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Doctor Who

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Manuel Mattera

on 30 June 2016

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Doctor Who
Metamorfismo e superomismo tra fantascienza e realtà


La serie narra delle avventure di un viaggiatore del tempo e dello spazio noto come Il Dottore. Egli è un Signore del Tempo, razza aliena proveniente dal pianeta Gallifrey. Come ogni Signore del Tempo, si muove su un TARDIS (Time And Relative Dimension In Space) un veicolo in grado di mantenere insieme diversi piani di realtà e di viaggiare nello spazio e nel tempo (grazie alla capacità del TARDIS, che si nutre di radiazioni temporali scorrendo lungo il flusso del tempo, e si sposta nello spazio squarciando il tessuto spazio-tempo in un punto e congiungendolo ad un altro, nel quale riappare).
TARDIS modello 40
I Signori del Tempo, in origine, erano simili alla razza umana. La loro evoluzione morale e scientifica li ha portati a comprendere alcuni dei processi intrinseci dei meccanismi del tempo e dello spazio. La presenza sul loro pianeta d'origine Gallifrey di un vortice temporale ha permesso loro, attraverso l'emanazione di radiazioni, la mutazione della struttura fisica e l'accumulo di energia temporale o energia di rigenerazione, che permette il ciclo rigenerativo, poi divenuto un fattore genetico. I Signori del Tempo, creature sapienti, ingannano la morte poiché conoscono la vera natura delle cose ed in particolare del tempo.
Alto Consiglio dei Time Lords
Time Lord con Gallifrey sullo sfondo
La rigenerazione, o ciclo rigenerativo, è un processo attraverso il quale, in caso di un infortunio o di una malattia che sarebbe fatale, possono riscrivere la propria struttura cellulare attraverso l'impiego di una ingente fonte di energia chiamata appunto energia rigeneratrice, in tal modo ottenere un corpo nuovo, mutando le loro sembianze fisiche e, in minima parte, la loro personalità. Il ciclo rigenerativo di un Signore del Tempo prevede un massimo di 12 rigenerazioni o metamorfosi e di conseguenza un massimo di 13 versioni diverse di un Signore del Tempo. Un Signore del Tempo non è immortale e può anche essere ucciso prima della sua fine naturale, poiché se viene ferito una seconda volta durante il processo rigenerativo egli può morire come un qualsiasi essere umano. Il protagonista della serie televisiva, il Dottore è l'unico signore del tempo a essersi rigenerato più di dodici volte, grazie all'intervento dei suoi simili, che per gratitudine gli donarono dell'energia rigenerativa.
Il tema della metamorfosi è sempre stato presente nella cultura e nella letteratura fin dall’antichità. Basti pensare che il termine metamorfosi deriva dal greco che deriva da cioè "trasformare" (Wikizionario)
Una delle prime testimonianze di una metamorfosi l’abbiamo nel libro IV degli Aitia di Callimaco (300 a.C.- 250 a.C. circa)
La Chioma di Berenice è il titolo convenzionale dato ad una delle elegie degli Aitia il cui testo ci è pervenuto in maniera lacunosa su due papiri provenienti da Ossirinco.
Quest'opera, forse la più nota fra le composizioni di Callimaco, ci è giunta solo parzialmente nell'originale greco; possiamo però disporre della “versione” latina, composta intorno al 50 a.C. da Catullo.

La storia è quella della chioma della regina Berenice, moglie di Tolomeo III Evergete. Quest'ultimo, appena assunto il potere, dovette abbandonare l'Egitto per prendere parte ad una campagna militare in Siria. In quell'occasione Berenice fece voto solenne di consacrare ad Afrodite la sua bellissima chioma, se il marito fosse tornato sano e salvo.
Al ritorno di Tolomeo ella mantenne la promessa, ma la chioma dopo qualche tempo sparì. Conone, l'astronomo di corte, affermò allora di averla ritrovata in cielo sotto forma di una costellazione che tutt'oggi è chiamata "Chioma di Berenice".

