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METAMORFOSI

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by

alessia soffredini

on 1 July 2014

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Transcript of METAMORFOSI

"Non c'è niente di costante tranne il cambiamento" -Buddha
Ovidio non è però l’unico testimone della tradizione latina sulle metamorfosi,
Apuleio
circa 150 anni dopo riprenderà questa tematica nella sua opera di maggior rilievo “
L’asino d’oro
”, in cui la metamorfosi assume un
valore allegorico
come
degradazione a cui deve sottostare l’anima per raggiungere l’elevazione religiosa e spirituale.
Trasformato nell
’animale umile per eccellenza (l’asino),
il protagonista può osservare la realtà da un’angolazione inedita, che fornisce innumerevoli spunti satirici riguardo alla società del tempo. Questa è la tecnica dello
straniamento
, la quale rende ancor più interessante il punto di vista mutato di un personaggio trasformato. Apuleio vuole quindi dare alla sua opera anche un
intento didattico
, è così che solo dopo aver dimostrato la sua accresciuta consapevolezza e maturità, Lucio riuscirà a recuperare il suo aspetto umano e tornare alla normalità seguendo una sorta di
percorso formativo ed educativo.
Si può dire quindi che in Apuleio la trasformazione non rappresenta soltanto un cambiamento fisico, ma anche interiore in quanto è stata necessaria per la maturazione del suo personaggio che è riuscito in questo modo a correggere il suo comportamento sbagliato dettato dall’inesperienza e diventare una persona più matura e saggia di prima; e infatti, una volta raggiunto questo scopo la trasformazione cessa e si ha il ritorno alla normalità.
Al di là della varietà narrativa, l’opera, dunque, può essere interpretata ad un livello più profondo, in una chiave allegorica espressa chiaramente nella
fabula milesia di Amore e Psiche,
la quale racchiude in sé il significato profondo di questo romanzo riproducendo come un modello in scala ridotta l’intero percorso narrativo e offrendone la corretta decodificazione. Possiamo stabilire infatti un parallelo tra Psiche e Lucio: inizialmente entrambi si trovano in una situazione positiva e tranquilla ma in seguito, spinti dalla propria
curiositas
cadono in disgrazia e solo attraverso esperienze degradanti e numerose prove giungono a recuperare la felicità e una condizione migliore di quella iniziale.
Le peripezie dei personaggi possono essere lette come un itinerario di espiazione fino alla salvezza. A un livello più immediato e semplicistico il romanzo è leggibile in chiave avventurosa, ma un pubblico più dotto, grazie alla chiave di lettura offerta dalla fabula di Amore e Psiche, può invece penetrare l’allegoria e giungere al significato più recondito.
Le Metamorfosi sono quindi da leggere come il
percorso iniziatico dell’anima dalla degradazione e dall’abiezione morale alla redenzione.
A tutta l’opera è sotteso infatti un messaggio religioso: la salvezza dell’uomo non avviene grazie alla sua opera, ma è un dono gratuito della divinità.

Nella tradizione latina
I primi esempi di metamorfosi si trovano nel secondo poema di
Omero
, l’Odissea, e quindi nell’ambito del fantastico e del mitologico.
Solo con l’età ellenistica questo tema assurge al rango di genere letterario autonomo: ed è su questa base che
Ovidio
intesse il suo poema,
le Metamorfosi,
che narra in una forma molto libera, circa
duecentocinquanta
casi di trasformazioni. L’impianto dell’opera è vasto e totalizzante: partendo dalla creazione del cosmo dal caos e dal diluvio universale, e giungendo fino alla storia romana e all’apoteosi di Cesare; coinvolge infatti tutte le principali saghe del mito, tutti i regni del mondo naturale (umano, animale, vegetale, minerale), nonché i passaggi da animato a inanimato e viceversa, i cambiamenti di sesso, una
grande attenzione alla transitorietà
e alla capacità dell’uomo di sapersi travestire e quindi tutti
fenomeni di metamorfosi che implicano pertanto un prima e un dopo, un inizio, una fase di crescita e maturazione e una fine.
L’autore esibisce con
ironia
la propria natura di finzione e di spettacolo,raffigurando un mondo totalmente dominato dall
’illusione, enfatizzando in genere molto le fasi intermedie: l’instabilità delle forme, la disarticolazione del linguaggio, la crisi di identità dei personaggi sdoppiati fra il nuovo aspetto non più umano e il persistere della coscienza ancora umana.
Dell'essere umano, che si trasforma in essere arboreo o inanimato, il poeta avverte l'intimo dolore, la coscienza di divenire altro in una trasmutazione che sembra investire le radici stesse dell'universo. In alcuni casi, la sensibilità inquieta di creature tormentate, trovano nel
trasformarsi l'unica via d'uscita a una situazione impossibile, a una passione assurda
: nel divenire altra cosa rispetto a una realtà divenuta umanamente intollerabile, esse ritrovano finalmente il loro riscatto. Ciò che interessa è dunque si, la spettacolarità dell’avvenimento, ma ancor più
enfasi è data ai processi interiori
che scaturiscono da una trasformazione completa, spaziando dall’aspetto fisico all’insostenibilità psicologica di un cambiamento radicale.

