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Foscolo tra Neoclassicismo e Romanticismo

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susanne lenz

on 13 September 2015

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Transcript of Foscolo tra Neoclassicismo e Romanticismo

Foscolo attraverso l'alter ego: JACOPO ORTIS
Foscolo attraverso l'alter ego: Didimo Chierico
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di
colui che l'acque

cantò fatali
, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca
Ulisse
.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
Foscolo - Omero
Foscolo - Ulisse
Foscolo - Lorenzo
Il Neoclassicismo
Il Romanticismo
I teorici
I traduttori
La pittura
La scultura
La poesia
Le Ultime lettere di Jacopo Ortis
Le Odi
I Sonetti
Dei Sepolcri
Le Grazie
Burke e Kant
La pittura
La poesia sepolcrale
L'Ossianesimo
Lo Sturm und Drang
Il Romanticismo: Friedrich
Il Romanticismo: Chopin
Il Preromanticismo
Il Neoclassicismo
L'epistolario
Le Ultime lettere di Jacopo Ortis
I Sonetti
Dei Sepolcri
http://www.istitutocardarelli.it/files/materiali/winckelmann.pdf
http://it.wikisource.org/wiki/Iliade
http://it.wikisource.org/wiki/Odissea
Cantando, o Grazie, degli eterei pregi
Di che il cielo v'adorna, e della gioja
Che vereconde voi date alla terra,
Belle vergini! a voi chieggo l'arcana
Armonïosa melodia pittrice
Della vostra beltà; sì che all'Italia
Afflitta di regali ire straniere
Voli improvviso a rallegrarla il carme.
http://www.classicitaliani.it/index067.htm
Le Gothic Novels
Horace Walpole - Il Castello di Otranto
Ann Radcliffe - I Misteri di Udolpho
Mattew Lewis - Il Monaco
A
B
A
B

