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Copy of Le Conquiste militari di Caio Giulio Cesare

Mappa Concettuale
by

Silvia Roggero

on 30 September 2013

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Transcript of Copy of Le Conquiste militari di Caio Giulio Cesare

Campagne Militari
di
Caio Giulio Cesare

Campagne di Cesare in Gallia
58 a.C.
Cesare inizia le campagne in Gallia, ottenendo importanti successi
contro Elvezi e Germani. Intanto, a Roma il tribuno della plebe,
Publio Clodio ottiene la condanna di Cicerone all'esilio.

57 a.C.
Cesare sconfigge Belgi nell'area dell'attuale Belgio.
A Roma, Pompeo e Crasso favoriscono il ritorno di Cicerone.

56 a.C.
A Lucca, i triumviri rinnovano l'accordo e la spartizione delle aree
d'azione: le Gallie per Cesare; Spagna e Africa per Pompeo;
Oriente per Crasso.

55 a.C.
Cesare compie una veloce spedizione oltre il Reno e in Britannia.

54 a.C.
Seconda vittoriosa spedizione in Britannia, da parte di Cesare.

53 a.C.
Crasso muore nella rovinosa sconfitta subita da parte dei Parti,
a Carre.

52 a.C.
La rivolta generale dei Galli, guidata dal re Vergingetorige, viene
definitivamente sedata ad Alesia, dove il capo gallico si arrende
a Cesare.
Scontro tra Cesare e Pompeo
49 a.C.
Scade il secondo mandato quinquennale nelle Galli di Cesare.
Per non esporsi all'attacco dei suoi avversari politici e di Pompeo,
Cesare oltrepassa il Rubicone, un fiumiciattolo che segna il limite della provincia Cisalpina: ha inizio una nuova guerra civile.
Pompeo decide di abbandonare l'Italia e di trasferirsi in Epiro.

48 a.C.
Cesare per non essere aggredito alle spalle, attacca i seguaci di Pompeo in Spagna e li sconfigge. Si sposta, quindi, in Grecia dove nella battaglia di Farsalo sconfigge le truppe Pompeiane monto più numerose delle sue. Pompeo cerca rifugio in Egitto, ma viene assassinato da Tolomeo XIV. Cesare dichiarò di non poter tollerare che un senatore romano fosse ucciso in terra straniera. Intraprese
dunque, una spedizione punitiva contro Tolomeo e insediò al suo posto la sorella Cleopatra.

46 a.C.
Cesare dunque, organizzò l'offensiva finale contro i Pompeiani;
li sconfisse nella battaglia di Tapso, lungo la costa dell'attuale Tunisia. Rientrato a Roma, celebrò quattro trionfi consecutivi per le vittorie riportate su altrettanti popoli e re stranieri: i Galli, Tolomeo, Farnace, Giuba.

