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PLAUTO VS TERENZIO

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Alessia Sollo

on 3 June 2016

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Transcript of PLAUTO VS TERENZIO

Rispetto a Plauto, le opere di Terenzio furono accolte dal pubblico in modo più freddo e il suo successo può esser definito discontinuo. Le motivazioni vanno ricercate nel fatto che il pubblico romano aveva difficoltà ad adattarsi alle numerose innovazioni che le opere di Terenzio offrivano. Cicerone e Cesare elogiano l'eleganza e la chiarezza di questo autore, le quali costituiscono le chiavi del suo successo e le ragioni per cui è considerato il più classico tra gli scrittori latini.

Con la diffusione del cristianesimo, a differenza del calo che subiscono le opere di Plauto, quelle di Terenzio acquistano valore in quanto contengono dei valori morali riconducibili a quelli religiosi del tempo.

Anche Terenzio, come Plauto trova fortuna in periodi come l'Umanesimo e il Rinascimento durante i quali vengono tradotte in volgare le sue commedie e riprese da importanti tragediografi e intellettuali come Goldoni e Alfieri.

Nel teatro contemporaneo la fortuna di Plauto risulta maggiore a quella di terenzio.
Il successo di Terenzio nel tempo
Terenzio
Terenzio è il primo poeta della letteratura latina di cui possediamo una biografia antica scritta da
Svetonio
all'inizio del II secolo a.c. Nato in Africa a Cartagine intorno al 185 a.c. venne a Roma come schiavo di un senatore che gli permise di studiare e di ottenere la libertà. Le nuove esigenze spirituali espresse da Terenzio e la nuova concezione dei rapporti umani da lui accolta e propugnata sono un'anticipazione del
circolo scipoinico
e
della sua atmosfera ideale e rappresentano un elemento determinante per la sua formazione. Scrisse sei commedie tutte conservate. Incerte le cause della morte che avvenne all'età di venticinque anni.
Plauto
Il successo di Plauto nel tempo
Analogie & Differenze
PLAUTO VS TERENZIO
Plauto naque intorno al 250 a.c. a Sarsina, oggi in Romagna, morì nel 184 a.c. Iniziò la sua attività di commediografo a partire dagli anni della
seconda guerra punica.
Plauto è il primo autore della letteratura latina di cui leggiamo opere intere. Le sue commedie sono una sintesi della commedia greca di età ellenistica e di elementi della tradizione popolare della farsa Italica:
le Palliate
e l'
Atellana
.
Palliata
La palliata è un genere teatrale di commedia latina di argomento greco: greci sono infatti i personaggi, così come greche sono le ambientazioni e, il più delle volte, il titolo dell'opera originaria da cui la palliata è tratta. Si diffonde a Roma a partire dal III secolo a.C.
Oltre ai maggiori poeti arcaici latini (Gneo Nevio, Livio Andronico e Quinto Ennio), vi si dedicarono anche

Plauto, Terenzio

e Cecilio Stazio.

