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Nietzsche, il filosofo dell'oltre

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by

Davide Penna

on 26 April 2017

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Transcript of Nietzsche, il filosofo dell'oltre

Nietzsche: il filosofo (profeta?) dell'
oltre
.

Vita e opere
1844
: il 15 ottobre Nietzsche nasce a
Rocken
, presso
Lipsia
. Il padre è un pastore protestante e muore quando Friedrich ha solo 5 anni. Negli anni di scuola Nietzsche rivela la sua natura artistica: compone musica e scrive poesie.

Periodo illuminista


Dopo il periodo giovanile -->
periodo illuminista
:
scrittura aforistica, espilicito rifiuto dei maestri di un tempo (Wagner e Schopenhauer). Opere:
1878
Umano, troppo umano
,

1881

Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali
,
nel 1
882

la

Gaia Scienza


Periodo illuminista: radicale critica ai valori della tradizione su cui si basa la cultura occidentale attraverso la fiducia nella ragione, nella scienza, nel metodo genealogico: rintracciare la genesi storica di ogni valore. Occorre una nuova filosofia: la
filosofia del mattino
propria del viandante, colui che è in cammino, il quale grazie alla scienza si libera dei fantasmi oscuri del passato

Spirito libero
: altro concetto chiave di questo periodo.
E' colui che può operare la filosofia del mattino, è il
viandante che si libera delle certezze precostituite e
accetta la transitorietà e l'instabilità.
La nascita della tragedia
Prima opera:
La nascita della tragedia dallo
spirito della musica


Obiettivo: dare una spiegazione non solo della nascita della
tragedia ma
dell'intera civiltà greca e proporre una riflessione
sull'arte ellenica
.
Componenti della cultura greca
Apollineo
: armonia, serenità, perfezione formale, misura, equilibrio.
Dionisiaco
: mondo vitale, oscuro, istintuale, "barbarico", vera fonte dell'arte greca. Simbolo di questo caos di forze è Dioniso, dio dell'ebbrezza, della vitalità che non conosce limiti, ma tutto confonde e trascina in una corrente che erompe dal fondo
misterioso della realtà. Si esprime soprattutto nella musica, nella
danza ebbra dei devoti di Dioniso in cui si annulla la distinzione
tra individuo e mondo.
L'arte e la tragedia greca sono sintesi di questi elementi.

Le considerazioni inattuali
Tra il
1873 e il 1876
Nietzsche pubblica quattro

Considerazioni inattuali
. Sono saggi brevi, inattuali
perché non conformi ai gusti e alle opinioni correnti.
La seconda
Inattuale
:
Sull'utilità e il danno della storia
per la vita.
Nietzsche qui critica la
saturazione della
storia
che caratterizza la nostra epoca, il cui simbolo sono quei minuziosi volumi che soffocano lo spirito creativo e schiacciano il lettore sotto il peso dell'erudizione. In
questo modo gli uomini sviluppano un senso di
dipendenza dal passato che opprime la capacità di
"fare" nuova storia. Questo nasce dalla

idolatria del fatto

e dalle
illusioni storicistiche.
La morale dei signori
I signori sono i forti, i "ben riusciti", i dominatori,
coloro che sviluppano i valori vitali. I loro valori sono
quelli della nobiltà, della signorilità, espressione di ciò che è
superiore per natura. In questa morale, il cattivo non è il
nemico o colui che ci fà del male, ma lo schiavo che appartiene ad una categoria inferiore.

Le azioni non sono buone o cattive in sé, ma in quanto commesse da individui superiori o inferiori per natura.
Espressione di questa visione è il mondo
eroico cantato da Omero.