45 a.C.
Cesare debella la resistenza di Gneo Pompeo, figlio di Pompeo.
La battaglia di Alesia
Vedi, Vidi, Vici. (Venni, Vidi, Vinsi)
è la frase con cui, secondo la tradizione, Caio Giulio Cesare annunciò la straordinaria vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C. contro l'esercito di Farnace.
Alea iacta est, è una locuzione latina, che viene tradotta in italiano come "il dado è tratto". Fu pronunciata da Cesare, quando ordinò al suo esercito di oltrepassare il Rubicone.
Cesare, eletto console per l'anno 59, propose
immediatamente una legge per la concessione
di terre ai veterani di Pompeo.
Il console fece anche ratificare la sistemazione
data da Pompeo all'Oriente.
Ottenne quindi per se l'assegnazione, alla fine
del consolato, del governo della Gallia Cisalpina,
dell'Illirico e della Gallia Transalpina, per un
periodo di 5 anni.
Il consolato di Cesare
La Gallia , al tempo della conquista di Cesare, era divisa in 3 parti:
la Gallia Centrale,dalla Garonna alla Senna, era abitata dagli Averni,dagli Edui, dai Sèquani e più a nord dai Senoni e dai Lingoni.
la Gallia Nord-Orientale, dalla Senna al Reno, abitata dai Belgi.
la Gallia Occidentale, abitata a nord dagli Armorici e a sud dagli Aquitani.
I Galli erano di famiglia celtica, forse provenienti dai paesi d'oltre Reno. Vivevano divisi in tribù, spesso nemiche tra loro.
La conquista della Gallia(58-51)
La battaglia di Alesia si svolse nell'anno 52 a.C. nella terra dei Mandubi (nel "cuore" della Gallia transalpina), tra l'esercito romano guidato da Gaio Giulio Cesare e le tribù galliche guidate da Vercingetorige, capo degli Arverni, nell'ambito della conquista della Gallia. L'esito finale della battaglia fu favorevole ai Romani che, al termine dello scontro, poterono annettere i nuovi territori alla provincia della Gallia Narbonense (nel 50 a.C.). Il cuore dei domini dei Celti, come in precedenza era stato per gli Etruschi ed i popoli italici, i Greci della Magna Grecia, i Cartaginesi ed altri ancora, era così annesso alla Repubblica romana, che diventava di fatto erede dell'intera cultura mediterranea e, soprattutto, matrice di quello che oggi giorno viene chiamato mondo occidentale.Alesia fu l'ultimo fra i grandi scontri tra Galli e Romani e segnò il punto di svolta delle guerre galliche in favore di Roma. Dopo di essa, quelle poche popolazioni indigene che osarono ribellarsi al volere del proconsole romano furono schiacciate in modo definitivo l'anno seguente (51 a.C.).

La battaglia di Fàrsalo fu lo scontro decisivo combattuto presso Farsalo il 9 agosto del 48 a.C. Tra l'esercito del console Gaio Giulio Cesare, rappresentante della fazione dei populares, e quello di Gneo Pompeo Magno, leader degli optimates. La battaglia, che si risolse in una netta vittoria delle fazione cesariana, sancì la definitiva sconfitta di Pompeo, e segnò l'inizio della supremazia totale di Cesare, che combatté come legittimo rappresentante delle istituzioni repubblicane.
La battaglia di Fàrsalo
In epoca romana segnò per un periodo (epoca tardo - repubblicana, tra il 59 a.C. ed il 42 a.C.) il confine tra l'Italia, considerata parte integrale del territorio di Roma, e la provincia della Gallia Cisalpina ed era quindi vietato ai generali di passarlo in armi. L'episodio storico, cui il nome del fiume è legato, vede protagonista Gaio Giulio Cesare al termine delle Guerre Galliche (58 a.C. - 51 a.C.). Nel tardo autunno del 50 a.C., il Senato romano ordinò a Cesare di congedare l'esercito, di rimettere i poteri della Gallia Cisalpina (l'Italia settentrionale, all'epoca formalmente ancora una provincia, nella quale Cesare reclutò gran parte delle sue legioni) e di recarsi a Roma. Cesare, intuendo il complotto ai suoi danni che il senato stava ordendo, ovvero di metter fuori legge il partito democratico che egli rappresentava, e temendo per la sua stessa vita, rifiutò, rimanendo accampato nella provincia che gli era stata assegnata, non distante dalla odierna Cervia. L'esercito, fedele a Cesare perché da lui dipendeva il pagamento delle sue spettanze, rimase compatto agli ordini del generale. Solo il suo vice, Tito Labieno, disertò e si schierò con la Repubblica romana. Per sicurezza, Cesare fece presidiare la riva settentrionale del Rubicone, che divideva la Gallia Cisalpina dall'Italia, e che nessuno poteva passare in armi senza essere ritenuto ufficialmente nemico della patria; ma non correva sostanziali pericoli, in quanto, in Italia, il senato poteva schierare due sole legioni. Cesare lo attraversò nelle prime ore del 10 gennaio 49 a.C. alla testa del suo esercito, composto di 11 legioni, per un totale di circa 50.000 uomini, al ritorno dalla Gallia, ed essendo penetrato in armi nel territorio di Roma, manifestò in tal modo la sua ribellione allo stato romano.
Il passaggio del Rubicone
Gruppo Blu:
Aldo Ranieri
Alessandra Ciccarello
Ismaele Rocca
Francesco Paolo Ferro
Vanessa Aglianò
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