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pompei

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by

leonardo cassetti

on 6 April 2014

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Transcript of pompei

l'eruzione
pompei
Pompei fu fondata dagli Osci intorno all'VII secolo a.C, poco distante dal fiume Sarno e dal mare. Durante il periodo osco divenne presto importante poiché era posta a centro del ricco nodo viario tra Cuma, Nola e Stabia. Pompei risentì degli influssi prima dei Greci, grazie alla conquista di Cuma , degli Etruschi e poi fu conquistata dai Sanniti, che scendevano dai monti dell'Irpinia. Fu proprio sotto questi ultimi che Pompei divenne un ricca città commerciale, con un piccolo fiorente porto e cinta da mura possenti.

LUOGHI SACRI
L'antica Pompei seguiva lo scherma urbanistico della tipiche città romane, anche se il Foro non era posizionato esattamente all'incrocio del cardine con il decumano. Il decumano era una via che correva in senso est-ovest nelle città romane mentre il cardine era una via che correva in senso nord-sud nelle città romane. Uno degli assi principale dell'urbanistica cittadina era il kardo maximus, che si incrociava ad angolo retto con il decumanus maximus. Di regola, all'incrocio di queste due direttrici principali si trovava quasi sempre il foro.Il kardo maximus, inoltre, era di particolare importanza poiché collegava due delle quattro porte principali dell’insediamento e, solitamente, una di esse era maggiormente decorata e riconoscibile, in quanto indicava la strada consolare che conduceva a Roma.
URBANISTICA
Il Foro di Pompei : fu sistemato nel II secolo a.C., abbattendo le numerose botteghe che lo circondavano e l'enorme piazza fu abbellita con statue di dei o di cittadini illustri; a delimitare lo spazio del foro erano gli archi onorari: se ne conservano tre ed avevano una funzione puramente scenica, rivestiti completamente in marmo ed erano dedicati ad Augusto, a Tiberio e a Caligola. Il transito dei carri era interdetto, una sorta di ztl antica, e una parte, sul lato ovest, era riservata agli oratori. Intorno al foro si affacciavano gli edifici più importanti della città, come quelli dell'Amministrazione Pubblica, dove si riunivano le personalità politiche ; la Basilica, riservata alla giustizia e alle faccende economiche,la quale presenta una pianta rettangolare, divisa in tre navate. La Mensa Ponderaria, ossia l'ufficio della misurazione delle capacità e del peso. Inoltre sempre nei pressi del foro erano presenti:
Il Macellum era il mercato della città: si accede attraverso un portico, decorato con statue ed all'interno è un cortile porticato sotto il quale si aprivano le botteghe; al centro erano poste le basi per sostenere la copertura,vendeva pesce e carne. I Granai del Foro erano invece il mercato della frutta e della verdura. l'Edificio di Eumachia, dal nome della sacerdotessa che ne aveva voluto la costruzione, era il mercato della lana e sede della corporazione dei fullones.


Molto utilizzato nell'antica Pompei era il pane: esistevano circa trentaquattro panifici, con forni a legna,macine e un banco per la vendita.
I termopoli le antiche tavole calde o bar, erano edifici nel quale venivano venduti cibi caldi e bevande e a Pompei se ne contavano poco meno di un centinaio.