1858
: comincia a frequentare il collegio statale di
Pforta
, tra i più prestigiosi di tutta la Prussia, dove avevano studiato anche Fichte e Schlegel.
1864
: si iscrive alla
Facoltà di teologia di Bonn
. Solo un anno dopo, nel
1865
, si trasferisce a Lipsia per studiare filologia classica. Nello stesso anno legge per la prima volta
Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer
, trovato quasi per caso nella bottega di un antiquario, e ne rimane profondamente colpito.
1868
: conosce personalmente il compositore Wagner, che eserciterà su Nietzsche un grande fascino umano e artistico.
1869
: ottiene la cattedra universitaria di filologia classica a
Basilea.
Qui conosce lo storico
Jacob Burckhardt
. Tiene alcune conferenze su Socrate e sulla tragedia che porteranno alla sua prima pubblicazione avvenuta nel
1872
dal titolo

La nascita della tragedia dallo spirito della musica
con dedica a Wagner. Tra il
1873
e il
1876
pubblica
le quattro

Considerazioni inattuali.
Nel
1878
rompe l'amicizia con
Wagner e prende anche le distanze dalla filosofia di
Schopenhauer. In questo periodo si aggravano le sue
condizioni di salute e non può più insegnare.
La tragedia greca
La tragedia greca raggiunse la perfezione nel
V
secolo
, con
Eschilo
e
Sofocle
. Il miracolo greco
non sta nell' esprimere serenità nella capacità di
rendere nell'apollineo, il mistero del dolore universale,
il dionisiaco.

Con
Euripide
iniziò la decadenza --> tentativo di dare una spiegazione razionale, di voler capire, di voler incasellare il dionisiaco in una spiegazione consolante e razionale. Il mondo
di oggi, quello in cui viviamo è figlio di una lunga decadenza inconsapevole che per Nietzsche ha un solo nome: il

razionalismo
. Il mistero doloroso che si esprime nella tragedia,
invece, non si può capire, non ha spiegazione. Voler
spiegare il tragico, dice Nietzsche, è segno della
décadence
. Ma come mai questo? Cosa era
successo?
Chi era il vero colpevole del
razionalismo consolante e decadente?
Socrate e la
décadence
razionalista
Il colpevole è
Socrate
-->vuole spiegare la realtà, crede
che tutti gli uomini possano comprenderla, colui che
all'impulso artistico contrappone l'analisi dialettica, che crede
nell'esistenza della verità quando, invece, la natura e la vita non ne conoscono alcuna. Il razionalista, l'uomo socratico è un ottimista, è
il padre della modernità con tutte le sue illusioni: progresso della conoscenza, dominio sulla natura, uguaglianza delle intelligenze e dei diritti. La modernità è il culmine di una lunga decadenza iniziata con la perdita della dimensione tragica nell' "illuminismo greco", proseguita
poi nell'umanitarismo cristiano e nelle follie egualitarie della
Rivoluzione francese.
L'unica speranza per uscire dalla decadenza è la Germania, grazie alla
filosofia di Kant e Schopenhauer; essi hanno mostrato come sia
impossibile conoscere razionalmente il fondo misterioso della
realtà. Ma soprattutto la speranza per Nietzsche è nella
musica tedesca il cui simbolo è
Wagner.



Idolatria del fatto
: considerare i fatti,
come oggettivi, indipendenti da una narrazione soggettiva che li interpreti. Per Nietzsche i fatti sono sempre stupidi, hanno sempre bisogno di un interprete. Solo le teorie sui fatti sono intelligenti.
Illusioni storicistiche
:
tipiche di coloro che credono che la storia proceda secondo un
senso definito, sia espressione di una
necessità logica. Pensare questo porta
ad essere esitanti e insicuri.
Il periodo illuministico
Successivamente Nietzsche si distacca da
Wagner e da Schopenhauer, il primo perché
è ritenuto espressione dello spirito borghese e per il
suo avvicinamento al cristianesimo; il secondo perché alla lunga viene considerato espressione di un pessimismo figlio della rassegnazione che non sa accettare la tragicità della vita rispondendo con una vita eroica che porta a dire di "sì" a se stessi. E' il
periodo illuministico
di Nietzsche per il carattere critico degli scritti di questo periodo:
Umano, troppo umano
,
Aurora
, la
Gaia Scienza.
Ultima fase: La genealogia della morale e la volontà di potenza
Ultima fase: critica della morale e della religione.

