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Letteratura latina delle origini

Una visione d'insieme
by

Giovanni Ceschi

on 17 September 2013

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Transcript of Letteratura latina delle origini

Letteratura latina delle origini
Le forme comunicative pre-letterarie
Testimonianze che attestano l'uso della scrittura e l'alfabetizzazione nella Roma arcaica, preparatorie allo sviluppo della letteratura:
Iscrizioni su pietra o bronzo
Fasti consulares, pontificales, triumphales
Tabula dealbata usata dal pontifex maximus, all'origine degli Annales
Carmina religioso-sacrali
Leggi delle XII Tavole
Epitafi ed elogia
Fasti e Annales
I pontifices, massime cariche religiose di Roma, definivano il calendario ufficiale romano, con la distinzione di dies fasti e nefasti - cioè nei quali si potevano svolgere, o meno, gli affari pubblici - e in seguito con la lista dei magistrati in carica anno per anno (
FASTI CONSVLARES
,
FASTI PONTIFICALES
) e dei trionfi militari ottenuti (
FASTI TRIVMPHALES
).
Nella
TABVLA DEALBATA
il pontifex indicava invece avvenimenti di pubblica rilevanza - trattati, dichiarazioni di guerra, eventi prodigiosi - che avrebbero assunto il nome complessivo di
ANNALES
.
Essi sono alla base della nascita di una storiografia romana che avrebbe raggiunto i vertici nell'opera di Tito Livio e Tacito.
Carmina
Questo termine, che deriva probabilmente da
canere
, si applica a giuramenti, profezie, sentenze ma anche a proverbi, scongiuri, precetti pratici. Grande varietà tematica, con l'unico elemento comune di una tessitura ritmica fortemente segnata e percepibile, caratterizzata da iterazioni foniche (es. allitterazioni) e morfologiche e da corrispondenze fra gli elementi della frase (parallelismo verbale).
Prosa e poesia, in tal senso, sembrano quasi "toccarsi".
Vediamo ora alcuni tipi di Carmina.
Una letteratura che nasce "adulta"
Qual è la data di nascita della letteratura latina? Ufficialmente il 240 a.C., data della prima rappresentazione scenica in latino, ad opera del tarantino Livio Andronico.
E prima? Forme popolari di cui i romani eruditi non andavano fieri, ma che a noi moderni interessano alla ricerca di una "preistoria letteraria".
Nel mondo greco invece, come abbiamo visto, "rite ab Homero incipere necesse est": Omero era il sommo poeta e il padre di tutti i generi. Anche i Romani forse avrebbero preferito avere un grandissimo poeta da opporre al Cieco di Chio, iniziatore e perfetto "maestro".
"Dagli occhi di Omero"
Una letteratura che nasce ADULTA, quindi, ma già tributaria nelle sue prime manifestazioni della TRADIZIONE greca della quale si configura, già incipitariamente, come TRADUZIONE.
Una letteratura già CONSAPEVOLE, che conosce la metariflessione poetica. Fare poesia e discutere di poesia sono quindi attitudini già compresenti nell'attività dei primi letterati latini.

MA PRIMA DELLE PRIME
TESTIMONIANZE
LETTERARIE?
Iscrizioni su pietra o bronzo
La più antica iscrizione (IV-III secolo) è la Cista Ficoroni, recipiente cilindrico a tre piedi in bronzo rinvenuto a Preneste nel 1738, decorato a incisione con un episodio della saga degli Argonauti. Sul coperchio Dioniso tra due satiri e l'incisione con il nome del committente e dell'artefice:

DINDIA MACOLNIA FILEAI DEDIT
NOVIOS PLAVTIOS MED ROMAI FECID

Conservata al Museo Nazionale Etrusco
di Villa Giulia a Roma
Il Lapis Niger
Il Cippo del Foro è la più antica iscrizione monumentale latina, incisa sulle quattro facce di un cippo di tufo, mutilo nella parte superiore. Fu rinvenuto nel 1899 nel Foro Romano, al di sotto di una pavimentazione quadrangolare di marmo nero. Quest'ultima è da identificare con il lapis niger che secondo gli antichi autori indicava un luogo funesto, collegato alla morte di Romolo. Lo storico Dionigi di Alicarnasso ricorda l'esistenza di una statua di Romolo nel Volcanale, accanto a un'iscrizione "in caratteri greci". Infatti accanto al cippo, che reca un'iscrizione in alfabeto latino arcaico - molto vicino a quello greco - si trovano una base di colonna e un altare, che è da identificare con quella del santuario di Vulcano.