A
B
A
B

C
D
E

C
D
E
Il sonetto "A Zacinto", composto tra gli ultimi mesi del 1802 e i primissimi del 1803, è estremamente rappresentativo della personalità di Foscolo, pertanto può essere utilizzato come presentazione dell'Autore.
La tematica affrontata nel componimento è quella, fondamentale in Foscolo, dell'esilio, che qui viene coniugata alla rievocazione mitica della patria del Poeta (l'isola di Zacinto).
Ai motivi biografici dell'esilio e della ricerca della pace sono accostati i riferimenti mitici a Venere e ad Ulisse, emblemi della grecità che Zacinto rappresenta.
La peculiarità del sonetto e la fondamentale importanza che esso assume nella produzione foscoliana risiede nel fatto che qui il Poeta si presenta ai lettori. Egli, infatti, si identifica con il personaggio mitico di Ulisse per quanto riguarda il tema del viaggio, simbolo dell'esilio, e quello "nostos", del ritorno in patria, che distingue l'eroe da Foscolo, al quale spetta un' "illacrimata sepoltura". E si identifica anche con Omero, colui che di Uilsse cantò le navigazioni, con cui l'Autore condivide il ruolo di poeta. Foscolo presenta, dunque, se stesso come eroe e come vate e la sua poesia come eternatrice delle illusioni umane, prima tra tutte quella del ritorno in patria, in un'implicita dichiarazione di poetica che accomuna tutta la sua produzione.
Il sonetto "A Zacinto", dunque, rispecchia più di ogni altro componimento l'animo e gli ideali di Foscolo, in quanto racchiude in sé le tematiche care al Poeta (l'esilio, la patria, la poesia, le illusioni, il mito, la morte) e rappresenta l'armonia tra le due tendenze presenti nella poesia e nella personalità di Foscolo: la raffinatezza del gusto neoclassico, qui incarnato dal riferimento alla grecità, e la passione romantica, profusa nel tema dell'esilio.
Nella produzione foscoliana si possono riscontrare due tendenze diverse: da una parte l'adesione all'estetica neoclassica, che può portare il Poeta alla fuga verso un'idea astorica e assoluta dell'arte, dall'altra la spinta romantica, che lo porta al confronto diretto e appassionato con il presente.
I capolavori di Foscolo nascono dalla complementarità delle due tendenze, come è possibile ammirare in alcuni Sonetti e nei "Sepolcri".
LA BIOGRAFIA
- 1778: Foscolo nasce a Zante
- 1792: si trasferisce a Venezia
- 1797: dopo il trattato di Campoformio si stabilisce a Milano e poi a Bologna
- 1799: è tenente volontario nella Guardia Nazionale
- 1804: si unisce all'esercito Napoleonico e viaggia per la Francia del Nord, incontrando l'inglese Fanny
- 1806: ritorna a Venezia
- 1810: entra in polemica con l'ambiente letterario milanese
- 1812: si trasferisce a Firenze
- 1815: in seguito alla sconfitta di Napoleone a Lipsia è costretto ad andare in esilio in Svizzera e poi a Londra
- 1827: muore in povertà a Londra, dove vive con la figlia Floriana
Foscolo tende a creare in ogni sua opera un alter ego, ossia un personaggio in cui egli possa identificarsi e che rappresenti una parte della sua complessa personalità.
L'alter ego che meglio incarna la parte romantica della personalità dell'autore è Jacopo Ortis, protagonista del romanzo epistolare che da lui prende il nome.
La peculiarità del personaggio sta nella passione politica che egli dimostra, evidenziata soprattutto nel tema dell'esilio che lo lega all'autore. Inoltre la componente introspettiva del romanzo evidenzia le altre tematiche care al personaggio e anche all'autore, ossia l'angoscia della morte e le illusioni dell'amore della poesia, affrontate semore con uno stile patetico ed emotivamente coinvolgente.
Alla personalità di Jacopo si oppone quella di Didimo Chierico, altro principale alter ego del Poeta. Didimo, che già dal nome si presenta come un "doppio" dell'autore, sarebbe l'intellettuale (un chierico, appunto) autore della traduzione del "Sentimental Journey" di Sterne, operata da Foscolo in due fasi, tra il 1804 e il 1806 e tra il 1812 e il 1813. Didimo rappresenta il distacco dalle passioni giovanili, proprie e dell' autore, e la sfiducia negli ideali passati, e il ripiego, invece, nella demistificazione e nello scetticismo.
Nel sonetto "A Zacinto" e nella quarta parte del carme "Dei Sepolcri" Foscolo identifica se stesso con Omero, in quanto vate e in quanto poeta di gusto neoclassico, che riferisce ogni aspetto del reale alla classicità e in particolare al mondo greco.
Sempre nel c
omponimento "A
Zacinto" l'Autor
e si paragona
anche ad Ulisse,
a sottolineare

il d
iverso esito che
egli avrà nel

suo p
eregrinare.
Nel romanzo "L
e ultime lettere di
Jacopo Ortis" l'autore
si identifica non
solo nel protagonista, m
a anche nel
destinatario di gran parte de
lle lettere,
Lorenzo Alderani, caratterizzat
o da una
visione distaccata e relativistic
a della
vita, così come il Didimo tradut
tore di
Sterne.
All' auto
re inglese, infat
ti, fa
pe
nsare anche lo
stesso nome
di

