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LA TRATTA DEGLI SCHIAVI

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by

Daniele Algeri

on 24 October 2014

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Transcript of LA TRATTA DEGLI SCHIAVI

LA TRATTA DEGLI SCHIAVI
DOCUMENTO STORICO
In un caldo giorno d’estate dell’anno 1732 la fregata negriera danese Laarburg Galley raggiunse la costa africana nei pressi di Capo Verde. “Ma non trovando alcuna possibilità di concludere affari”, dice il giornale di bordo, “proseguimmo la navigazione, scendendo lungo la costa in cerca di miglior fortuna. Il 13 agosto gettammo l’ancora presso Cabo Monte e cominciammo a rifornirci di schiavi. Il 25 agosto passammo a Rio Galino, ma qui l’approdo era troppo pericoloso e gli schiavi piuttosto cari. Pretendevano lo stesso prezzo per donne e ragazzi come per uomini adulti. Il 27 settembre giungemmo a Rio São Paulo, dove trovammo prezzi più ragionevoli: da trenta a settanta talleri secondo l’altezza e la qualità degli schiavi. Il 1° novembre demmo fondo a Rio Sister, il 18 novembre a Bado, il 22 novembre decidemmo di proseguire gli acquisti a est di Cabo las Palmas, con il favore di Dio e la sua benedizione.”
Uno schiavo che racconta la sua storia.
Mi chiamo Moustafa e sono stato schiavizzato tanto tempo fa, da un negriero che poi mi ha venduto a un ricco mercante europeo.
Subito vivevo in Africa ed ero molto povero. Non avevo una famiglia perchè i miei erano morti di fame. Quando è arrivato il negriero che pio mi ha schiavizzato ho deciso di sacrificarmi e diventare suo schiavo, tanto orami non avevo nulla da perdere. La mi famiglia era morta. Io non avevo da mangiare. Almeno se diventavo schiavo avrei potuto mangiare e quindi continuare a vivere.
Poi, arrivato al Golfo di Guinea dopo un interminabile e terribile viaggio, in condizioni disumane, pieno di altre persone come me, sono stato messo in mostra, come quasi fossi un oggetto, per ore.
Poi, un ricco signore Europeo si è rivolto al negriero che mi aveva preso e dopo una chiacchierata, mi ha acquistato e mi ha portato nella sua villa, dove, appena arrivato, mi ha affidati dei lavori che avrei dovuto svolgere.
Ammetto che i lavori erano molto duri e faticosi, infatti di sera ero stravolto, ma almeno avevo un posto dove dormire al sicuro e potevo nutrirmi.
Ho però sempre mostrato dedizione, costanza e rispetto al mio “lavoro” e al mio padrone.
Ho lavorato per moltissimi anni, ma giunto ad una certa età, dove non riuscivo più a lavorare come prima, il mio padrone ha deciso di lasciarmi libero e mi ha dato una ricompensa in denaro, grazie alla quale sono riuscito a vivere fino ad ora.

Fumetto
Ed ora ecco un fumetto che ritrae
due schiavi che parlano della loro durissima giornata:




Inizia il commercio...
La posizione di Centro conquistata nel XVII e XVIII secolo da Inghilterra e Olanda-Francia fu favorita dalla “tratta degli schiavi”, che aveva come bacino di rifornimento l’Africa Nera e come mèta l’America. Questo commercio era cominciato nel 1500, quando i Portoghesi avevano scoperto il Brasile. Volendo organizzarvi delle piantagioni di canna da zucchero, essi acquistarono schiavi neri dai mercanti bèrberi del Golfo di Guinea. Ben presto anche gli Spagnoli cominciarono a importarne nelle loro colonie: in tre secoli e mezzo furono deportati tra i 10 e gli 11 milioni di Africani, ai quali vanno sommati gli 11 milioni di uomini di cui si rifornì l’Impero islamico.
NASCE IL COMMERCIO TRIANGOLARE
Verso la fine del Seicento il 90 per cento del traffico di schiavi era in mano ai mercanti inglesi e portoghesi, che organizzarono un lucrosissimo commercio triangolare da Londra o Amsterdam al Golfo di Guinea e alle Antille e dalle Antille a Londra e Amsterdam.
Il commercio degli schiavi
I negrieri, che su ogni schiavo guadagnavano cifre esorbitanti, erano individui rispettabili e svolgevano il loro lavoro con l’approvazione dei re e delle Chiese. Gli schiavi venivano strappati ai loro villaggi e obbligati a spaventose traversate oceaniche durante le quali molti morivano di stenti o per aver tentato di ribellarsi.
LE CONDIZIONI DEGLI SCHIAVI
Le condizioni di vita degli schiavi erano disumane: viaggiavano ammassati su una nave che poteva contenere la metà di quelli che erano.
In questa immagine si vede come gli schiavi erano
collocati nelle navi negriere: tutti ammassati fra di loro. In media ce ne erano 200-300 in più del possibile in ogni nave.

LA NOSTRA ANALISI
Questa testimonianza riassume il viaggio di un negriero alla ricerca di schiavi. Il suo viaggio è stato lungo e quindi faticoso. Le sue tappe sono state:
Costa africana nei pressi di Capoverde, dove non ha trovato gli schiavi. Il 13 agosto getta le ancore a Cano Monte e comincia a rifornirsi di schiavi. Il 25 Agosto a Rio Galino, ma gli schiavi costavano troppo. Il 27 settembre sbarcarono a Rio São Paulo e ha acquistato altri schiavi perchè i prezzi erano ragionevoli. Poi proseguì gli acquisti in altri paesi.
Questa immagine rappresenta gli schiavi nelle navi negriere che vengono maltrattati e frustati. Se non ballavano quando gli veniva ordinato (per mantenere i muscoli attivi) venivano frustati.
L’immagine rappresenta due schiavi
pronti per essere venduti a un
europeo da un mercante africano.
Come si vede in questa immagine (1822), il commercio degli schiavi era già stato bandito (1815) ma qui veniva ancora effettuato in modo clandestino, con l'approvazione della chiesa.
La nave dove trasportavano gli schiavi descritta nell'immagine può contenere al massimo 460 persone, ma ne venivano messi fino a 600, quindi si può dedurre che le condizione degli schiavi durante il trasporti erano disumane.

http://goanimate.com/videos/0TLWNFbELzao?utm_source=linkshare&utm_medium=linkshare&utm_campaign=usercontent
:)
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