La scrittura è bustrofedica e in alfabeto arcaico di derivazione greco-etrusca. L'irregolarità dei caratteri sembra suggerire che il testo, più che una funzione informativa per i lettori, doveva utilizzare la carica magico-sacrale della scrittura per incutere timore anche negli analfabeti. L'inizio sembra essere una formula di maledizione contro chi avesse violato il santuario.
Carmina convivalia
: composizioni in versi caratterizzate dall'oralità, di cui nulla è conservato, destinate all'esecuzione nel corso di riunioni conviviali delle famiglie nobiliari. Strumento per esprimere gli ideali aristocratici attraverso la celebrazione delle glorie e del valore degli antenati.
Carmina triumphalia
: brevi componimenti cantati durante la cerimonia del trionfo militare dai soldati che seguivano il carro del generale vittorioso. Solo celebrazione? No, anche battute salaci, approfittando del clima di festa. Un esempio:

Urbani, servate uxores: moechum calvum adducimus.
Aurum in Gallia effutuisti, hic sumpsisti mutuum.
Le più antiche forme di
carmina
in nostro possesso sono di carattere religioso-sacrale:
il
Carmen Saliare
, canto del venerando collegio sacerdotale dei Salii (istituito da Numa Pompilio) che ogni anno in maggio recavano in processione i 12 ancilia, uno dei quali era il famoso scudo sacro caduto dal cielo, pegno della protezione divina su Roma;
il
Carmen Arvale
o
Carmen Fratrum Arvalium
, eseguito da 12 sacerdoti che - sempre nel mese di maggio - levavano un inno di purificazione dei campi. Questo componimento era composto in versi
saturni
.
Carmina
secondo Cicerone erano anche le
Leggi delle XII Tavole
, raccolta di leggi scritte su steli di bronzo esposte nel Foro che secondo la testimonianza di Livio erano state composte da 10 magistrati, i
decemviri legibus scribundis
.
Cum bellum contra Aequos male gestum esset, Lucius Quinctius Cincinnatus, a Romanis dictator creatus cum ruri intentus operi rustico erat, ad bellum arcessitus est. Ab eo hostes victi et sub iugo missi sunt. Postea tribunorum plebis numerus ampliatus est ita ut decem essent. Cum autem nullas leges scriptas haberent Romani, legati Athenas missi sunt ut Graecorum leges inspicerent. Post eorum reditum Romae decemviri pro consulibus creati sunt sine ullis aliis magistratibus, a quibus movae leges constituerentur, trecentesimo secundo anno postquam Roma condita erat. Decemviris omne imperium translatum est. Cum ab his novae leges, Graecorum similes, conditae essent, in decem tabulis scriptae sunt, quae in aede Iovis Capitolini positae sunt ut perpetuo religiose conservarentur.
Ecco alcuni esempi dello stile "monumentale" delle
Leges
, caratterizzate da assonanze, allitterazioni, scansioni in cola ritmici paralleli, che conferiscono un tono di sanzione inappellabile:


SI IN IVS VOCAT, ITO. NI IT, ANTESTAMINO: IGITVR EM CAPITO (I 1)

ADSIDVO VINDEX ADSIDVVS ESTO. PROLETARIO QUIS VOLET VINDEX ESTO (I 4)

SI NOX FVRTVM FAXSIT, SI IM OCCISIT, IVRE CAESO ESTO (VIII 12)
Completano il quadro dei generi preletterari a Roma
epitafi
ed
elogia
: iscrizioni celebrative di uomini illustri. Gli elogia degli Scipioni furono scoperti alla fine del Settecento a Roma, fuori porta Capena. Il più antico sembra quello di Lucio Cornelio Scipione, console nel 259 a.C.

HONC OINO PLOIRVME CONSENTIVNT ROMAI
DVONORO OPTVMO FVISE VIRO
LVCIOM SCIPIONE FILIO BARBATI
CONSOL CENSOR AIDILIS HIC FVET APVD VOS
HEC CEPIT CORSICA ALERIAQUE VRBE
DEDET TEMPESTATEBVS AIDE MERETOD
Epitafi ed elogia
Lo stile di simili componimenti è caratteristico dei
Fescennini versus
: termine forse di origine etrusca (Fescennia è una cittadina dell'Etruria del sud) o correlato al latino fascinum, "malocchio" ma anche "membro virile" a connotare il suo carattere di carmen apotropaico.
Ce ne parla Orazio (Epistulae II, 1, 139 ss.) che indica come sede propria di questi motteggi le feste rurali, da cui avrebbero tratto spunto i carmina triumphalia.
Una visione d'insieme
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