Lorenzo.
Come il poeta definisce se stesso...
"spirto guerrier" ("Alla sera", v. 14)
"fuggitivo" ("Dei Sepolcri", v. 226)
ramingo ("Dei Sepolcri", v. 12)
Foscolo autore
Ugo Foscolo è il primo scrittore borghese italiano, in quanto egli è costretto dalle necessità economiche e dall' assenza di una rendita nobiliare o di un'impiego ecclesiastico a fare della scrittura una vera e propria professione. Difatti egli pratica una grande varietà di generi: oltre alla poesia e al romanzo epistolare, opera anche traduzioni di opere classiche e moderne, e, soprattutto nel periodo inglese, scrive opere di critica letteraria e pratica il giornalismo.
Le idee
Foscolo riprende dall' Illuminismo una visione laica e materialistica del mondo e può essere accostato ad autori come Parini nell'attribuzione di una funzione sociale alla poesia.
Le caratteristiche preromantiche dell'opera foscoliana si riscontrano, invece, nella concezione del paesaggio come riflesso dei sentimenti dell'uomo, nella valorizzazione dell'interiorità e nella passione politica.
Il Neoclassicismo è una tendenza culturale sviluppatasi in Europa parallelamente all'Illuminismo, i cui esponenti in campo artistico si riconoscevano nel programma neoclassico. Esso nacque come rea
zione al Rococò e fu
promosso dalla nascita dell'archeolo
gia e caratterizzato
dall' interesse per l'arte antica grec
o-romana, i cui
modelli divennero sia esempi formal
i sia morali
, considerati sempre con un sentimento di
nostalgica
lontananza.
CLASSICO
Il termine "classico" deriva dall' ordinamento di Servio Tullio in classi di censo: l'aggettivo "classicus" significava, nell'antica Roma, «appartenente alla prima classe dei cittadini», pertanto «di prim’ordine, migliore». Gli autori classici sono, quindi, quelli che vengono presi a modello.
Un contributo fondamentale fu dato al Neoclassicismo dall'archeologo e storico dell'arte tedesco Johann Joachim
Winckelmann
: per aver pubblicato la "Storia delle arti del disegno presso gli antichi", in cui la storia dell'arte antica è ricostruita in base alle scoperte archeologiche, egli è considerato il fondatore dell'archeologia moderna. Insieme al pittore tedesco Anton Raphael
Mengs
, reputato il maggiore esponente del Neoclassicismo, Winckelmann affermava che gli artisti dovessero imitare le opere antiche (la più perfetta delle quali era considerata l'Apollo del Belvedere), traendo insegnamento dai criteri di armonia e proporzione che le caratterizzano.
In campo letterario i maggiori esponenti del Neoclassicismo in Italia furono i poeti Vincenzo
Monti
e Ippolito
Pindemonte
, celebri per aver tradotto, rispettivamente, l'Iliade e l'Odissea di Omero.
In campo pittorico il maggiore esponente è considerato francese Jacques-Luois David, che prese inizialmente a modello immagini di virtù civiche appartenenti all'antica Roma, come nel "Giuramento degl Orazi" e in seguito divenne il pittore ufficiale del regime napoleonico, rifacendosi, invece, al lusso della Roma mperiale.
Jacques-Luois David,
Napoleone che valica il San Bernardo
, 1800. Malmaison, Museé National du Chateau
Jacques-Louis Davis,
Giuramento deli Orazi
, 1784-85. Parigi, Museo del Louvre
Lo scultore più rappresentativo del Neoclassicismo è Antonio
Canova
, che nelle sue sculture era solito adoperare il marmo bianco, seguendo i canoni classici di armonia, grazia e perfezione.
Antonio Canova, Le tre Grazie, 1812-16. San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage
Antonio Canova,
Amore e Psiche
, 1788-1793. Parigi, Museo del Louvre
Giuseppe
Parini
fu il più importante poeta italiano nel periodo dell'Illuminismo. Scrisse le "Odi" e il poema in endecasillabi sciolti "Il Giorno", considerando la poesia come strumento di intervento civile e teorizzando una poetica di commistione tra utile e bello.
In Francia e in Italia il Neoclassicismo entra in crisi intorno al 1810 (quando vengono pubblicati gli articoli di Madame de Stael), mentre in Germania e in Inghilterra le tendenze romantiche si affermano già nel biennio 1798-1800. Il movimento romantico si presenta con una forte identità anticlassicista e antilluministica, poiché esso valorizza i sentimenti e le passioni ed esalta i valori nazionali e la religione cristiana.
Già nella seconda metà del Settecento si sviluppano, principalmente in Inghilterra e in Germania, tendenze artistiche ed intellettuali anticlassiciste e preromantiche.
John Robert Cozens, Isola Bella On Lago Maggiore, 1783.
Caspar David Friedrich, Abbazia nel querceto, 1810. Berlino, Alte Nationalgalerie
In Inghilterra già a partire dall'ultimo decennio del Seicento si afferma una nuova visione della natura: con il termine "sublime", ripreso dal trattato dello Pseudo-Longino, viene indicata una bellezza anticlassica, legata alla grandezza e alla magnificenza della natura, che genera nell'uomo una sorta di piacevole orrore, un diletto misto a terrore.
Tale concezione è espressa dal filosofo irlandese Edmund Burke nell' "Indagine filosofica sull'origine delle nostre idee del bello e del sublime" (1757), in cui si afferma che "Tutto ciò che [...] agisce in modo analogo sl terrore, è una fonte del sublime; ossia ciò che produce la più forte emozione che l'animo può sentire".
La stessa idea è ripresa e ampliata dal filosofo tedesco Immanuel Kant nella "Critica del giudizio" (1790), in cui il sublime è visto come un piacere che consente all'uomo di misurarsi con una natura immensa rispetto alla propria piccolezza e di afferrare l'idea di infinito che essa suscita.
Sempre in Inghilterra nella prima metà del Settecento si afferma nell'arte l'idea di "pittoresco", strettamente legata a quella di "sublime", che indica un interesse per ciò che nella natura è asimmetrico, irregolare, intricato, insolito. Tale passione per gli elementi naturali che provocano stupore e inquietudine è presente, ad esempio, nel pittore inglese John Robert Cozens.
Collegate all'estetica del sublime sono le poetiche del notturno e del mortuario che si diffondono in Inghilterra a metà del Settecento nell'ambito della poesia sepolcrale, i cui maggiori esponenti sono Edward Young e Thomas Gray.