Opere:
Al di là bene e del male
,
La genealogia della morale
,
Il crepuscolo degli idoli
,
L'Anticristo
,
Ecce homo
,
Volontà di potenza


Oltre a Dio, una grande menzogna è la morale. Non esistono valori assoluti, la morale è una
costruzione sociale,
è l'insieme delle norme e dei valori e derivano da impulsi naturali dell'animale uomo che in sé non sono utili o dannosi. Nella

Geneaologia della morale
Nietzsche compie una storia della
morale: in essa si contrappongono una morale dei signori e
una morale degli schiavi.
La trasvalutazione dei valori
Come uscire dalla morale degli schiavi in cui
l'Occidente è immerso?

Non ritornando all'animalità ma annullando quella moralità innaturale e antivitale, eliminando la moralizzazione del mondo, l'interpretazione morale del mondo. Ovvero effettuando la
trasvalutazione dei valori:
l'atto supremo con cui l'umanità si libera dalla menzogna dei valori morali che hanno portato alla rinuncia alla vita e li sostituisce con altri che
derivano dalla accettazione
entusiastica della vita.
La morale degli schiavi
Gli schiavi sono i dominati, i deboli, i "malati". La loro
morale è espressione della loro inferiorità. Qui i valori sono
invertiti: è cattivo tutto ciò che è buono per i signori, compreso il
valore fisico, il culto del corpo e la bellezza. I deboli non hanno la
forza di sfidare i dominatori perché hanno paura, la loro morale nasce
dal
risentimento
(
ressentiment
). Essi inventano l'idea dell'uguaglianza
e accusano i signori di averla calpestata. Gli schiavi diffondono le loro
idee nel mondo come un veleno che intossica gli stessi signori. Questi, così, si convincono di avere il dovere della compassione e finiscono col
rinunciare ai propri valori avviandosi verso la decadenza. La morale di
oggi è nata da questa "
rivolta degli schiavi
", avvenuta nei secoli e il cui prodotto più riuscito è il cristianesimo e la sua forma più recente è il socialismo. Il principale artefice di tutto questo è il prete; la casta sacerdotale è quella che elabora i principi ascetici che negano i valori
vitali dei signori. Il prete asceta ha incoraggiato il risentimento degli
schiavi, lo ha diffuso nell mondo legando l'animale-uomo al
senso di colpa. Il popolo sacerdotale per eccellenza
è quello ebreo.
Il nichilismo

Il dominio della morale degli schiavi è stato favorito
anche dalla
tradizione metafisica
che ha dominato
l'Occidente da Socrate e Platone in avanti:
essi hanno
spaccato il mondo in due,
una parte trascendente, ideale, eterna,
e un'altra apparente, sensibile, caotica e transitoria. In questo
modo si è confinata la verità in un mondo altro, separato, diverso
da quello in cui ci troviamo a vivere. Il cristianesimo rielaborato
da Paolo (non quello di Gesù) ha portato alle estreme conseguenze questa dottrina, aggravandola con la promessa di una vita
ultraterrena. In questo modo la cultura occidentale ha
compiuto il suo destino ed è entrata in un profondo
nichilismo
:

una concezione della realtà secondo cui nel mondo in cui
viviamo non esistono valori né principi
, alcunché di
assoluto e che possa fungere da riferimento. Il nichilismo
attuale è l'esito di una malattia millenaria inziata con
Socrate e Platone e culminata nel
cristianesimo.
Nichilismo compiuto e
nichilismo incompiuto
Gli uomini contemporanei tentano di uscire dal
nichilismo inventandosi nuovi valori ideali da sostituire ai
vecchi: politici (come il nazionalismo o il socialismo) o
filosofici (la fede positivista nella scienza). Ma si tratta di
tentativi vecchi e inutili, simili a quelli della vecchia metafisicia e della stantia religiosità, perché anche questi tentativi moderni si illudono che vi sia una verità. Sono forme di
nichilismo incompiuto
. Occorre invece procedere fino in fondo al nichilismo, passare ad un
nichilismo compiuto
,
quello che ha rinunciato definitivamente
ad ogni verità
, al bisogno di riferimento tipico degli spiriti deboli e
incapaci di costruire se stessi. Il nichilismo compiuto è attivo, è
un segno di forza, tipico degli spiriti grandi e vitali. Si esprime
nella partecipazione convinta alla distruzione delle vecchie
e nuove illusioni, è un fare filosofia con il "martello".
ì
La morte di Dio
Questo nichilismo eroico e supremo ha
accettato la
morte di Dio,
annunciata da Nietzsche
in modo paradigmatico nell'
aforisma 125
della
Gaia Scienza.
Morte di Dio non significa solo la fine della religione cristiana o di qualunque religione, ma il crollo della fiducia illusoria in tutti i valori su cui si è fondata la civiltà, il crollo della fiducia nelle promesse della storia di libertà, giustizia e uguaglianza, fine della fede in valori
ultraterreni, in una verità e in un'essenza del mondo al
di fuori delle scelte del singolo
.
Così parlò Zarathustra: l'oltreuomo (
Ubermensch
)
Colui che supera l'ultimo uomo è l'
ubermensch
,
l'
oltreuomo
di cui Nietzsche parla nell'opera
Così parlò
Zarathustra.

L'opera fu scritta tra il
1883 e il 1885
con stile di scrittura
diverso: non più aforismi ma lungo poema in prosa con un linguaggio profetico, simbolico, metaforico. Vi si annuncia un nuovo inizio per la storia del pensiero: l'aurora precedentemente
annunciata ha raggiunto il meriggio ma la luce del pensiero di
Nietzsche è "un bagliore che acceca" e rimane costante il rischio
di fraintendimento.
Zarathustra è un personaggio realmente esistito, un principe
persiano fondatore dello zoroastrismo. Per Nietzsche è la
figura più adatta per riprendere il messaggio di Dioniso:

dire di sì alla vita e amare il proprio destino
.
Terza fase: la filosofia del meriggio,
Così parlò Zarathustra
e
l'oltreuomo (
Ubermensch
)
Con l'opera dello Zarathustra, inizia la
filosofia del
meriggio
, quella ha fatto i conti con le illusioni, se ne è liberata
e cerca di costruire un mondo nuovo. Zarathustra è un saggio che
lascia il suo rifugio in montagna, dove è vissuto in solitudine per
dieci anni, per portare in dono agli uomini la vera saggezza. Giunto nella città annuncia: "
Io vi insegno l'
oltreuomo
", il contrario dell'ultimo uomo, quello della società di Nietzsche. L'uomo deve essere superato, "
è un cavo teso tra la bestia e l'oltreuomo
, un
cavo teso sopra l'abisso
".
Quali sono le caratteristiche dell
'ultimo uomo?
--> l'uomo della
società di massa, conformista, mediocre, schiavo della
comodità: "
Ognuno vuole la stessa cosa, è uguale: chi sente in
modo diverso, entra spontaneamente in manicomio
".
Questo tipo di uomo non è più degno della creazione.
L'ultimo uomo vs
l'oltreuomo
Mentre l'ultimo uomo è colui che costruisce idoli della
verità, del bene, di Dio, di se stesso, l'oltreuomo non ne ha,
egli va talmente oltretutto che sa "dimenticare anche se stesso":
"
Io
- dice Zarathustra -
amo colui che ha l'anima così traboccante
da dimenticare se stesso e tutte le cose che sono in lui: tutte le cose diventano così il suo tramonto
". Coloro che si rifugiano in un mondo al di là del presente sono "i nemici della vita", i "predicatori di morte". L'oltreuomo cerca la pienezza in questa vita, la sua "fedeltà alla terra", il "suo sì alla vita" è totale:
abbraccia tutto ciò che
è e tutto ciò che è stato
. Bisogna accettare il proprio passato, solo
quando lo avremo fatto, ne saremo liberati dal peso. Bisogna
trasformare "l'è stato" in "così ho voluto, così voglio, così
vorrò". L'oltreuomo è colui che è capace di accettare la
morte di Dio, di vedere il sangue di Dio nelle proprie
mani.