Il racconto è narrato in prima persona dalla chioma stessa, la quale è fiera di aver ricevuto quest'onore dagli dei ma è anche triste del fatto che non godrà più di tutte le regali cure che le riservava la sua padrona.
Possiamo supporre che Callimaco abbia scelto di trattare questo racconto con un intento encomiastico-celebrativo, dal momento che egli era un intellettuale di corte, la cui produzione dipendeva dalla benevolenza dei sovrani, ma anche perché aspirava alla carica di bibliotecario presso la Biblioteca di Alessandria, carica che gli avrebbe consentito di diventare pedagogo reale.

Anche nella letteratura latina non mancano esempi di metamorfosi, tra cui Le Metamorfosi di Lucio Apuleio (125 d.C.-180 d.C.)
Il romanzo è costituito da un soggetto principale, Lucio, e della sua metamorfosi in un asino a seguito di un esperimento non andato a buon fine. È questo l'episodio-chiave del romanzo, che muove il resto dell'intreccio: il secondo livello narrativo è costituito dalle peripezie dell'asino che, nell'attesa di riassumere le sembianze umane, si vede passare di mano in mano, mantenendo però raziocinio umano e riportando le sue molteplici disavventure.

La narrazione è inoltre spesso interrotta da digressioni di varia lunghezza, che riferiscono vicende degne di nota o di curiosità, relative alle vicende del protagonista o raccontate da altri personaggi.
Una di queste, la favola di Amore e Psiche, occupa più libri tanto da costituire un piano narrativo a sé e da essere la chiave di lettura del romanzo. Le altre digressioni inserite nell'intreccio principale sono costituite da vicende di vario tipo, ove il magico (primi tre libri) si alterna con l'epico (storie dei briganti), col tragico, col comico, in una sperimentazione di generi diversi che trova corrispondenza nello sperimentalismo linguistico, con la sola eccezione del libro XI, dove la componente mistica ha il sopravvento e la forma animale di Lucio ha perduto quasi totalmente importanza, mentre nel corso del romanzo proprio la presenza costante delle riflessioni dell'asino crea un effetto di continuità che forma i due livelli di lettura, e scandisce il senso complessivo della vicenda come iter progressivo verso la sapienza.

La sua condizione animale unita alla curiositas fa si che patisca numerose sofferenze ma al tempo stesso questa condizione gli permette di vedere da un punto di vista diverso la vera natura degli uomini. Se infatti questi celano davanti alle altre persone la loro violenza e la loro aggressività, davanti ad un povero animale, in questo caso Lucio, non si fanno scrupoli e sfogano la loro rabbia repressa che li fa apparire come degli animali.
Ma il tema della metamorfosi è stato a lungo usato nella letteratura fino a fare la sua comparsa in uno dei capolavori del 19 secolo, il ritratto di Dorian Gray di O. Wilde (1854-1900).
The novel is set in London at the end of 19th century. The protagonist is Dorian Gray, a young man whose beauty fascinates a painter, Basil Hallward, who paints his portrait. While Dorian’s desires are satisfied, including that of eternal youth, the signs of age experience and vice appear on the portrait. Dorian lives only for pleasure, making use of everybody and letting people die because of his insensitivity.
When the painter sees the corrupted image of the portrait, Dorian kills him. When he decides to free himself of the portrait, witness of his spiritual corruption, he stabs it, but very mysteriously kills himself. At the moment of the death the portrait, undergoing a metamorphosis, returns to his original purity , and Dorian’s face becomes wrinkled and loathsome
The story is profundly allegorical; it is a 19th-century version of the myth of Faust the story of a man who sells his souls to the devil so that all his deires might be satisfied.This souls becomes the picture, which records the signs of experience, the corruption, the horror and the sins concealed under the mask of Dorian's timeless beauty.
The moral of this novel is that every excess must be punished and reality cannot be escaped; when Dorian destorys the picture, he cannot avoid the punishment for all his sins, that is, death. The horrible corrupting picture could be seen as a symbol of the immorality and bad coscience of the Victorian middle class, while Dorian and his pure, innocent apparence are symbols of bourgeois hypocrisy
Finally the picture , restored to its original beauty, illustrates Wilde's theories of art: art survives people,art is eternal.
Ma il concetto di metamorfosi è presente, oltre che nella letteratura, anche nella natura. Un chiaro esempio di metamorfismo è quello delle
rocce metamorfiche
che si sono formate in seguito alla
trasformazione
di altre rocce. Tali trasformazioni sono provocate da aumenti di pressione e temperatura e ciò avviene in profondità, all'interno della crosta terrestre.