La metamorfosi
Tra le rappresentazioni artistiche più suggestive..
Gastel - collezione le metamorfosi
Quante volte si pensa di poter cambiare la propria vita, le persone o il mondo? Ecco che forse, sono loro che cambiano noi. Cambiamo perché costretti da ciò che ci circonda o è semplicemente un ciclo naturale a cui l’essere umano è predisposto? Infondo assistiamo ogni singolo giorno a cambiamenti d’ogni genere e quasi, facciamo fatica a rendercene conto.
La metamorfos
i sebbene, il più delle volte sia stata trattata in chiave fiabesca e romanzata, non è poi così lontana da ciò che siamo. Dietro alle assurde e inverosimili trasformazioni del corpo e dell’atteggiamento narrate nel corso dei secoli ci sono, ad una attenta analisi, problemi di natura psicologica, di disagio, di diversità che consciamente o non, ci troviamo ad affrontare continuamente. Il cambiamento è l’unica cosa costante diceva Buddha, ma quale tipo di cambiamento ha interessato l’uomo fin dalle origini? Quello che lo riguarda, quello a cui è strettamente e naturalmente sottoposto: una lenta, inesorabile metamorfosi delle forme (dalla fanciullezza alla senilità), del comportamento, della psiche e dell’anima.

In ambito letterario
la metamorfosi si inscrive pienamente nell’universo del
meraviglioso
, che sfugge ai codici del mondo reale e si proietta nella dimensione altra dell’immaginario. Le sue funzioni sono poliedriche: da un lato tende infatti a
scardinare ogni immagine monolitica della realtà
e dell’identità, dall’altro mira a
spiegare retrospettivamente
, e quasi a razionalizzare,
l’infinita varietà delle forme
. Vedremo inoltre come la metamorfosi sia
espressione
e desiderio di
libertà e di fuga da una condizione troppo rigorosamente definita
; come implichi la
disumanizzazione
e la perdita della propria identità, in quanto oppressa da una società soffocante. Con la metamorfosi si va in contro così ad una perdita, un disorientamento ma costruttivo, che porta con se aria di cambiamento, di crescita e di una piacevole scoperta autentica e intima di parti nascoste del proprio io.
Apollo e Dafne -Bernini Periodo Barocco
.
.vix prece finita torpor gravis occupat artus,
… ancora prega, che un torpore profondo pervade le sue membra,
mollia cinguntur tenui praecordia libro,
il petto morbido si fascia di fibre sottili,
in frondem crines, in ramos bracchia crescunt
, i capelli si allungano in fronde,le braccia in rami;
pes modo tam velox pigris radicibus haeret,
i piedi, cosi veloci un tempo,s’inchiodano in pigre radici,
ora cacumen habet: remanet nitor unus in illa.
Il volto svanisce in una chioma:solo il suo splendore conserva.
Hanc quoque Phoebus amat positaque in stipite dextra
Anche così Febo l’ama e,poggiata la mano sul tronco,
sentit adhuc trepidare novo sub cortice pectus
sente ancora trepidare il petto sotto quella nuova corteccia
conplexusque suis ramos ut membra lacertis
e, stringendo fra le braccia i suoi rami come un corpo,
oscula dat ligno; refugit tamen oscula lignum
. ne bacia il legno, ma quello ai suoi baci ancora si sottrae.
cui deus 'at, quoniam coniunx mea non potes esse
, E allora il dio: “se non puoi essere la mia sposa,
arbor eris certe' dixit 'mea! semper habebunt
sarai almeno la mia pianta. E di te sempre si orneranno,
te coma, te citharae, te nostrae, laure, pharetrae;
o alloro, i miei capelli, la mia cetra, la faretra;
tu ducibus Latiis aderis, cum laeta Triumphum
e il capo dei condottieri latini, quando una voce esultante
vox canet et visent longas Capitolia pompas;
intonerà il trionfo e il Campidoglio vedrà fluire i cortei.
postibus Augustis eadem fidissima custos
Fedelissimo custode della porta d’Augusto,
ante fores stabis mediamque tuebere quercum.
starai appeso ai suoi battenti per difendere la quercia in mezzo.

