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Le forme nuove della guerra

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by

Fulvio Gambotto

on 4 December 2015

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Transcript of Le forme nuove della guerra

Ervin Rustemagić
Europeo
Jugoslavo
Bosniaco
Sarajevo
LE FORME NUOVE
DELLA GUERRA

dalla
guerra fredda
alla
guerra privata

“Nuove guerre”: operazioni di guerra non militari, «gamma pressoché infinita». (Qiao Liang - Wang Xiangsui, Guerra senza limiti, 1999)
Forme nuove della guerra: guerre post moderne, guerre post nazionali, guerre post eroiche, guerre interne, conflitti a bassa intensità, guerre asimmetriche, guerre etniche, guerre informali o “privatizzate” (non più “interstatali”), forme degenerate della guerra, iperterrorismo
- struttura multipolare
- alternarsi di spinte all’egemonia o all’equilibrio
- sovranità “assoluta” o “totale”
Età delle grandi potenze (1453-1945)
Età delle superpotenze (1945-1989)
- struttura bipolare (superpotenza + blocco o sfera d’influenza)
- mondo sospeso tra la prospettiva di una spaventosa apocalisse nucleare e quella di una problematica coesistenza, fondata sull’“equilibrio del terrore”
- "crisi delle nazioni" (europee)
- “meta sovranità” (Z. Bauman)
- “sovranità limitata” (L. Breznev)
Guerra assoluta: guerra che non conosce limitazioni di ordine morale o politico per piegare un nemico alla propria volontà (Carl von Clausewitz, Vom Kriege, 1832).
Ma anche:
"la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi"
Guerra totale: guerra che coinvolge tutte le risorse, materiali e spirituali, del Paese in guerra (Erich Ludendorff, Der totale Krieg, 1935)
Guerra fredda: guerra ideologica non “belligerante”
- guerra ideologica tra “blocco comunista” e “blocco capitalista”, guerra combattuta con le armi della diplomazia, dell’economia, della propaganda
- “
né una guerra effettiva né una vera pace, ma una guerra che non si decide a combattere e una pace che non si riesce a consolidare
” (Luigi Bonanate).
fine dell'età delle superpotenze (1989-1991)
- "indimenticabile 1989”: dissoluzione dei regimi comunisti nell’Europa centro orientale (l”
annus mirabilis
della rivoluzione in Europa”, Ralf Dahrendorf)
- crisi profonda e irreversibile dell’Urss
Due soli attori planetari i quali, non essendo in grado di sopraffarsi l’un l’altro si accordarono per la spartizione del mondo. Tutti gli altri Stati sono vincolati al rispetto dell’ordine vigente e alla rigorosa osservanza delle sue regole, pena l’adozione di severe misure repressive da parte della potenza leader del blocco
Crisi della competizione strategica tra Est e Ovest:
- nell’età bipolare tutti gli Stati del mondo, terrorizzati da una guerra atomica avevano acconsentito a limitazioni alla loro sovranità in cambio della garanzia di sicurezza offerta dall’ombrello protettivo dell’una o dell’altra superpotenza
- ma nessuna delle innumerevoli crisi e guerre locali è degenerata in un conflitto generalizzato
- nel momento in cui apparve chiaro che il timore di una guerra nucleare era in buona misura infondato si manifestarono forti spinte centrifughe rispetto alla logica dei blocchi (più forti dove le limitazioni alla sovranità erano state più pesanti o più evidenti)
Età post-bipolare (1991-2001?)
continua oscillazione tra:
- un ordine mondiale “unipolare” (ruolo apparentemente planetario che gli Usa - la “superpotenza solitaria” - si sono trovati a interpretare)
- un incontrollato disordine mondiale, un “nuovo Medioevo” (ostacoli che gli Usa hanno incontrato nell’esercizio di tale ruolo - di “gendarme del mondo” -)
On that day
they wounded New York
Crisi economica interna all’Unione sovietica e processo di democratizzazione politica (Perestrojka) avviata da M. Gorbačëv
sullo sfondo:
- processo di globalizzazione : interdipendenza, omologazione, mercato unico, nuove disuguaglianze
- frammentazione: attaccamento alle “piccole patrie,” nazionalismi, scoperta di identità etniche, religiose, tribali
“Guerra santa contro McMondo”
frammentazione: fenomeni “residuali”, “anacronistici”, appartenenti a un’epoca di transizione ma destinati progressivamente a svanire

