Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Il narcisismo

No description
by

Miranda Maltagliati

on 27 June 2013

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Il narcisismo

Il narcisismo
Il mito
Alexander Lowen
Il narcisismo, l'identità rinnegata
Le 5 turbe narcisistiche:
- Carattere fallico- narcisistico: grado meno grave. Si tratta di persone eccessivamente preoccupate della propria immagine sessuale e tendono all’esagerazione di questa.
- Carattere narcisistico: si tratta di soggetti che, in ogni occasione, si sentono migliori degli altri.
- Personalità borderline: come suggerisce il nome, si muove tra momenti di grandiosità e momenti in cui emerge la realtà, facendo crollare tutto.
- Personalità psicopatica: il soggetto arriva a disprezzare l’intera umanità. Si tratta di una persona caratterizzata da sdegno, arroganza, senso di superiorità e noia.
- Personalità paranoide: disturbo più grave. Siamo di fronte a soggetti megalomani. Il problema, oltre l’esagerato amore per se stessi, è l’assoluta mancanza di contatto con la realtà.

Sigmund Freud
Introduzione al narcisismo
Oscar Wilde
The picture of Dorian Gray
Narciso nella mitologia greca è un bellissimo giovane figlio del dio del fiume Cefiso e della ninfa Liriope. Tra le innumerevoli donne che languivano d'amore per lui senza esserne ricambiate ci fu anche la ninfa Eco. Umiliata e disperata per il rifiuto di Narciso, Eco si abbandonò a uno struggimento che ben presto la portò alla morte: di lei rimase solo una voce lamentosa che ripete le ultime sillabe delle parole pronunciate da altri. Per pun della sua insensibilità, Nemesi, la dea della vendetta, fece sì che il giovane si innamorasse perdutamente della propria figura scorgendola per la prima volta riflessa in una pozza d'acqua di sorgente. Sempre più affascinato dall'immagine del suo volto, fino al punto di non potersene più staccare, Narciso si piegò sull'acqua e si lasciò morire. Dove giaceva il suo corpo spuntò un magnifico fiore, che fu chiamato proprio Narciso.
Nel 1914 Freud presenta per la prima volta la sua teoria sul narcisismo, introducendo i concetti di narcisismo primario, tipico del bambino nella primissima infanzia, in cui la libido è centrata sul proprio corpo (vedi le 3 fasi della sessualità infantile), e quello di narcisismo secondario, in cui la carica libidica ritorna al soggetto attraverso un’identificazione con l’oggetto amato.
”Il narcisismo appare ora spostato su questo nuovo io ideale, che si trova in possesso, come l'io di quando si era bambini, di tutte le più preziose qualità. L'uomo si è dimostrato ancora una volta, come sempre nell'ambito della libìdo, incapace di rinunciare a un soddisfacimento di cui ha goduto in passato. Non vuol essere privato della perfezione narcisistica della sua infanzia e se – importunato dagli ammonimenti altrui e dal destarsi del suo stesso giudizio critico – non è riuscito a serbare questa perfezione negli anni dello sviluppo, si sforza di riconquistarla nella nuova forma di un ideale dell'io. Ciò che egli proietta avanti a sé come proprio ideale è il sostituto del narcisismo perduto dell'infanzia, di quell'epoca cioè in cui egli stesso era il proprio ideale”
The myth of Narcissus is clearly recalled in this novel; in fact Wilde tells of Dorian’s pain of seeing the disfigurement of the portrait after the poisoning of Sybil Vane.
“A feeling of pain crept over him as he thought of the desecration that was in store for the fair face on the canvas. Once, in boyish mockery of Narcissus, he had kissed, or feigned to kiss, those painted lips that now smiled so cruelly at him.
Morning after morning he had sat before the portrait wondering at its beauty, almost enamoured of it, as it seemed to him at times. Was it to alter now with every mood to which he yielded?
Was it to become a monstrous and loathsome thing, to be hidden away in a locked room, to be shut out from the sunlight that had so often touched to brighter gold the waving wonder of its hair? The pity of it! the pity of it!"
Dorian is described as a modern Narcissus: a beautiful youth who loves himself. Such as the protagonist of the myth, Dorian is doomed to fail: at the end, despite of his bad behaviour, the beautiful youth stabs the picture (just as he did with the portrait’s author).
“when they entered they found, hanging upon the wall, a splendid portrait of their master as they had last seen him, in all the wonder of this exquisite youth and beauty. Lying on the floor was a dead man, in evening dress, with a knife in his heart. He was withered, wrinkled, and loathsome of visage. It was not till they had examined the rings that they recognised who it was”.
Tra gli autori della storia della letteratura italiana maggiormente narcisisti va senza dubbio citato Gabriele d’Annunzio.
Gabriele d'Annunzio:
Esteta e superuomo
Il narcisismo dell'esteta
L’esempio più eclatante in questo caso è Andrea Sperelli, personaggio del romanzo “Il piacere”. Tale romanzo scritto nel 1889 si colloca al vertice della giovinezza dell’autore, vissuta nella Roma estetizzante.
La bellezza, per il protagonista, è un vero e proprio culto. Andrea Sperelli cerca in ogni modo di curare la sua persona e il suo stile di vita, tanto da renderli un’opera d’arte. Possiamo quindi definire il protagonista come “esteta narcisista”
Il narcisismo del superuomo
Le teorie del filosofo Friedrich Nietzsche avevano colpito così fortemente lo scrittore che le introdusse all’interno della sua produzione.
Nell’opera poetica Maia abbiamo uno dei massimi esempi del narcisismo superomistico di d’Annunzio.
In essa infatti racconta che, navigando nei mari della Grecia, lui e i suoi compagni incontrarono Ulisse, che però da loro invocato non li degna nemmeno di uno sguardo in quanto superuomo orgoglioso e superbo. Allora D’Annunzio prende parola, professando davanti all’eroe tutta la sua superiorità.

