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Safety @ work_rel.2.0

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Paolo Sbraga

on 11 July 2013

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Transcript of Safety @ work_rel.2.0

48 MILIARDI DI €URO L'ANNO
Il lavoro che fa male...
In termini generali, un lavoratore nello svolgimento delle proprie mansioni può subire tre tipi di conseguenze dannose.
INFORTUNIO
La lesione per causa violenta che il lavoratore subisce durante lo svolgimento delle proprie mansioni.
MALATTIA
La patologia che il lavoratore contrae per cause inerenti alle sue mansioni lavorative.
DECESSO
In gergo la morte di un lavoratore per cause legate allo svolgimento del proprio lavoro prende il nome di morte bianca.
Se la correlazione fra la patologia e il lavoro è riconosciuta dalla legge, si definisce
malattia PROFESSIONALE
.
Se invece questa
correlazione deve essere dimostrata dalla legge, parliamo di
malattia DA LAVORO
.
Gli incidenti sul lavoro costano caro!
Il prezzo più alto lo paga il lavoratore che subisce un infortunio o contrae una malattia da lavoro:
la salute non si può ricomprare
.
E neppure la vita.
Poi ci sono i costi socioeconomici:
quanto costano alla collettività gli incidenti sul lavoro?

Rilavazione INAIL 2007
Negli ultimi dieci anni le ricadute in termini di costi non sono mai state inferiori ai
40 miliardi di euro
. Ma a cosa corrisponde di preciso questa spesa?
1.
COSTO ASSICURATIVO
Comprende le assicurazioni che la collettività paga per tutelarsi rispetto agli infortuni sul lavoro.
2.
COSTO PER PREVENZIONE
Comprende le spese che enti e aziende effettuano per ridurre la probabilità che avvengano infortuni.
3.
COSTO PER CONSEGUENZE
(ecluso quello assicurativo)
È l’insieme delle spese causate da un incidente sul lavoro e ricade su:
IL LAVORATORE INFORTUNATO E LA SUA FAMIGLIA
che devono affrontare le conseguenze economiche dell’infortunio
L'AZIENDA PER CUI LAVORA
che deve pagare i giorni di malattia del lavoratore infortunato e la formazione del personale chiamato a sostituirlo
IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
che si prende carico delle cure a cui deve essere sottoposto il lavoratore infortunato
Nel 2007 il costo per le conseguenze ha rappresentato quasi la metà (44%) del totale dei costi: questo rende l’idea di quanto potremmo risparmiare tutti quanti investendo in sicurezza.
6,9
MILIONI

è il numero dei lavoratori europei coinvolti ogni anno in incidenti sul lavoro.
Dal punto di vista giuridico la principale norma emanata dalla
Comunità Europea
rispetto al tema della sicurezza sul lavoro è la
Direttiva 89/391/CEE
.
Nel 2008 la legge italiana ha riunito sessant’anni di leggi sulla tutela della salute dei lavoratori all’interno del
DECRETO LEGISLATIVO 81
Noto anche come TUSL - Testo Unico in materia di Salute e sicurezza sul Lavoro
Dal 2008 è proprio questa legge quadro, con i suoi aggiornamenti (in particolare il

D.lgs. n. 106 del 3 agosto 2009
), la normativa di riferimento in tema di sicurezza sul lavoro.
La normativa sulla sicurezza si basa su due principi generali:
In questo senso lo Stato affronta la questione sicurezza facendo affidamento a tutti gli attori chiamati a comporre il
sistema di promozione della sicurezza e della salute
.
La sicurezza come sistema
La valutazione del rischio rappresenta il
principale strumento di prevenzione
di un’azienda.
Si tratta di un’
analisi sistematica e globale di tutti i fattori di rischio
che possono intervenire nel processo produttivo: identificarli è il primo passo verso la prevenzione.
Segue la pianificazione di strategie utili a eliminare o ridurre il pericolo per i lavoratori.
La valutazione del rischio
Ma come si effettua
la valutazione del rischio?
la valutazione del rischio
serve a valutare la sicurezza sul lavoro, attraverso l'analisi
di diversi fattori...
In termini generali
CHI
COSA
DOVE
COME
Stato individuale del lavoratore
Ogni attività lavorativa presuppone un lavoratore, di cui è importante saper valutare:

• Capacità ed esperienza
• Idoneità a svolgere determinate mansioni
• Livello di formazione e informazione a cui è sottoposto
• Motivazione personale rispetto al lavoro e alla sicurezza
• Rapporti con l’ambiente di lavoro
• Stato psicofisico personale
Macchine, impianti e sostanze utilizzate
Macchine, impianti e sostanze variano molto a seconda dell’attività lavorativa, per cui i criteri di valutazione generali sono relativamente pochi:

Conoscenza del rischio correlato al loro utilizzo
Qualità dell’installazione/manutenzione
Correttezza dell’uso o della manipolazione
Valutazione delle condizioni di utilizzo
ILLUMINAZIONE che non deve essere né eccessiva né insufficiente
SEGNALAZIONI chiare, complete e appropriate
CLIMA: l’ambiente deve esporre il meno possibile i lavoratori alle intemperie
RISCHI PROPRI DELLA STRUTTURA: pavimentazione, spazi, vie di fuga…
RISCHI PROPRI DEI LAVORI IN ALTEZZA: impalcature, carichi sospesi…
Ambiente di lavoro
Ovviamente l’organizzazione del lavoro è l’ambito di competenza proprio del DDL, che dovrà in un certo senso “autovalutare” (coadiuvato dal RSPP, dal medico competente e dal RLS) la sua capacità di gestire le risorse umane.
Organizzazione del lavoro
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE
DEL RISCHIO
VALUTAZIONE
dei rischi propri dell’attività lavorativa
ADOZIONE
di misure e procedure per la prevenzione
IDENTIFICAZIONE
di persone e ruoli: chi fa cosa nel sistema della prevenzione e protezione
PROGRAMMAZIONE
delle misure da adottare in futuro
Un DVR ben fatto e correttamente aggiornato diventa il punto di riferimento del sistema della sicurezza in un’azienda. Per questo la legge punisce severamente chi non assolve questo compito.
STRUMENTI
Le norme
I dispositivi di protezione
La segnaletica
ISO, UNI, CEN... Avete mai incontrato queste sigle? Sono i nomi delle norme più diffuse.
Le norme sono documenti tecnici realizzati con due scopi:
fissare
standard di qualità e sicurezza
permettere l’adozione di
standard tecnologici
costantemente aggiornati
La segnaletica è forse il più semplice strumento per la prevenzione dei rischi. Ma la sua efficacia è legata ad una corretta lettura.
I segnali si possono dividere in quattro grandi famiglie:
I dispositivi di protezione intervengono a livello tecnico per la tutela del lavoratore e possono dividersi in due grandi famiglie: protezione collettiva o individuale.
I dispositivi di
protezione collettiva
intervengono sulla fonte del rischio e per questo motivo vengono privilegiati rispetto ai dispositivi di protezione individuale.
I dispositivi di
protezione individuale
sono tutti quegli strumenti a disposizione del lavoratore per svolgere in sicurezza il proprio lavoro: dai guanti all’elmetto, dalla mascherina antigas all’imbracatura.
Il mancato/scorretto utilizzo dei DPI è fra le cause più comuni di infortunio sul lavoro: in questo ambito il senso di responsabilità del lavoratore è determinante.
Il risultato della valutazione sarà quindi inserito nel DVR
(documento di valutazione del rischio), rapporto che andrà a contenere:
1.
2.
Datori di lavoro, lavoratori, impiantisti, progettisti, costruttori… ognuno ha un ruolo determinante nel prevenire i rischi sul lavoro.
Significa riconoscere che
ogni elemento di un’azienda è coinvolto nella questione sicurezza
.
E adesso vediamo più da vicino quali sono gli attori descritti dal Decreto 81...
I lavoratori
Il Decreto 81 riconosce pienamente il ruolo attivo dei lavoratori nella prevenzione del rischio lavorativo.
Il primo dovere dei lavoratori è dunque quello di prendersi cura della propria sicurezza e di quella delle persone che hanno intorno.
Il Datore di lavoro
Il Datore di lavoro è la figura principale del sistema sicurezza: è responsabile della corretta osservanza del Decreto 81, della quale risponde in sede civile o penale.
Il Servizio prevenzione e protezione
È l’insieme di persone, mezzi e sistemi finalizzati all’attività di prevenzione e protezione.
Questi possono essere interni o esterni all’azienda e hanno a capo il
Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione
,
nominato dal Datore di lavoro.
Sempre il datore di lavoro nomina anche gli
addetti al SPP
, selezionandoli in base ai requisiti previsti dal Decreto 81.
Il Decreto 81 attribuisce diversi compiti ai lavoratori.
Fra i principali troviamo:
Rispettare le disposizioni del DDL in fatto di sicurezza
Utilizzare in modo appropriato le attrezzature, i macchinari e i dispositivi di protezione individuale
Segnalare eventuali condizioni di pericolo, intervenendo in caso siano in possesso delle competenze adeguate
Non rimuovere o modificare la segnaletica o i dispositivi di sicurezza
Fare attenzione a non compiere manovre che potrebbero mettere a rischio la sicurezza
Partecipare alle iniziative di formazione e informazione
Sottoporsi ai necessari controlli sanitari
Il Responsabile dei lavoratori per la sicurezza
Viene eletto dai lavoratori come tramite fra l’insieme dei lavoratori e le altre figure che si occupano della sicurezza in azienda.
Installatori, progettisti, produttori...
Sempre nell’ottica della sicurezza come sistema, la normativa dedica la propria attenzione anche a figure professionali che possono sembrare marginali: produttori e progettisti di macchinari, installatori, noleggiatori…
Il Medico competente
Gli addetti alle emergenze
Fonte Eurostat 2007
Il Medico Competente, specializzato in medicina del lavoro, viene incaricato dal Datore di lavoro della sorveglianza sanitaria dei dipendenti, nei casi previsti dalla normativa.
Designati dal DDL
fra i propri dipendenti, gli addetti alla gestione delle emergenze si occupano di prevenzione incendi, primo soccorso ed evacuazioni.
Per farlo devono avere una
specifica formazione
e poter disporre di
attrezzature adeguate
.
In pratica le norme indicano all’azienda che sceglie di adottarle le modalità pratiche tramite cui aggiornare la propria efficienza tecnologica e – in casi specifici – raggiungere nuovi standard di sicurezza.
Ma come si contrasta questo fenomeno?
IN AMBITO EUROPEO
La principale organizzazione europea attiva nell'ambito sicurezza sul lavoro è l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
Istituita nel 1996, l’EU-OSHA si occupa del tema sotto diversi aspetti:
raccoglie e analizza scoperte scientifiche
raccoglie e analizza dati statistici
raccoglie e promuove le buone prassi
promuove la cultura della sicurezza sul lavoro
EU-OSHA
European Occupational Safety & Health Administration
E in Italia?
INAIL
È un ente nazionale nato nel 1933 (allora INFAIL) con lo scopo di assicurare i lavoratori contro gli infortuni sul lavoro. Oltre a questa attività, che resta la principale, l’Inail oggi affronta diversi ambiti della sicurezza sul lavoro:
raccoglie e registra i dati statistici degli infortuni sul lavoro
partecipa all’elaborazione delle leggi in materia
eroga le risorse finanziarie e di assistenza sanitaria riabilitativa
conduce studi e ricerche
Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro
L'ente italiano attivo in ambito sicurezza sul lavoro è
Ma chi vigila sul rispetto
della normativa in materia
di sicurezza sul lavoro?
Il Servizio PRE.S.A.L. è chiamato a svolgere diverse attività:
Servizi di Prevenzione e
Sicurezza negli Ambienti di Lavoro
S.PRE.S.A.L.
• Campi di applicazione (art. 2)
Vengono specificate alcune professioni a cui la direttiva non si rivolge (forze armate, polizia, protezione civile)

