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Napoleone Bonaparte: Campagna d'Italia

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Mattia Pelucchi

on 12 May 2017

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Transcript of Napoleone Bonaparte: Campagna d'Italia

Creazione del DIRETTORIO.
Colpo di Stato del 9 termidoro.
27 luglio 1794
NAPOLEONE BONAPARTE
CAMPAGNA D'ITALIA
La famiglia Bonaparte apparteneva alla piccola borghesia còrsa e aveva lontane origini nobili toscane (sembra accertato che gli antenati fossero immigrati in Corsica da Sarzana nel XVI secolo, al servizio di Genova).
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio, in Corsica, nel 1769, poco più di un anno dopo la stipula del trattato di Versailles del 1768, con il quale la Repubblica di Genova lasciava mano libera alla Francia nell'isola, che fu così invasa dalle armate di Luigi XV e annessa al patrimonio personale del re.
Fu grazie al titolo nobiliare ottenuto in Toscana che il padre Carlo poté iscriversi al Libro della nobiltà di Corsica, istituito dai francesi per consolidare la conquista dell'isola e, solo grazie a tale iscrizione, all'età di nove anni, il giovane Napoleone fu ammesso il 23 aprile 1779, sempre per iniziativa del padre, alla Scuola reale di Brienne-le-Château.
A cinque anni venne iscritto in un asilo d'infanzia in Francia, studiò con l'abate Recco per quattro anni, nei quali ricevette educazione anche dallo zio, l'arcidiacono Luciano.
Ottenne quindi la nomina a sottoluogotenente a soli 16 anni e fu distaccato, il 1º settembre 1785, presso un reggimento d'artiglieria di stanza a La Fère, come sottoluogotenente, per assumere la luogotenenza, pochi mesi dopo, presso un reggimento di stanza a Valence, nel sud-est della Francia.
Allo scoppio della rivoluzione nel 1789, ventenne e ormai ufficiale del re Luigi XVI, riuscì a ottenere una lunga licenza grazie alla quale poté ritornare al sicuro in Corsica.
Una volta stabilitosi qui si unì al movimento rivoluzionario dell'isola assumendo il grado di tenente colonnello della Guardia Nazionale.
In seguito al brillante successo, Barras lo nominò generale del Corpo d'armata dell'Interno.
Il 13 vendemmiaio, ovvero il 5 ottobre 1795, Barras lo nominò comandante della piazza di Parigi, con l'incarico di salvare la Convenzione nazionale dalla minaccia dei monarchici.
Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì spietatamente i rivoltosi scongiurando un nuovo colpo di Stato.
Piccolo di statura, molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurri, i capelli lunghi sulle spalle e il volto "sulfureo", il generale, cupo e spigoloso, descritto come "un matematico o un visionario", impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.
Questi successi affascinarono anche il grande compositore Ludwig van Beethoven, che inizialmente dedicò al giovane generale repubblicano la sinfonia n°3, l'"Eroica", ma successivamente stracciò la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si fosse proclamato imperatore ed avesse così tradito gli ideali rivoluzionari di libertà, tradendo la fiducia in chi lo considerava il paladino degli ideali repubblicani.
Con l'armistizio di Cherasco, Napoleone costrinse Vittorio Amedeo III di Savoia a pesanti concessioni, ratificate con la Pace di Parigi (15 maggio), che assegnava alla Francia sia la Savoia sia la contea di Nizza.
Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nella battaglia di Lodi e il 14 maggio dello stesso anno entrò a Milano.
L'11 marzo 1796 assunse a Nizza il comando dei 38.000 uomini mal equipaggiati dell'Armata d'Italia. Il generale, giunto al quartier generale il 27 marzo, diede il via a un'operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di "diversione", poiché l'attacco all'Austria sarebbe dovuto avvenire lungo due direttrici sul Reno.
Il 12 aprile 1796 cominciava la prima campagna d'Italia che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte il quale, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache e piemontesi.
Dopo essere riuscito a sollevare il morale e lo spirito combattivo delle sue truppe, Napoleone manovrò con rapidità per disgregare e sconfiggere separatamente i due eserciti avversari; il giovane generale impiegò per la prima volta la cosiddetta "strategia della posizione centrale" e la campagna di Montenotte fu caratterizzata dalle continue vittorie dell' Armata d'Italia.
