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La meditazione ignaziana

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by

Sergio Ucciardo

on 13 January 2013

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Transcript of La meditazione ignaziana

La
meditazione
ignaziana Atteggiamenti di fondo... Serenità

Disponibilità

Abbandono
 
[1] Prima annotazione. Con il termine di esercizi spirituali si intende ogni forma di esame di coscienza, di meditazione, di contemplazione, di preghiera vocale e mentale, e di altre attività spirituali, come si dirà più avanti. Infatti, come il passeggiare, il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali i diversi modi di preparare e disporre l'anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio nell'organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell'anima. Dimensioni

Dio.... adorazione
Altri... comunione
Cose... cura della terra e della storia Compiacenza...

"soddisfarsi"
"restare soddifatti nell'orazione"
"trovare gusto"
"trovare ciò che si desidera e si vuole"
"sentire"
"affezionarsi"

...La dimensione affettiva e consolatoria della preghiera Lasciarsi ricreare dallo
Spirito del Risorto L'amore è esigente

Ignazio ... attento ai dettagli...

"per fare meglio gli esercizi e
per meglio trovare quello che si desidera"
(ES 73) Preparazione dell'incontro (remota) La materia si prepara
accuratamente prima Considero importante
questo incontro Fisso il tempo e
il luogo adatti Vivere abitualmente
in un certo modo Svolgimento dell’incontro
(preparazione prossima) Un sufficiente stacco temporale
da ciò che si stava facendo prima della meditazione Sotto il suo sguardo Coinvolgimento della corporeità L’orazione preparatoria [46] La preghiera preparatoria consiste nel chiedere a Dio nostro Signore la grazia che tutte le mie intenzioni, le mie attività esterne e le mie operazioni interiori tendano unicamente al servizio e alla lode della sua divina Maestà. Immagino la scena… L’invisibile si rivela a
noi attraverso il visibile Valorizzare l’immaginazione
e la fantasia Chiedere al Signore quello che voglio e desidero… La richiesta consapevole e insistente dilata
la capacità del nostro cuore a ricevere Chiedere quello che desidero implica che abbiamo
coscienza dei desideri profondi del cuore Medito... Leggendo il testo lentamente, punto per punto Sapendo che dietro ogni parola
c’è il Signore che parla a me Non avrò fretta, non occorre far tutto Non il molto sapere sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente. (ES 2) Sosto dove e finché sento movimento interiore (positivo o negativo) Spirito cattivo
Distrazioni
Ecc... Mozioni Notando e facendo pausa sui punti in cui ho sentito maggiore consolazione o desolazione o maggior sentimento spirituale. (ES 62) Dove la persona senta qualche conoscenza, consolazione o desolazione. (cfr. ES 118) Notando e soffermandosi nelle parti più importanti e dove si siano sentiti maggiori mozioni e gusti spirituali. (ES 227) Soffermandomi il tempo necessario. (ES 241) Stia nella considerazione [del punto] tanto tempo quanto trova significati, paragoni, gusti e consolazione in considerazioni pertinenti a tale punto. (ES 252) Se la persona contemplando trovasse in una sola parola o in due tanta buona materia su cui pensare, e gusto e consolazione, non si curi di passare avanti, anche se finisce tutto il tempo fissato della preghiera in quello che trova. (ES 254) COLLOQUIO …se ci siamo abbandonati… nasce spontaneo! Il colloquio si fa così come un amico parla a un altro o un servo al suo padrone, ora chiedendo qualche grazia, ora incolpandosi di qualche malefatta ora comunicando le proprie cose e chiedendo consiglio su di esse. [...] (ES 54) Finita l’orazione chieda le virtù e le grazie di cui sente avere maggiore necessità. [...] E dire un Padre Nostro. Disporsi con tutto il proprio essere all’incontro (per quanto è dipeso da me…)

Ho preparato il testo?
Ho preso il tempo per raccogliermi prima di pregare?
Come ho cominciato? Ho chiesto qualcosa?
 
Il luogo scelto per pregare mi ha aiutato?
E la posizione del corpo?
 
Sono stato fedele al tempo stabilito?
Ho preso il testo e i punti che mi sono stati dati? Se no, perché?
 
Mi sembra di «avercela messa» tutta?
Come mi sono comportato di fronte alle distrazioni?
 