L'incantevole attimo della trasformazione
La metamorfosi come percorso
spirituale
Amore e Psiche - Canova
Cos'altro se non la metamorfosi potrebbe essere così congeniale da coniugare fantasia, crescita e
morale?

Questi i versi fondamentali de“
La pioggia nel pineto
”, una delle liriche più suggestive di
Gabriele
d ‘Annunzio.

Suggestiva grazie al grandioso uso della parola, la quale viene usata per le sue componenti foniche e musicali più che per il significato. Una nuova poesia della natura dunque, dove parola e paesaggio, parola e arte figurativa, parola e musica si compongono in prodigiosa, superiore armonia.

Il poeta e la sua donna si lasciano trasportare dalle sensazioni con un’adesione così profonda da arrivare alla fusione con la natura del bosco, in una totale e gioiosa comunione con la vita elementare di questa.
Il tema centrale della lirica quindi è quello della
metamorfosi panica
: il poeta e la donna amata
si fondono gradualmente con lo spirito stesso del bosco,
in una congeniale forma in crescendo. Egli cerca una
fusione dei sensi e dell'animo
con le forze della vita, accogliendo in sé e rivivendo l'esistenza molteplice della natura, con piena adesione fisica, prima ancora che spirituale.

“piove su i nostri volti/ silvani”
gli esseri umani si stanno confondendo con il bosco.

Paragoni tra alcune parti del corpo della donna e gli elementi della natura:
“..e il tuo volto ebro/ è molle di pioggia/ come una foglia,/ e le tue chiome/ auliscono come/ le chiare ginestre..”.

Nell’ultima strofa l’immedesimazione con la natura raggiunge il culmine. L’immagine femminile si trasforma in quella di una creatura arborea:
“..non bianca/ ma quasi fatta virente,/ par da scorza tu esca.”
; la donna, non più bianca , ma verdeggiante come le fronde, sembra uscire, simile a una ninfa, dalla scorza di un albero.

Vengono quindi immersi nel ritmo vitale, onnicomprensivo e infinito della natura. I due entrano quindi in una dimensione nuova, mitica e divina.


Metamorfosi come Intima Fusione con la Natura
"E immersi
Noi siam nello spirto
Silvestre,
d'arborea vita vivendi"

LA METAMORFOSI – KAFKA
Cosa si prova a svegliarsi una mattina trasformati in orrendi scarafaggi? Non si può sfuggire a questa domanda, leggendo le prime righe della Metamorfosi, tra le più folgoranti e memorabili della letteratura europea. La descrizione piana e minuziosa del gigantesco insetto, non risparmia orrore e
angoscia al protagonista che altro non è se non l’identificazione dello scrittore stesso, e al lettore.
Così questo romanzo, diventato uno dei simboli del Novecento, apre un
confronto serrato con il dolore, con la violenza, fisica e psicologica, con l’esclusione.
Scopriremo così come nel commesso viaggiatore Gregor Samsa ci sia tutta la
tragica condizione dell’uomo contemporaneo
, che sogna la felicità scoprendo solo il
mare d’indifferenza che circonda la società.