“La giovinezza in lui, contro tutte le corruzioni, contro tutte le dispersioni, resisteva, persisteva, a somiglianza di un metallo inalterabile, d’un aroma indistruttibile. Lo splendore sincero della giovinezza era, appunto, la qualità sua più preziosa”.
“odimi, o Re di tempeste!
Tra coloro io sono il più forte.
Mettimi alla prova. E, se tendo
l’arco tuo grande,
qual tuo pari prendimi teco.”

Umberto Saba
Narciso al fonte
Il poeta proietta nel personaggio mitico la sua solitudine, la sua inesauribile ricerca della pienezza della vita e la consapevolezza che il vivere implichi il contrasto tra amore e dolore, tra promesse di pace e lotta continua fino alla morte. Come il poeta, teso verso la scoperta del vero significato dell’esistenza, si perde nell’ambiguità, nell’errore e nello sbigottimento, così Narciso di fronte al gelo del bacio ritorna al suo cieco errore e conclude la sua vicenda umana con la trasformazione in fiore bianco sulla sua tomba.
Narciso al fonte
Quando giunse Narciso al suo destino
- dai pastori deserto e dalle greggi
nell'ombra di un boschetto azzurro fonte -
subito si chinò sullo specchiante.
Oh, bel volto adorabile!
Le frondi
importune scostò, cercò la bocca
che cercava la sua viva anelante.
Il bacio che gli rese era di gelo.
Sbigottì. Ritornò al suo cieco errore.
Perché caro agli dei si mutò in fiore
bianco sulla sua tomba.