Il 16 maggio, venne insediata a Milano l'Amministrazione Generale della Lombardia: entità politico-militare della quale facevano parte sia francesi (provenienti dalle file dell'Armata d'Italia) sia esponenti illuministi filo-francesi del capoluogo lombardo, come Pietro e Alessandro Verri, Gian Galeazzo Serbelloni e Francesco Melzi d'Eril.
Sebbene non definitiva, la sconfitta fu pesante per l'esercito austriaco che, riorganizzato e rinforzato da nuovi reparti, venne in seguito battuto a Bassano, Arcole e, infine, a Rivoli, prima battaglia d'annientamento della carriera di Napoleone.
Mentre le truppe francesi assediavano la fortezza di Mantova, gli austriaci sferrarono una controffensiva che inizialmente mise in difficoltà il generale.
Dopo una serie di scontri parziali, gli eserciti francese e austriaco si fronteggiarono, il 5 agosto, nella Battaglia di Castiglione. Fu, quella di Castiglione delle Stiviere, la prima grande battaglia campale diretta da Napoleone, il quale dimostrò il suo genio tattico ribaltando a proprio favore una situazione che pareva compromessa e conquistando una delle più importanti vittorie della sua carriera militare.
Costretto il Piemonte all'armistizio e occupata Milano, Napoleone ricevette dal Direttorio i pieni poteri sull'Armata d'Italia e si preparò al compito più difficile: sconfiggere l'esercito austriaco.
Le forze austriache, comandate dall'arciduca Carlo d'Austria, intimorite dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una resa, che si concretizzò nel trattato di Campoformio, il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle Nuove Repubbliche istituite da Napoleone in Italia, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno mentre gli austriaci inglobavano i territori della Repubblica di Venezia.
ottobre del 1796
Costituzione della Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare, quale bandiera di guerra, il Tricolore (verde, bianco e rosso)
Col trattato di Tolentino, il Papa, Pio VI, fu costretto a riconoscere la cessione delle Legazioni di Forlì, Ravenna, Bologna e Ferrara rinunciando alla città di Avignone.
Con il diretto intento di danneggiare il pontefice fu proclamata la Repubblica Anconetana con capitale Ancona che fu poi unita alla Repubblica Romana: il tutto ebbe però breve durata, poiché nel 1800 lo Stato Pontificio fu ripristinato.
19 novembre 1797
Fondazione "formale" della Repubblica Cisalpina, in latino "al di quà dalle Alpi", con Milano come capitale; poteva vantare dei territori del Ducato di Milano e del bergamasco, il Ducato di Mantova, la Repubblica Cispadana, la Valtellina e il bresciano.
Subito dopo l'entrata di Napoleone in Italia, il 10 aprile 1796, le truppe francesi occuparono i territori sotto il dominio austriaco, ovvero il Ducato di Milano e quello di Mantova; i territori del Ducato di Modena e Reggio e due Legazioni dello Stato della Chiesa, Ferrara e Bologna.
Napoleone Bonaparte Il 19 maggio 1797 ordinò che la Romagna (ottenuta con il Trattato di Tolentino) si unisse alla Repubblica Cispadana e che da essa se ne distaccassero Modena, Reggio Emilia, Massa e Carrara per aggregarsi alla Repubblica Transpadana, ovvero al Ducato di Milano.
La nuova repubblica fu voluta da Napoleone, il cui esercito aveva attraversato l'Italia del nord all'inizio dell'anno, che aveva necessità di stabilizzare la situazione in Italia e di riunire nuove truppe per una nuova offensiva contro l'Austria.
Nella sala dell'Archivio ducale di Reggio Emilia, il congresso decise di stabilire un governo; la bandiera prescelta fu un tricolore orizzontale, con strisce rosse, bianche e verdi. Al centro, un emblema composto da una faretra e quattro frecce che simboleggiavano le quattro province originali. Nasce ufficialmente quello che sarà il tricolore italiano.
La Repubblica Cispadana si fuse con la Repubblica Transpadana creando di fatto la Repubblica Cisalpina.
29 giugno 1797
La Repubblica Cispadana, in latino "al di quà del Po", fu la prima delle due "Repubbliche sorelle" dell'Italia settentrionale, così definite poichè vi furono instaurati, con l'aiuto delle armi, regimi simili a quello francese e a questo collegate e assoggettate.
7 gennaio 1797

