Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

Progetto "L'uomo di latta "

No description
by

ornella gallo

on 29 June 2016

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of Progetto "L'uomo di latta "

premessa
L'UOMO DI LATTA
In questo progetto si è parlato spesso di macchine e di robot, anche se il vero cuore di quello che vi racconteremo non saranno le macchine e nemmeno i robot, poiché il vero cuore è fatto
di persone, di relazioni, di apprendimento, di cambiamento, di ascolto, di sentimenti, di passioni, di volontà.
Abbiamo usato le macchine per portare avanti un sogno sociale, dove ogni modo di apprendere abbia il suo riconoscimento e la sua dignità, dove le relazioni e la cultura diventino strumento per consentire a tutti, proprio tutti, di sognare un futuro migliore. Nel nostro percorso non siamo stati capaci di scindere l’umanesimo dalla tecnica, perché pensiamo che gran parte delle macchine che abbiamo intorno siano inutili, perché chi le ha progettate si è dimenticato dell’Uomo. Si è dimenticato che le macchine che usiamo devono essere utili all’uomo, al suo miglioramento. Siamo convinti che solo rendendo i futuri cittadini consapevoli e responsabili potremo essere sicuri che ogni progetto sarà un progetto utile, una macchina utile.
Concorso CodiAmo
Skills
La robotica è una scienza emergente, che sta nascendo dalla fusione di molte discipline tradizionali, appartenenti sia al campo delle scienze naturali che umane. È un potentissimo strumento per studiare e comprendere meglio la nostra stessa mente. Studiare e applicare la robotica non è importante soltanto per imparare a costruire o a usare i robot, ma anche per imparare un metodo di ragionamento e sperimentazione del mondo.
Il profilo particolare di questa nuova scienza promuove le attitudini creative negli studenti, nonché la loro capacità di comunicazione, cooperazione e lavoro di gruppo.
Ovviamente non ci si è proposti di introdurre una nuova materia ma di creare moduli applicativi interdisciplinari sfruttando attivamente le tecnologie di comunicazione. Si tratta quindi di avviare gli alunni ad una nuova metodologia di studio e quindi di implementare un nuovo percorso di insegnamento/apprendimento che sia davvero laboratoriale e che si organizzi sul problem solving e sul learning by doing.


Storytelling
“Ventitre giovani menti entrano in aula. Non sanno ancora che, durante quella giornata, diventeranno dei progettisti e concretizzeranno un poco della loro immaginazione. Intanto, dopo le presentazioni di rito ed un filo di lana che racconta un poco le proprie storie, pensando a biciclette, mulini a vento, motori a lucertola per tartarughe stanche… Capiamo, con un percorso fatto di domande e ragionamento, che cos’è una macchina. Apriamo la mente e realizziamo che l’immaginazione è il motore della progettazione (ma anche del mondo). Compreso il concetto, diventiamo un poco ingegneri: subito a immaginare una “macchina inutile” a cui affidare il compito più strampalato che passa per la mente. In breve tempo vengono realizzati i primi prototipi! Siamo in grado, dopo aver relazionato brevemente le caratteristiche del prodotto, a calarci nella figura del relatore, davanti ai compagni, che propone i pregi della sua macchina inutile e spiega le caratteristiche salienti.”
Progetto scientifico
Prima fase del lavoro
Elaborazione progetto scientifico
58 cm
Specyfikacja Nao
“Mettiamoci prima d’accordo sulla funzione delle macchine inutili: che siano macchine non c’è dubbio, dato che è una macchina la leva, volgarmente detta “quel pezzo di ferro lì”. Resta da chiarire l’aggettivo “inutile”: “Mettiamoci prima d’accordo sulla funzione delle macchine inutili: che siano macchine non c’è dubbio, dato che è una macchina la leva, volgarmente detta “quel pezzo di ferro lì”. Resta da chiarire l’aggettivo “inutile”: non sono altro che oggetti mobili colorati, appositamente studiati per ottenere quella determinata varietà di accostamenti, di movimenti, di forme e di colori. Oggetti da guardare come si guarda un complesso mobile di nubi dopo essere stati sette ore nell’interno di un’officina di macchine utili.”
Bruno Munari


Peer education
problem -solving
didattica laboratoriale
sviluppo di attitudini creative,
capacità di cooperazione, capacità di comunicazione
Progettiamo la nostra macchina inutile:
stiliamo il nostro progetto scientifico
Sperimentiamo l'ingegneria inversa: con il manuale e i pezzi della macchina dei compagni saper ricostruire il modello originale
Documentare e pubblicizzare la macchina inventata: i bambini hanno, infine, illustrato ai compagni
le macchine da loro costruite