Michelangelo Merisi,
Il Caravaggio
La trasfigurazione di un episodio della mitologia in epoca moderna, e la spontaneità della postura e dell'espressione di Narciso, che sono sicuramente tematiche vicine all'opera del pittore, fanno propendere per l’autografia del dipinto.
Il formato verticale della tela concede a Caravaggio di dare vita a una figura quasi perfettamente doppia. Le braccia disposte ad arco di Narciso seguono l'andamento della tela, e dal suo profilo chino si suggerisce lo sguardo anelante e sofferente.
Il soggetto del dipinto è Narciso, ritratto mentre si specchia nell'acqua cercando un contatto fisico con il suo riflesso, di cui il fanciullo si è infatuato credendolo reale. In particolare, qui l'artista dipinge il momento che precede la scoperta dell'inganno, infatti, l'immagine che Narciso vedeva nella pozza d'acqua altro non era che la proiezione di se stesso.

È interessante poi notare che possiamo ritrovare il mito in un ambito differente: la pittura.
Molti pittori si sono dedicati a questo tema, tra i più importanti ricordiamo Caravaggio (Narciso al fonte, 1600 ca.), Poussin (Narciso ed Eco, 1630 ca.), Lemoyne (Narciso, 1728), Turner (Narciso ed Eco, 1804), Waterhouse (Eco and Narciso, 1903), Dalì (Metamorfosi di Narciso, 1937).

In pittura..
Salvador Dalì
Il quadro si ispira al personaggio mitologico ovidiano del giovane Narciso, il quale si innamora della propria immagine che veniva riflessa in uno specchio d’acqua; è perciò impossibile per lui possederla e alla fine si trasforma in un fiore (che porta il suo nome).
Dalì riesce a riprodurre la metamorfosi ovidiana dando vita a un’ambigua relazione tra illusione e realtà.Le fasi della metamorfosi si succedono in forma narrativa da sinistra a destra. Inizialmente, il giovane ci viene presentato con colori vivi, accartocciato su stesso, in posizione fetale e simile a una grande roccia, la cui immagine troneggia sullo specchio d’acqua sottostante. A seguire la metamorfosi: Narciso diviene sagoma di una mano, avente la sua stessa fisionomia, che regge un uovo crepato da cui fuoriesce il fiore che da lui prenderà il nome.

In “Metamorfosi di Narciso”, la vicenda del giovane è scandita in tre sequenze temporali: sullo sfondo il ragazzo compare in piedi su un plinto, soddisfatto della sua bellezza, mentre poco lontano si raccoglie un gruppo di persone che invocano vendetta per la ninfa Eco, morta d’amore per lui; in primo piano avviene invece la punizione decretata da Nemesi: a sinistra il giovane si sporge sulle acque, scorgendovi fatalmente il proprio riflesso, mentre la sua immagine si sdoppia, e sulla destra
sorge una mano che sostiene un uovo, da cui nasce il fiore che porta il nome di Narciso.
La metamorfosi di Narciso
Narcisismo
Il narcisismo è un termine che presenta una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato per descrivere un concetto centrale della teoria psicoanalitica, un disturbo mentale, un problema sociale o culturale, o più semplicemente un tratto della personalità.
Il significato estensivo di questo concetto è ammirazione eccessiva di se stessi o apprezzamento esagerato delle proprie qualità.
In ambito psicanalitico tale termine assume il significato di concentrazione dell’energia psichica su alcuni aspetti di sé in contrapposizione agli oggetti esterni. Questa è l’interpretazione che di tale fenomeno ha dato il padre della psicanalisi Sigmund Freud nel suo saggio “Introduzione al narcisismo”.
Il termine fu introdotto nel 1898 in sessuologia dallo psichiatra tedesco H. Ellis (1859-1939) per designare un atteggiamento patologico della vita sessuale, per cui il soggetto gode nell'ammirare il proprio corpo, cioè tratta il proprio corpo come oggetto sessuale, come fonte di desiderio e di piacere, come il giovanetto Narciso nel mito greco.
In ogni caso tale terminologia deriva dalla mitologia greca (mito di Narciso).

Full transcript