• Definizioni (art. 3)
Sono soltanto quattro le definizioni proposte: 3 descrivono gli attori coinvolti (il datore di lavoro, i lavoratori e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) e una il concetto giuridico di prevenzione

• Obblighi del datore di lavoro (art. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12)
Sono precisate diverse tipologie di obblighi del datore di lavoro, fra cui l’istituzione del servizio di protezione e prevenzione, la gestione delle emergenze e il dovere di informazione e formazione dei lavoratori

• Obblighi dei lavoratori (art. 13)
Dove troviamo le principali norme di comportamento dei lavoratori

• Controllo sanitario (art. 14)
La normativa si limita a descrivere la necessità di stabilire una sorveglianza sanitaria dei lavoratori quando necessaria
La
Direttiva 89/391/CEE
contiene i principi base per la sicurezza sul lavoro:
La definizione normativa descrive il
Sistema di promozione della salute e della sicurezza
come il "complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori."
RISCHIO:
probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.

PERICOLO:
proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni.

PREVENZIONE:
il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.
Il Decreto 81 fornisce queste definizioni:
Il Decreto 81 definisce diversi compiti generali per il Datore di lavoro.
A lui spetta:

Produrre il
documento di valutazione dei rischi
;
Istituire il
servizio di prevenzione e protezione
(nominando il responsabile e gli addetti), fornire i necessari d.p.i. e verificare il rispetto delle norme di sicurezza;
Garantire la sorveglianza sanitaria nominando il
medico competente
e assicurandosi che i lavoratori effettuino le necessarie visite mediche;
Organizzare la
gestione delle emergenze
attraverso l’adozione di misure adatte a limitare i danni (piani di evacuazione, misure antincendio, etc.) e nominando i lavoratori addetti alle funzioni di prevenzione incendi, evacuazione in caso di pericolo grave, pronto soccorso, etc.
Pianificare e attuare l’
attività di formazione e informazione
dei dipendenti;
Garantire e stimolare la
partecipazione
dei dipendenti;
Contribuire alla
valutazione dei rischi
e all'elaborazione di misure di prevenzione
Supportare il datore di lavoro negli adempimenti in materia di salute e sicurezza
Proporre
programmi di formazione
e fornisce informazioni ai lavoratori
Partecipare alle riunioni di prevenzione e protezione
Il Decreto 81 stabilisce diversi compiti per il servizio prevenzione e protezione:
Fra i suoi compiti generali, il Decreto 81 riconosce al RLS i seguenti:

viene consultato dal DDL in diverse occasioni (per la valutazione dei rischi, per la designazione degli addetti al servizio prevenzione e protezione e per l’organizzazione della formazione)
riceve c
opia della documentazione
relativa alla valutazione dei rischi
segnala
anomalie e/o nuovi rischi
al datore di lavoro
formula
osservazioni
in caso di visite degli organi di vigilanza
partecipa alle
riunioni
periodiche sulla sicurezza
Collabora con il
DATORE DI LAVORO
:
Offre il suo contributo alla
valutazione dei rischi
Visita gli
ambienti di lavoro
almeno una volta l’anno
Partecipa alla
programmazione delle indagini ambientali
e alle riunioni periodiche
Contribuisce alla scelta e alla
formazione
degli addetti alle emergenze
Partecipa alle
riunioni periodiche
, dove comunica i risultati complessivi delle visite mediche
Rispetto ai
LAVORATORI
:
Programma ed effettua le
visite mediche
dei lavoratori e quanto ne deriva: conferma o meno
l’idoneità
a svolgere determinate mansioni
Istituisce e aggiorna una
cartella sanitaria
per ogni lavoratore
Durante le riunioni periodiche comunica i risultati anonimi e complessivi delle visite mediche
Spiega ai lavoratori il significato della sorveglianza sanitaria a cui sono sottoposti
Il medico competente svolge diverse mansioni:
Esempi di segnaletica
Anche l’ambiente di lavoro varia a seconda del genere di attività. Tuttavia esistono dei criteri che possiamo considerare generalmente validi per valutare la sicurezza di qualsiasi lavoro:
ANNI ’50
I DPR 547/55, 164/56 e 303/56 sono le prime grandi leggi ad occuparsi della tutela dei lavoratori. Descrivono le norme per:
• la prevenzione degli infortuni in attività industriali (547)
• la prevenzione degli infortuni nei cantieri (164)
• l’igiene sul posto di lavoro (303)
Alla base delle leggi di quel periodo troviamo la convinzione che la sicurezza dei lavoratori fosse una questione esclusivamente tecnica. Il ruolo e la responsabilità del lavoratore era considerata un fattore secondario o comunque non controllabile e quindi inutile ai fini normativi.

ANNI ’70
Arrivano novità “indirette” nella questione della sicurezza sul lavoro: si tratta della approvazione dello Statuto dei lavoratori (1970) e dell’istituzione del servizio sanitario nazionale, con conseguente nascita delle USL. Da gennaio 1980 proprio le USL (oggi ASL) saranno dotate del dipartimento di prevenzione, a cui verrà affidato – fra le altre cose – il compito di sorveglianza della sicurezza, igiene e salute negli ambienti di lavoro.

ANNI ’90
Negli anni ’80 si rimette in moto la macchina legislativa: è necessario uniformare la legge italiana alle direttive europee (in seguito all’emanazione della norma 391/89/CEE) e fare il punto sulla validità delle precedenti leggi in materia.
Nel 1994 viene approvato il D.LGS. 626 che introduce delle novità fondamentali per le aziende:
• l’obbligo del datore di lavoro di procedere alla valutazione del rischio
• l’istituzione del servizio di prevenzione e protezione
• la presenza del responsabile dei lavoratori per la sicurezza

L’inosservanza delle norme in fatto di sicurezza sul lavoro costituisce reato penale. Tuttavia dagli anni ’90 (D.Lgs. 758/94) viene adottato un procedimento che prevede la depenalizzazione dei reati nel caso in cui il responsabile elimini le condizioni di pericolo in tempi rapidi.
L'evoluzione normativa
Naturalmente il Decreto 81 non è la prima legge in termini di sicurezza sul lavoro, anzi.
La tematica si sviluppa a partire dagli anni ’50 per adeguarsi ai cambiamenti della società e del mondo del lavoro…
Modelli di organizzazione e gestione
L'
Art. 30
stabilisce che l'azienda debba adottare e attuare un modello di gestione per la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori.
I modelli di gestione
UNI-INAIL
o
OHSAS 18001:2007
sono considerati conformi ai requisiti elencati dall'articolo.
Sono diversi i soggetti coinvolti nella vigilanza, ognuno con le sue specificità. Fra questi le Direzioni Territoriali del Lavoro (DTL), il Corpo dei Vigili del Fuoco e le ASL, che svolgono questa attività per mezzo dei rispettivi
Il SINP
L'
Art. 8
istituisce il
Sistema informativo nazionale per la prevenzione
(SINP): una vera e propria banca dati con il compito di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni e dati sulla sicurezza dei lavoratori
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