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Il comportamento degli animali

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by

Giorgia Vincenzi

on 21 November 2015

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Transcript of Il comportamento degli animali

Etologia, scienza del comportamento
Le società temporanee
Comunicazione visiva
Comunicazione olfattiva
Comunicazione acustica
Particolarmente evidente è la comunicazione fra gli animali durante il
periodo degli amori,
quando attuano tutta una serie di comportamenti per la ricerca del partner, il corteggiamento e l'accoppiamento.
Una perfetta vita sociale
Ciascun animale è adattato all' ambiente
per la particolare anatomia e funzionalità
dei propri organi,
ma la sua sopravvivenza
dipende anche dalla capacità di rispondere
ai vari stimoli che riceve:

Il
COMPORTAMENTO

è l' insieme delle attività
che un animale svolge
sia da solo sia con gli altri animali
in rapporto all' ambiente
Il comportamento di un animale è determinante ai fini della sopravvivenza; è necessariamente avvantaggiato l' animale che ha, ad esempio, più capacità di trovare il cibo, di sfuggire ai predatori, di trovare il partner per riprodursi, di costruire un nido, di curare i propri piccoli ecc.
L'apprendimento
Il
comportamento appreso
o
apprendimento

è quello che l'individuo acquisisce
con l'
esperienza
e il
ricordo
;
viene perciò così definito
perchè si impara.

Le capacità di apprendimento variano da specie a specie
e sono tanto maggiori quanto più è sviluppato il cervello, raggiungendo il massimo livello nell'uomo.
I
comportamenti istintivi
sono tipici di ciascuna specie e vengono compiuti senza essere appresi.
Sono presenti alla nascita nel DNA dell’animale.
Sono comportamenti innati o istintivi tutti gli impulsi a compiere le funzioni biologiche come:
Osservando alcuni animali è facile notare come essi presentino due tipi di comportamento.
il pulcino
appena nato
inizia a beccare
nutrirsi
L' istinto
Istinto
Apprendimento
riprodursi
allevare la prole
migrare
costruire il nido
ogni uccello fabbrica il nido tipico della propria specie
i leoncini, attraverso il gioco e l'esempio della madre, imparano a cacciare
i piccoli di qualsiasi mammifero, appena nati, sanno come succhiare il latte dalla mamma
sono comportamenti appresi quelli di queste scimmie che, imitando l'uomo, mangiano utilizzando utensili o nutrono altre specie animali con il biberon
IL COMPORTAMENTO DEGLI ANIMALI
dal proprio corpo,
dall' ambiente
in cui vive
gli
STIMOLI INTERNI
gli
STIMOLI ESTERNI
Per studiare
il comportamento degli animali
è nata una scienza ben precisa,
l'
ETOLOGIA
,
basata sull' osservazione
degli animali in libertà
nel loro ambiente naturale.
Il modo con cui un animale agisce per rispondere ai vari stimoli
interni ed esterni
è il suo
COMPORTAMENTO
.
Apprendimento per assuefazione
Avviene quando un individuo (ad esempio un cucciolo) impara ad adottare un comportamento osservando un altro individuo (ad esempio il genitore) e copiando poi le sue azioni, i suoi movimenti.
Apprendimento per
prove ed errori
Apprendimento per intuizione
E' tipico degli animali "superiori" come l'uomo o le scimmie, si verifica quando la soluzione a un problema arriva alla mente dell'individuo improvvisamente, come un'illuminazione.
Apprendimento per condizionamento
L' Imprinting:
il primo apprendimento
L’apprendimento per assuefazione è la forma più semplice di apprendimento
e si verifica quando l’individuo impara che uno stimolo, ripetuto e costante, non
ha importanza e può essere trascurato: l’assuefazione permette di non reagire agli stimoli privi di importanza. Questo tipo di apprendimento ci consente di “trascurare” il rumore del traffico a cui siamo assuefatti mentre camminiamo sul marciapiede. Il contrario dell’assuefazione è la sensibilizzazione: la ripetizione di
uno stimolo (in genere fastidioso) ci rende più sensibili a esso.


Vari tipi di apprendimento
Un individuo apprende quando impara ad assumere
un nuovo comportamento in risposta a uno stimolo
.
Nel corso della propria esistenza, ogni individuo può imparare, attraverso l’esperienza, nuovi comportamenti che gli consentono un migliore adattamento all’ambiente in cui vive.
Tutti gli animali possono apprendere, e la facilità all’apprendimento è maggiore negli animali con sistema nervoso più sviluppato.