Al risveglio da sogni inquieti il protagonista, il commesso viaggiatore Gregor Samsa, si trova trasformato in un insetto mostruoso: la metamorfosi non è motivata in alcuno modo, e viene descritta con inaudita precisione analitica nella sua assurda naturalità. Il lettore così è portato dall’autore stesso a domandarsi quali siano le cause della metamorfosi del protagonista, ma allo stesso tempo questa domanda non troverà un’esplicita riposta e rimarrà volutamente sospesa nel vuoto dell’interpretazione.
Nell’arco di questa parabola, che descrive il
progressivo ridursi di una coscienza alla morta inerzia del corpo trasformato
, c’è la rappresentazione di un processo biologico negativo che, in corrispondenza dei tre capitoli narrativi in cui viene divisa l’opera, si potrebbe schematizzare nei tre momenti elementari dell’esistenza animale: nascita, copula e morte

La metamorfosi in chiave esistenziale: l'uomo e la società.
.
La nascita
inizia dal momento in cui Gregor
prende coscienza con la sua mutazione
, ma soprattutto quando si rende conto che la metamorfosi è un evento senza ritorno. Senza ritorno in particolare a causa dei rapporti col mondo esterno, che risultano non più possibili, a causa di un aspetto terrificante e della perdita della facoltà di comunicare. Questa
impossibilità comunicativa
è posta al centro, come uno dei temi portanti del romanzo e scelta dall’autore
come metafora reificata della parola
, che è ormai vuota, tipica dell’istituzione borghese, del tutto incapace di dare una interpretazione significante all’esistenza dell’uomo. Ribadisce così lo sgomento sordo e inclemente di un
mondo ormai privo di significati
, in cui l’uomo è un animale privo di significato e valore. Nessun valore certo, perché dietro alla facciata dell’istituzione borghese, rappresentata in modo del tutto convincente dalla famiglia Samsa, non c’e per Kafka
nessuna
possibile
realizzazione dell’Io.
La metafora dell’insetto non rappresenta così una sorta di liberazione dalle convenzioni sociali ma proprio la dipendenza dalla famiglia, qui vediamo il carattere autobiografico dell’opera, e la completa negazione della libertà. Questo quindi uno dei caratteri fondamentali di Kafka, l’angoscia esistenziale e la sofferta condizione dell’uomo nella società. L’alienazione, la diversità, l’ansia del nucleo famigliare.

La copula
è il secondo momento della metamorfosi che si identifica in una sorta di rapporto incestuoso con la sorella. Anche questo passaggio rivela la stretta relazione tra Samsa e Kafka il quale aveva un’insana passione per la sorella Ottla. Questo è il
punto estremo della regressione del protagonista in animale.

Infine
la morte,

necessaria a ristabilire l’ordine
. L’abilità di Kafka porta il lettore a ritenere giusta la fine dello scarafaggio, in modo da ristabilire la bellezza e la purezza della vita. La morte diventa allora, un momento poetico, o meglio catartico.

Venendo a tempi sicuramente più recenti, un testo in cui la metamorfosi svolge un ruolo fondamentale è
il Pinocchio di Collodi
(1880), opera che narra la ben nota vicenda del burattino animato che, attratto dal divertimento e poco propenso allo studio e all’obbedienza, passa attraverso varie peripezie finché, aiutato dalla Fata Turchina, accetta le regole del vivere civile, trasformandosi in ragazzo in carne e ossa
e, fuor di metafora, divenendo adulto.
Il testo, redatto nei decenni successivi all’unificazione d’Italia, intende presentarsi come la storia di una
maturazione individuale
che rispecchia anche una maturazione collettiva nazionale. Quel che importa qui notare è come il romanzo presenti più d’un’
analogia col testo apuleiano
: in entrambi i casi l’ opera racconta un cammino interiore, delle prove, e una salvezza che giunge infine grazie a una benevola figura femminile (Iside in un caso, la Fata Turchina nell’ altro) ed è segnalata da una
triplice metamorfosi
: una da un pezzo di legno a burattino, che ha i tratti della vicenda fiabesca, l’altra da burattino ad asino, permeata dai caratteri di romanzo di avventura e di formazione, la terza da asino a bambino, maturato ancora nella magia, ma nello stesso tempo permeato da pedagogismo e moralismo liberal – borghese.
La metamorfosi è quindi pienamente radicata anche nel genere della fiaba in tutte le sue innumerevoli ramificazioni: celebre ad esempio è
La sirenetta di Hans Christian Andersen,
in cui la trasformazione del corpo assume toni traumatici e angosciosi, fino alla dissoluzione finale.

