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tesina

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by

ilaria castiglioni brenna

on 30 June 2013

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Transcript of tesina

INETTITUDINE
LA PERSONALITà ZENO
"Malattia e pazzia furono gli angeli custodi
della mia culla"
Inettitudine nel Passato
Edvard Munch (1836-1944) dichiarò questo a proposito della propria difficile infanzia.
Egli fu il più importante dei pittori norvegesi, e uno dei principali
precursori della pittura espressionita
.
La sua vita e di riflesso la sua arte, furono una continua oscillazione tra ossessione e paura. Ciò a causa degli avvenimenti tragici, che segnarono la sua infanzia e che influenzarono poi, tutta la sua vita.
Munch si riteneva un malato, e questo fu il motivo che lo portò a non avere figli, per evitare di trasmettere loro i suoi geni malati. Una
personalità instabile e ambigua.
Perfezionista e tormentato anche nello stile dalla
costante incapacità di optare per una scelta definitiva
.
.
Il tratto che accomuna tutti i personaggi di Svevo è l'
inettitudine
. Essa assume un
ruolo ambivalente
:
-'
MALATTIA
' in quanto allontana il personaggio dai falsi miti della società borghese e lo rende 'diverso'.
-'
SALUTE
' perchè rivela una disponibilità continua al cambiamento e all' adattamento, a differenza del 'sano' che si cristallizza.
L' inetto sveviano nelle sue prime Opere
Alfonso Nitti
: uomo vinto, sconfitto dalla vita, viene presentato come un uomo frustrato incapace di relazionarsi e di vivere: uomo fallito che decide di suicidarsi.
Emilio Bretani
: piccolo borghese escluso dalla società e malato di ''bovarismo''. La sua inettitudine consiste in una profonda immaturità psicologica e in una ''falsa coscienza''.

Ancor più la sorella viene definita inetta, incapace di agire,consuma nell' alcool un amore mai dichiarato.
L' atteggiamento di Svevo
verso l' inetto cambia
Fra Senilità e Coscienza di Zeno, a causa dell' insuccesso dei primi scritti, passano 25 anni, anni di radicali cambiamenti sociali (guerra mondiale, nuove scoperte) che influenzarono la personalità dell' autore.

