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Esame orale concorso docenti 2016

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by

Davide Penna

on 28 July 2016

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Transcript of Esame orale concorso docenti 2016

Contesto dell'unità didattica
La presente
unità didattica
di filosofia è proposta ad una classe V di un liceo classico composta da 24 alunni. Il
modulo didattico,
che

conclude il percorso di filosofia,
all'interno del quale la lezione è proposta ha come titolo
Stato e giustizia nella filosofia politica del secondo Novecento
. Il modulo comprende le seguenti lezioni:


Periodo di svolgimento
L'intero modulo prevede dieci ore di lezione e due ore di verifica scritta finale. Il percorso si svilupperà in quattro settimane; il periodo di svolgimento previsto va dall'ultima settimana di aprile alle prime tre di maggio.
Prerequisiti
Per affrontare la presente unità didattica la classe deve:

- conoscere le linee generali e i fatti principali della prima metà del Novecento con riferimento sia al mondo occidentale (guerre mondiali, ascesa del fascismo, crisi del' 29, affermazione del nazismo, guerra civile spagnola) sia al mondo orientale (la Russia tra inizio '900 e regime di Stalin, il mondo coloniale tra le due guerre, la Cina tra il 1911 e il 1949, l'espansionismo giapponese);

- conoscere le linee essenziali del dibattito filosofico - politico tra XVII e XIX secolo;

- essere in grado di cogliere sia il legame tra il pensiero di un autore e il contesto storico - culturale sia la portata potenzialmente universalistica che ogni teoria filosofica possiede (cfr. D.P.R. 89/2010);

- possedere una capacità minima di comprensione di un testo filosofico e una padronanza del lessico specifico di base.

Aspetti progettuali
Gli obiettivi relativi alle
abilità
e alle
competenze
sono quelli decisi dai docenti di dipartimento in base al PTOF; gli obiettivi disciplinari, invece, riguardano la presente unità didattica e hanno come riferimento le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento (D.P.R. 89/2010).
Competenze
Strategie didattiche
Metodi

Articolazione della lezione
Dibattito e motivazione della scelta

- Anni Settanta del Novecento: nel dibattito filosofico politico occidentale c'è una riscoperta dei temi etico politici, con particolare riferimento ai problemi riguardanti la giustizia e la libertà all'interno degli stati, ovvero le democrazie occidentali. Gli interrogativi fondamentali: come vivere in modo giusto? Come vivere bene? Come conciliare l’esigenza di libertà individuale con una equa distribuzione dei beni?
In particolare:
che cosa rende una norma o una legge o un sistema di leggi, in ultima analisi una società e uno stato, giusti e capaci di consenso e forza coercitiva
?

- Perché Rawls e Habermas? 1) Hanno influenzato, più degli altri, il dibattito filosofico politico;

2) sono esponenti dei due maggiori indirizzi della filosofia contemporanea, quella di area anglosassone – americana (Rawls) e quella di area continentale (Habermas) seppur entrambi tendano a uscire dal “coro”, per così dire, di queste tradizioni.





Rawls e la teoria della giustizia
- Rawls:
Una teoria della giustizia
del 1971.
Che tipo di teoria?
Contrattualismo
(che vede i suoi esponenti principali in Locke, Rousseau e Kant) in antitesi all’
utilitarismo
(Hume, Bentham, Mill) che sottomette l’individuo alla società.

Che cos'è la giustizia?
- E' il primo requisito delle istituzioni sociali. Giustizia: società = verità : il pensiero.
Come una teoria deve essere abbandonata o modificata se non risulta vera, così le leggi e le istituzioni devono essere abolite o riformate se sono ingiuste, anche se forniscono un certo grado di benessere alla società. Per il filosofo americano non può essere definita giusta una società che pensi di controbilanciare i sacrifici imposti a pochi con una maggiore quantità di vantaggi goduti da molti, poiché in una società giusta l’uguaglianza nel godimento delle libertà fondamentali è un diritto assoluto, inalienabile.