Il
metamorfismo
è , quindi, una trasformazione di un qualunque tipo di roccia, ma senza che si arrivi alla fusione del materiale coinvolto.Con il metamorfismo si verificano nella roccia una serie di reazioni chimche e di trasformazioni fisiche che portano alla comparsa di nuove associazioni mineralogiche, per cui si può parlare di una roccia nuova che sostituisce quella preesistente.
Gran parte delle rocce metamorfiche vengono impiegate nel settore delle costruzioni ed utilizzate per fabbricare oggetti d'uso quotidiano come le lavagne la cui superficie è ricavata da lastre di ardesia
Ma se abbiamo parlato della capacità di rigenerazione del Dottore, penso sia necessario spiegare perché è stato costretto ad usarla più volte nel corso dei suoi 900 anni di vita.
I Dalek sono una razza aliena creata da Davros, uno scienziato della specie umanoide dei Kaled; essi appaiono esternamente come esseri completamente metallici composti da un solido tronco semi-movibile da cui fuoriescono un peduncolo oculare simile a un telescopio e un braccio meccanico rotanti.


Dopo i Dalek i Cybermen sono sicuramente i nemici più frequenti del Dottore; ai tempi della preistoria la Terra aveva un pianeta gemello, Mondas, quando il pianeta uscì dall’orbita solare mettendo a rischio la sopravvivenza degli abitanti, essi decisero di utilizzare la loro tecnologia enormemente avanzata per sopravvivere, sostituendo le loro parti organiche con quelle meccaniche, rimuovendo pure le emozioni umane, diventando così delle macchine fredde con il solo obiettivo di distruggere e conquistare altri mondi, riconvertendo sempre più creature organiche in altri Cybermen
Possiamo dire insomma che i Dalek e i Cybermen sono come dei superuomini, cioè nel loro tentativo di migliorarsi e superarsi hanno finito con lo stravolgere la loro natura e credere di essere una razza superiore.
Ma che cos’è questo Superuomo? Il Superuomo, o meglio, l’Oltre-Uomo è un concetto filosofico teorizzato dal filosofo tedesco F. Nietzsche (1844-1900)di cui egli si serve per esprimere il progetto di un nuovo essere qualificato da una serie di caratteristiche che emergono dall’insieme della sua opera filosofica.
Infatti durante le sue innumerevoli avventure, oltre a conoscere numerose persone che sarebbero poi diventate suoi compagni di viaggio, il Dottore per mantenere il flusso temporale inalterato si è fatto numerosi nemici tra cui gli Angeli Piangenti, i Sontaran e i Vashta Nerada ma i nemici più temibili del Dottore sono sicuramente i Dalek e i Cybermen
Il Dottore è uno dei loro più antichi avversari. I Signori del Tempo e i Dalek, combattendo la cosiddetta “Guerra del Tempo” si annientarono a vicenda. Ciononostante, la razza aliena ricompare più volte nella nuova serie, venendo puntualmente sconfitta dal Dottore e dai suoi alleati.
In realtà sono esseri organici tenuti in vita dai loro contenitori che fungono contemporaneamente da unità di sopravvivenza e da armamento. Il loro scopo risulta da sempre quello di sterminare tutti coloro che non fanno parte della loro razza e di sottomettere in questo modo l’intero universo al loro comando.
