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Il Suicidio

tesina di cui detengo fortissimo copyright.
by

Vanessa Sauls

on 7 July 2013

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Transcript of Il Suicidio

Il Suicidio
l'amore oltre la vita
Il suicidio dimostrativo
Il suicidio egoistico
Consapevolezza e limite
Disinganno e suicidio
A modernist suicide
Suicidio come ribellione
Suicidio come accettazione
Il distacco di Antigone
La società della vergogna
Il suicidio fatalista
La tragedia in Sofocle è legata ai moti dell'animo umano, alla spiegazione del dolore psicologico che si concretizza nelle azioni tragiche.

Aiace, irato per non essere stato eletto come degno erede delle armi del Pelide Achille, in preda alla follia stermina buoi e montoni, credendo che siano i suoi compagni.
Investito dalla vergogna (opprimente esito della "civiltà della vergogna" come la chiamò Eric Dodds), si toglie la vita per preservare l'onor proprio e della famiglia.
Con “civiltà di vergogna” si indica la società greca, regolata da determinati modelli positivi di comportamento la cui trasgressione e mancata adesione aveva come conseguenza il sentimento di vergogna dell’individuo.

Nelle tragedie di Sofocle, sia il personaggio di Aiace che quello di Antigone vengono emarginati. Aiace vorrà sottrarsi alla vergogna, riconoscendo il proprio errore, mentre Antigone rivendicherà i propri valori e morrà nel giusto.
Nella tragedia di Sofocle, Antigone è una ragazza che, per onorare il fratello Polinice con una degna sepoltura, si scontra con le leggi di Tebe, rompendo quel vincolo tra cittadino e poleis, individuo e stato. Vediamo, allora, che, essendo la legge inflessibile rispetto alla richiesta di Antigone, questa decide di darsi la morte nella grotta in cui era stata confinata, luogo di per sé distaccato dalla realtà della comunità e del mondo civilizzato.
Placeat homini quidquid deo placuit.

Seneca, epistula 74, 20
Victrix causa deis placuit, sed victa Catoni.

Lucano, Pharsalia I 128
Nati in una prigione, non arriveremmo al termine di un solo giorno se la possibilità di farla finita non ci incitasse a ricominciare il giorno dopo... I ceppi e l'aria irrespirabile di questo mondo ci tolgono tutto, tranne la libertà di ucciderci.

(Emil Cioran, "Sommario di decomposizione", 1949)
Septimus Smith is a shell- shocked veteran whose war experience severed his ability to cope with daily life.

He is unable to work, dictates fragmented nonsensical poems to his wife, Lucrezia, who is both lonely and terrified.
"He lay very high, on the back of the world [...]", says Virginia Woolf about him, emphasizing his disconnection from reality.

Both Septimus and Woolf shared a mental disorder, which resulted in a deep fracture between themselves and the world.
Aiace: l'eroe immolato
Socrate, tra virtù e conoscenza
Se ammettiamo che Socrate è il padre di tutta la filosofia occidentale e che la morte del filosofo, come tramandataci nel "Fedone" di Platone, sia stata annoverata come modello di suicidio stoico ("muori al momento giusto!", direbbe lo Zarathustra di Nietzsche), è di notevole interesse l'influenza che quest'ultima ebbe per i suoi posteri.

Vediamone alcuni esempi.
Qual fallo mai, qual sí nefando eccesso
macchiommi anzi il natale, onde sí torvo
il ciel mi fosse e di fortuna il volto?
In che peccai bambina, allor che ignara
di misfatto è la vita, onde poi scemo
di giovanezza, e disfiorato, al fuso
dell’indomita Parca si volvesse
il ferrigno mio stame? Incaute voci
spande il tuo labbro: i destinati eventi
move arcano consiglio. Arcano è tutto,
fuor che il nostro dolor [...].

Leopardi G., L'Ultimo canto di Saffo vv. 37-47, Canti (1822)
L'Ultimo canto di Saffo
Bisogna osservare bene questo: ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
(24 aprile 1936)

Cesare Pavese, "Il mestiere di vivere"
Friedrich Leighton, Antigone
Come l'aveva definita Tacito, oppositore della rigida
dottrina stoica, la morte "ambiziosa" era una caratteristica di rilievo nella filosofia stoica.
Lo stesso Seneca, che per tutta la vita predicò i valori dello stoicismo, scrisse, nelle "Epistulae morales ad Lucilium" come non bisognasse temere la morte ma, anzi, concedersi alla morte e diventare un tutt'uno con la volontà degli dei.
L' "ambitiosa mors"
Differenze tra suicidio stoico-provvidenziale in Seneca e quello anti-provvidenziale in Lucano (saggio di Emanuele Narducci)
il saggio si offre al fato
l'eroe si ribella al fato
John Everett Millais, Ophelia, 1852
Gli uomini, attraverso il suicidio, ambiscono all'affermazione di sé stessi nella realtà, che questa gli sia ostile o favorevole.
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