Verifica
Esame orale concorso docenti 2016
Prof. Davide Penna

Ambito disciplinare 06, A 19 Filosofia e storia
Rawls e Habermas: che cosa rende giusta una norma? Due teorie sullo stato e la giustizia nel secondo Novecento.
Introduzione al dibattito di filosofia del diritto nel XX secolo (1 h)
- Contesto storico: la "crisi del diritto pubblico europeo" e le due guerre mondiali. In particolare si farà riferimento al contesto successivo alla seconda guerra mondiale e al dibattito politico che essa suscita.

- Dottrine principali di filosofia del diritto a inizio XX secolo:
1)
giusnaturalismo
: una norma è valida quando è giusta (validità = legge di natura)
2)
realismo giuridico
: una norma è valida quando è efficace (validità = efficacia);
3)
positivismo giuridico
: la validità della norma è fondata sulla capacità di chi la impone di farla rispettare (validità = forza).
Hannah Arendt: analisi di una forma di stato e definizione di potere (2h)
- Contesto storico: inizio guerra fredda, l'
"età dell'oro"
(Hobsbawm,
Il secolo breve
).
Bretton Woods
e il modello keynesiano.

-
Le origini del totalitarismo (1951)
, tentativo di analisi di una forma di stato;
Vita Activa (1958)
: il potere nasce dalla convivenza tra gli uomini.
Rawls e Habermas: che cosa rende giusta una norma? Due teorie sullo stato e la giustizia nel secondo Novecento (6 h)


- Contesto storico: "età della frana" (Hobsbawm), crisi petrolifera del '73, teorie monetariste della scuola di Chicago e austriaca (Friedman e von Hayek). Politiche di progressivo smantellamento o comunque riduzione dello stato sociale (1 h).

- Rawls e Habermas: due teorie sullo stato e la giustizia nel secondo Novecento (1 h)

- Lavoro a gruppi e interrogazione simulata (4 h).
Huntington: Lo scontro di civiltà (1 h)
- Contesto storico: fine del XX e inizio del XXI, crollo del sistema sovietico, radicalizzazione delle tensioni in Medio Oriente.

- Lettura di brani significativi dell'opera e sintesi dei contenuti centrali.
Abilità
Conoscenze
La posizione originaria e il velo di ignoranza
Su quali basi razionali fondiamo i criteri di giustizia che possono valere per tutti, all’interno delle moderne democrazie e che dunque possono essere a fondamento dello stato?

Occorre immaginarsi in una
posizione originaria
(
original position),
posizione iniziale in cui i singoli individui si trovano per determinare il contratto che sta alla base della società. Non è una ipotesi di stato di natura, ma una semplice “messa in scena”, una “dramma”, un espediente euristico escogitato per ottenere la soluzione desiderata (cfr. teoria contrattualista di Rousseau e l'idea di volontà generale).
In questa posizione originaria i singoli individui scelgono in condizioni di assoluta uguaglianza, in quanto privi di tutta una serie di informazioni relative alla propria condizione futura nella società: il loro status sociale, il loro lavoro, le loro condizioni materiali.

La scelta dei principi di giustizia avviene sotto un
velo di ignoranza
(
veil of ignorance
), una sorta di
epoché
, di messa tra parentesi, della propria condizione sociale, materiale. Il velo di ignoranza ha il compito di escludere la conoscenza di quei fattori di contingenza che metterebbero gli uomini in conflitto tra loro, rendendo impossibile qualsiasi accordo sui principi di giustizia.
Le parti sono razionali perché reciprocamente disinteressate
.