E a proposito di Sirene..
Il gioco sottile dei non sensi
Renè Magritte
Nasce a Lessines, Belgio nel 1898
L'invenzione collettiva di Magritte appare come una metamorfosi al contrario, effettivamente ci si aspetterebbe una sirena nelle sue fattezze, coda di pesce e volto di
donna, l'artista invece

capovolge questo tradizionale ordine delle cose generando uno stato quasi di terrore agli occhi di chi guarda.
Egli opta infatti per una donna pesce, chiaramente malinconica e sofferente, resa impotente dalla mancanza di braccia e mani.
Magritte vuole semplicemenete rappresentare la realtà in modo lucido e sveglio, ponendo l'osservatore in uno stato di shock, quasi per destarlo dal mondo onirico in cui il surrealismo lo ha calato, e per ripotarlo ad una condizione di veglia.
Renè Magritte - L'invenzione collettiva
"Lo stupro" è un'altra delle metamorfosi dell'artista in cui le componenti del volto si sono trasformate in parti del corpo di natura sessuale, il suo intento infatti è trasformare il volto della donna in un oggetto del desiderio.
L'arte del subconscio: Il surrealismo

automatismo psichico puro
Il primo Manifesto surrealista del 1924, definì così il surrealismo:

« Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. »
Andrè Brenton
Prende spunto dai nuovi studi di Freud riguardo la Psiche umana
L'inconscio è quella sfera di attività psichica rimasta latente
I surrealisti cercano un modo per rendere esprimere il sogno, attività umana attraverso la quale l'inconscio si manifesta
L'obiettivo di questa nuova arte è conciliare sonno e veglia in una realtà definita assoluta superiore: LA SURREALTA'
La bellezza surrealista nasce dal fatto di accostare elementi estranei tra di loro in contesti non appropriati, proprio come appaiono le cose nel sogno: sconnesse e decontestualizzate.

Viene a contatto con il surrealismo durante il viaggio in Francia
La concezione surrealistica della sua arte prende spunto dall'opera di De Chirico "
il canto d'amore
"
Da qui la sua ricerca del non senso
Lo studio del rapporto visione - linguaggio
La creazione di situazione inattese
Il paradosso della
descrizione di una realtà assurda attraverso l'uso di soggetti concreti e quasi reali
Intenzione di
generare shock
nell'osservatore
Un corpo usato e gettato via
Privo di sentimenti
Di pudore
Di individualità o sentimento
Ancora una volta rappresentazione di quella società che Magritte tanto ripudiava
Particolare dell'attimo della Metamorfosi
Salvador Dalì - il torbido mondo della paranoia
Il Surrealismo trova la sua massima espressione in Salvador Dalì
Personaggio imprevedibile, enigmatico, dal continuo atteggiamento provocatorio
Atteggiamento che ha scandalizzato anche i più progressisti e che lo porterà a diventare schiavo del suo stesso personaggio
Inventa la particolare tecnica del metodo "paranoico-critico"
La PARANOIA è una malattia mentale cronica dovuta alle delusioni sistematiche ed utilizzata per fissare sulla tela immagini che nascono dal tormento e dall’inconscio dell’artista, immagini che riescono a prendere forma con un notevole nitore e perfezione tecnica grazie alla razionalizzazione del delirio, ovvero grazie all’aspetto CRITICO
Linguaggio artistico estremamanete complesso ed elitario
Ricco di simboli e cultura, spazia dal Rinascimento Italiano, che tanto ammira, al Classicismo fino ad arrivare alle Avanguardie del Novecento
Egli associa la paranoia alla mollezza e la criticità alla durezza e ad ognuno attribuisce un corrispettivo reale-pittorico: identifica la mollezza e quindi la paranoia con il carattere mutevole e incerto del tempo, e la solidità della critica alla stabilità dello spazio.
Metamorfoi di Narciso

La metamorfosi non è stata studiata solo in ambito letterario e filosofico in quanto come gia detto, riguarda molteplici aspetti della vita e quindi riguarda anche la trasformazione della Terra in cui viviamo. In ambito naturalistico analizzeremo come la composizione di molte rocce abbia subito una metamorfosi e per questo chiamate:
Rocce Metamorfiche.
Le rocce sono aggregati di uno stesso minerale o di minerali diversi che si uniscono per azione di forze che agiscono all’interno della Terra. Esse sono i costituenti della crosta terrestre e la loro singola composiozione dipende dal processo che ne ha determinato la loro formazione. Questi processi sono principalmente tre:
• Processo Magmatico
•Processo Sedimentario
• Processo Metamorfico