ESISTONO DIVERSI MODI DI APPRENDIMENTO
Apprendimento per imitazione
Ogni animale compie tutti i giorni molte azioni nell’ambiente in cui vive, cioè fa «tentativi» a volte casuali, a volte con uno scopo preciso: alcuni si riveleranno degli errori, ma altri avranno successo. In questo apprendimento per tentativi ed errori l’animale prova più volte una certa azione. Se non si arrende dopo i primi insuccessi, dopo un po’ impara un comportamento che gli permette di raggiungere un certo risultato.
I corvi si abituano alla presenza dello spaventapasseri, come i piccioni si possono assuefare alla presenza dell’uomo: in entrambi i casi, l’istinto li porterebbe a fuggire.
In Inghilterra, una popolazione di cince è solita bucare il tappo di alluminio della bottiglia del latte per berne la panna: questo comportamento, probabilmente scoperto per caso da una di esse, è stato poi imitato dalle compagne.

Uno scimpanzé vuole raggiungere alcune banane appese al soffitto della sua gabbia, ma il cibo è troppo in alto. Nella gabbia ci sono bastoni e cassette. All’inizio lo scimpanzé prova a saltare o ad agitare un bastone, ma non riesce a
raggiungere le banane. Allora si mette a osservare attentamente gli oggetti. Poi accatasta le cassette, ci sale
sopra con il bastone in mano e colpisce le banane facendole cadere a terra: finalmente può mangiarsele!
Lo scimpanzè ha osservato una situazione nuova, ha
intuito
come risolvere un problema e ha messo in atto una serie di azioni per ottenere il risultato desiderato.


In natura per esempio ci sono molti tipi di
bruchi, alcuni colorati e particolarmente
appariscenti; spesso però hanno un sapore repellente. Gli uccelli riescono a riconoscerli e a evitarli, ma soltanto dopo averli assaggiati almeno una volta.
In modo simile un animale può imparare una sequenza complessa di azioni, come il percorso da
compiere in un labirinto per raggiungere il cibo
oppure l’uscita.
All’inizio del Novecento il biologo russo Ivan Pavlov studiava il riflesso della salivazione, che si manifesta in risposta a uno stimolo come la vista o l’odore del cibo.
Ogni volta che portava il cibo ai suoi cani in laboratorio, Pavlov faceva suonare un campanello o accendeva una luce. Scoprì così che dopo un po’ i cani potevano salivare «a comando»: bastava accendere la luce o far suonare il campanello, anche senza la presenza del cibo.
Questo tipo di meccanismo, chiamato anche
apprendimento per associazione
, porta l’animale a manifestare lo stesso comportamento, detto
riflesso condizionato
, nei confronti di due stimoli del tutto diversi tra loro, se questi vengono associati per un certo numero di volte.

In passato questo meccanismo ha aiutato l’uomo ad addomesticare alcune specie selvatiche, e anche oggi permette di addestrare gli animali domestici.
Il linguaggio degli animali
Ci sono alcuni comportamenti con cui gli animali inviano un messaggio ai loro simili come facciamo noi quando, per farci capire, usiamo gesti e parole. Anche per gli animali è di fondamentale importanza trovare il compagno con cui accoppiarsi, per difendere il propio territorio, per stabilire i ruoli nella vita della famiglia. Ogni animale ha un suo codice di comunicazione, che è condizionato dall' ambiente in cui vive.
I segnali visivi comprendono:
i colori
i disegni
le forme del corpo
i gesti
gli atteggiamenti
I disegni
gli atteggiamenti
i gesti
i colori
SEGNALI VISIVI,

SEGNALI ACUSTICI,

SEGNALI OLFATTIVI
La comunicazione avviene prevalentemente attraverso:
Le colorazioni del corpo rappresentano per molti animali un mezzo di comunicazione molto efficace.
Polpi
e
calamari
ad esempio esprimono i loro stati d’animo cambiando la colorazione della pelle. Il colore di un polpo spaventato o aggressivo appare rosso scuro. La sua pelle può assumere colorazioni anche molto stravaganti secondo l’umore del momento.