L'accento kantiano della teoria di Ralws
- Scelta autonoma operata da persone razionali, libere e uguali;

- è un’etica dell’autonomia, poiché il velo di ignoranza mette gli individui in una situazione di non condizionamento da principi eteronomi;

- i principi di giustizia possono considerarsi come l'imperativo categorico nel senso kantiano, ovvero quel principio di condotta morale che si addice alla persona in virtù della sua natura di essere razionale e libero;

- sia i principi di giustizia rawlsiani sia l'imperativo categorico kantiani sono razionali e liberi perché prescindono da scopi o desideri particolari e contingenti.
I principi di giustizia
- Criteri orientativi di carattere etico, e dunque bisognosi di essere tradotti in termini di prassi politica.
- Sono due: 1) ogni persona ha uguale diritto al più esteso sistema di libertà fondamentali, compatibilmente con un simile sistema di libertà per tutti gli altri; 2) le ineguaglianze economiche e sociali, ad esempio nella distribuzione del potere e della ricchezza, sono giuste soltanto se producono benefici per ognuno, specie i membri meno avvantaggiati della società.
- Il primo principio: necessità delle libertà individuali come quella di pensiero e di coscienza, di parola e di riunione, dalla detenzione arbitraria, la libertà politica che si estrinseca nel diritto di voto. La Costituzione e le leggi hanno la funzione di garantire l’uso di queste libertà.
- Si deve essere tolleranti con gli intolleranti? Per Rawls essi vanno perseguiti in caso mettano in pericolo la libertà dei tolleranti. Tuttavia, quando la Costituzione è salva, non occorre negare libertà agli intolleranti.
- Secondo principio: all’interno di una società è naturale che vi siano gruppi meno favoriti. Tuttavia occorre una riparazione verso i meno fortunati da parte della società giusta.

Principio di riparazione, di differenza, la fratellanza e il maximin
-
Principio di riparazione
: se si vuole assicurare a tutti un’effettiva uguaglianza di opportunità, la società deve prestare maggiore attenzione a coloro che sono nati con meno doti o in posizioni sociali meno favorevoli (cfr. l’art. 3 della nostra Costituzione: “
è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese
”).

-
Il principio di differenza
: non occorre desiderare maggiori vantaggi a meno che ciò non vada a vantaggio di coloro che stanno meno bene (cfr.
fratellanza
, il
principio dimenticato
della rivoluzione francese).

-
Regola del
maximin
(abbreviazione di
maximum minimorum
): occorre migliorare il più possibile la situazione di coloro che stanno peggio.

Habermas e l'etica del discorso
-
Teoria dell’agire comunicativo
(1981): teoria pragmatica universale del linguaggio ovvero una teoria che riflette sulle condizioni universali e necessarie che stanno alla base di ogni autentica comunicazione linguistica, quella volta all’intesa e non alla prevaricazione. Habermas si chiede: cosa permette alla mia comunicazione di essere tale e dunque volta a comprendere e a farmi comprendere?

- Chiunque partecipi ad una argomentazione razionale sensata presuppone: 1) la
correttezza
, ogni argomentante è tenuto a rispettare le norme che regolano il contesto argomentativo, come ascoltare la tesi degli altri o ritirare la propria quando se ne sia dimostrata la falsità; 2) la
verità
, ovvero deve avere la pretesa di comunicare un contenuto proposizionale vero e condiviso; 3) la
comprensibilità
, deve rivolgersi all’interlocutore con espressioni comprensibili; 4) la
veridicità
, ovvero dev’essere sincero in modo che l’interlocutore si possa fidare di lui.

- Queste istanze o pretese non hanno solo un valore logico ma hanno anche una portata etica, l’
etica del discorso
; quando il discorso le soddisfa si ha una situazione discorsiva ideale e un modello, ideale o controfattuale, di
società giusta
fondata sull’uguaglianza.

I mondi d'esistenza, agire strumentale e agire comunicativo
- Secondo Habermas esistono tre tipi di mondi: quello oggettivo, dei fatti e degli eventi; quello sociale delle norme le quali dipendono da relazioni interpersonali continuamene ristabilite, infatti l’esistenza di esse non ne garantisce la validità ma occorre che siano negoziate all’interno di relazioni; e il mondo soggettivo, ovvero la totalità delle esperienze dei singoli.