forni e termopili
La maggior parte delle strutture sacre di Pompei furono costruite tra il III ed il II secolo a.C. e poi notevolemente ampliate a seguito della dominazione di Lucio Cornelio Silla: al momento dell'eruzione erano quasi tutte in ristrutturazione o ricostruzione a seguito del terremoto del 62. I più importanti erano: il tempio di apollo,il tempio di giove,il tempio di iside,il tempio della fortuna augusta e il tempio di vespasiano. La città inoltre disponeva di diverse necropoli che come stabilito dalle leggi romane dovevano essere costruite al di fuori delle mura cittadine.La necropoli di Porta Nocera è quella di maggiori dimensioni e la più importante.
pompei
la lussuosa vita
di pompei
Erano molteplici le attività di intrattenimento dei pompeiani: spettacoli di gladiatori nell'anfiteatro, spettacoli culturali come commedie, poesie o musica nei teatri, bagni, massaggi e ginnastica nelle strutture termali, combattimenti ed allenamenti militari nelle palestre e svago sessuale nei lupanari.
anfiteatri e teatri
L 'Anfiteatro di Pompei aveva una capienza di circa ventimila persone. All'esterno presenta un ordine inferiore ad archi ciechi mentre l'ordine superiore presenta archi a tutto sesto. L'arena è in terra battuta ed è divisa dalla platea da un parapetto altro circa due metri, che, prima dell'eruzione, era affrescato con immagini di lotte tra gladiatori; la cavea è divisa in tre zone, destinata ai diversi ceti sociali degli abitanti della città e l'intero complesso disponeva di un velarium che veniva utilizzato per proteggere gli spettatori dal sole o dalla pioggia.

Il Teatro Grande con una tipica architettura greca era in grado di ospitare circa cinquemila spettatori. La zona dell'orchestra è disposta a forma di ferro di cavallo, la cavea è divisa in tre ordini e tutta la struttura poteva essere coperta da un velarium. Il Teatro Piccolo era in grado di ospitare un pubblico di circa milletrecento persone: al suo interno venivano declamate poesie e si svolgevano spettacoli musicali. La struttura ricorda quella del Teatro Grande, con pianta semicircolare: la cavea divisa in due parti, con le gradinate decorate da talamoni, mentre l'orchestra è pavimentata in marmo. Il Quadriportico dei Teatri era utilizzato come foyer per gli spettatori del Teatro Grande; a seguito del terremoto del 62 venne riconvertito in palestra per gladiatori e lungo le mura perimetrali, dove prima era un colonnato, fu aggiunto un secondo piano, utilizzato come alloggio per i combattenti e luogo per gli allenamenti.

i lupanari
I primi eventi sismici ebbero già inizio nel 62 d.C. Solo alcuni anni dopo, nel 79 d.C., il Vesuvio iniziò il suo ciclo eruttivo che porterà al seppellimento di Stabia, Pompei, Ercolano e molte città a sud-est dal vesuvio.

Le sostanze eruttate per prime dal Vesuvio furono fondamentalmente pomici, quindi rocce vulcaniche originate da un magma pieno di gas e raffreddato. Mescolate alle pomici si trovano parti di rocce di altra natura che furono trasportate dal magma.
La maggior parte dei cadaveri a Pompei sono rimasti intrappolati al di sopra delle pomici, avvolti nelle ceneri. I residui piroclastici della eruzione sono stati rintracciati in un'area ampia centinaia di chilometri quadrati. Gli esperti hanno calcolato che l'altezza della nube di gas e pomici abbia raggiunto le 17 miglia. La testimonianza più rilevante su ciò che accadde in quei giorni è data da Plinio il Vecchio, che era al comando della flotta romana dislocata a Miseno assieme alla sua famiglia. Suo nipote Plinio il Giovane, a proposito di quanto osservato dallo zio, scrisse:
« Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna [si seppe poi che era il Vesuvio]: nessun'altra pianta meglio del pino ne potrebbe riprodurre la forma. Infatti slanciatosi in su in modo da suggerire l'idea di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami. »
(Plinio il Giovane)
Diverse sono poi le lettere che successivamente Plinio il Giovane scrisse riguardo all'evento. Tra queste ve ne furono due scritte a Publio Cornelio Tacito, dove viene descritta sia la fine dello zio sia ciò che accadde invece a Miseno, dove egli era restato con la famiglia.
Secondo queste testimonianze Plinio il Vecchio si era diretto ad Ercolano per andare ad aiutare la famiglia dell'amico Cesio Basso: egli provò a raggiungere la località vesuviana via mare, ma dovette cambiare rotta a causa del ritiro improvviso delle acque, per cui si diresse verso Stabia dove approdò, facendosi ospitare da Pomponiano (Pomponianus). Tuttavia, anche questa cittadina venne colpita dalle ceneri e lapilli del vulcano e, soffocato dai vapori tossici, Plinio il Vecchio vi trovò la morte
Le case erano strutturate principalmente in tre tipologie, a seconda del ceto sociale e delle ricchezze del proprietario: le domus appartenevano ai ricchi ed erano abitazioni molto grandi che si disponevano solitamente intorno ad un atrio; avevano inoltre una zona dove si svolgeva la vita domestica, come cucine e stanze da letto ed una zona di rappresentanza, come il tablino, triclinio ed un peristilio con al centro il giardino, spesso ornato con fontane e non di rado un quartiere termale. Case più piccole invece erano di proprietà del ceto medio ed erano composte per lo più da un cortile centrale scoperto intorno al quale si aprivano i cubicoli ed un piccolo giardino adibito ad orto. Infine le cosiddette pergule, piccole case che appartenevano ai commercianti, formate da un vano che affacciava sulla strada ed utilizzato come bottega e, sul retro, piccole stanze, sfruttate sia come magazzini che come abitazioni.
Cassetti
and
Lapini
Pompei
foro
basilica
edificio eumachia
tempio giove
macellum
via dell' abbondanza
amministrazione
pubblica
tempio di apollo
tempio di venere
granai del foro
la dominazione romana

