Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Il Potere della Parola

"Non è che si esprime niente, scrivendo. Si costruisce un'altra realtà, che è la parola".
by

Federica di Toro

on 21 February 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Il Potere della Parola

TOTALITARISMI
"E da questo silenzio ecco provenire, detto con la voce grave di Goebbels, l’annuncio. Ora finalmente tocca a Hitler, per tre quarti d’ora LUI. Era la prima volta che ascoltavo un suo discorso per intero e la mia impressione è rimasta sostanzialmente la medesima. Una voce quasi sempre sovreccitata, sforzata, spesso roca. LUI predica la pace, LUI reclamizza la pace, LUI vuole il Sì della Germania non per ambizione personale, ma unicamente per poter tutelare la pace contro la minaccia di una cricca internazionale di affaristi senza radici. (…) "La cerimonia avrà luogo tra le 13 e le 14. Alla tredicesima ora il Führer verrà ai lavoratori di Siemensstadt”. Ma questo, lo capiscono tutti, è il linguaggio dei Vangeli. Persino il modo di indicare l’ora non è comune: non le tredici, ma la “tredicesima ora” – fa pensare a un troppo tardi, ma LUI farà un miracolo, per lui non esiste troppo tardi."
“Chi possiede tutti i mezzi decide tutti i fini: reso assoluto, il potere si perverte.”

Friedrich August von Hayek
“E’ qualcosa di bello, la distruzione delle parole. Naturalmente, c’è una strage di verbi e aggettivi, ma non mancano centinaia e centinaia di nomi di cui si può fare tranquillamente a meno. Che bisogno c’è di una parola che è solo l’opposto di un’altra? Ogni parola già contiene in se stessa il suo opposto. Prendiamo “buono”, per esempio. Se hai a disposizione una parola come “buono”, che bisogno c’è di avere anche “cattivo”? “Sbuono” andrà altrettanto bene, anzi meglio, perché, a differenza dell’altra, costituisce l’opposto esatto di “buono”. Ancora, se desideri un’accezione più forte di “buono”, che senso hanno tutte quelle varianti vaghe e inutili: “eccellente”, “splendido”, e via dicendo? “Plusbuono” rende perfettamente il senso, e così “arciplusbuono”, se ti serve qualcosa di più intenso. (…) Alla fine del processo tutti i significati connessi a parole come bontà e cattiveria saranno coperti da sei parole o, se ci pensi bene, da una parola sola. Non è una cosa meravigliosa?”
Non è che si esprime niente, scrivendo.
Si costruisce un'altra realtà, che è la parola.
CESARE PAVESE
NAPOLEONE III
poeti
MONTALE
UNGARETTI
nientificazione
"
pianificata dell'umano"
COME SI
ESPRIME IL
DITTATORE
HITLER
“Per la prima volta vedo il Duce e lo sento parlare. Mussolini parla alla folla raccolta sotto il balcone del castello, a Napoli. Si può vedere come il Duce a ogni frase si gonfi, letteralmente, come dopo qualche passaggio più pacato torni sempre a improntare l’espressione del corpo e del viso alla massima energia e tensione; il tono del suo predicare appassionato ha qualcosa di rituale, di chiesastico, le frasi che emette sono sempre brevi, come frammenti di una liturgia; chiunque non abbia forti difese intellettuali, davanti a quelle frasi ha una reazione emotiva, anche se non ne capisce il senso, anzi proprio perché non lo capisce. Gigantesca la bocca. Ogni tanto, il gesticolare tipico degli italiani. E le urla della folla, interruzioni entusiaste oppure fischi sonori al nome di qualche avversario. E sempre il gesto del saluto fascista, il braccio teso verso l’alto.”
MUSSOLINI
1984
George Orwell

Ser poeta è ser mais alto,
è ser maior do que os homens!
Morder come quem beija!
È ser mendigo (…)
È ter de mil desejos o esplendor
E não saber que se deseja!
È ter cà dentro um astro que flameja (…)
È ter fome, è ter sede de Infinito!
È condensar o mundo num sò grito!
E è amar-te, assim, perfidamente...
È seres alma, e sangue, e vida e mim
E dizê-lo cantando a toda a gente!
Florbela Espanca
SER POETA
Essere poeta è sentire più
profondamente degli altri uomini!
Mordere, come un uomo che bacia! E’
essere mendicanti (…) E’ avere lo
splendore di mille desideri e non sapere
nemmeno ciò che si desidera! E’ avere
dentro una fiamma che brucia (…) E’
avere fame e sete dell’infinito!
E’ condensare il mondo in
un solo grido! E’ amarti così
perdutamente, è che tu sia anima,
sangue e vita dentro di me, e dirlo
cantando a tutta la gente!
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta. Ma non è lui che sale su una sedia o su un tavolo, ad arringare.
Egli non trascina, ma è trascinato; non persuade, ma è persuaso.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

EUGENIO MONTALE
"Ho sceso dandoti il braccio"
Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso
UNGARETTI
"Commiato"
IL POTERE
PAROLE
DELLE


GIOVANNI PASCOLI
CONCETTO del POTERE
IL POTERE LE PAROLE
TO T A L I T A R I S M I
LA
COME
NASCE
L'IDEA
?
ALTERA
Niente è mutato, eppure tutto è cambiato.
L’intera esistenza è lì a dimostrazione dei poteri della parola.
Possiamo anche spingerci oltre.
Perché pensate che le persone parlino, il più delle volte?


Anche quando sembra che diano
delle spiegazioni
delle informazioni
spesso non lo fanno realmente per spiegare o informare;
parlando o scrivendo, vogliono soprattutto produrre certi effetti:
farsi degli alleati
suscitare la collera
l’odio
oppure sopire la diffidenza.






Vi lascio riflettere su tutto questo…



O. M. Aivanov
"
Per esercitare il loro potere.
"
E voi
con quale scopo
usate la parola?

a
b
c
d
e
e
b
b
b
b
b
b
b
b
a
a
a
a
a
a
a
a
c
c
c
c
c
c
c
c
e
e
e
e
e
e
e
e
e
e
e
e
e
e
z
z
z
z
z
z
la
potenza
delle
PAROLE
b
b
b
b
b
b
b
a
a
a
a
a
a
a
a
c
c
c
c
c
c
c
c
c
c
c
c
e
e
e
e
e
e
g
g
g
g
g
f
f
f
f
f
h
h
h
h
h
h
d
d
d
d
d
k
k
k
k
k
k
p
p
p
p
p
p
p
p
p
p
p
p
p
t
t
t
t
t
w
w
w
w
w
j
j
j
j
j
y
y
y
y
y
Full transcript