- All'interno di questi "mondi" Habermas distingue due tipi di agire razionale: l’
agire strumentale
e l’
agire comunicativo
.

-
Agire strumentale
: interessi tecnico-strategici e mira al successo, all’autoaffermazione e, in fin dei conti, al prevalere sull’altro.
-
Agire comunicativo:
è motivato da interessi ermeneutici, ovvero legati alla comprensione dell’altro, ed è finalizzato all’intesa.

- Mentre l’agire strumentale è alla base del
sistema del potere
economico e politico-amministrativo (burocratico, noi diremmo), l’agire comunicativo dà forma al
mondo della vita
(la cultura, la tradizione, la società, le strutture della personalità) all’interno del quale si incontrano uomini reali che mettono in luce i loro dissensi e cercano di raggiungere l’intesa.

- Le società moderne, gli stati moderni sono, per Habermas, caratterizzati dalla dialettica sistema e mondo della vita. La sua tesi di fondo: il sistema (gli apparati dello stato e la sua organizzazione economica) si rende autonomo nei confronti del mondo della vita e tende poi ad interferire con esso limitandone sempre più l'autonomia.
Sono previste tre forme di verifica, due
in itinere
che permetteno al docente di vautare il grado
di apprendimento degli studenti e di verificare se stanno
seguendo il percorso proposto, e una finale. La prima
verifica in itinere verrà effettuata attraverso la creazione di un quiz multimediale, mediante il programma gratuito
QuizFaber,
che gli studenti dovranno svolgere al termine di ogni lezione e condividere sulla cartella di
Google Drive
condivisa dal docente.
Al termine del lavoro tra gruppi sulla terza lezione il docente
valuterà alcuni studenti attraverso l'interrogazione simulata,
volta a misurare le competenze e le abilità e ad attivare,
negli studenti, i processi di metacognizione.
Infine, al termine del percorso, è prevista una verifica
scritta, di due ore che permetta di certificare le
conoscenze dei contenuti dell'intero percorso.
Esempi di domande sulle lezione presentata
La prova è al termine del modulo, pertanto verterà, oltre che sulla verifica delle conoscenze su Rawls e Habermas, anche sugli altri autori, ovvero Arendt e Huntington. Verifica scritta, prova semi-strutturata: stimolo chiuso risposta aperta. Due domande a lezione, due ore a disposizione, media di venti minuti di tempo a domanda. Per studenti con DSA, ai sensi della
L.170/2010
, o studenti con bisogni educativi speciali (BES) senza certificazione ma, ai sensi della
Direttiva del 27 dicembre 2012
, per cui il Consiglio di Classe ha redatto un Piano didattico personalizzato (PdP) che le prevede, sono messi a disposizione, come strumenti compensativi, il computer con correttore automatico e mappe concettuali create attraverso
Mindomo
insieme al docente.

Esempi di domande su Rawls e Habermas:
1) Definisci i concetti di posizione originale e velo di ignoranza nella teoria di Rawls (max 10 righe).
2) Riporta e spiega le istanze insite ad ogni autentica comunicazione secondo l'etica del discorso di Habermas (max 10 righe).
Valutazione
In sede di valutazione il docente farà riferimento alla seguente griglia di valutazione in quindicesimi; tali voti verranno riportati sul registro di classe in decimi, operando la conversione di cui si allega la tabella. Sia la griglia sia la tabella sono condivise dal docente a inizio anno sul registro elettronico. Per gli studenti con disortografia e dislessia si valuteranno maggiormente i contenuti.
Valutazione in quindicesimi
Indicatori