L’Oltre-Uomo è colui che sa accettare la vita, rifiutare la morale tradizionale, operare la trasvalutazione dei valori, “reggere” la morte di Dio, superare il nichilismo, collocarsi nella prospettiva dell’eterno ritorno e porsi come volontà di potenza.
Sufficientemente chiaro come concetto generale, il superuomo appare piuttosto sfuggente come figura concreta. Da ciò deriva la molteplicità di interpretazioni riguardo a questo concetto.
Infatti nel corso del 900 in molti hanno frainteso il messaggio di Nietzsche tra cui ricordiamo Gabriele D’Annunzio, il quale, venuto a conoscenza del pensiero filosofico di Nietzsche, coglie soprattutto le indicazioni politiche e la morale del superuomo. (A D’Annunzio dobbiamo la parola superuomo).
Nella propria produzione poetica il mito umano dell’esteta decadente, rappresentato prima da Andrea Sperelli, si integra così con una componente di violenza, con un groviglio di velleità operative che prima gli mancavano. Infatti Andrea Sperelli disprezza il suo tempo in base a motivazioni estetiche; Claudio Cantelmo invece –primo superuomo d’annunziano- motiva diversamente il suo disgusto e teorizza il diritto di dominio che spetta all’aristocrazia sulle plebi.
Scriveva infatti D’Annunzio nelle Vergini delle Rocce “[…]Lo stato non deve essere se non un istituto perfettamente adatto a favorire la graduale elevazione di una classe privilegiata verso un’ideal forma di esistenza […] voi andrete […] a riprendere le redini per domar le moltitudini a vostro profitto. Non vi sarà troppo difficile, in vero, ricondurre il gregge all’obbedienza. Le plebi restano sempre schiave avendo un nativo bisogno di tendere i polsi ai vincoli[…] “
Al centro della teoria di Hitler sta l'idea della razza. Tutta la storia, dice Hitler nel suo libro "Mein Kampf" (1925), è solo espressione dell'eterna lotta tra le razze per la supremazia. La guerra è l'espressione naturale e necessaria di questa lotta in cui il vincitore ha il diritto di dominare. L'unico scopo dello stato è mantenere sana e pura la razza e creare le condizioni migliori per la lotta per la supremazia.Di tutte le razze quella cosiddetta "ariana" o "nordica" è, secondo Hitler, la più creativa e valorosa, in fondo l'unica a cui spetta il diritto di dominare il mondo.
Tradotto nella realtà questo significava per Hitler prima l'unificazione del continente europeo sotto il dominio della nazione tedesca, per cercare poi nuovo spazio vitale all'est, cioè in Polonia e in Russia.É molto significativo che l'andamento reale della seconda guerra mondiale rispecchia quasi esattamente questa teoria, che Hitler aveva sviluppato 14 anni prima dell'inizio della guerra. É un esempio lampante della testardaggine con cui Hitler seguiva le proprie idee e cercava di applicarle a tutti i costi, una caratteristica che si nota spesso in lui.
Ci sono numerose contraddizioni e imprecisioni nella teoria razziale di Hitler. Già il concetto di base, la "razza ariana", è un'assurdità storica. Inoltre Hitler confonde spesso "razza" con "popolo" o "nazione", confonde i concetti "tedesco", "germanico" e "ariano". Ma probabilmente tutto questo non è molto importante per Hitler, dato che alcuni capitoli più avanti scrive con molta franchezza "la propaganda non ha il compito di essere vera, ha invece l'unico compito di essere efficace."