Il colore rosso rende il maschio dello
spinarello
molto aggressivo perché segnala la presenza di altri maschi nel territorio.

l maschio della
lucciola
utilizza un sistema di segnalazione con lampeggiamenti luminosi per farsi
notare dalla femmina nel periodo dell’accoppiamento. Anche la femmina emette delle luci, che si
basano su di un determinato codice, in segno di risposta.
I colori particolarmente brillanti e vivaci del piumaggio di alcuni uccelli maschi, come il pavone, servono a corteggiare e attirare la femmina nel periodo della riproduzione.
Qualche volta i colori e i disegni sul corpo di un animale servono a spaventare eventuali predatori.
Per esempio, alcune farfalle notturne, se disturbate, aprono le ali per mostrare due macchie simili agli occhi di un grosso e spaventoso animale.
le forme del corpo
Anche i gesti sono dei segnali visivi.

Lo
spinarello
invita la femmina all’accoppiamento con una particolare danza a zig-zag, mentre il suo colore rosso intenso segnala agli altri maschi di tenersi lontano dal suo territorio.

I
felini
, in genere, come segnale di difesa mostrano i denti, tengono le orecchie basse e il pelo rizzato. Viceversa mostrare il ventre o il collo e tenere la testa abbassata sono segnali di sottomissione.
Il gufo, per sembrare più grande e spaventare l’eventuale predatore, può aprire le ali e distenderle.
Il pesce palla, per difendere il proprio territorio e spaventare gli avversari, ingurgitando rapidamente aria o grandi quantità d'acqua, rigonfia il corpo in modo da sembrare molto più grande e si trasforma in una palla irta di aculei; utilizza lostesso sistema come difesa, per evitare di essere ingoiato da pesci molto più grossi di lui.
La lucertola dal collare (Clamidosauro), per difendersi, dispiega a ventaglio un ampio collare dando l'impressione di maggiore grandezza.
Molto particolare è il modo di comunicare adottato dalla
marmotta
chiamata anche “sentinella delle Alpi”.
È chiamata così perché il suo fischio è un segnale di pericolo ben noto anche agli altri animali di montagna come stambecchi, cervi e camosci.
Alla base del suo sistema di comunicazione c’è il cosiddetto “fischio”, in realtà un vero e proprio grido prodotto dall’espulsione dell’aria attraverso le corde vocali.

Esistono tre tipi diversi di fischio:

un fischio singolo
”che segnala un predatore aereo come l’aquila, l’astore o il corvo che possono predare i neonati oppure per gli esseri umani che si avvicinano dall’alto;

fischi multipli brevi
”che segnalano un predatore terrestre, un cane o una persona che si avvicinano dal basso;

fischi multipli lunghi
” che segnalano la presenza del predatore più pericoloso, la volpe.

L’emissione di fischi multipli lunghi è l’unico caso in cui più individui o più famiglie contemporaneamente emettono il segnale, probabilmente questa emissione “corale” ha la funzione di tenere la volpe lontano dalle tane.
I fischi sono udibili fino a un chilometro di distanza in linea d’aria, anche se giungono attenuati.
Un altro sistema di comunicazione diffuso fra animali è costituito dai messaggi trasmessi tramite
olfatto
.
Si tratta di odori che spesso noi non riusciamo a percepire. Sono usati da moltissimi animali, per inviare diverse informazioni come richiami sessuali, confini territoriali e minacce.
Alcuni animali emettono sostanze chimiche detti
ferormoni,
per
provocare reazioni specifiche negli individui della loro specie.
L’
orso
segna il confine del suo territorio lasciando delle tracce
odorose strofinandosi contro il tronco degli alberi.
Gli
insetti
usano i feromoni per attirare il partner oppure per segnalare un percorso da lasciare alle compagne, come fanno alcune
formiche.
È un messaggio chimico quello lasciato con l’urina dai
cani
e dai
lupi.

MA TU CHE FERORMONE USI?