Conoscenza del contenuto




Capacità di rispondere alla richiesta


Chiarezza espressiva


Utilizzo lessico speciico
Descrittori


6 Ottima
5 Buona
4 Sufficiente
3 Insufficiente
2 Gravemente Insufficiente
1 Molto carente

3 Buona
2 Sufficiente
1 Parziale


3 Buona
2 Sufficiente
1 Parziale

3 Buono
2 Sufficiente
1 Parziale


Punteggi




1-6 (4 Sufficienza)






1-3 (2 Sufficienza)



1-3 (2 Sufficienza)



1-3 (2 Sufficienza)
Tabella di conversione da quindicesimi a decimi
Votazione in quindicesimi Votazione in decimi
1 1
2 1
3 2
4 2,5
5 3
6 3,5
7 4
8 5
9 5,5
10 6
11 7
12 7,5
13 8,5
14 9
15 10

Utilizzare il lessico e le categorie specifiche della disciplina e contestualizzare questioni filosofiche;
cogliere di ogni tema trattato sia il legame con il contesto socio-culturale, sia la portata potenzialmente universalistica che ogni filosofia possiede;
confrontare e valutare testi filosofici di diversa tipologia, riconoscendone il lessico specifico, in riferimento alle categorie essenziali degli autori studiati.
Saper cogliere l'influsso del contesto storico-culturale e sociale sulla produzione delle idee;
saper esporre le conoscenze acquisite utilizzando un lessico rigoroso, specifico e appropriato;
sintetizzare gli elementi essenziali dei temi trattati operando collegamenti tra prospettive filosofiche diverse.
Conoscere il contesto storico in cui vengono scritte le due opere proposte; conoscere le linee essenziali della teoria della giustizia di Rawls e saper definire i concetti presentati dal docente; conoscere le linee essenziali dell'etica del discorso e della teoria della società di Habermas.
Lezioni frontali per inquadrare i nuclei tematici principali; lettura di alcuni testi in classe; discussione guidata sui contenuti di alcune lezioni; lavoro a gruppi con, al termine, interrogazione simulata e costruzione di griglie di valutazione.
Strumenti
Manuale adottato dalla classe (
Con-filosofare
, Abbagnano-Fornero), fotocopie preparate dal docente di alcuni testi, presentazioni Prezi o Powerpoint condivise dal docente sulla cartella Google Drive o sul registro elettronico; mappe concettuali create dagli studenti insieme al docente tramite Mindomo, Software QuizFaber, LIM.
Lavoro a gruppi e interrogazione simulata
Durante l'ora successiva alla lezione presentata, il docente dividerà gli studenti in 4 gruppi da 6 studenti. In questi i ragazzi avranno un breve testo, due gruppi di Habermas e due gruppi di Rawls. Gli studenti dovranno leggere i testi e preparare, per la lezione successiva, una spiegazione per gli altri gruppi. Nelle due lezioni successive ogni gruppo avrà mezz'ora per procedere alla spiegazione.
Successivamente, il docente prepararerà, insieme agli studenti, una griglia di valutazione da utilizzare durante l'interrogazione programmata. Essa si svolgerà nel seguente modo: il docente predispone delle piccole commissioni formate da lui stesso e due studenti di ogni gruppo da lui scelti. A turno, ogni gruppo verrà intterrogato dal docente e dai compagni-commissari. Al termine dell'interrogazione la commissione deciderà il voto alla luce della griglia costruita. Questa metodologia è adottata per aiutare gli studenti a maturare quei processi di metacognizione necessari ad orientare il proprio apprendimento.
Conclusione
- Il dibattito di filosofia politica sul rapporto tra stato e giustizia ha interessato molti filosofi della politica, anche italiani. Tra essi un contributo importante lo diede Norberto Bobbio.

- Suggestione finale (da
Il futuro della democrazia
, 1984): la caratteristica fondamentale delle democrazie moderne è quella di essere in continua trasformazione. La democrazia ideale, dei popoli e della volontà generale non è mai esistita. La democrazia reale è data da una pluralità di gruppi economici, politici, corporativi il cui accordo deve essere stabilito mediante norme continuamente in evoluzione.
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