Volteggiatori
I Volteggiatori svolgevano esattamente gli stessi compiti nella Fanteria Leggera cha già svolgevano nella Fanteria di Linea, solo che erano più agili e ospitavano i migliori tiratori.
9 luglio 1797
Terminava così, con una rilevante sconfitta dell'Austria, la campagna d'Italia.
Dipinti dell'epoca mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo in un teatro di guerra, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col telegrafo ottico di Chappe, appena perfezionato nel 1792.
Napoleone fondò la Repubblica Ligure nel 1797, incaricata di controllare l'area corrispondente al territorio governato prima dalla Repubblica di Genova, e fondò la Repubblica Partenopea nel 1799, comprendente i territori dell'Italia meridionale. Fu istituita nel 1798 anche una Repubblica che governava i territori appartenuti allo Stato Pontificio chiamata Repubblica Romana.
Napoleone ottenne il controllo dell'intera Penisola a esclusione del Regno di Sicilia, l'unico territorio rimasto alla dinastia dei Borboni che fino al 1796 governarono sull'intera Italia meridionale, e del Regno di Sardegna, retto dai Savoia.
Convocazione degli Stati Generali.
Creazione dell' "Assemblea Nazionale Costituente".
Presa della Bastiglia, inizio della Rivoluzione Francese.
"PERIODO DEL TERRORE"
14 luglio 1789
17 giugno 1789.
5 maggio 1789
agosto 1795
"CAMPAGNA D'ITALIA"
1796

1796-1797
Dopo aver agito spesso in contrasto con le indicazioni del Direttorio, il generale Bonaparte concluse vittoriosamente la campagna firmando personalmente il trattato di Campoformio, che sancì la sconfitta dell'Impero d'Austria e della prima coalizione confermando il dominio francese in Italia.
Grazie ai suoi successi militari Napoleone si guadagna sempre più il favore del popolo e di alcuni potenti borghesi e aristocratici; il Direttorio inizia a temere il prestigio e la fama che Bonaparte sta acquisendo.



.









ORDINI DI BATTAGLIA

Ordine sottile
Le truppe venivano fatte schierare su poche linee, in modo da allargare il più possibile il fronte. Ciò garantiva una ottimizzazione della potenza di fuoco raggiungendo il suo massimo.

Ordine profondo
Si costituivano colonne d'assalto con il compito di creare brecce nello schieramento avversario sfruttando la forza d'urto e l'impeto della massa di fanteria che attaccava con la baionetta. Particolarmente temuta questa tecnica veniva nominata dagli avversari "furia francese".

Ordine misto
Combinazione composta dall'Ordine sottile e dall'Ordine profondo. Questa strategia era in grado sia di disporre di truppe di pronto intervento nel caso si fosse trattato di fornire appoggio, sia di poter attaccare nei punti in cui lo schieramento avversario risultava più debole.

Ordine quadrato
Quando si trattava di difendersi da un assalto di cavalleria, ci si disponeva a quadrato, in modo da creare una singola massa irta di baionette che gli avversari non potevano affrontare direttamente, obbligandoli ad arrestare l'impeto della carica esponendosi così al fuoco nemico.

Ordine romboidale
Quando si avvicinava la fanteria leggera e si era su una collina ci si disponeva in questo ordine che consisteva in un quasi-quadrato inclinato. Le truppe sparavano da ogni lato e la cavalleria poteva facilmente muoversi intorno a esso.
La fanteria sopportò il peso maggiore dei combattimenti, e il suo comportamento determinò la maggior parte delle vittorie di Napoleone.
Caratterizzata da grande combattività e vigore negli assalti la fanteria napoleonica era molto temuta per la sua irruenza offensiva.
I soldati francesi erano particolarmente adatti ai grandi assalti alla baionetta e anche al combattimento in ordine sparso con il fuoco di fucileria.