http://www.gutenberg.org/files/33156/33156-h/33156-h.htm
http://www.poetryfoundation.org/poem/173564
Con James Macpherson compaiono in Inghilterra le prime prese di posizione consapevolmente anticlassicistiche. Macpherson tradusse i canti epici dei bardi gaelici irlandesi e scozzesi risalenti ai secoli XII-XVI e li riunì nei "Canti di Ossian" (1765), facendo riferimento ad un leggendario bardo gaelico vissuto nel III secolo d.C.
http://www.sacred-texts.com/neu/ossian/
Il romanzo gotico nasce in Inghilterra a metà del Settecento come genere legato ad aspetti soprannaturali, ambientazioni medievali e ad una poetica anticlassica.
Il primo romanzo gotico, fondatore del genere, è "Il Castello di Otranto" di Horace Walpole, pubblicato nel 1764. In un'ambientazione medievale, tipica del genere, l'autore sviluppa una storia di fantasmi ed eventi misteriosi.
"I Misteri di Udolpho", romanzo scritto da Ann Radcliffe nel 1794 ha a che fare anch'esso con il soprannaturale e con situazioni di terrore fiscio e psicologico.
"Il monaco" di Mattew Lewis (1796) racconta invece una storia di peccato e tentazioni, presentando anche tutti i tratti caratteristici del romanzo gotico, nonostante l'ambientazione spagnola.
Il movimento dello "Sturm und Drang" (tempesta e assalto) si sviluppa in Germania tra il 1770 e il 1785 in aperta polemica con il razionalismo e con il classicismo francese, sostenendo l'importanza dell'individualismo e del genio umano e indicando in Shakespeare il maestro di una poesia spontanea in contrapposizione a quella neoclassica. Tale visione è adottata, ad esempio, da Goethe nel romanzo epistolare "I dolori del giovane Werther".
Massimo esponente del Romanticismo vero e proprio nelle arti figurative è il pittore tedesco Caspar David Friedrich, nelle cui opere si osserva l'importanza data dai romantici alla natura e la passione per le ambientazioni lugubri, simili a quelle dei romanzi gotici inglesi.
In ambito musicale si trova, invece, il pianista e compositore polacco Fryderyk Franciszek Chopin, eccezionale virtuoso del pianoforte, strumento che diventa espressione dello spirito romantico.
L'estetica neoclassica è evidente, nel romanzo, principalmente nella figura di Teresa. La donna viene ritratta da Jacopo come una "celeste fanciulla" dalle movenze e dalle caratteristiche tipicamente classiche, secondo i canoni di perfezione e di armonia, ammirata in abiti bianchi e impegnata in attività quali suonare l'arpa e recitare strofette di Saffo.
In entrambe le odi approvate da Foscolo, "A Luigia Pallavicini caduta da cavallo" (1800) e "All'amica risanata" (1802-1803), la donna è ammirata secondo i canoni dell'estetica neoclassica.
Nell'ode più antica l'autore si rifà al gusto galante del Settecento arcadico, riprendendo modelli e forme di una bellezza ideale idilliaca e distaccata.
La seconda ode risulta, invece, più intensa e personale, in quanto la donna viene ritratta nella realtà delle sue azioni, nelle quali sprigiona una nuova sensualità che rientra, però, sempre nei canoni di armonia e di equilibrio, valori che hanno la funzione di consolare gli uomini dando significato alla vita. Inoltre l'orientamento classicistico è testimoniato anche dai riferimenti a fonti e personaggi greci e latini.
I quattro sonetti più recenti ("Alla sera", "A Zacinto", "Alla Musa" e "In morte del fratello Giovanni") rispecchiano anch'essi un gusto neoclassico sia nella rappresenta-zione del paesaggio sia nella ripresa di elementi classici e mitici (Venere, Ulisse, Omero, i numi, la Musa).
Nei "Sepolcri" il mondo classico viene citato come esempio idealizzato di culto sereno e naturale dei defunti, in contrapposizione con quello angosciante medioevale e contoriformista.
Inoltre l'exemplum dei caduti a Maratona, che hanno spinto i propri compatrioti a combattere per la libertà, è utilizzato dall'autore come prova del valore civile delle tombe. Infine nella quarta parte del carme i riferimenti classici si fanno più frequenti a dimostrare la funzione della morte di riscattare dalle ingiustizie terrene (come nel caso di Aiace) e della poesia di eternare le gesta degli uomini grandi (come Omero fece con i guerrieri impegnati a Troia).
Nei tre inni a Venere, a Vesta e a Pallade sono chiaramente messi in primo piano sia il riferimento al mito e alla classicità, sia l'estetica neoclassica (non a caso l'opera è dedicata allo scultore Antonio Canova). Il risultato, però, non è tra i più elevati nella produzione foscoliana, poiché l'estrema idealizzazione della bellezza e del mondo greco portano l'autore a valutare con freddezza e disinteresse un passato mai realmente esistito.
Dall'epistolario foscoliano, insieme reale e letterario, emerge lo slancio passionale e preromantico dell'autore nel trattare i temi a lui più cari, come quello dell'esilio e dell'assoluta libertà dell'arte, affrontati, ad esempio, nella lettera del 31 marzo 1815.
Il sacrificio della patria è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.
(Da' colli Euganei, 11 ottobre 1797)
Il romanzo presenta numerosi aspetti preromantici, a partire dalla preminenza dell'introspezione psicologica rispetto all'intreccio. A questo elemento si aggiungono l'assoluta novità nella letteratura italiana della passione politica presente nell'opera (evidente già dall'incipit) e dell'attenzione data al paesaggio quale riflesso dell'animo dei personaggi (come è possibile riscontrare, ad esempio, nella lettera da Ventimiglia). Non bisogna dimenticare, poi, che il modello, il romanzo epistolare "I dolori del giovane Werther" di Goethe del 1774, risulta di fatto appartenente alla corrente preromantica dello "Sturm und Drang" tedesco.
Nei Sonetti, in cui generalmente prevale la compostezza neoclassica del Poeta, sono anche evidenti espressioni dello spirito romantico di Foscolo, quali:
"spirto guerrier" ("Alla sera")
"illacrimata sepoltura" ("A Zacinto")
"secrete cure che alviver tuo furon tempesta" ("in morte del fratello Giovanni")
Tali locuzioni, non a caso, risultano collocate sempre in posizione di rilevanza, alla fine del componimento o evidenziate da enjambements.