Quelle che noi prenderemo in considerazione, ovvero quelle metamorfiche, si formano per la trasformazione degli altri due tipi di rocce e costituiscono il 60% della crosta continentale (parte di crosta che costituisce le terre emerse).
La trasformazione puo interessare:
1. Il tipo di minerale da cui è composta la roccia
2. La forma
3. Composizione chimica
Il metamorfismo è un processo che avviene allo stato solido e avviene quando le rocce sono sottoposte a temperature e pressioni elevate, trasformatesi in maniera profonda, mutano aspetto e talvolta composizione.
Una stessa roccia puo dare origine a diverse rocce a seconda del grado di metamorfismo, i quali vengono spttoposti a tre distinzioni:
1.
Regionale
= il quale interessa intere regioni della crosta terrestre, è dovuto ai movimenti delle zolle sottoposte ad elavate condizioni di pressione e temperatura.
2.
Di contatto
= il quale si verifica quando il magma risale all’interno della crosta e provoca un innalzamento di temperatura nelle rocce con cui viene a contatto.
3.
Dinamico
= il quale si verifica lungo le superfici di contatto fra due zolle. Le trasformazioni di metamorfismo dinamico avvengono a causa di forti variazioni di pressione

Una delle tante trasformazioni del
nostro pianeta..
Partendo dall'alto: marmo argillite e fillade
Un'ulteriore metamorfosi dello spirito:
così parlò Zarathustra
Il libro racconta i viaggi fittizi e la pedagogia di Zarathustra: il nome del personaggio protagonista è tratto da quello dell'antico profeta (altrimenti detto Zoroastro) fondatore dell'antico credo persiano chiamato da lui Zoroastrismo il cui testo sacro è costituito dall'Avestā; basato sul monoteismo e la contrapposizione manichea di bene e male.
Nietzsche vuole qui raffigurare chiaramente un tipo nuovo o diverso di Zarathustra, profeta e fondatore di religione, ossia colui che predica al mondo col suo esempio la trasvalutazione dei valori, di tutti i valori fino ad oggi considerati tali.

“Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello,
e il cammello leone, e infine il leone fanciullo”(Za, p. 23).
La questione del peso è già centrale nell’esordio dello Zarathustra. La parte prima comincia con il capitolo Von den drei Verwandlungen, Delle tre metamorfosi (trasformazioni, alterazioni)
Zarathustra è un liberatore: annunciando il superuomo, libera l'uomo dal suo peso
Attraverso la figura del peso iniziamo a comprendere cosa significhino parole come libertà e spirito libero
Egli nomina tre metamorfosi dello spitito

Si arriva così alla terza Verwandlung. Il leone si trasforma in

das Kind
, nel fanciullo. Il fanciullo sa fare qualcosa che il leone non può fare: non si limita a scrollarsi di dosso il peso del passato, non si ferma all’atto di rapina dell’«io-voglio» verso il «tu-devi», ma è un creatore di valori nuovi, cioè costruisce nuovi mondi come propri. Il fanciullo non si limita a negare la condizione di servo, ma costruisce un mondo signorile. Ecco ciò che il leone non poteva fare: volere sé, conquistare il suo mondo. Il leone, attraverso il volere, scrollava da sé il peso; ma questo volere restava vuoto, fin quando non avesse riconosciuto sé come il mondo. È chiaro che qui, nel fanciullo, si annuncia il senso autentico della volontà di potenza. Il fanciullo è «Unschuld», innocenza, nel senso che il suo spirito è ormai libero dal peso dei valori estranei che curvavano la schiena del cammello; il fanciullo è «Vergessen», oblio, perché libero dal peso più grande, quello del passato, e dunque capacità di cominciare sempre da se stesso; è anche «Neubeginnen», nuovo inizio, ed «erste Bewegung», primo moto, appunto perché il suo creare non deriva dalla necessità, ma soltanto dal proprio libero iniziare. In quarto luogo, Nietzsche caratterizza il fanciullo attraverso l’immagine dello «Spiel», del gioco, ossia di ci che accade, come nella creazione estetica, senza il vincolo di necessità oggettive. In quinto luogo, il fanciullo è «ein hei- liges Ja-sagen», un sacro dire-sì, perché ha imparato a non dire no a se stesso, attraverso l’umiliazione del «tu-devi». Infine, il fan- ciullo è «ein aus sich rollendes Rad», ruota ruotante da sola: l’immagine della ruota indica che il fanciullo è divenire. Come si vede, il fanciullo, a differenza del leone, non ha più il bi- sogno di negare il peso dell’autorità sulla base del principio del libero volere, ma ormai manifesta la propria creatività simbolica nello spazio di perfetta autonomia che il leone ha saputo garantirgli. Nello spazio vuoto generato dal leone, il fanciullo gioca liberamente, crea il suo mondo di valori.

