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NOVECENTO

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by

Bianca Fersini

on 5 June 2014

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Transcript of NOVECENTO

NOVECENTO
Alessandro Baricco

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire...
Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era
sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando,
semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un
occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le
maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente):
l'America
Il piroscafo Virginian era una delle tante navi che, il secolo scorso, solcavano l'oceano per raggiungere l'America.
Fu proprio a bordo del Virginian che Danny Boodman T.D. Lemon Novecento venne ritrovato da un marinaio negro sul pianoforte della prima classe il mattino in cui tutti erano già scesi a Boston.
Il vecchio Danny Boodman prese con sè il bambino e si prese cura di lui proprio come fosse un figlio.


A quel bambino incominciò a dare il suo, di nome: Danny Boodmann. Poi ci aggiunse T.D. Lemon, proprio uguale alla scritta che c'era sulla scatola di cartone, perché diceva che faceva fine avere delle lettere in mezzo al nome: "tutti gli avvocati ce l'hanno," confermò Burty Bum, un macchinista
"Un bel nome," disse alla fine il vecchio Boodmann, "però gli manca qualcosa. Gli manca un gran finale." ... "Aggiungiamo martedì," disse Sam Stull, che faceva il cameriere. "L'hai trovato
martedì, chiamalo martedì."
Danny ci pensò un po'. Poi sorrise. "È un'idea buona, Sam. L'ho trovato nel primo anno di questo nuovo,
fottutissimo secolo, no? lo chiamerò Novecento." "Novecento?" "Novecento." "Ma è un numero!" "Era un numero:
adesso è un nome." Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento. È perfetto.
Danny Boodman si prese cura di lui sino all'età di otto anni quando morì per una carrucola impazzita che gli si conficcò nella schiena durante una burrasca.
Così il piccolo Novecento rimase orfano per la seconda volta. Alla morte del padre il comandante della nave chiamò le autorità portuali per condurre Novecento in un orfanotrofio, ma il bambino non si trovò da nessuna parte. Dopo circa un mese il comandante fu svegliato di soprassalto; nella sala da ballo della prima classe, sotto gli occhi stupiti di tutti, Novecento suonava il pianoforte.

Si fermò solo quando
arrivò al pianoforte. Avrebbe voluto dire molte cose, in quel momento, e tra le altre "Dove cazzo hai imparato?", o
anche "Dove diavolo ti eri nascosto?". Però, come tanti uomini abituati a vivere in divisa, aveva finito per pensare,
anche, in divisa. Così quel che disse fu:
"Novecento, tutto questo è assolutamente contrario al regolamento".
Novecento smise di suonare. Era un ragazzino di poche parole e di grande capacità di apprendimento. Guardò con
dolcezza il comandante e disse:
"In culo il regolamento".

All'età di ventisette anni Novecento incontrò Tim Tooney, il trombettista del Virginian. Tra i due nacque una grande amicizia. Novecento divenne un grande pianista, nella sala da ballo della prima classe, ma era in terza classe che suonava la sua musica.
Novecento non scese mai dal Virginian, tuttavia le voci su quel pianista che veniva considerato il più bravo al mondo, si diffusero anche nella terraferma, arrivando all'inventore del jazz. Fra i due ci fu un vero e proprio duello al pianoforte che, con la sorpresa di tutti, vide come vincitore Novecento.
Tim Tooney il 21 agosto del 1933 ci scese dal Virginian, continuando a suonare la tromba sulla terraferma. Di Novecento non seppe più nulla. Ma un giorno gli fu recapitata una lettera di un suo amico irlandese che lo informava che il Virginian, utilizzato come nave ospedaliera durante la Guerra, stava per essere fatto esplodere e che al suo interno vi era ancora Novecento. Egli raggiunse il Virginian e, corrompendo delle guardie, riuscì ad entrarvi; ma Novecento preferì farsi esplodere con il transatlantico. Il mondo per lui era una nave troppo grande, come una melodia impossibile da riprodurre: infatti, solo Dio è in grado di suonare, seduto sul seggiolino davanti a un pianoforte sul quale si srotolano milioni e miliardi di tasti
PERSONAGGI
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento

Novecento è il protagonista del monologo scritto da Alessandro Baricco. Le sue origini sono ignote, probabilmente è il figlio di una coppia di emigranti. Molti emigranti, infatti, erano soliti partorire i figli sul transatlantico per poi abbandonarli.
La sua bravura come pianista si nota sin da quando era un bambino. Ha sempre vissuto sulla nave: all'inizio nascosto dal marinaio Danny per sfuggire alle autorità ed in seguito egli decide di non scendere dalla nave, spaventato da un mondo troppo grande per lui.
Novecento non legge i libri, a quello sono bravi tutti, ma legge le persone. Vede i luoghi in cui sono state, conosce molte città nei minimi particolari, pur non avendole mai visitate e quando suona si perde nella fantasia.
Danny Boodman

Danny è un marinaio negro di Philadelphia. Egli è solito rovistare fra i tavoli delle prima classe, alla ricerca di oggetti di valore. Un giorno durante la sua ricerca trova il piccolo Novecento. Ha la passione per le corse di cavalli, ma non per le scommesse, ma per i nomi buffi che venivano dati ai cavalli.
Muore a causa di una carrucola impazzita durante una burrasca.
"Così il vecchio Danny morì sulla sesta corsa di Chicago, vinta da Acqua potabile con due
lunghezze su Minestrone e cinque su Fondotinta blu"
Tim Tooney

Tim è un trombettista di New Orleans, salito sul Virginian nel 1927. Egli diventa l'unico vero amico di Novecento, dopo averlo conosciuto in una notte di burrasca.
Cerca più volte di convincerlo a scendere dalla nave, invano.
Novecento, prima di morire nell'esplosione, gli racconta la propria storia.
Jelly Roll Morton

Jelly Roll Morton è l'inventore del jazz. Proviene dai bordelli di New Orleans . Fa una gara di bravura al piano con Novecento e, dopo un primo momento in cui vince, esce dalla sala da ballo senza dire una parola , sconfitto . Arrivato a Southampton ritorna in America su un'altra nave per non imbattersi più in Novecento.
LUOGO
Il monologo è ambientato sul Virginian, un piroscafo che durante il secolo scorso attraversava l'oceano conducendo gli emigranti europei in America. Il piroscafo venne distrutto in seguito alla Seconda Guerra Mondiale nel porto di Plymouth, dopo essere stato utilizzato come nave ospedaliera. Del piroscafo vengono descritti:
La sala da ballo
Terza classe
Sala macchine
Il periodo in cui è ambientato il romanzo viene solo accennato. Gli eventi si susseguono durante degli anni cruciali per la storia dell'umanità ovvero tra la prima e la seconda guerra modiale.

TEMPO
La Prima Guerra Mondiale, conosciuta anche come la Grande Guerra o Guerra di Trincea sconvolse il mondo tra il 1914 ed 1918 e vide impegnate ventotto nazioni. A contrapporsi in quello che divenne il primo conflitto mondiale furono due grandi schieramenti: le Potenze alleate, conprendeva anche Gran Bretagna, Francia, Russia, Italia e Stati Uniti, e gli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria) e la triplice alleanza(russia, germania e austria).
Alla fine della 1° Guerra Mondiale (Grande Guerra) crollano gli imperi che hanno caratterizzato la storia dell'Europa e sorgono le nazioni
La seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 ha visto confrontarsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi alleati.

Ebbe inizio il 1º settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte della Germania; terminò, nel teatro europeo, l'8 maggio 1945 con la resa tedesca e, nel teatro asiatico, il successivo 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.

