Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

ENERGIA MAREOMOTRICE

No description
by

Stefano Zana

on 13 March 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of ENERGIA MAREOMOTRICE


L'energia mareomotrice è l'energia
ricavata dagli spostamenti d'acqua
causati dalle maree. L’attrito trasforma l’energia cinetica delle masse d’acqua soggette alla marea in energia interna all’acqua. Questa energia, continuamente sottratta dagli attriti delle maree, è
fornita dal rallentamento della rotazione della Terra
su se stessa. Rappresenta una
fonte di energia alternativa e rinnovabile.
Cosa sfrutta?
Sfrutta la
marea
, il ritmico
innalzamento e abbassamento del livello del mare
provocato dall'azione gravitazionale della luna e del sole.
Di solito ha

un'ampiezza
(dislivello tra l’alta marea e la bassa marea)
inferiore al metro
, ma in alcune zone, per la particolare configurazione del sito, il dislivello
può raggiungere valori elevati
. In alcune zone del pianeta, per esempio, si registrano maree anche con 20 m di ampiezza verticale.
Centrali mareomotrici
Come funzionano?
In una tipica centrale ad energia mareomotrice
l'acqua affluisce e defluisce in un vasto bacino
,
passando attraverso
una serie di
tunnel
nei quali, acquistando velocità,
fa girare delle turbine collegate a generatori
.
Durante la bassa marea l'acqua del bacino defluisce verso il mare aperto, mettendo nuovamente in rotazione la turbina.
Quando il livello del mare ricomincia a salire e l'onda di marea è sufficientemente alta, si fa fluire l'acqua del mare nel bacino e la turbina si mette nuovamente in rotazione.
Per ottenere la produzione di energia sia con marea crescente che calante, si utilizzano particolari
turbine reversibili
, che funzionano cioè con entrambe le direzioni del flusso.
Centrale di Saint-Malo
Nella Bretagna, alla foce del fiume Rance,
fra Saint-Malo e Dinard, tra il 1961 e il 1966 è stata costruita una
centrale che sfrutta la marea
che da quelle parti raggiunge
13,5 m di dislivello
. La portata raggiunge 18.000 metri cubi di acqua al secondo e la produzione annua della centrale copre il 3 % del fabbisogno elettrico della Bretagna. La centrale comprende una
diga in pietrame
,
6 chiuse
di entrata e uscita per vuotare e riempire rapidamente la foce e
24 turbine a bulbo
, sviluppate appositamente.
Pro
sono impianti naturali molto simili alle centrali idroelettriche e quindi la tecnologia è già collaudata e perfettamente sotto controllo;
l'energia dell'acqua è abbondante e assolutamente pulita;
non inquinano l'ambiente;
durante la notte, quando l'energia è meno sfruttata, l'acqua in alcuni impianti specializzati può essere pompata verso l'alto, per poi essere riutilizzata nei momenti in cui c'è più bisogno di energia.

Contro
Il costo di installazione elevato;
La difficoltà di collocazione (i siti idonei devono avere ampiezze di marea superiore ai 3 metri e topografia favorevole all’installazione);
La discontinuità nella produzione;
L'erosione delle coste creata dalle centrali che modificano i flussi di marea;
La tendenza alla sedimentazione all'interno del bacino (soprattutto se collocate alla foce dei fiumi);
Il disturbo per l'ecosistema, in particolare per la fauna ittica.
ENERGIA MAREOMOTRICE
Che cos è?
Chiuse
Diga in petrame
In Italia
Rispetto a fonti di energia più consolidate come eolico, solare e biomasse, lo sfruttamento della forza di onde, correnti e maree avviene attualmente solo grazie a
pochi
prototipi
, ma le
potenzialità
sono

molto promettenti
, come risulta
dal lavoro che ENEA ed altre
Istituzioni pubbliche e private stanno
effettuando. L'ENEA, in
particolare, sta raccogliendo nuovi
dati ed informazioni da inserire nei
modelli oceanografici del Mediterraneo
per elaborare una mappa dei siti che meglio si prestano alla realizzazione di impianti.
Molte sono le possibilità di utilizzo in Italia
dell'energia dal mare attraverso sia le infrastrutture esistenti, come piattaforme marine e frangiflutti, che sistemi integrati poco invasivi e a basso impatto ambientale.
Oggi esistono diversi progetti di sfruttamento delle maree, che comportano
metodi diversi

di ricavo dell’energia
:
sollevamento di un peso in contrapposizione alla forza di gravità;
compressione dell’aria in opportuni cassoni e movimentazione di turbine in seguito alla sua espansione;
movimento di ruote a pale;
riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine.
Quest’ultimo sembra dare i migliori risultati, nell'effettivo impiego. Il
problema più importante
allo sviluppo di tale tecnologia
resta
comunque
lo sfasamento tra massima ampiezza di marea disponibile
(la cui cadenza è prevedibile sulla base delle fasi lunari e solari)
e domanda di energia nelle ore di punta
. Infatti nei giorni di insufficienza nell'afflusso d’acqua la produzione di elettricità cessa.
Stefano Zana
3^C

St-Malo
.
Fonti
Wikipedia

(Energia mareomotrice);
ENEA

(Prospettive di sviluppo dell'energia dal mare per la produzione elettrica in italia);
Tea energia
(pro e contro delle possibili fonti energetiche).
Conclusioni
Il lavoro mi è piaciuto e mi è servito per imparare a usare questo programma in vista dell'esame.
Alla fine mi è sembrato più semplice di quanto pensavo all'inizio, grazie anche alle spiegazioni e agli aiuti di Alberto, del professor Petenzi e della professoressa Tognola.
Full transcript