Nella «seconda metamorfosi» lo spirito diventa
der Löwe
, il leone. Il leone afferma la VOLONTA’ contro il DOVERE. La parola del leone è Ich will, «io voglio»: non riconosce più il peso del dovere. Si libera da quel peso, vuole essere padrone di sé, «signore nel proprio deserto» (Za, p. 24). Ma qui Nietzsche aggiunge una notazione importante. Il leone è «necessario» allo spirito, opera la «rapina» (der Raub). Il leone crea «la libertà per una nuova creazione», ma «non è ancora capace» di «creare valori nuovi». Questo è il passaggio essenziale. Il leone è davvero colui che uccide Dio, che distrugge la morale, che dissolve la metafisica. Il volere è la forza che sconfigge il drago del dovere. Ma questa liberazione non basta. Il leone non è il superuomo, appunto perché non è un creatore, non edifica valori nuovi ma distrugge soltanto gli antichi.
Das Kamel
,
il cammello, è lo spirito paziente, «nel quale abita la venerazione»: è lo spirito che piega le ginocchia, che desidera il peso, lo carica sopra sé. È lo spirito che considera l’umiliazione come il senso stesso del proprio esserci. Possiamo dire che è lo spirito religioso, che conduce la metafisica al suo estremo risultato: abdica la volontà, si risolve nel portare il peso del cielo. Negli scritti successivi di Nietzsche, il cammello troverà nel principio ascetico il suo autentico fondamento. Il cammello è già una prima metamorfosi dello spirito. Lo spirito, considerato in se stesso, non è cammello, si fa cammello, accettando il peso di valori estranei e umilianti.
Spiegazione delle tre metamorfosi
Conclusione
Se decidiamo però di sviscerare il tema della metamorfosi dalla letteratura dobbiamo allora osservare che si tratta di uno stato che ci accomuna tutti. L’uomo è per sua natura un corpo in continua crescita, corruttibile, esposto a malattie e allo scorrere del tempo e la sua esistenza è marcata da continui episodi che ne intaccano o meno il suo corpo. Così l’uomo vive una metamorfosi continua, senza accorgersene, perché si attua in maniera lenta e silente. E’ un percorso di crescita e allo stesso tempo di invecchiamento nel quale però anche la componente immateriale, emotiva, l’animo segue lo stesso procedimento. Le storie alle quali si è brevemente accennato hanno la volontà di sottolineare mediante metamorfosi singolari, grottesche e improbabili proprio il carattere transitorio e mutevole del genere umano e, con esso, di ogni altra cosa di vivente e di non vivente. Si tratta di scritture interessanti e curiose che in chiave comica riescono a far riflettere e a farci interrogare su un tema tanto vasto, oscuro e labirintico, quello del panta rei, per dirla con Eraclito o, se decidiamo di condividere un’interpretazione filosofica-esoterica sulla reincarnazione e la trasformazione continua dell’essere, allora potremmo concludere con un famoso enunciato del chimico Antoine Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Anche in letteratura.


Tesina di Alessia Soffredini
Bibliografia
Opera - Letteratura- Testi e cultura Latina (G.Garbarino ed. Paravia)
Apuleio, Le Metamorphoseon Libri XI (lettura integrale)
Così parlò Zarathustra
Itinerario dell'arte - (Cricco di Teodoro, ed. Zanichelli)
Rocce metamorfiche (dispense della professoressa)
Sitografia
www.wikipedia.it
immagini prese da www.google.it
Full transcript