L' idea che Svevo ha riguardo all' inetto cambia radicalmente: ''L' inetto come abbozzo dell' uomo futuro'' (Dagli appunti riguardo alla teoria di Darwin).
L' inetto ora è colui che ha la possibilità di migliorarsi e perciò è sempre 'attivo' nel tentativo di raggiungere tale obbiettivo, mentre l' uomo 'sano' è penalizzato in quanto si sente già arrivato e tende a cristallizzarsi nelle proprie capacità senza cercare un miglioramento.
L' inettitudine dunque non appare più come un marchio d' inferiorità ma al contrario come una condizione in qualche modo privilegiata, aperta e disponibile.
Questo scritto viene tratto da una pagina di appunti per un saggio in cui Svevo intendeva esporre una sua originale riflessione sulla teoria Darwiana dell' evoluzione naturale. Questo saggio non fu mai completato ma attraverso questi appunti possiamo ricavare alcuni pensieri chiave dell' autore.
Zeno Cosini
Egli è il
terzo personaggio
inetto che Svevo ci presenta.
Completamente differente
dai primi due personaggi, egli appare allo stesso tempo ''malato'' e ''sano''. Nonostante i conflitti interni che lo assalgono egli, nella parte finale del romanzo, arriva ad una consapevolezza: "la vita è una malattia tanto che è mortale"
Zeno Cosini è protagonista e narratore. Quest' opera assume la forma di una confessione autobiografica a scopo terapeutico. Zeno scrive infatti un diario su invito del suo psicanalista, il Dott.S. Esso ha lo scopo di agevolare la cura del paziente nevrotico, alla ricerca di un equilibrio che gli continua a fuggire.
La personalità di Zeno presenta tratti tipici dei nevrotici. Tramite l' analisi di tali disturbi potremo inividuare più sintomi presenti anche nel protagonista di 'La coscienza di Zeno'
LE NEVROSI SI SUDDIVIDONO IN:
ISTERIA
DISTURBI
D' ANSIA
DISTURBI
SOMATOFORMI
1- DISTURBO DI PANICO
Questo disturbo è caratterizzato da improvvise sensazioni di paura e terrore, spesso associate ad una catastrofe imminente, che si presentano durante il normale svolgimento delle attività quotidiane.
Tale fenomeno è solitamente accompagnato da:
-Sintomi di svenimento
-Soffocamento
-Tachicardia
-Dolori al torace
Vi sono due tipi di attacco di panico:
Classificazione nosografica storicamente importante soprattutto all' interno della psicoanalesi.
Il DSM III
(1980)
ha eliminato il concetto di nevrosi isterica
, scomponendone gli elementi costitutivi in disturbi distinti (disturbo somatomorfe di conversione, disturbo fobico, disturbo istrionico di personalità e disturbo dissociativo dell' identità).
Con questo termine si indicano un insieme di nevrosi caratterizzate da sintomi fisici, privi di base organica, ma che posso essere ricondotti a manifestazioni somatiche di conflitti psichici. Secondo le teorie psicoanalitiche tale disturbo si genera quando il soggetto è incapace di percepire ed esprimere la propria sofferenza psichica, se non manifestandola, attraverso sintomi corporei.
INASPETTATI
Questo tipo di attacco di panico conduce chi ne soffre ad essere sottoposto ad uno stato di ansia anticipatoria, con una continua paura che questi attacchi si ripetano.
PREVEDIBILI
Al contrario quest' altro tipo implica che l' attacco di panico sia prevedibile, permettendo così a chi ne soffre di evitare le situazioni che creano loro disagio (es: luoghi affollati)
2- DISTURBO DI ANSIA GENERALIZZATA
Questo disturbo è il più comune ed è careterizzato da uno
stato d' ansia che persiste per almeno sei mesi
.
Le persone che soffrono di tale disturbo sono spesso
-Timorose
-Costantemente preoccupate
-Apprensive
-Incapaci di rilassarsi e concentrarsi
-Insonni
La cura prevede un trattamento farmacologico a base di antidepressivi affiancato alla pratica di psicoterapie.
3- FOBIE SPECIFICHE
Sono delle
paure intense
, accompagnate da una
reazione irrazionale
e
sproporzionata
. Gli oggetti che scatenano le fobie possono essere di vario genere: animali, sangue, spazi chiusi, aperti, etc.
Questo disturbo non compromette la vita del soggetto poichè, di solito, le situazioni che scatenano la paura sono facili da evitare.
Non avendo trovato cure farmacologiche, si utilizza solitamente un trattamento di psicoterapia comportamentale
La cura prevista in entrambi i casi accosta il trattamento farmacologico a base di antidepressivi con l' utilizzo di psicoterapie.
Nei casi più gravi è necessario attuare un ricovero, in quanto il distacco dalla realtà del soggetto è tale da impedire lo svolgimento delle azioni più quotidiane
AGORAFOBIA
Agorafobia è un
disturbo legato allo stare in luoghi affollati
o in situazioni dalle quali è difficile allontanarsi e ricevere aiuto rapidamente. Questo
causa l' evitamento di situazioni
come lo stare da soli, in mezzo alla folla, viaggiare con mezzi pubblici, stare in luoghi aperti o chiusi.
Tali situazioni possono essere sopportate con profondo disagio, o nei casi più gravi,scatenare reazioni incontrollabili.
La
cura
prevede la somministrazione di antidepressivi, accompagnata da psicoterapia
di tipo cognitivo-comportamentale.
FOBIA SOCIALE
è un
disagio sociale
,una forma di timidezza patologica, che limita la vita sociale dell' individuo che ne soffre.
Paura di manifestare la propria personalità, che compromette la vita delle persone anche nelle più semplici azioni (parlare o mangiare in pubblico).
Rende difficili i rapporti sociali e
condiziona l'attività lavorativa
: i soggetti che ne soffrono tendono infatti ad isolarsi e ad evitare ogni tipo di relazione. La cura prevista è la medesima dell' agorafobia.
4- DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO
5- DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STESS
