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la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro

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olivia bonardi

on 25 January 2018

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Transcript of la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro

LA RAPPRESENTANZA SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO
GLI ACCORDI SULLE COMMISISONI INTERNE
LE RSU
LA DISCIPLINA LEGALE:
ARTICOLO 19 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI
- RESTA INVARIATO FINO AL 1995
- E' SOGGETTO A DIVERSE INTERPRETAIZONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE
- VIENE MODIFICAO CON IL REFERENDUM DEL 1995
- E' DICHIARATO COSTITUZIONALMENTE ILELGITTIMO CON UNA SENTENZA ADDITIVA DA cORTE COST. N. 231/13
I CONSIGLI DEI DELEGATI

Il sindacato siamo noi – nascono in polemica con i sindacati
I delegati ricevono investitura e poteri rappresentativi esclusivamente dall’assemblea
Sono delegati di reparto – gruppo omogeneo
È una forma di autorganizzazione le cui funzioni e obiettivi coincidono con la carica di combattività che il gruppo che lo ha eletto volta per volta determina
Sono presto inseriti in un programma di espansione organizzativa a livello aziendale dei sindacati, di fronte ai quali finiscono per essere responsabilizzati
IL CONCETTO DI
RAPPRESENTATIVITà SINDACALE
iL CONCETTO DI MAGGIORE RAPPRESENTATIVITA'
In base al diritto comune,il sindacato rappresenta solo gli iscritti: viceversa, il diritto speciale dei smr consente ai medesimi di agire in nome di collettività più vaste. Sotto questo profilo, quindi, è ravvisabile un elemento di continuità tra il sistema legale imperniato sulla mr e il sistema costituzionale dei sindacati registrati. In entrambi, ilsindacato vede riconosciuta la legittimità della sua vocazione egemonica. Anzi, il sistema legale vigente è più duttile quanto ai criteri per misurarne la genuinità ed insieme più ricco di strumentazioni positive quanto a sbocchi operativi: e ciò perché alla problematica forma di riconoscimento del sindacato-associazione come persona giuridica finalizzato ad un solo obiettivo (la contrattazione collettiva erga omnes) sostituisce una forma di riconoscimento giuridico soltanto implicito e, per giunta, multi-uso
(…) è una formula legislativa che,figlia di tante madri e non tutte oneste, è nata fuori della Costituzione, ma non contro o, perlomeno, non necessariamente e irreparabilmente contro (Ghezzi e Romagnoli)
GLI INDICI DELLA M.R.
Consistenza del numero degli iscritti
Diffusione nel territorio
Equilibrata presenza in un ampio arco di settori produttivi
Effettività, continuità e sistematicità dell’attività di contrattazione

La mr può essere autarchica o derivata (o indotta). L a mr è autarchica quando corrisponde all’effettiva posizione di forza e di prestigio che l’organizzazione sindacale ha acquisito(…) Per questo la mr di una confederazione o è autoarchica o non è
La mr è derivata quando corrisponde o può corrispondere soltanto alla posizione di forza di prestigio di una confederazione a cui un’organizzazione minore è affiliata, irrilevante essendo che quest’ultima conti,nel suo settore specifico di intervento,come il due di coppe a briscola
benchè razionali e lungamente sedimentati gli indici della mr non ne hanno stablizzato il concetto con la chiarezza desiderabile. Ciò dipende dal fatto che il loro impiego postula e reclama un giudizio che è al tempo stesso di fatto e di valore. Come dire che la mr rischia di essere più presunta che reale. Anche quella autarchica. Quella derivata (dall’appartenenza alla confederazione presunta rappresentativa) poi, si risolve addirittura in una presunzione che si fonda su un’altra presunzione. Laddove la mr è paragonabile a uno stato di grazia; e gli stati di grazia, come non si conservano in eterno, così non si trasmettono come se fossero biglietti d’auguri
(Ghezzi e Romagnoli)


LE FUNZIONI
Dopo lo Statuto il legislatore utilizzerà sempre più la nozione di smr
Per designare i rappresentati in organi pubblici (Cnel, comitati sulla vigilanza sul lavoro e in materia di sicurezza, enti previdenziali)
Per stipulare contratti collettivi aventi particolari effetti
Contratti collettivi del pubblico impiego
Contratti contenenti deroghe alla legge
(vedi i rapporti tra legge e contratto collettivo)