Un ultimo aspetto preromantico della poesia foscoliana può essere considerata la ripresa di tematiche e "topoi" cari alla poesia sepolcrale inglese. In particolare nella prima parte del carme "Dei Sepolcri", ai vv.78-90, immagini e suoni lugubri stanno a sottolineare come solo la cura degli uomini può dare un senso alla morte, sottraendo le sepolture alla natura incurante.
Senti
r
aspa
r
f
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a le mace
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la de
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elitta cagna
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teschio
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pa, e svolazzar su per le
croci
sparse per la f
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ëa campagna
e l'immonda accusa
r
col l
u
tt
ü
oso
sing
u
lto i
r
ai di che son pie le stelle
alle obblïate sepolt
u
re. Indarno
sul tuo poeta, o Dea, preghi rugiade
dalla squallida
notte
. Ahi! su gli estinti
non
sorge fiore, ove
non
sia d'umane
lodi onorato e d'amoroso
pianto
.

("Dei Sepolcri", vv. 78-90)
Le parole d'ordine dei "classici"
bello eterno
imitazione
autori greci e latini
mitologia
pubblico di eruditi
lingua dotta
(cfr. pag. 446 "La scrittura e l'interpretazione" vol. 4)
Le parole d'ordine dei romantici
bello storico
originalità
autori moderni
temi cristiani e attuali
pubblico borghese
lingua "popolare" (uso del dialetto)
(cfr. pag. 446 "La scrittura e l'interpretazione" vol. 4)
L'opinione
dei critici
Luperini:
"[...] nel carme [...] il riferimento al mondo classico non implica l'imitazione di un modello perfetto e definitivo, ma al contrario impone una responsabilizzazione del presente [...]. Anche il presente, in qualche modo, è invitato a divenire classico, cioè a porsi all'altezza dei modelli antichi. Ovvero: il presente è considerato con occhi antici (e viceversa). [...] Mentre la sostenutezza neoclassica si basa sull'imitazione di un valore estetico considerato primario, quella foscoliana non riconosce un primato alla bellezza se non in quanto espressione esemplare di civiltà."