Nel contorto labirinto della storia, la Jihad non solo si rivolta contro il McMondo ma lo favorisce, mentre il McMondo non solo mette in pericolo, ma crea e rinforza la Jihad. Essi producono il loro contrario e hanno bisogno una dell’altro
” (Benjamin Barber, 1998)
Disparità nella distribuzione del reddito
- un operaio haitiano dovrebbe lavorare 16,8 anni per guadagnare un importo pari alla tariffa oraria del direttore esecutivo della Disney (Naomi Klein, No logo, 2001)
Polarizzazione tra élites effettivamente globali (i "turisti") e coloro che o sono “inchiodati alla propria località”, a cui non riescono più ad attribuire una identità (per effetto dell’omologazione), oppure sono destinati a essere "vagabondi"
Disparità nelle condizioni di vita e di lavoro:
- condizioni delle zone industriali di esportazione
- riduzione del salario reale, lavoro precario e temporaneo, disoccupazione
Mondo a una dimensione (unipolare): progressiva omologazione all’Occidente (“democratizzazione”), obsolescenza della guerra
- Francis Fukuyama, Fine della storia, 1989 (1992); Uffa. La storia è finita e basta, 2000
- Serge Latouche, L’occidentalizzazione del mondo, 1989
- Samuel Huntington, La terza ondata della democratizzazione, 1991
- tendenze al “neotribalismo” e al “fondamentalismo” (cfr. Z. Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze per le persone, 1998)
- "politica dell'identità" (riscoperta o "invenzione" della tradizione; cfr R. Dahrendorf)
- radicamento alle comunità locali su basi etniche, razziali, religiose
Riflesso delle esperienze delle persone che si trovano sul versante "passivo" della globalizzazione
“Tutte le nostre disgrazie sono il risultato della vostra oppressione. Se provate a bombardare i nostri villaggi e le nostre città, noi bombarderemo i vostri villaggi e le vostre città. Se ci rubate le nostre ricchezze, noi distruggeremo le vostre economie”. “Se ucciderete i nostri civili, noi uccideremo i vostri”
(Osama Bin Laden, 23/24 novembre 2005)
Signor G
Europeo
Italiano
Piemonte
Torino
Piemontese
Toscano
Italiano del nord (padano?)
inclusione VS esclusione
Mondo a otto dimensioni: mondo separato da identità culturali che coincidono con le otto grandi civiltà di fatto dominanti nel pianeta (occidentale, ortodossa, islamica, induista, sinica, giapponese, latino-americana, africana)
- Samuel Huntington, Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, 1996
Mondo delle nazioni: rinascita delle nazioni e dei nazionalismi
- Benedict Anderson, Comunità immaginate, 1983
- Nicole Janigro, L'esplosione delle nazioni. Il caso della Jugoslavia, 1994
- Anthony Smith, Nazioni e nazionalismi nell'era globale, 2000
1991:
- prima guerra del Golfo (gennaio-febbraio)
- guerra di indipendenza slovena (giugno-luglio)
- guerra di indipendenza croata (giugno-1995)
1992:
- guerra di Bosnia-Erzegovina (fino al 1995)
- assedio di Sarajevo (5 aprile 1992 - 29 febbraio 1996)
1993:
- bombe nei sotterranei del WTC (26 febbraio)
- distruzione del ponte di Mostar (9 novembre)
Mondo fuori controllo: mondo in preda al caos e all'anarchia più totale ("anarchia globale"), crollo dell'autorità statale, intensificarsi di conflitti tribali, etnici, religiosi, dominio delle mafie internazionali, aumento dei rifugiati, proliferazione di armi nucleari e chimiche, terrorismo internazionale; "mondo delle tribù", "convulsioni globali"
- Daniel Moynihan, Pandaemonium. Ethnicity in International Politics, 1993
- Zbigniev Brzezinski, Il mondo fuori controllo, 1993
- Robert Kaplan, The Coming Anarchy, 1994
nuovi protagonisti: gruppi privati (unità paramilitari, bande criminali, mercenari, fuoriusciti dagli eserciti regolari, signori locali della guerra) in competizione distruttiva tra loro
ex-Jugoslavia:
- 3 forze regolari: esercito serbo-bosniaco (BSA), Consiglio di difesa croato (HVO), esercito di Bosnia-Erzegovina (ABIH)
- 88 gruppi paramilitari (ONU): Tigri di Arkan, Aquile bianche di Seselj, Cetnici (serbi); HOS di Paraga, "Lupi" di Juka (croati), Berretti Verdi (bosniaci); mercenari; milizie locali municipali

… la natura della guerra non consiste solo nell’effettivo combattere, ma in una evidente disposizione in tal senso, per tutto il tempo in cui non c’è sicurezza per una disposizione contraria. Ogni altro tempo è pace.

(Thomas Hobbes, Leviatano)
nuovi metodi di finanziamento: saccheggio, commercio illegale, fondi dai gruppi della “diaspora”, finanziamenti degli “Stati canaglia”
trasformazione degli scopi: rivendicazioni sulla base di una particolare identità etnica, religiosa o di clan; la pulizia etnica: obiettivo, non effetto collaterale
- campi concentramento (715 Onu Jugoslavia)
- stupri “etnici”
"Le violenze sessuali sono sempre meno una conseguenza della guerra e sempre più un'arma utilizzata a fini di terrore politico, di sradicamento di un gruppo, di un disegno di genocidio e di una volontà di epurazione etnica"
(Karima Guenivet, Stupri di guerra. Le violenze sessuali come nuova arma, 2002)
- aumento vittime civili
Nuovo concetto di arma
“Non vi è nulla al mondo, oggi, che non possa diventare un'arma” (Qiao Liang-Wang Xiangsui, Guerra senza limiti, 1999)
Profondo rapporto con i media: spettacolarizzazione
20 marzo del 1995: attentato con il sarin alla metropolitana di Tokyo
Wislava Szymborska, Fotografia dell'11 settembre
Mary Kaldor, Le nuove guerre, 2001
È la collisione tra le forze del tribalismo e del fondamentalismo reazionario, che ho chiamato Jihad, e le forze di una aggressiva modernizzazione e globalizzazione economica e culturale
(Benjamin Barber, 1998)
Battaglia della Piana dei Merli: ("Battaglia di Kossovo"), venne combattuta il 15 giugno 1389 dall'esercito dell'alleanza balcanica contro l'esercito ottomano; fu la fine dell'indipendenza serba: i Serbi vennero costretti a pagare tributi ai Turchi e a compiere servizi militari presso l'esercito ottomano. La battaglia della Piana dei Merli è considerata dai Serbi uno degli eventi più importanti della loro storia, fonte di gran parte del loro sentimento nazionale. La battaglia e la sorte dei cavalieri cristiani divennero il soggetto di molta poesia epica medievale serba
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