Conquistata dai Romani nel III secolo a.C., continuò il suo sviluppo di città commerciale, esportando, in tutto il Mediterraneo, olio e vino, di cui era produttrice: in questi anni si assistette anche ad un forte sviluppo urbanistico, con la costruzione del foro, del tempio di Giove, di Iside e della Basilica, oltre a numerose case e ville residenziali. Sotto il dominio romano divenne prima municipium,grazie all'appoggio fornito durante la seconda guerra punica e poi colonia, col nome di Cornelia Veneria Pompeianorum, a seguito della conquista da parte di Silla nel 89 a.C., durante le guerre sociali. Pompei La zona fu colpita da un violento terremoto nel 62 e la città subì notevoli danni. Per la salubrità del clima e l'amenità del paesaggio la città e i suoi dintorni costituirono anche un piacevole luogo di villeggiatura per alcuni ricchi Romani, e anche Cicerone aveva un suo fondo.
le terme
Le Terme Stabiane, erano il complesso termale più antico della città ed avevano subito nel corso degli anni numerosi rifacimenti. Nella parte est, divise in due sezioni, per uomini e donne, sono l'apodyterium, il frigidarium, il calidarium e il tepidarium, oltre alle fornaci: tutta la pavimentazione era completamente riscaldata; a nord è posta una latrina, mentre ad ovest una piscina. Si conservano raffigurazioni in stucco di soggetti mitologici e personaggi pompeiani. Le Terme del Foro seguivano come modello quelle Stabiane ma offrivano prezzi più vantaggiosi: possedevano un apodyterium, un frigidarium, un tepidarium, riscaldato con un braciere, un calidarium ed una palestra porticata; le decorazioni sono in stucco e raffigurano per lo più figure mitologiche e partizioni geometriche. Le Terme Centrali, erano un complesso termale ancora in costruzione al momento dell'eruzione: mancavano infatti le fornaci, così come il giardino, la piscina e la palestra non erano stati ancora sistemati; nei pressi dell'ingresso principale sono presenti due piccoli ambienti che avrebbero dovuto servire da biglietteria e guardaroba. Le Terme Suburbane erano di proprietà privata e si trovavano fuori dalle mura della città: oltre ai normali ambienti avevano anche una piscina calda ed una fredda, quest'ultima ornata da una finta grotta da cui sgorgava acqua; interessante l'affresco dello spogliatoio, ossia sedici pannelli raffiguranti scene erotiche, tra cui uno con protagonista due donne, unico esempio nella pittura romana.
Dei circa venticinque lupanari che esistevano a Pompei, il Lupanare della regio VII, era l'unico costruito con la precisa funzione di ospitare prostitute: si tratta di una struttura su due livelli, costruita poco prima dell'eruzione del 79. Sia il piano inferiore, che quello superiore contano cinque stanze, anche se le camere del secondo piano sono di maggiori dimensioni: sulle porte d'ingresso sono gli affreschi erotici del tipo di prestazione sessuale svolta in quella stanza e si possono riscontrare inoltre duecento graffiti, per lo più nomi di prostitute e clienti. ll bordello era spesso segnalato all'esterno da insegne molto esplicite:
• un fallo e la scritta: Hic habitat felicitas. «Qui abita la felicità»
• quattro falli e un bussolotto per il gioco dei dadi;
• le tre Grazie assieme ad una donna più anziana e la scritta ad sorores IIII. «dalle quattro sorelle”
La maggior parte dei bordelli erano costituiti da una semplice camera sul retro di una locanda ed erano frequentati generalmente dal popolo minuto che profittava del basso prezzo a cui erano offerte queste prestazioni sessuali. Lo spazio dedicato alle camere era sfruttato al massimo: vi era un letto rialzato in muratura sul quale era posto un corto e resistente materasso. L'ambiente era spesso sporco e affumicato dal fumo delle lanterne. Sui muri sono rimaste le impronte delle scarpe dei clienti che sbrigativamente soddisfacevano le loro necessità. L'unico ornamento delle cellae erano le pitture murali erotiche (con raffigurate le specialità delle ragazze) a decorazione dell'ingresso e delle porte.Sulla porta della cella era riportato il nome della donna e il prezzo della prestazione e un cartello di occupata serviva ad avvertire di aspettare il suo turno il nuovo cliente che ingannava il tempo scrivendo sui muri.