Come ho terminato? Ho detto qualcosa? A chi? Faccio «memoria» di ciò che Dio mi ha dato nella preghiera e della risonanza in me: quale FRUTTO e quali MOZIONI spirituali ho avuto?

Quali passi o parole del testo hanno attirato la mia attenzione?

Quali sentimenti (desideri, attrazioni o resistenze, gusto o disgusto, paure, dubbi,…) li hanno accompagnati?

Ho avuto particolari «luci» sul passo biblico contemplato, sulla mia vita?

Ho sentito particolari «ispirazioni» che hanno mosso la mia volontà?

Non ho provato nulla? Come mi sono regolato?

Ho pensato a cose che non avevano niente a che fare con la Parola? Questo mi rendeva felice, triste, scontento? Come è andata? La revisione... Ripetizione Notando e facendo pausa sui punti in cui ho sentito maggiore consolazione o desolazione o maggior sentimento spirituale. (ES 62) Condizioni Deve essere esercitata abitualmente
Deve coinvolgere tutta la persona
Qualità (e non quantità) della Parola di Dio
Frutto
Desiderio e affetto
Discernimento (...per l'operatività concreta) "La tattica di Ignazio è di lasciare Dio con l’esercitante. Non agisce da paternalista che tiene le redini per restare padrone della situazione. Indica la direzione come una guida, fornisce avvisi, appropriati; ma poi lascia l’uomo con Dio. Le note complementari degli Esercizi sono interessanti da questo punto di vista. Pochi autori si son presi cura di tanti dettagli preparatori alla preghiera: la posizione da adottare, i pensieri convenienti per prepararsi adeguatamente. Ma, al tempo stesso, pochi si ritirano in maniera così assoluta come il Santo (S. Ignazio, ndr), quando s’instaura il contatto con Dio nell’orazione"

(I. Iparraguirre sj)
A un passo o due dal luogo dove intendo contemplare o meditare, starò in piedi per lo spazio di un Padre Nostro, con la mente rivolta in alto, considerando come Dio nostro Signore mi guarda, ecc…, e farò un gesto di riverenza o di umiltà. (ES 75) Entrare nella preghiera in ginocchio o prostrato per terra o supino con il volto in alto o seduto o in piedi, sempre alla ricerca di ciò che voglio. Avvertiremo due cose: la prima è che, se trovo quello che voglio in ginocchio, non passerò oltre; e se prostrato, farò lo stesso, ecc…; la seconda: nel punto in cui troverò quello che voglio, lì sosterò, senza avere ansia di passare oltre, finché rimanga soddisfatto. (ES 76) [5] Giova molto che chi fa gli esercizi li intraprenda con animo aperto e generoso verso il suo Creatore e Signore, mettendogli a disposizione tutta la propria volontà e libertà, in modo che la divina maestà possa disporre di lui e di quanto possiede secondo la sua santissima volontà. Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. (Mc 4,26-27) (cfr. ES 54) skTsò_____aO.atòPjjashdRlld ___paW *TOPRW *OR *R Chiedere al Signore quello che voglio e desidero


Meditazione


Colloquio Scrivere, senza dilungarsi, le cose che hanno avuto più risalto nella preghiera.
Ciò aiuta a progredire nella qualità della preghiera stessa. Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci...

Mt 7,6 [77] Dopo aver finito l'esercizio, per un quarto d'ora, stando seduto o passeggiando, esaminerò come mi è andata la contemplazione o la meditazione: se è andata male, cercherò la causa da cui questo deriva e, dopo averla individuata, me ne pentirò per emendarmi in avvenire; se è andata bene, ringrazierò Dio nostro Signore e un'altra volta farò allo stesso modo. Perciò chi propone gli esercizi non si avvicini né propenda all'una o all'altra parte, ma resti in equilibrio come il peso sul braccio di una stadera, e lasci che il Creatore agisca direttamente con la creatura, e la creatura con il suo Creatore e Signore. (cfr. ES 15) Presuppongo che esistono in me tre tipi di pensieri, cioè uno mio proprio, che deriva unicamente dalla mia libertà e dalla mia volontà, e gli altri due che provengono dall'esterno, uno dallo spirito buono e l'altro dallo spirito cattivo. (ES 32)
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