I ferormoni sono prodotti dall'organismo durante le fasi del metabolismo e si possono riconoscere:
quelli che agiscono sulla
sfera sessuale
favorendo l'atrazione tra partner;
quelli di
allarme
che servono a comunicare una situazione di pericolo;
quelli di
aggregazione
(utilizzati, ad esempio, dalle api durante la sciamatura);
quelli che regolano il
comportamento territoriale
:
quelli che regolano la
gerarchia
in un gruppo sociale.
Ognuno di noi produce degli odori, nel caso dell'uomo molti di questi odori sono diventati poco percettibili, ma per altri mammiferi, e non solo, sono fondamentali per potersi rapportare con gli individui della stessa specie. Questi odori, di natura chimica, sono chiamati
FEROMONI
o
FERORMONI
.
Nonostante l'essere umano non sia in grado di udire gli ultrasuoni, anche altri animali hanno tale capacità. Oltre ai delfini e alle balene che li usano per comunicare tra loro, i segnali sonar vengono uditi dai cani, mentre i pipistrelli li usano per vedere gli ostacoli mentre volano di notte.
Molti animali producono suoni e rumori per attirare il partner, segnalare il possesso del territorio, minacciare o chiedere aiuto.
Gli
insetti
producono suoni facendo vibrare delle membrane o sfregando ali o zampe come fanno i grilli e le cicale.
Le
rane
gracidano gonfiando la gola.
Gli
uccelli
emettono suoni e canti attraverso un organo particolare che si chiama siringe.
I
mammiferi
utilizzano le corde vocali, che vibrano quando l’aria fuoriesce dalla bocca.
A volte i rumori non sono prodotti da organi particolari, ma semplicemente battendo una parte del corpo: è questo il caso del
picchio
, che batte il becco sul tronco degli alberi, con diverso ritmo a seconda del messaggio che vuol inviare.
I delfini parlano. Non una sola lingua, ma addirittura due. Due linguaggi, uno per piangere e per ridere e uno per parlare con gli altri in «dialetto».
I delfini comunicano usando due linguaggi o segnali acustici: i
suoni
(frequenza 20kHz), detti segnali di vocalizzazioni, e gli
ultrasuoni

(frequenza tra 20 e 200 kHz), detti segnali sonar o di ecolocalizzazione».
Le due vocalizzazioni sono molto diverse: le prime sono innate e vengono prodotte nel corteggiamento, quando hanno paura, quando si arrabbiano, quando sono stressati e in moltissime altre occasioni. Gli ultrasuoni invece sono più difficili da imparare e da capire. Si imparano con il tempo e richiedono che nel gruppo si sia formato un linguaggio sonar comune che valga per l'intera comunità».
COMUNICARE CON GLI ULTRASUONI
Dopo la
ricerca del compagno
, che avviene con precisi richiami sessuali tipici per le varie specie (odori, suoni, segnali luminosi, colorazioni particolari, vere e proprie parate nuziali), segue il
rituale di corteggiamento
, un comportamento innato che il maschio attua con lo scopo di farsi riconoscere ed accettare dalla femmina della propria specie e indurla all'
accoppiamento
.
La ricerca del partner
Quando i pretendenti maschi sono numerosi, alcuni maschi ingaggiano vere e proprie
lotte
per il possesso della femmina. Queste lotte di solito si concludono con un atto di
sottomissione
da parte del più debole e consentono così la riproduzione solo agli individui più forti che garantiscono la trasmissione delle caratteristiche migliori della specie.
Una tecnica molto usata sia dagli insetti sia dagli uccelli è quella dell'offerta nuziale: il
martin pescatore
offre un pesciolino alla femmina desiderata; lo
svasso
porta in dono un'alga alla propria amata; certi
ragni
europei portano alla loro amata una mosca appena catturata e impacchettata in un bozzolo di seta.
In altri animali la seduzione avviene a passi di danza. L'esempio più spettacolare è rappresentato dagli
albatros
, grandi uccelli marini. Maschio e femmina si lanciano, con le ali aperte e il becco rivolto al cielo, l'uno verso l'altro. Giunti di fronte sollevano, con un perfetto sincronismo, la zampa destra, poi quella sinistra e così via.
Ma quali sono i criteri di bellezza degli animali? Per i
pinguini
il grasso. Una femmina sceglie il maschio che le sembra più rotondo e meglio in carne. Del resto è il maschio che ha il compito di covare le uova durante il rigido inverno antartico. In questo periodo non può nutrirsi e le scorte di grasso si rivelano di importanza vitale. Nei
pavoni
la femmina è attratta dal maschio che fa la ruota più grande.
Le cure parentali
La difesa del territorio
Con il termine imprinting viene indicato quel particolare tipo di apprendimento istintivo che avviene entro le 24-48 ore dopo la nascita, detto “periodo critico”. Il termine deriva dall’inglese “imprint”, cioè “stampare, imprimere” ed è stato coniato da Konrad Lorenz, biologo austriaco, Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973.

