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Verso la seconda guerra mondiale

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Pietro Gavagnin

on 17 June 2015

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Transcript of Verso la seconda guerra mondiale

Verso la seconda guerra mondiale
Le prime cause che portarono allo scoppio del conflitto possono essere ricondotte alla conferenza di Parigi del 18 gennaio 1919, in occasione della quale
i paesi vincitori umiliarono la Germania
oltre il limite della convenienza generale, cercando di ricavare dalla pace il maggior vantaggio territoriale, economico e militare possibile. Nel 1931, in particolare, la gravosità del trattato di Versailles approvato in quella sede fu uno dei principali argomenti che Hitler sfruttò per guadagnare quell’immensa popolarità che gli permise di salire al governo il 30 gennaio del 1933.
A favorire l’affermarsi delle dittature, e quindi, di riflesso, lo scoppio della guerra, fu anche la
paura del comunismo
. Lo stesso Mussolini si presentò come il difensore della proprietà privata, mentre in Germania Hitler sosteneva l’anticomunismo al fine di guadagnarsi l’appoggio delle forze antibolsceviche. Anche potenze europee come Francia e Inghilterra ritenevano che la Germania potesse costituire un argine al dilagare del comunismo in Occidente, e assecondarono così alcune pretese del dittatore tedesco (come testimonia la Conferenza di Monaco del 29-30 settembre del 1938)
Inoltre,
la crisi economica del 1929 – 1932
spinse i vari paesi ad adottare una politica protezionistica diretta a difendere i prodotti nazionali contro la concorrenza straniera. La crisi, in particolare, colpì duramente la Germania, contribuendo a screditare le forze democratiche a favore del partito nazional-socialista
Hitler prometteva infatti un governo forte, che avrebbe dato lavoro a tutti riportando la Germania al suo ruolo egemone nel contesto europeo.
Da sottolineare è anche
il nazionalismo e il conseguente espansionismo imperialista
, in primo luogo di Giappone, Italia e Germania (dove risultava connaturato rispettivamente alla propaganda fascista e nazista), che portò a una situazione di instabilità, creando i presupposti per il conflitto. In particolare, nel luglio del 1937 il Giappone iniziò la conquista della Cina; il 3 ottobre del 1935 l’Italia attaccò l’Etiopia, nell’aprile del 1939 l’Albania; dal 1935 le iniziative di Hitler mirarono a smantellare il trattato di Versailles, attraverso la rimilitarizzazione della riva sinistra del Reno, l’annessione dell’Austria e dei Sudeti, il protettorato sulla Boemia e, infine, la rivendicazione del territorio di Danzica: di fatto, la Seconda Guerra Mondiale ebbe inizio l’1 settembre del 1939 con l’avanzata della Germania in Polonia.

La politica estera di Italia e Germania contribuì anche a cementare l’alleanza tra le due dittature, come dimostrò il loro intervento in
appoggio dei falangisti di Francisco Franco
nella guerra civile spagnola del 1936 – 1939.
In ultima istanza, tra le concause della guerra è da annoverare anche la
debolezza della Società delle Nazioni
, fondata in occasione della conferenza di Parigi al fine di regolare i rapporti tra gli Stati per evitare futuri conflitti. Ad essa, infatti, non fecero parte né la Russia rivoluzionaria né la Germania sconfitta (se non per un breve periodo tra il 1926, anno del trattato di Locarno, e il 1933, quando Hitler ne reclamò l’uscita con un conseguente inasprimento della tensione internazionale); inoltre, alle elezioni presidenziali del ‘21 il Partito democratico di Wilson fu battuto da quello Repubblicano che adottò una politica di
isolazionismo
volta a evitare ogni coinvolgimento negli affari della politica europea. Senza Stati Uniti, Germania e Russia la Società delle Nazioni ebbe un potere limitato, come testimoniò la sua impotenza nei confronti dell’invasione della Manciuria da parte del Giappone nel 1931 e quella italiana dell’Etiopia del 1935.
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