è caratterizzato dalla preseza di
OSSESSIONI
COMPULSIONI
Esse sono idee fisse e irrazionali,
che si presentano in modo assil-
lante ed opprimente contro la
volontà del soggetto.
Comportamenti ripetuti che possono assumere la forma di veri e propri 'rituali', solitamente volti a ridurre lo stato d' asia generato dalla ossessioni.
Tra le
manifestazioni più comuni
vi sono:
-eccessiva preoccupazione per lo sporco
-presenza costante di dubbi sull' aver compiuto o meno una certa azione.
-l' ossessione per l' ordine
-la paura di potere fare del male agli altri o a sè stessi
In italia il 2-3% soffre di tale disturbo, che colpisce l' adolescenza e la prima età adulta.
Spesso il paziente non chiede aiuto perchè la consapevolezza dell'assurdità delle proprie azioni lo porta anasconderle.
La
cura
accosta la terapia farmacologica a trattamenti comportamentali e psicoterapici, basati sull'esposizione a ciò che determina l'ossessione.
Si verifica
in seguito ad un evento traumatico
, che ha provocato un' intensa paura (incidente, violenze, lutti, etc..)
I sintomi sono di vario genere e comprendono ricordi dolorosi e incubi notturni.
L'effetto più eclatante sono gli
episodi di "dissociazione"
, che durano da qualche minuto a qualche giorno, durante i quali l'individuo si dissocia dalla realtà del mondo esterno e rivive l'esperienza traumatica.
Anche in questo caso la cura prevede un trattamento farmacologico e psicoterapico.
Sono disturbi psichici che si manifestano attraverso sintomi fisici, i quali, pur essendo privi di qualsiasi riscontro a livello organico, compromettono pesantemente la vita sociale, affettiva e lavorativa dell' individuo. Questi disturbi si dividono in:
DISTURBI DI CONVERSIONE
DISTURBI DI SOMATIZZAZIONE
IPOCONDRIA
Il paziente avverte
disturbi del sistema nervoso
, come paralisi agli arti, convulsioni, cecità.
Nonostante questo dall' esame neurologico non risulta nessuna disfunzione.
I
sintomi
, che sorgono solitamente in situazioni di stress, tendono a migliorare se il paziente viene adeguatamente rassicurato, ma possono poi ripresentarsi in momenti di crisi.
Non esiste una terapia specifica
; è essenziale però una buona relazione tra medico e paziente.
Nei casi piu gravi si utilizzano psicoterapie.
La persona lamenta una
molteplicità di disturbi fisici sconnessi tra loro
(dolori in varie parti del corpo) che spesso rappresentano una richiesta inconscia di attenzione. Solitamente il soggetto è molto dipendente dai rapporti sociali e
fa in modo che la sua vita venga gestita da altri
, il che comporta l' estraneazione da responsabilità che non vuole assumersi .
Inoltre non è consapevole che il suo problema è fondamentalmente psicologico; per questo il trattamento risulta difficile. I farmaci sono inefficaci.
La cura migliore è una relazione stabile ed empatica con il medico.
L' individuo interpretando in modo errato alcuni sintomi fisici,
è convinto di essere affetto da una grave malattia
. Gli accertamenti clinici e le rassicurazioni non sono sufficienti, però, a tranquillizzarlo.
Anche in questo caso il trattamento risulta difficile; è utile una buona relazione di fiducia con il medico.
Quanto ai temi affrontati da Munch, egli
tentò di descrivere le proprie emozioni
in modo da generalizzarle, adattandole alla vita di qualsiasi uomo. Egli voleva racchiudere nelle sue opere uno scorrere epico di immagini, sensazioni, ricordi.
Un secondo fine della sua pittura è la denuncia nei confronti della società a lui contemporanea affetta da problemi di incommunicabiltà. Critica mossa in particolare alla classe borghese sempre più indifferente ai problemi dell' uomo.
TEMI
OPERE
Sera sulla via di Karl Johann, 1982.
Il grido, 1893
-AEGRITUDO (classici)
-ACCIDIA (Petrarca)
-TEDIO (Leopardi)
-SPLEEN (Baudelaire)
-INETTITUDINE (Svevo)
Con questo termine s' intende il lasciarsi vivere, l' uomo incapace di inserirsi e di intervenire attivamente nel mondo, un uomo in balia del Caso e delle strutture sociali, delle quali diviene vittima, una malattia composta di immobilismo e incapacità di agire.
Il termine Bovarismo deriva dal celebre romanzo dello scrittore francese
Gustave Flaubert: "Madame Bovary"
, la quale, sempre
insoddisfatta di tutto ciò che la circonda, non farà mai nulla per rimediare a questa sua situazione
. Il termine "bovarismo" è diventato con il tempo anche un aggettivo dato a persone che hanno queste peculiari caratteristiche.
Tali scoperte, riguardanti numerosi ambiti, sconvolsero l' uomo in quanto fecero cadere tutte le certezze sulle quali, fino a quel momento, aveva fatto riferimento. Vi è una vera e propria 'caduta delle certezze' che port
ò
l' uomo a sentirsi perso e disorientato in un mondo divenuto sconosciuto e incerto.
parte dal presupposto che le nevrosi siano caratterizzate da un' errata elaborazione delle informazioni provenienti dal mondo esterno, perciò il terapeuta cerca di modificare le strategie di pensiero del paziente, dimostrandogli che a produrre sofferenza sono solo dei ragionamenti distorti.
I comportamentisti ritengono che la causa dei disturbi mentali sia un errato apprendimento. Si imparerebbe quindi ad aver paura, ansia, etc..
Per questo sostengono che alla base debba esserci un processo di decondizionamento o di 'riapprendimento'.
La soluzione che Svevo trova a questo problema lo esprime nell' ultimo capitolo del suo capolavoro, e sarebbe un' apocalisse cosmica l' unico rimedio possibile, in quanto il mondo è malato nelle sue origini e quindi nulla può modificarlo, ma bisogna riformarlo completamente, partendo da basi nuove, cioè da una nuova nebulosa.
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