A partire dal 1937, Lorenz sviluppa questo concetto: definisce l’imprinting come «la fissazione di un istinto innato su un determinato oggetto».
I suoi studi partono dall’osservazione di oche ed anatre che, appena dopo la nascita, seguono tendenzialmente il primo oggetto o persona in movimento che vedono, identificandolo come la propria madre.

Durante le sue osservazioni, Lorenz si accorge altresì di essere diventato madre adottiva per alcuni anatroccoli che si erano legati affettivamente a lui.
L’imprinting si manifesta sia negli uccelli che nei mammiferi, ed in modo minore, anche nell’uomo.
KONRAD LORENZ
Dopo l' accoppiamento alcuni animali mantengono stabile il legame di coppia tra maschi e femmine e si dicono MONOGAMI.
Per altri invece tale rapporto rimane solo per la stagione riproduttiva e si dicono POLIGAMI. La coppia presta comunque le prime cure ai piccoli; se questi piccoli sono poi inetti, cioè incapaci di muoversi e procurarsi il cibo i genitori attuano tutto una serie di attenzioni e cautele che vengono dette CURE PARENTALI. Le cure parentali vere e proprie sono tipiche degli uccelli e dei mammiferi, fra gli altri queste sono delle eccezioni, i piccoli sono quasi tutti precoci, autosufficienti.
Uccelli e mammiferi formano gruppi a caratture familiare per assicurare alla prole le cure necessarie, e alla difesa dai predatori.
Molti animali, quando diventano adulti, cercano di conquistarsi un
territorio, cioè uno spazio vitale che offra nascondigli, luoghi in cui fare la tana o il nido e cibo a sufficienza per sé e per l’allevamento dei piccoli. Ogni individuo di una specie difende il proprio territorio dagli estranei. La sua aggressività aumenta quanto più gli intrusi si avvicinano al nido o alla tana, soprattutto se ci sono i piccoli.
Marcare il territorio
Di solito è il maschio a conquistare e difendere il territorio. Il proprietario deve delimitarne i confini con opportuni segnali. I maschi degli uccelli usano un piumaggio appariscente e un richiamo ben preciso: esso serve per
comunicare agli altri maschi i confini del territorio, e per invitare le femmine a entrarvi per l’accoppiamento.
Ogni animale svolge la vita secondo le abitudini della specie. Ma alcuni animali come il leopardo, l' orso, la tigre o il puma restano con il resto del branco solo per il periodo della riproduzione e per allevare la prole.
Molti animali, invece, sfruttano la vita di gruppo a loro vantaggio:

Più cibo
Più difesa
Collaborazione
Divisione dei compiti
Le forme più semlici di vita sociale sono le società temporanee, cioè quelle formate da animali che si riuniscono solo per alcuni periodi e per uno scopo preciso. Sono società temporanee quelle degli:
degli erbivori che vanno al pascolo riuniti in mandrie,
uccelli aggregati in stormi solo per il periodo delle migrazioni, per difendersi dai nemici,
dei licaoni raggruppati solo nelle battute di caccia
un branco di pesci così numeroso e in movimento disorienta il predatore
Stormo di uccelli in migrazione. Restando così compatti riescono a evitare l' attacco del falco.
I licaoni attaccano in gruppo per incrementare le probabilità di mangiare e quindi di uccidere la preda
Un branco di buoi muschiati pùò resistere all' attacco dei lupi artici

Diverse e più organizzate sono le SOCIETA'
PERMANENTI che creano alcune specie di mammiferi e, soprattuto, i primati.
La vita in queste società e rigidamente regolata da precise norme di comportamento, di collaborazione e di trasmissione delle informazioni.

Esiste una rigida GERARCHIA a cui tutti i componenti della società sottostanno. Questa gerarchia si stabilisce mediante LOTTE PER LA SUPREMAZIA all'interno del gruppo, generalmente non cruente, che si interrompono con segnali di sottomissione da parte di uno dei contendenti.
.I segnali di sottomissione variano da specie a specie.
Con queste lotte si stabilisce il CAPO, al quale
andranno alcuni privilegi (cibabarsi per primo, scegliere la femmina con cui accoppiarsi, avere la migliore sistemazione) e al quale spetteranno alcuni doveri (guidare il gruppo, affrontare per primo eventuali agressori, difendere il gruppo o il singolo individuo in difficoltà).
ALICINA
Gli atteggiamenti degli animali variano da specie a specie ed è difficile per noi individuarne la fonte
BEBBA
MALA
GIO
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