E DI SINDACATO COMPARATIVAMENTE PIù RAPPRESENTATIVO
Dopo il referendum non si può più utilizzare la formula del smr
Si utilizza la nuova formula sindacati comparativamente più rappresentativi
Ha diverso significato giuridico?
In mancanza di altri elementi la comparazione deve continuare ad essere effettuata sulla base dei vecchi indici
IL CRITERIO DELLA RAPPRESENTATIVITA’ COMPARATA OPERA ESATTAMENTE COME QUELLO DELLA MR
SOLO CHE, A SECONDA DELLA FUNZIONE OPERA UNA SELEZIONE CHE Può ESSERE:
Tra sindacati
Tra contratti (in questo caso non si considera la rappresentatività del singolo sindacato ma della coalizione che ha firmato il contratto)
Risolve il problema del conflitto organizzativo, ma solo parzialmente

Nessun significato si può attribuire alla presenza o meno degli articoli DETERMINATIVI SINGOLARE O PLURALE(contratti stipulati da scpr o contratti stipulati dai scpr)

Il sindacalismo italiano si caratterizza in origine per il radicamento nel territorio e per la debolezza sui luoghi di lavoro
Le prime forme di rappresentanza sono le COMMISSIONI INTERNE LA PRIMA NASCE NEL 1906
PALAZZO Vidoni (1925) – sono soppresse
A.I. sett. 1943 (ai. 1947-1953-1966)

DISCIPLINA DELLE CI
Tutti i lavoratori delle imprese con 40 addetti possono eleggere una C.I.
Nelle imprese tra 5 e 40 addetti si può eleggere un delegato di impresa
Eleggibili tutti i lavoratori con 9 mesi di anzianità aziendale e aventi almeno 18 anni
Elezioni separate per operai e impiegati
con sistema proporzionale con voto diretto e segreto su liste contrapposte presentate da qualsiasi gruppo di lavoratori e con voto di preferenza

Funzioni:
Consultiva (regolamento interno orario e ferie)
Deliberativa (su attività assistenziale e previdenziale)
di controllo sulla sicurezza del lavoro
Propositiva per il miglioramento delle condizioni di lavoro
Conciliativa delle controversie relative all’applicaizone degli accordi sindacali

NON AVEVA FUNZIONI DI CONTRATTAZIONE
Ma costante storica è la tendenza a “straripare dalla sua cornice normativa
Tra le funzioni vietate vi è quella contrattuale
Ma le Ci sono state il motore della contrattazione aziendale
NON RISPECCHIAVA LA DIFFERENZIAZIONE DEGLI INTERESSI DEI LAVORATORI

Con il patto federativo del 1972 Cgil Cisl e Uil ravvisano nel consiglio unitario dei delegati l’istanza sindacale di base
è la saldatura tra disciplina legale e contrattuale


articolo 19 - originario
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito:

a) delle associazioni aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale

b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nell'unità produttiva

Nell'ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istituire organi di coordinamento


I requisiti sono due:
L’iniziativa dei lavoratori (non è sufficiente la designazione esterna occorre che i lavoratori , almeno alcuni di essi, la facciano propria)
Nell’ambito delle associazioni sindacali
Nulla si dice circa il rapporto tra lavoratori e sindacato – anche qui si tratta di un riconoscimento (o almeno non disconoscimento) da parte del sindacato)
La struttura della rsa non è definita
Ex art. 29 una rsa può fare capo a una pluralità di sindacati esterni

dopo il referendum:

Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell'ambito:
delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell'unità produttiva
Nell'ambito di aziende con più unità produttive le rappresentanze sindacali possono istituire organi di coordinamento

Corte costituzionale n. 231/13
la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui non prevede che
la rappresentanza sindacale aziendale possa essere costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie dei contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda
.
il ruolo della
Corte Costituzionale

n. 54/74 -
sindacati autonomi
necessità di un criterio selettivo
la mr è ragionevole