L'innocenza dell'avvenire
Se la realtà non è buona né cattiva; se non esistono
criteri per valutarla moralmente come se si fosse esterni
ad essa; se i criteri morali sono pura invenzione umana; allora
la realtà è un
puro processo
, non ha un senso, uno scopo, una
direzione. Ogni evento è necessario perché è in connessione con
tutto il resto, e ogni evento non è buono né cattivo --> dottrina
dell' "
innocenza dell'avvenire
"

Solo gli spiriti grandi e forti sono in grado di comprenderlo e accettarlo
sopportandone il peso tremendo. Sopportare significa sfidare
la realtà, obbedire ai propri istinti vitali. Per sapere se si è in grado di
accettare fino in fondo l'innocenza dell'avvenire basta farsi alcune
domande:
sei pronto ad accettare che il mondo ricominci daccapo lo
stesso cammino? Ad accettare di rivivere, ora e subito, la tua vita con
tutto quello che hai vissuto? Sei disponibile a dire di sì a tutto ciò
che è come se fosse eterno?
Se si hanno dubbi a rispondere di sì
vuoldire che non sei stato pienamente te stesso.
L'eterno ritorno
Ecco la dottrina dell'
eterno ritorno dell'uguale
,
che Nietzsche riprende dall'antica Grecia, in
particolare dagli stoici: "
vivi in modo da poter desiderare
di vivere questa stessa vita in eterno
". E' una sorta di criterio
in base al quale ogni uomo può commisurare la propria vicinanza all'oltreuomo. E' un pensiero abissale che Nietzsche
elabora in un aforisma della
Gaia Scienza
e poi nello
Zarathustra,
dove è presentato come la concezione fondamentale. Solo l'oltreuomo può abbracciare fino in fondo l'eterno ritorno dell'uguale, è capace di dire totalmente di sì alla vita. Egli ama la vita come se fosse ciò che lui ha sempre voluto. Il suo sì è amore per il fato (
amor fati
). Ecco cosa scrive in
Ecce Homo
: "
La mia formula per la grandezza dell'uomo è
amor fati: non voler nulla di diverso, né dietro, né davanti a
sé, per tutta l'eternità. Non solo sopportare, e tanto
meno dissimulare il necessario [...] ma amarlo
".
Così parlò Zarathustra: la filosofia del meriggio
Tra il
1883 e il 1885
, a Rapallo, pubblica quella che
considererà la sua opera maggiore il
Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno.

Inizia la
filosofia del meriggio

ovvero la filosofia pienamente consapevole, quella che ha fatto a meno di Dio, dei valori assoluti, del "mondo vero" e di ogni separazione dualistica della realtà.

Intanto a Roma, nel
1882
conosce una giovane donna russa di grande intelligenza e bellezza, Lou von Salomé; Nietzsche le chiese perfino di sposarlo ma ricevette un rifiuto che gli causò una profonda depressione.
Ultimo Nietzsche
Nel
1886
esce
Al di là del bene e del
male. Preludio di una filosofia dell'avvenire
con cui inizia l'ultima fase del pensiero --> critica
della morale e del cristianesimo, polemica col
proprio tempo -->
"filosofare col martello"
distruggendo le credenze dominanti.