La fanteria napoleonica era suddivisa in due principali corpi, la fanteria di linea (Infanterie de Ligne) e la fanteria leggera (Infanterie Légère).
Fucilieri
Costituivano la maggioranza dei Battaglioni della Fanteria di Linea.
I Fucilieri erano armati con un Moschetto Charleville del 1777 e baionetta. L'addestramento dei Fucilieri conferiva molta enfasi alla velocità della marcia e alla resistenza in formazione.
Le qualità maggiori della fanteria sono principalmente il rispetto degli schemi di battaglia, il grande impeto dimostrato negli scontri e soprattutto la velocità di marcia che permetteva alle truppe di portarsi in battaglia occupando rapidamente le posizioni migliori.
FANTERIA
FANTERIA DI LINEA
Volteggiatori
Si distinguevano per combattere non in ranghi serrati, in colonna o in linea, ma in ordine sparso. Queste truppe fornivano gli esploratori per ciascun Battaglione e il loro addestramento era mirato all’ abilità nel tiro e alla rapidità di movimento e di ricarica. Originariamente i Volteggiatori erano equipaggiati con una carabina o moschetto corto, chiamato dragon a causa del fumo che emetteva al momento dello sparo, ma successivamente, anche loro, furono equipaggiati con un Moschetto Charleville del 1777 a baionetta e una spada corta come i Granatieri.
Granatieri
I Granatieri rappresentavano l'élite della Fanteria di Linea, costituita dai veterani della Fanteria napoleonica
Il regolamento dei Granatieri imponeva alle reclute di essere alti e robusti; inoltre, sempre secondo rigide regole dovevano portare tutti i baffi. Oltre al consueto Moschetto Charleville e baionetta del 1777, i Granatieri erano anche equipaggiati con una spada corta. Una compagnia di questa forza d’élite si trovava solitamente situata sul lato destro della formazione.
I battaglioni di fanteria leggera erano esattamente lo specchio dei battaglioni di fanteria di linea, con la differenza che i Granatieri erano sostituiti dai Carabinieri ed i Fucilieri erano sostituiti dai Cacciatori e dal fatto che, essendo equipaggiati meno pesantemente erano più veloci.
FANTERIA LEGGERA
Cacciatori
I Cacciatori costituivano la maggioranza della formazione. Erano armati con il Moschetto Charleville del 1777 a baionetta, e una corta spada per il combattimento ravvicinato.
Carabinieri
I Carabinieri ricoprivano nella Fanteria Leggera il medesimo ruolo che i Granatieri ricoprivano nella Fanteria di Linea: i più alti e coraggiosi Cacciatori erano scelti per essere arruolati nella Compagnia Carabinieri e svolgevano il ruolo di truppe d'assalto. Anche loro erano tenuti a portare i baffi. Il loro equipaggiamento standard consisteva in un Moschetto Charleville del 1777, una baionetta e una spada corta.
La Cavalleria costituiva circa un quinto/un sesto dell'intera Grande Armée. Allo scoppio della Rivoluzione francese, la cavalleria patì enormi perdite tra gli ufficiali aristocratici ricchi di esperienza e ancora leali alla corona dell' Ancien Régime. Napoleone ricostituì la specialità, rendendola una delle più agguerrite
Quando il 10 maggio 1804 Napoleone assunse il titolo di Imperatore creò il corpo della Guardia Imperiale. Essa comprendeva numerose specialità come la Fanteria e la Cavalleria.
La Guardia Imperiale era composta dalla Vecchia Guardia, dalla Media Guardia e dalla Giovane Guardia divenendo di fatto un esercito privato all'interno dell'esercito nazionale. Il corpo a protezione di Napoleone era caratterizzato da devozione e fedeltà assoluta verso l’imperatore tanto che i quadrati di quest'ultimo si posero a estrema difesa di Bonaparte il giorno della Battaglia di Waterloo.
I Contingenti stranieri, non necessariamente mercenari ma anche soldati stranieri fedeli alla causa della Francia e successivamente a Napoleone, nel corso delle Guerre napoleoniche, contribuirono alla formazione della Grande Armée francese, tanto che nel corso della campagna di Russia i soldati stranieri erano pari a quelli francesi.
CAVALLERIA
GUARDIA IMPERIALE
CONTINGENTI STRANIERI
Fucilieri
La battaglia di Lodi o del ponte di Lodi del 10 maggio 1796 fu uno scontro fra l'armata d'Italia di Napoleone Bonaparte e la retroguardia austriaca. Questa battaglia, avvenne nell'ambito della campagna d'Italia e si risolse con una vittoria francese. Dopo alcuni tentativi da parte delle forze austriache di contrattaccare l’avanzata napoleonica esse furono costrette alla ritirata.
Grazie all’abilità di Bonaparte, i francesi riuscirono a guadare l’Adda e conquistare la città di Lodi.
La battaglia di Lodi
Assedio di Mantova
La battaglia del ponte di Arcole fu combattuta dal 15 al 17 novembre 1796 presso il comune veronese di Arcole. Le truppe francesi partirono in vantaggio favorite dalle posizioni strategiche conquistate che però vennero presto perse a favore degli austriaci che conquistarono la città e il paesino di Porcile.
Dopo dilanianti battaglie il Condottiero francese ottenne la sua ennesima vittoria riuscendo a riconquistare entrambi gli avamposti caduti in mano nemica.
Battaglia del ponte di Arcole
Battagli di Rivoli
Dal 14 gennaio 1797 si combatté la battaglia di Rivoli: le truppe austriache, frammentate in numerose colonne separate, furono attaccate e progressivamente distrutte dai francesi. L'esercito austriaco fu annientato e la battaglia determinò poco tempo dopo la caduta di Mantova.