La norma di cui all'art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300 non viola il principio della libertà sindacale, poiché non disconosce ai singoli lavoratori il diritto di svolgere attività sindacali all'interno dei luoghi di lavoro, ma si limita a stabilire che determinate funzioni, inerenti alla rappresentanza sindacale aziendale siano affidate dagli stessi prestatori d'opera a quei sindacati che conseguano determinati requisiti, reputati necessari per lo svolgimento di tali funzioni, Né è esatto che la scelta effettuata dal legislatore difetti di razionalità e crei una posizione di ingiustificato privilegio in favore delle associazioni sindacali più forti. A parte il rilievo che rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite anche nell'ambito delle associazioni sindacali non affiliate maggiormente rappresentative sul piano nazionale che siano firmatarie dei contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, va considerato che detta disposizione vuole evitare che singoli individui o piccoli gruppi isolati di lavoratori, costituiti in sindacati non aventi i requisiti per attuare un'effettiva rappresentanza aziendale, possano pretendere di espletare tale funzione compiendo indiscriminatamente nell'ambito dell'azienda attività non idonee e non operanti per i lavoratori e possano così dar vita ad un numero imprevedibile di organismi, ciascuno rappresentati pochi lavoratori i quali, interferendo nella vita dell'azienda a tutela di interessi individuali i più diversi ed anche in contrasto fra loro, abbiano il potere di pretendere l'applicazione di norme che hanno fini assai più vasti, compromettendo o quanto meno ostacolando l'operosità aziendale, quella dell'imprenditore ed anche la realizzazione degli interessi collettivi degli stessi lavoratori. Pertanto, non è fondata - in riferimento agli artt. 3 e 39 Cost. - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge n. 300 del 1970, sollevata in base all'assunto che tale norma avrebbe riservato un'indebita posizione di preminenza alle associazioni sindacali più forti, e violato il principio della libertà sindacale.

n. 334/88
SINQUADRI
PLURICATEGORIALITA'
la preferenza per il collegamento (delle rappresentanze aziendali) alle confederazioni dotate di una compiuta rappresentanza pluricategoriale (oltre che di una diffusa organizzazione a livello territoriale) si inserisce in una ben precisa opzione, che appare coerente al disegno complessivo cui è informata la Carta costituzionale e, in ispecie, al principio solidaristico e a quello dell'eguaglianza sostanziale tra i lavoratori, favorendo un processo di aggregazione e di coordinamento degli interessi dei vari gruppi professionali, in un quadro unitario e in una sintesi tra istanze rivendicative di tipo microeconomico e di tipo macroeconomico ovvero anche con la considerazione di interessi potenzialmente divergenti, quali, in particolare, quelli dei lavoratori non occupati. Il che non esclude, peraltro, lo sviluppo di moduli e logiche organizzative diverse o un effettivo pluralismo sindacale, data la possibilità (prevista dall'art. 19 della legge n. 300 del 1970, lett. b) di rappresentanze aziendali costituite nel l'ambito di associazioni non aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative, e sempreché queste siano firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva; restando, comunque, irrilevante - sul piano della legittimità costituzionale - il problema della reale operatività del potere contrattuale di tali organizzazioni. (Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300, primo comma, lett. a), in riferimento all'art. 39, primo comma, Cost.).

N. 30/90
PERMESSIVITà + MONITO
L'estensione pattizia dei permessi sindacali (o di altre misure di sostegno) ad organizzazioni sindacali sub-provinciali è potenzialmente pregiudizievole all'efficacia dell'azione sindacale, in quanto essendo collegata al potere di accreditamento della controparte imprenditoriale - può non offrire garanzie di genuina espressione della rappresentatività reale, onde è alla legge che compete l'ormai necessario apprestamento di nuove regole selettive per estendere la tutela rafforzata (di cui al titolo III dello Statuto dei lavoratori) anche ad organizzazioni diverse da quelle considerate dall'art. 19 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei lavoratori). (Non fondatezza, nei sensi di cui in motivazione, della questione di costituzionalità degli artt. 19, 17 e 23 della legge 20 maggio 1970 n. 300, in riferimento agli artt. 3 e 39 Cost.).