Opere: nel
1887

Geneaologia della morale,
nel
1888
esce il
Crepuscolo degli dei
e altre tre opere che non vedrà stampate
Volontà di potenza
(pubblicata dalla
sorella Elisabeth nel 1901 su appunti del
1888-1889)
L'Anticristo
(1895),
Ecce homo
(1908).
La mattina del
3 gennaio 1889
nei
pressi di piazza Carlo Alberto a Torino, venne
colto da malore per strada. Cadde a terra ed ebbe
le convulsioni. Si dice, anche se non è provato, che prima di crollare a terra abbia abbracciato un cavallo
di una carrozza perché frustato dal vetturino. Nei
giorni seguenti invia lettere deliranti ad amici e uomini politici firmandosi "Dioniso" e "il Crocifisso". Nel più lungo di questi "biglietti della pazzia" inviato a Burckhardt scrisse: "
In definitiva mi sarebbe piaciuto molto di più essere professore a Basilea che non essere Dio. Ma non oso spingere il mio egosimo
tanto avanti da rinunciare per esso a creare il
mondo
". Trasferitosi dalla sorella morirà, dopo
anni di malattia mentale, il
25 agosto del
1900.
La morte
Periodo illuministico

Umano, troppo umano
segna
l'inizio del periodo illuministico
caratterizzato da: 1)
ripudio dei maestri di un tempo
; 2)
elogio della scienza
e critica della metafisica, della religione, della morale e dell'arte; 3)
sviluppo del metodo critico e genealogico
: eleva il sospetto a regola di indagine, i fatti normalmente ritenuti eterni sono nati in contesti storici
e dunque relativi e contingenti.
Filosofia del mattino e spirito libero
I concetti in cui si esprime il periodo
illuministico:
filosofia del mattino
, quella
del viandante che grazie alla scienza che libera, si emancipa dalle tenebre del passato e diventa
spirito libero
dalle grandi menzogne del passato: Dio, io e mondo.
L'intima essenza dell'essere: la volontà di potenza
Gli ultimi appunti di Nietzsche, scritti quando sta
per sopraggiungere la malattia, hanno come
elemento centrale la
volontà di potenza
. Essa per l'ultimo Nietzsche
è la caratteristica fondamentale di
tutti gli esseri
. La vita è forza espansiva, che si autoafferma: "
La vita stessa mi ha confidato questo segreto: 'Vedi, disse, io sono il continuo, necessario superamento di me stessa
". "
Aver e voler di più, ciò è la
vita stessa
". La vita è un continuo espandersi
troverà la propria espressione più alta solo
nell'
oltreuomo
, colui che si è liberato di ogni
inganno e risentimento e farà propria
la volontà di potenza.
Le tre metamorfosi dello spirito
Nietzsche per farci capire il passaggio
dall'ultimo uomo all'otre-uomo, ci lascia
l'immagine delle tre metamorfosi dello spirito
umano nella storia: 1) il cammello; 2) il leone e 3) il bambino.
Il
cammello
rappresenta l'ultimo uomo,
schiacciato dal peso della morale, del dovere,
di Dio, della tradizione, del tu devi; il
leone
è
lo spirito che ha accettato la morte di Dio,
lotta contro la tradizione e sostituisce il

tu devi
con l'
io voglio.
L'
ubermensch
come fanciullo
Ma il leone non è ancora il compimento dell'oltreuomo; esso è portarore di una libertà negativa che si vuole scrollare di dosso le menzogne (
libertà da
). L'
ubermensch
si compie solo nel
fanciullo
: la creatura non risentita, non educata alla tradizione, libero in senso positivo (libero di o per). Il fanciullo è
libero dalla morale, è al di là del bene e
del male. Il fanciullo al tu devi non
deve rispondere. Il bambino è

volontà creatrice
.
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