II GUERRA PUNICA
DOVE
prima in Europa (per sedici anni) e successivamente in Africa.
La guerra cominciò per iniziativa dei Cartaginesi, che volevano riscattarsi dalla sconfitta subita nella Prima guerra romano-punica e se non fu certamente la più importante per durata, lo fu per l'ampiezza delle popolazioni coinvolte, per i suoi costi economici e umani, per le decisive conseguenze sul piano storico, politico e quindi sociale dell'intero mondo mediterraneo.
CHI
Roma e Cartagine
QUANDO
dal 218 a.C. al 202 a.C.
PERCHE'
CIRCOLO SCIPIONICO
Il circolo degli Scipioni era un gruppo di nobili romani, fra cui Gaio Lelio, Scipione Emiliano, Furio Filo, che verso la metà del II secolo a.C. si resero promotori a Roma, ma non solo, di attività ed interessi letterari, filosofici e culturali in generale di orientamento ellenistico.
Protettori di
Gaio Lucilio e
Terenzio
, ebbero stretti contatti con grandi personaggi della cultura greca del tempo, fra cui Panezio e Polibio, ed esercitarono una notevole influenza sullo sviluppo della letteratura e della cultura latina. Ad essi era opposta l'area conservatrice del senato detentrice delle tradizioni del mos maiorum rappresentata da Catone il censore.
Molte opere del commediografo latino Terenzio (184-159 ac) sono considerate da molti studiosi idee provenienti dal pensiero del "circolo scipionico".
Gaio Svetonio Tranquillo è stato uno scrittore romano d'età imperiale, fondamentale esponente del genere della biografia. Il De viris illustribus ("I personaggi famosi") analizza le figure di personalità illustri suddividendole in cinque categorie:
poeti ,
grammatici e retori,
oratori,
storici
filosofi.
Si ricordano la
Vita Terenti
, la vita di Orazio e quella di Lucano; deriva dal De poetis anche la vita di Virgilio.
SVETONIO
Terenzio
Terenzio adopera uno stile formale e sobrio, con un linguaggio curato e ricercato. Anche nelle sue opere ritroviamo delle parti comiche, date da battute di umorismo raffinato, al contrario del suo predecessore. Privo di oscenità , forzature linguistiche o retoriche.

Plauto
Plauto non utilizza uno stile formale ma predilige un linguaggio informale, adatto per un ampio pubblico. Il lessico è molto basso, ricco di giochi di parole e doppi sensi. Plauto utilizza figure retoriche ed effetti linguistici degni di un virtuoso della lingua. Riesce ad ottenere effetti comici perfino inventandosi dei nomi fondendo diverse parole greche.
Cantica (parti cantate)
Deverbia (dibattititi personaggi)
STYLE
Come quelle di Plauto, anche le trame delle opere di Terenzio hanno tutte al centro una vicenda in cui sono presenti due giovani innamorati, ostacolati da uno o più antagonisti, ma che alla fine coroneranno il loro amore.La vicenda amorosa viene umanizzata al fine di toccare argomenti più profondi come :
l'educazione dei figli
le relazioni di coppia
il conflitto generazionale
Sono in ogni caso presenti stereotipi ma in misura minore.
Emerge l'Humanitas
PLAUTO
Le trame delle opere del poeta sono costruite su schemi ripetitivi e complicati ricchi di luoghi comuni e personaggi stereotipati.
Di solito il personaggio è un adulescens innamorato che non può condividere il suo amore con la sua compagna a causa di un antagonista, nonostante il sostegno degli aiutanti. Nonostante le peripezie dei protagonisti, le opere terminano sempre con un lieto fine.
TRAMA
TERENZIO
TERENZIO
I personaggi sono molto verosimiglianti e la complessità della trama permette all’autore di compiere analisi psicologiche dei personaggi.
Pur continuando a mettere in scena i personaggi tradizionali, Terenzio abbandona il servus callidus, e mette in primo piano i padri, i figli ed il loro rapporto. Il servus callidus viene utilizzato per descrivere i sentimenti.

PLAUTO
Tra gli aiutanti spicca la figura del servus callidus, che ordisce intricati inganni ed ingegnosi espedienti riesce a prendersi gioco dell’antagonista di turno.
In ogni caso i personaggi sono stereotipati e descritti in modo buffo.
PERSONAGGI
TERENZIO
Terenzio non utilizza i prologhi delle sue opere per esporre la trama, ma li adopera per rispondere polemicamente alle accuse, ma soprattutto per parlare del suo modo di far poesia.
Al contrario di Plauto, che spiegava la trama della storia così che il pubblico potesse seguire gli intrecci, Terenzio cerca di mantenere l’attenzione del pubblico alla rappresentazione svelando gradualmente la verità nascosta dietro agli equivoci e agli errori.
PLAUTO
I prologhi sono di carattere espositivo e raccontano semplicemente gli antefatti della storia.
PROLOGO
TERENZIO
Rispetto a Plauto, Terenzio cura di più gli intrecci e li costruisce in modo più organico, con una grande preoccupazione per la coerenza e la verosimiglianza.
PLAUTO
Rispetto agli altri esponenti della poesia dell’età dell’espansione, Plauto non si interessa molto alla coerenza e alla organicità delle opere. Egli è disposto a sacrificare alla comicità del momento, l’esigenza della verosimiglianza: a volte la singola scena è come uno sketch a se, con aggiunte goliardiche principalmente fini a se stesse.
COESIONE E COERENZA