Infatti, questa propaganda doveva rivelarsi molto efficace. Sicuramente al disoccupato faceva piacere sentire che in fondo non era un piccolo disgraziato ma uno che apparteneva a una razza superiore. Parlando del suo futuro Reich Hitler promette : "Essere uno spazzino in un tale Reich sarà onore più alto che essere un re in uno stato estero".
Il secondo elemento fondamentale è l'antisemitismo. Per Hitler gli ebrei non sono una comunità religiosa, ma una razza, e cioè la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con gli altri popoli, gli ebrei cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando così la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. L'ebreo è il nemico più pericoloso, è cattivo fino in fondo. Hitler dice : "Gli Ebrei sono come i vermi che si annidano nei cadaveri in dissoluzione."
L'antisemitismo diventa in Hitler una vera e propria ossessione. Pacifismo, marxismo, la democrazia, il pluralismo, persino il capitalismo internazionale e la "Lega dei popoli", predecessore del ONU, tutto questo è risultato del lavoro distruttivo e sotterraneo degli ebrei. Hitler: "L'Ebreo è colui che avvelena tutto il mondo. Se l'ebreo dovesse vincere, allora sarà la fine di tutta l'umanità, allora questo pianeta sarà presto privo di vita come lo era milioni di anni fa."
Oggi queste parole suonano decisamente ridicole, e anche all'epoca molti le ritenevano tali e vedevano in esse solo uno strumento politico per incanalare la rabbia del popolo su un capro espiatorio. Ma l'odio di Hitler contro gli ebrei non era solo strumento politico, era reale con tutto il suo evidente anacronismo e la sua irrazionalità. Gli orrendi eventi degli anni 1940-1945, quando l'antisemitismo non poteva più servire come strumento politico, lo dimostrano in modo spaventoso.
E nella lotta contro gli ebrei Hitler si vede come pioniere di tutta l'umanità: Nel aprile del 1945, quando Hitler presagiva già la propria fine, detta al suo segretario: "Un giorno si ringrazierà il Nazionalsocialismo del fatto che io ho annientato gli ebrei in Germania e in tutta l'Europa centrale".
Ma il concetto di superuomo non fu frainteso soltanto da alcuni letterati. Infatti Adolf Hitler nello stendere il suo Mein Kampf mutuò da Nietzsche il concetto di superuomo intendendolo come superiorità di una "razza" sulle altre, pensandola un po' come i Dalek
E in uno scenrio che ricorda tanto la Seconda Guerra Mondiale, a Trenzalore, tutte le maggiori razze dell'universo si scontrano per poter catturare il Dottore e far si che la profezia si realizzi e i Signori del Tempo non tornino
"Sui campi di Trenzalore, alla caduta dell'undicesimo, dove nessuna creatura vivente è in grado di mentire o di non rispondere se interpellata, verrà posta la più antica domanda dell'universo a cui non si dovrà mai dare risposta."
"Il Silenzio calerà quando la domanda sarà posta"
"Qual è la domanda?"
"La prima domanda. La domanda più antica dell'universo, nascosta in bella vista"
"Doctor .... Who ?"
Come abbiamo visto, nella serie DW le rigenerazioni del dottore sono limitate in quanto l'energia rigenerativa non è infinta, ma anche nella realtà processi e trasformazioni fisiche non possono durare all’infinito. Difatti sappiamo che in ambito fisico sono stati elaborati diversi principi riguardo alla termodinamica e alcuni fisici hanno affermato che il moto perpetuo è impossibile.
Per moto perpetuo si intende il moto prodotto da una macchina, che lavora senza impiegare energia. Ma questo, per il primo principio della termodinamica, non è possibile. Esso afferma che per compiere un qualsiasi lavoro occorre utilizzare almeno una pari quantità di energia prelevata da una qualche sorgente.
La figura rappresenta il progetto di una macchina a moto perpetuo. Si tratta della sezione di un tamburo, imperniato su un asse, che contiene sfere metalliche disposte in modo asimmetrico. Il momento risultante rispetto al perno delle forze peso dovute alle sferette d, e, f dovrebbe prevalere ampiamente sul momento risultante delle forze peso dovute alle sferette h, a , b ( il peso delle sferette g, c ha momento praticamente nullo) facendo ruotare il tamburo eternamente in senso antiorario. La macchina ha un solo difetto: non funziona
A. Asor Rosa-L. Spera-M.C. Storini, Letteratura Italiana testi-autori-contesti, Le Monnier Editore 2012
E.Lupia Palmieri-M.Parotto, Il Globo Terrestre-Quinta edizione, Zanichelli, 2000
M.Spiazzi- M.Tavella, Only Connect..New Directions, Zanichelli,2009
S. Guglielmino, Guida al novecento, Milano, Principato Editore, 2009
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