il foro e gli edifici circostanti
i luoghi sacri
tempio fortuna augusta
tempio iside
le abitazioni
L'ESTERNO
La città di Pompei è circondata da un cinta muraria, nella quale si aprono sette porte: Porta Nocera è cosi chiamata poiché da essa partiva la via che conduceva a Nuceria Alfaterna, Porta Ercolano, conosciuta anche con il nome di Porta del Sale, si apriva sulla strada che portava verso Ercolano e la parte nord del golfo di Napoli, Porta Marina conduceva al mare: oggi è la porta che da l'accesso al sito archeologico, Porta Nola, Porta Vesuvio si trova all'estremità nord del cardine ed era una delle più interessate dagli scambi commerciali, Porta Stabia era la più antica ed una delle più trafficate: da essa infatti si giungeva al porto sul fiume Sarno. Porta di Sarno si trova al termine di Via dell'Abbondanza.
le palestre
La Palestra Grande fu costruita in sostituzione della Palestra Sannitica, durante il periodo augusteo, ma fu notevolmente danneggiata dal terremoto del 62, tant'è che al momento dell'eruzione non era utilizzata. Ha una pianta rettangolare e misura centoquaranta metri di lunghezza per centotrenta di larghezza: il perimetro è interamente porticato con colonne ioniche, eccetto il lato est, mentre al centro del piazzale è posta una piscina con un fondo inclinato in modo tale da potere avere diverse profondità che andavano da un minimo di sessanta centimetri ad un massimo di due metri.
La Palestra Sannitica risale al II secolo a.C. ma perse d'importanza a seguito della costruzione della Palestra Grande. Originariamente aveva dimensioni maggiori rispetto a quelle attuali: infatti, a seguito del terremoto del 62, parte della struttura fu distrutta per eseguire i lavori di ampliamento del vicino tempio di Iside,durante l'esplorazione fu ritrovata una copia della statua raffigurante il Doriforo di Policleto.

le terme
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