TERENZIO
Per favorire il coinvolgimento degli spettatori, Terenzio elimina la rottura dell’illusione scenica, pur mantenendo le scene con monologhi e origliamento.
PLAUTO
Plauto si diverte a smascherare al pubblico la finzione teatrale, come per ricordare agli spettatori di stare partecipando ad un gioco.
Una particolare forma di rottura di illusione scenica è il “metateatro”, o teatro nel teatro.
ILLUSIONE SCENICA

PUBBLICO
Persone di varia estrazione sociale, che assistono agli spettacoli teatrali organizzati dallo Stato nell'ambito delle festività religiose.
TERENZIO
PLAUTO
Plauto ebbe un successo immediato e duraturo: le sue commedie continuarono ad essere portate in scena almeno fino al I secolo a.C.

Successivamente, in età augustea, la fortuna di Plauto subisce una battuta d'arresto, in concomitanza con l'affermarsi di un ideale estetico fondato sull'armonia e sulla perfezione formale: aspetti del tutto opposti allo stile e ai temi dei componimenti di Plauto.

Le cose cambiano a partire dal II secolo d.C. quando si afferma un nuovo movimento culturale, definito ''arcaizzante'', caratterizzato da uno spiccato interesse per gli autori preclassici,il cui linguaggio viene rivalutato proprio perchè non convenzionale.

Durante il medioevo, vengono prese in considerazione opere dalle quali è possibile estrapolare una certa morale da adattare poi alla religione cristiana e le commedie di Plauto,essendone prive assistono in quel periodo ad una diffusione assai limitata.

Invece più tardi con l'Umanesimo (XV s.) a seguito di una rivisitazione dei testi classici, ritornano in scena le commedie Plautine per dilettare stavolta una cerchia ristretta di intellettuali di corte.

La tradizione comica plautina influenza anche la Commedia dell'Arte, sorta in Italia verso la metà del 500 e diffusasi in tutta Europa fino al 700.

Numersoe sono ancor oggi le rappresentazionii teatrali delle sue commedie,sebbene le traduzioni consentano di aprrezzare solo in minima parte la componente più geniale ed esilarante della comicità plautina : il linguaggio.
L 'ATELLANA
L'atellana fu un genere di commedia, originariamente in dialetto osco in uso già dal IV secolo a.C. Si trattava di carmi mimati.
I maggiori autori latini di atellana furono Novio e Lucio Pomponio , anche se pare che recitò in Atellane anche
Plauto
, il maggiore esponente della commedia latina.


A CURA DI ALESSIA SOLLO E GIUSEPPE MAFFIA
L'ALTELLANA
TERENZIO
Per humanitas si intende una concezione etica basata sull' ideale di un'umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, sensibile e attenta ai valori interpersonali e ai sentimenti. Ciò che conta è che questo ideale è valido per tutti gli uomini, senza distinsioni etniche, sessuali o sociali. Terenzio scriverà appunto: "homo sum: humani nihil a me alienum puto", ovvero: "sono un uomo, e perciò nulla di ciò che è umano mi è estraneo".

PLAUTO
nelle opere di Plauto il termine humanitas è usato in contrapposizione a “divinus” e indica le qualità della natura umana
L'HUMANITAS
TERENZIO
PLAUTO
Contaminazio
Rovesciamento carnevalesco: rovesciamento della realtà
TECNICHE TEATRALI
Contaminazio: lo scrittore che utilizzava la contaminatio non scriveva un'opera originale nel senso che diamo oggi noi al termine originalità, prendeva a modello un'opera greca e la arricchiva di scene nuove tratte da opere drammatiche greche.
Raddoppio delle trame:lo svilupparsi di due trame differenti tra loro
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