(par. B1 pag. 46, "La scrittura e l'interpretazione" vol. 4)
De Sanctis:
"Foscolo ti dà la formola della nuova letteratura. La sua forza non è al di fuori, ma al di dentro, nella coscienza dello scrittore, nel suo mondo interiore. [...] Foscolo apriva la via al nuovo secolo. E non è dubbioche, se il progresso umano avvenisse non in modo tumultuario, ma in modo logico e pacifico, l'ultimo scrittore del secolo decimottavo sarebbe stato anche il primo scrittore del secolo decimonono, il capo della nuova scuola. ma quel progresso vestiva aspetto di reazione, e in quella sua forma negativa e violenta offendeva le idee e le forme di un secolo, del quale Foscolo si sentiva complice. Gli spiaceva soprattutto la guerra mossa alle forme mitologiche. Sentiva in quelle negazioni negato sé stesso. E quando avea già moderate molte sue opinioni religiose e politiche, e s'era fatto della vita un concetto più reale, e s'era spogliata gran parte delle sue illusioni, quando stava già con l'un pié nel nuovo secolo; calunniato, disconosciuto, dimenticato, nel continuo flutto delle sue contraddizioni finì tristo, lanciando al nuovo secolo, come una sfida, le sue <Grazie>, l'ultimo fiore del classicismo italiano".
(F. De Sanctis, "Storia della letteratura italiana", Sansoni, pp. 751-752)
Binni:
"Nella poesia delle <Grazie> il lungo e complesso movimento neoclassico italiano trova la realizzazione più alta e il superamento delle sue aspirazioni [...]. Il neoclassicismo vive nella sua punta più alta quando la passione romantica soffonde di calore la impeccabile linearità, e una segreta furia freme nel candore di forme pacate e consolatrici, [...] altissima sintesi letteraria che in Italia è rappresentata dal Foscolo e soprattutto dalle <Grazie>."
(Walter Binni, "La poetica neoclassica in Italia")
Vita:
Opere:
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