È considerato il più grande conflitto armato della storia, e costò all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55 milioni di morti.
Il romanzo è scritto in maniera semplice, chiara e comprensibile, ma verso la fine del libro non lo è. È presente un linguaggio alquanto scurrile che accompagna lo stato sociale dei personaggi: Danny Boodman è un marinaio e Jelly Roll Morton aveva cominciato nei bordelli a New Orleans. Prevalgono i discorsi indiretti. Le descrizioni sono quasi del tutto assenti.
LO STILE
Alessandro Baricco nasce a Torino nel 1958, qui studia filosofia e studia contemporaneamente al conservatorio dove si diploma in pianoforte. Esordisce come critico musicale nel 1988 con un testo su Rossini . Nel 1991 esce il primo romanzo, "Castelli di Rabbia", pubblicato da Bompiani che vince il "Campiello" e provoca, fra l'altro, alcune divisioni in critici e lettori, così in seguito tutta la sua opera e il suo personaggio suscitano amore o odio, mai indifferenza. Nel 1993 appare in Tv come conduttore di "L'amore è un dardo", trasmissione di Raitre dedicata alla lirica. In seguito conduce, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi, "Pickwick. Nello stesso anno esce il secondo romanzo, "Oceano mare", che riscuote un grande successo di pubblico e nel 1994 "Novecento", un monologo. Dalle rubriche curate su "La Stampa" e "La Repubblica" nascono i due volumi di "Barnum". Nel 2002 esce "Senza Sangue", un breve racconto-romanzo sulla guerra e nel 2004 "Omero, Iliade", una rilettura del poema omerico, al contempo romanzo e adattamento teatrale. Nel 2005 l'autore torna alla narrativa con il romanzo "Questa storia" che ripercorre il Novecento attraverso la figura un po' favolosa di un bambino prodigio che cresce nella Storia.
L'AUTORE
Il monologo, seppur breve, riesce ad incazare il lettore, che si sente protagonista di quelle scene descritte da Baricco. Baricco ha quel speciale potere della parola che incanta e incuriosisce.
A volte , nella lettura del libro, si rimane col fiato sospeso, viviamo le paure ed i sentimenti dei protagonisti. La storia racchiude dolcezza, tragicità ed amicizia. Novecento può essere definito un eroe emarginato, d'altronde ha trascorso tutta la vita a bordo di un piroscafo in mezzo all'oceano. Egli è terrorizzato dalla vita, perchè per lui è una tastiera troppo grande da suonare.
Novecento è un romanzo pieno di tristezza, dolore, ma anche dolcezza.

COMMENTO
Nel 1998 dal romanzo "Novecento" è stato tratto un film, La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore.
AL CINEMA
FINE
Fersini Bianca
Novecento - la leggenda del pianista sull'oceano vs. Novecento, Alessandro Baricco
Il romanzo Novecento è un monologo, questo ha permesso a Giuseppe Tornatore di mantenersi fedele al testo, ma non gli ha impedito di lasciarvi una sua impronta.
Nel romanzo Tim Tooney, essendo il narratore, racconta direttamente la storia di Novecente mentre nel film compare un nuovo personaggio: un venditore di strumenti di Portland al quale Tim Tooney racconta la storia del famoso pianista sull'oceano. Ma il venditore di strumenti musicali non è l'unico personaggio creato da Tornatore, fra gli altri personaggi vi è una bella e giovane friulana che fa innamorare Novecento, spingendolo ad abbandonare la nave.
Ovviamente nel film abbiamo maggiori elementi scenografici e la bravura di Ennio Morricone mette in luce la virtuosità di Novecento.
La storia del jazz, come quella di molti altri generi musicali popolari, è assai povera di documenti e riferimenti, in special modo per quanto riguarda le origini e i primi anni.
Le prime fonti orali sulla nascita del jazz a New Orleans risalgono ai primi anni del XX secolo mentre le prime fonti scritte al decennio successivo.
Il genere si sviluppò in modo esponenziale tra il 1915 e il 1940, diventando la musica da ballo dominante tra il 1930 e il 1940, anni in cui i brani delle big band si trovavano regolarmente ai primi posti delle classifiche.
Negli anni sessanta nacque il movimento free jazz, che mirava all'emancipazione totale del musicista.
Seguì un periodo di involuzione e di marginalizzazione che terminò negli anni ottanta, durante i quali una generazione di giovani musicisti infuse nuova vita perseguendo diverse tendenze anche in assenza di uno stile dominante: nacquero così diverse scuole di jazz europeo.
IL JAZZ
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