, va al di là dell'esperienza e dà vita ad antinomie, conflitti della ragione con se stessa (coppie di affermazioni opposte tra cui è impossibile decidere)
Critica della teologia razionale
la prova ontologica dimentica che l'esistenza è una delle categorie e vale solo per il fenomeno
la prova cosmologica fa un uso illegittimo della categoria di causa (connette i fenomeni con qualcosa di trans-fenomenico)
la prova fisico-teologica parte dall'ordine del mondo e pretende di elevarsi all'idea di una causa ordinatrice trascendente
quando la ragione pretende di andare al di là dell'esperienza
alla sensibilità l'
all'intelletto l'
alla ragione la
L'Io penso è l'unità fondatrice della conoscenza, principio in base al quale si realizza l'unificazione, attività formale non categorizzabile.
es. i corpi sono pesanti
es. i corpi sono estesi
es. tutto ciò che accade ha una causa
Rivoluzione Copernicana
Data la struttura della nostra mente, noi non possiamo che organizzare la nostra conoscenza secondo le forme a priori di spazio, tempo e le 12 categorie (il nostro corredo genetico)
"un richiamo alla ragione affinchè assuma il più arduo dei suoi compiti, cioè la conoscenza di sé, e istituisca un tribunale che la tuteli nella sue giuste pretese, ma tolga di mezzo quelle prive di fondamento. Con questa espressione non intendo alludere a una critica dei libri e dei sistemi, ma alla critica della facoltà della ragione in generale, rispetto a tutte le conoscenze a cui essa può aspirare indipendentemente da ogni esperienza"
Fenomeno
"Ciò che non è mai possibile riscontrare nell'oggetto in se stesso, ma che tuttavia sempre si riscontra nei suoi rapporti col soggetto (spazio, tempo e 12 categorie) e che risulta inseparabile dalla rappresntazione di quest'ultimo, è il fenomeno".
Esso è relativo al nostro modo di conoscere e vale per tutti gli intelletti come il nostro: è universale e necessario.
Noumeno
è la cosa in sé, considerata indipendentemente dal soggetto e dalle forme a priori con cui la conosce
è una x sconosciuta ma postulata come esistente
è il necessario correlato del fenomeno
Concetto di causa
Kant afferma che Hume lo sveglia dal suo "sonno dogmatico".
Per dogmatismo Kant intende una fiducia cieca nella capacità della ragione di produrre da sola un sapere valido a priori in virtù della corrispondenza tra le fome della mente e le forme dell'essere. Ma come sappiamo, il noumeno (l'essere in sé) è inconoscibile.
sono ampliativi
sono esplicativi
sono il fondamento di scienze quali matematica e fisica
La metafisica
"anche se non come scienza, è tuttavia reale come disposizione naturale"
è tensione spontanea verso l'incondizionato
quindi è ineliminabile
Kant si dichiara "innamorato deluso" della metafisica
Approfondiamo il concetto di SPAZIO
"lo spazio non è un concetto empirico proveniente da esperienze esterne"
"è la condizione della possibilità dei fenomeni, a priori, e sta a fondamento di tutte le rappresentazioni esterne"
"è un'intuizione pura o a priori"
"è la forma di tutti i fenomeni dei sensi esterni, ossia la condizione soggettiva della sensibilità"
in quanto forma della nostra conoscenza dell'oggetto fenomenico, non contrassegna anche la cosa in sé
se non vi fosse il soggetto umano con le sue intuizioni, gli oggetti non sarebbero spazializzati e temporalizzati
Realtà empirica e idealità trascendentale
Spazio e tempo sono:
REALI in quanto condizioni universali e necessarie delle nostre intuizioni empiriche, forme imprescindibili che tutti i soggetti umani conferiscono ai fenomeni
IDEALI in quanto non sono proprietà delle cose in sé ma solo delle cose per noi, ovvero dei fenomeni
" Benché ogni nostra conoscenza cominci con l'esperienza, da ciò non segue che essa derivi interamente dall'esperienza"
La nostra conoscenza deriva da due sorgenti:
la recettività delle impressioni
la spontaneità dei concetti
L'intelletto, privo della sensibilità, non avrebbe alcun materiale da conoscere
La sensibilità, senza l'intelletto, non potrebbe mai arrivare a porre in forma di oggetto le sue intuizioni, ma possederebbe soltanto una serie disconnessa e disorganica di percezioni, una "rapsodia di percezioni"
"La conoscenza di ogni intelletto, almeno umano, è una conoscenza per concetti, non intuitiva, ma discorsiva. I concetti si fondano sulla spontaneità del pensiero, allo stesso modo che le intuizioni sensibili si fondano sulla recettività delle impressioni".
Con i soli strumenti messi a disposizione dalla sensibilità (spazio e tempo), noi non avremmo che una rapsodia di percezioni, ma questo materiale deve essere ulteriormente elaborato e sintetizzato in un oggetto.
Il compito di elaborare tale sintesi spetta a delle funzioni chiamate concetti puri o a priori dell'intelletto, categorie.
IO PENSO
appercezione pura o originaria
"L'io penso deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni"
Kant gli attribuisce due funzioni:
è il principio sommo della sintesi conoscitiva, coordinando e portando ad assoluta unità le sintesi operate dalle categorie
è il principio di ogni consapevolezza: non è sufficiente che io produca la sintesi, devo anche esserne consapevole (altrimenti sarei un "io variopinto"); è quindi l'origine del soggetto come stabile riferimento delle rappresentazioni
Precisazione:
l'io penso non va scambiato con la coscienza del soggetto
esso è una struttura trascendentale, ovvero il soggetto universale di tutta la conoscenza possibile
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