N. 244/96
CUB
ESCLUSIVITà
Non fondata, con riferimento agli artt. 3 e 39 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, comma primo, della legge 20 maggio 1970 n. 300 - in quanto limita il riconoscimento delle rappresentanze aziendali alle sole organizzazioni sindacali firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva - poiché l'ivi disposta limitazione subordina il riconoscimento non ad un discrezionale "potere di accreditamento" di parte imprenditoriale, espresso in forma pattizia, ma ad una specifica qualità giuridica attribuita dalla legge, che, in tal guisa, dà sviluppo coerente alla volontà popolare espressa in occasione della suddetta consultazione referendaria e valorizza l'effettività dell'azione sindacale desumibile dalla partecipazione alla formazione della disciplina contrattuale collettiva; sicché, non risultano violati né l'art. 39 Cost., nella misura in cui le norme di sostegno dell'azione sindacale nell'unità produttiva, in quanto sopravanzano la garanzia costituzionale della libertà sindacale, ben possono essere riferite soltanto a certi sindacati identificati mediante criteri scelti discrezionalmente nei limiti della razionalità, né l'art. 3 Cost., in quanto, una volta riconosciuta la predetta potestà discrezionale del legislatore, le associazioni sindacali rappresentate nelle aziende vengono differenziate in base al criterio prestabilito dalla legge, divenendo, in tal modo, irrilevante la possibilità di dimostrare per altra via la propria rappresentatività, tanto più quando si riconosca, come nella specie, la razionalità del criterio medesimo

n. 231/13
FIOM
http://www.giurcost.org/decisioni/index.html
IL PROTOCOLLO DEL 23 LUGLIO 1993
E L'A.I. 20 DICEMBRE 1993
Rappresentanze sindacali unitarie possono essere costituite nelle unità produttive nelle quali l'azienda occupi più di 15 dipendenti, a iniziativa delle associazioni sindacali firmatarie del Protocollo 23 luglio 1993.
Hanno potere di iniziativa anche le associazioni sindacali firmatarie il Ccnl applicato nell'unità produttiva ovvero le associazioni sindacali che abbiano comunque espresso adesione formale al contenuto del presente accordo.
Al fine di assicurare il necessario raccordo tra le organizzazioni stipulanti i contratti nazionali e le rappresentanze aziendali delle deleghe assegnate dai contratti medesimi la composizione delle rappresentanze deriva per 2/3 da elezione da parte di lavoratori e per 1/3 da designazione o elezione da parte di organizzazioni stipulanti il Ccnl, che hanno presentato liste, in proporzione ai voti ottenuti.
Il passaggio dalla disciplina delle Rsa a quello delle Rsu deve avvenire a parità di trattamento legislativo e contrattuale, nonché a parità di costo per l'azienda in riferimento a tutti gli istituti.
La legittimazione a negoziare al secondo livello le materie oggetto di rinvio da parte del Ccnl
è riconosciuta alle rappresentanze sindacali unitarie e alle organizzazioni sindacali territoriali dei
lavoratori aderenti alle organizzazioni stipulanti il medesimo Ccnl, secondo le modalità
determinate dal Ccnl.
Le parti auspicano un intervento legislativo finalizzato a una generalizzazione dell'efficacia
soggettiva dei contratti collettivi aziendali che siano espressione della maggioranza dei
lavoratori, nonché all'eliminazione delle norme legislative in contrasto con tali princìpi. II
governo si impegna a emanare un apposito documento legislativo inteso a garantire l'efficacia
“erga omnes” nei settori produttivi dove essa appaia necessaria al fine di normalizzare le
condizioni concorrenziali delle aziende
IL TESTO UNICO SULLA RAPPRESENTANZA
E' l'ultimo di 3 accordi tra loro collegati:
28 giugno 2011
31 maggio 2013
14 gennaio 2014


