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DICOTOMIE DIGITALI

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by

patrizia vayola

on 20 January 2016

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Transcript of DICOTOMIE DIGITALI

a
APOCALITTICI
DICOTOMIE DIGITALI
INTEGRATI
le tecnologie impoveriscono la realtà
le tecnologie arricchiscono la realtà
Due spettri s'aggirano per le scuole italiane:
la lavagna interattiva e il tablet.
[..] la cultura digitale è uno dei più temibili moventi di interruzione della concentrazione che si siano mai presentati nella storia, e si sa quanto la concentrazione sia cruciale
nell'apprendimento
di Raffaele Simone
Se a scuola Internet rende stupidi
23 gennaio 2012
http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/23/news/de_simone_scuola_digitale-28643708/
I mezzi multimediali consentono di ottimizzare l’offerta formativa poiché:
- rendono l’approccio alla realtà cognitiva più coinvolgente e motivante per gli alunni;
- permettono una più ricca offerta di materiale di lavoro;
- consentono una migliore organizzazione di percorsi formativi individualizzati,
- favoriscono l’apprendimento grazie alle sinergie dei canali percettivi ed espositivi fruibili in molteplici contesti curricolari;- costituiscono una risorsa preziosa per gli alunni che hanno difficoltà a seguire l’attività didattica abituale
(Dal POF di una scuola secondaria)
nativi digitali
immigrati digitali
multitasking, multimodale
abilità, o attitudini, tipiche dei native digitali:
− sono in grado di acquisire informazioni molto velocemente
−elaborano le informazioni in maniera parallela, multi-task;
− preferiscono la grafica al testo;
− preferiscono accedere all’informazione in modo casuale (come in un ipertesto) piuttosto che sequenziale;
−operano meglio quando sono connessi in rete
− hanno bisogno di gratificazioni istantanee e di frequenti ricompense;
− preferiscono i giochi al “lavoro serio”.
(Prensky 2001)
sequenziali, monomediali
I nostri insegnanti immigrati parlano una
lingua obsoleta (quella dell’era pre-digitale), e cercano con fatica di insegnare ad una popolazione che parla una lingua totalmente nuova
(Prensky 2001)
MA
le tecnologie restano strumenti
e come tali dipendono dalle
scelte di chi le usa
MA
Di certo le nuove generazioni sono diverse dalle precedenti.
Come è sempre stato.
Di certo le nuove generazioni usano gli strumenti che hanno a loro disposizione.
Come sempre
, sotto tutte le latitudini, dentro tutte le culture. Gli artefatti culturali, tecnici e cognitivi danno forma alle pratiche delle comunità in cui le persone interagiscono tra di loro e con gli artefatti. Queste nuove pratiche vanno comprese con l’attenzione che queste non sono determinate solo dagli strumenti presenti nel contesto ma anche da tante altre variabili culturali e sociali.
E’ o non è cambiata la famiglia in questi anni? Sono o non sono cambiati il concettti di ubbidienza, autorità, dovere? Sono o non sono cambiati i modelli sociali e culturali dominanti? E vogliamo considerare le nuove generazioni solo perchè usano device digitali?
http://www.giannimarconato.it/2011/03/nativo-digitale-uno-stereotipo-dannoso/
la
COMPETENZA DIGITALE
consiste nel saper utilizzare con
dimestichezza
e
spirito critico
le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per
reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet”
RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA - 18 dicembre 2006
REPERIRE
VALUTARE
CONSERVARE
PRODURRE
PRESENTARE
SCAMBIARE
INFORMAZIONI

COMUNICARE
PARTECIPARE A RETI
COLLABORATIVE

la didattica della storia e della cittadinanza
è in stretta sinergia con la costruzione della
competenza digitale
le strategie di ricerca in
internet
= educazione alla cittadinanza
analisi e valutazione di
siti
e fonti di storia in essi contenuti = stessa strategia dell'analisi delle fonti tradizionali
= step fondamentale di qualsiasi laboratorio di storia
costruzione/consultazione/valutazione di archivi =
il web allarga in modo esponenziale la disponibilità di fonti e documenti
appunti, schemi, narrazioni,

rappresentazioni grafiche

che restituiscano i contenuti della ricerca svolta
,
problematizzare e ricercare risposte a problemi storiografici selezionando e utilizzando fonti e saggi disponibili anche
nel
web
=
laboratorio di storia
la ricerca e le attività di laboratorio si possono sviluppare collaborativamente a distanza
costruire, pubblicare, diffondere i prodotti delle proprie ricerche
possibilità di organizzare lavori e scambi a distanza con esperti o altre classi in Italia e nel mondo
Nel 2010 Prensky stesso propone tre nuovi profili che superano l'approccio generazionale:
a) quello del
saggio digitale
(digital wisdom) = capace di un uso critico e responsabile delle tecnologie digitali;
b) quello dello
«smanettone»
digitale (digital skilness) = possiede le competenze tecniche che lo rendono rapido, esperto, dotato di grande dimestichezza rispetto ai diversi supporti;
c) quello dello
stupido digitale
(digital stupidity) = fa usi impropri, dannosi, trasgressivi delle tecnologie o rifiuta a priori di avvicinarsi ad esse ritenendole fonte di tuttii mali.

http://innovateonline.info/pdf/vol5_issue3/H._Sapiens_Digital-__From_Digital_Immigrants_and_Digital_Natives_to_Digital_Wisdom.pdf
INOLTRE

alcuni adulti stanno diventando nativi
(uso del cellulare, alla massiccia presenza nel social network, all’uso dell'i-pod e dell'i-pad)
– diverse ricerche recenti dimostrano che l
’uso delle tecnologie non separa ma avvicina le generazioni
(videogame come spazio di relazione tra genitori e figli, cellulare come oggetto di negoziazione e di dialogo, social network come occasione di complicità e condivisione di interessi.

l’esperienza dell’adulto immigrante
, a prescindere dalla sua bravura nell’uso dei media,
può essere utile al nativo
per
promuovere
la sua
riflessione
, per
orientare alla metariflessione
, per fargli
maturare senso critico
.

http://dedalo.azionecattolica.it/documents/CO183_Rivoltella.pdf
di Patrizia Vayola
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