4^ fase
3^ fase
2^ fase di lavoro
Metodologia
Abilità e competenze
Costruire una macchina
inutile o impossibile
CODING=PROGRAMMARE
Tutorials
Quando si parla di coding a scuola s'intende non solo la scrittura di codice, ma in senso più ampio anche l'acquisizione degli strumenti intellettuali per procedere alla risoluzione di un problema. Strumenti che sono propri del pensiero computazionale.
Come scrive Jeannette M. Wing, in Computational Thinking:
CODING: RISOLVERE UN PROBLEMA
NORMATIVA E INIZIATIVE ISTITUZIONALI
CODING: LE ESPERIENZE DIDATTICHE
Il MIUR ha promosso l’introduzione strutturale del coding a scuola, in particolare nel primo ciclo di istruzione, tramite un progetto che consiste in:
l’ora del codice: avviamento di un’ora al pensiero computazionale un corso introduttivo: 10 ulteriori lezioni per approfondire i temi del pensiero computazionale
A questo fine ha realizzato un sito web molto ricco di contenuti http://www.programmailfuturo.it da cui è possibile accedere a:
-lezioni da svolgersi senza computer per apprendere le basi del pensiero computazionale
-lezioni interattive disponibili sulla piattaforma code.org (ogni lezione è guidata da un video e da un testo di spiegazione).
ABITARE I LUOGHI
Abbiamo sperimentato l'utilizzo di una serie di software tra cui quello implementato dalla piattaforma code.org
Alunni classe 3^ Scuola Primaria Collina Castello
Ins.te Ornella Gallo

“Una macchina inutile che non rappresenti
assolutamente nulla
è il congegno ideale grazie a cui
possiamo tranquillamente
far rinascere la nostra fantasia, quotidianamente
afflitta dalle macchine utili.”

Bruno Munari

Esperienze di
insegnamento/apprendimento
contestualizzato

a proposito di Automata …….
Abilità e competenze: saper decodificare linguaggi diversi,sviluppare capacità tecnico-pratiche.
Abilità e competenze: sviluppare abilità comunicative utilizzando canali diversi.
IL CODING NELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANA:
Code week
SCRATCH..
Per utilizzare Scratch non occorre avere competenze informatiche, l’utilizzo è completamente grafico. Ogni mattoncino corrisponde ad un’istruzione
S’impara a programmare creando giochi, rappresentando storie, animando disegni, azioni e movimenti, personaggi e cose...
Stimolare la creatività dei bambini e favorire il superamento delle differenze attraverso il coding e il pensiero computazionale in grado di interagire con l’ambiente e con i loro piccoli inventori. «La robotica – spiega Emanuele Micheli, giovane ingegnere– è un insieme di talenti e discipline; è tecnica, informatica, elettronica, ma è anche design, creatività e narrazione; è la scienza della collaborazione per eccellenza» e da qui siamo partiti per ideare il nostro laboratorio. Si parte dall’ideazione, che può prendere spunto dall’arte (come le “macchine inutili” di Bruno Monari) o più spesso dalla fantasia. Dagli schizzi e dalla stesura dei manuali di uso, si passa poi all’assemblaggio, in cui si utilizzano materiali di riciclo. Sin dall’ideazione i bambini sono chiamati a collaborare tra di loro e con gli insegnanti. E poi abbiamo inserito “la macchina”/robot in una narrazione, in modo da stimolarli ulteriormente a interagire con l’ambiente esterno.
La collaborazione è al centro anche dei laboratori per l’integrazione scolastica, in cui i bambini, con e senza disabilità, si aiutano l’un l’altro nel progettare «Dal prototipo al montaggio tutti i bambini collaborano tra di loro. Ognuno lo fa secondo le sue abilità, c’è chi disegna, chi si occupa della programmazione. In questo modo imparano a riconoscere le intelligenze e i talenti degli altri compagni».


Working in progress
https://studio.code.org/c/204123456
Clicca sui collegamenti
https://studio.code.org/c/203437267
I nostri lavori che hanno ricevuto l'attestato
"Timidi " approcci
IC "G.PUCCIANO" BISIGNANO
Dirigente Scolastico
Raffaella DE LUCA
Full transcript