Conseguenze politiche sulla penisola italiana
TERMINE DELLA "CAMPAGNA D'ITALIA"
1797
Le più importanti battaglie della Campagna d'Italia
Napoleone concluse quindi la prima parte della sua cariera militare per diventare poi "Imperatore dei Francesi".
Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone manifestò la sua brillante capacità strategica, in grado di assimilare le nuove teorie innovative dei pensatori militari francesi e applicarle magistralmente sul campo. Ufficiale di artiglieria per formazione, utilizzò i mezzi d'artiglieria in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria.
Sitografia

http://www.warfare.it/strategie/strategia_napoleonica.html
http://www.museonapoleonico.it/
http://www.icsm.it/siti/modernanapo.html
http://www.sbappsae-pi.beniculturali.it/index.php?it/149/portoferraio-li-museo-nazionale-delle-residenze-napoleoniche-dellisola-delba
https://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone_Bonaparte
https://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_d'Italia_%281796-1797%29
http://cronologia.leonardo.it/crononap1.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/napo02.htm
Napoleone Bonaparte seguì, durante la sua vita, sia militare che di imperatore, 10 regole fondamentali, valide tuttora per i manager aziendali:
Acquisire una profonda conoscenza dell'ambiente e del contensto in cui si opera.
Definire in modo chiaro e dettagliato la propria strategia.
Preparare un piano operativo chiaro e dettagliato.
Realizzare un sistema di comunicazioni estremamente efficiente e rapido.
Non rimandare mai a domani ciò che può essere eseguito oggi.
Non scendere mai a compromessi con la qualità dell'esecuzione.
Non scendere mai a compromessi con la qualità dei propri collaboratori.
Focalizzare le migliori risorse su un ristretto numero di obbiettivi strategici.
Il buon esempio deve provenire dal capo.
Ricompensare in modo adeguato chi eccelle nel perseguimento degli obbiettivi assegnatili ed ottiene risultati positivi.
Napoleone Re d'Italia
Il primo assedio di Mantova ebbe luogo durante la campagna d'Italia del 1796-1797, dopo la conquista francese del Castello di San Giorgio, la città di Mantova venne messa sotto assedio dal Condottiero.
I rinforzi austriaci non si fecero attendere e Napoleone fu costretto a respingerli in parecchie battaglie.
Il 2 febbraio 1797 il comandante austriaco Würmser firmò la resa e l’abbandono definitivo della città di Mantova.
Trattato di Campoformio
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