Regole generali (alternativa rsa/rsu)
in ogni singola unità produttiva con più di quindici dipendenti dovrà essere adottata una sola forma di rappresentanza.
ove non siano mai state costituite forme di rappresentanza sindacale, le organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo concordano che, qualora non si proceda alla costituzione di rappresentanze sindacali unitarie ma si opti per il diverso modello della rappresentanza sindacale aziendale:
a) dovrà essere garantita l’invarianza dei costi aziendali rispetto alla situazione che si sarebbe determinata con la costituzione della rappresentanza sindacale unitaria;
b) alla scadenza della rsa, l’eventuale passaggio alle r.s.u. potrà avvenire se deciso dalle organizzazioni sindacali che rappresentino, a livello nazionale, la maggioranza del 50%+1 come determinata nella parte prima del presente accordo.
Le organizzazioni sindacali di categoria aderenti alle Confederazioni firmatarie dell’Accordo Interconfederale o che, comunque, aderiscano alla disciplina in essi contenuta partecipando alla procedura di elezione della r.s.u., rinunciano formalmente ed espressamente a costituire r.s.a. ai sensi dell'art. 19, della legge 20 maggio 1970, n. 300
In particolare, le organizzazioni sindacali di categoria aderenti alle Confederazioni firmatarie dell’Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011, del Protocollo 31 maggio 2013 e del presente Accordo, o che comunque ad essi aderiscano, si impegnano a non costituire r.s.a. nelle realtà in cui siano state o vengano costituite r.s.u
modalità di costituzione
Iniziativa
Organizzazioni sindacali di categoria aderenti alle Confederazioni firmatarie dell’Accordo Interconfederale
Organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del c.c.n.l. applicato nell'unità produttiva Associazioni sindacali abilitate alla presentazione delle liste elettorali ai sensi del punto 4, sezione terza, a condizione che abbiano comunque effettuato adesione formale al contenuto dell’Accordo

Presentazione delle liste
a) organizzazioni sindacali di categoria aderenti a confederazioni firmatarie del presente accordo oppure dalle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell'unità produttiva;
b) associazioni sindacali formalmente costituite con un proprio statuto ed atto costitutivo a condizione che:
1) accettino espressamente, formalmente ed integralmente i contenuti del presente accordo, dell’Accodo Interconfederale del 28 giugno 2011 e del Protocollo del 31 maggio 2013;
2) la lista sia corredata da un numero di firme di lavoratori dipendenti dall'unità produttiva pari al 5% degli aventi diritto al voto nelle aziende con oltre 60 dipendenti. Nelle aziende di dimensione compresa fra 16 e 59 dipendenti la lista dovrà essere corredata da almeno tre firme di lavoratori.

composizione e metodo decisionale
Alla costituzione della r.s.u. si procede mediante elezione a suffragio universale ed a scrutinio segreto tra liste concorrenti
Garanzia di adeguata rappresentanza di tutte le categorie legali
Garanzia di equilibrata rappresentanza di genere
Le decisioni relative a materie di competenza delle r.s.u. sono assunte dalle stesse, a maggioranza, in base a quanto previsto nella parte terza del presente accordo che recepisce i contenuti dell’accordo interconfederale 28 giugno 2011

La scaletta temporale
1906

NASCE LA PRIMA COMMISSIONE INTERNA
1925

PATTO DI PALAZZO VIDONI SOPPRESSIONE DELLE C.I.
1943

RICOSTITUZIONE DELLE C.I.MEDIANTE ACCORDO INTERCONFEDERALE
1969

NASCITA DEI CONSIGLI DEI DELEGATI
1970

STATUTO DEI LAVORATORI - REGOLAZIONE
DELLE RSA
1972

PATTO FEDERATIVO: I CONSIGLI DI FABBRICA SONO RICONSOCIUTI RSA
1993

ISTITUZIONE DELLE RSU MEDIANTE A.I.
1995
REFERENDUM SULL'ART. 19
2011-14
RIFORMA DELLE RSU MEDIANTE A.I.
2013

DICHIARAZIONE DI INCOSTITUZIONALITA' DELL'ART. 19 ST. LAV.
Problemi aperti
la misurazione della rappresentanza presuppone l'intervento di soggetti pubblici
la partecipazione alle elezioni presuppone l'accettazione delle clausole di tregua
le associazioni imprenditoriali non hanno più alcun interesse alla sua attuazione
nell eimprese chenon firmano contratti collettivi non si può costituire una rsa



ordinamento statale - leggi
ordinamento sindacale - accordi
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