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Copy of Legge_BES

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Loredana A

on 6 November 2014

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linee guida
Art. 1
Riconoscimento e definizione
Decreto attuativo
legge 170
Art. 2
Finalità
Art. 3
Diagnosi
Art. 5
Didattica
Art. 6
Familiari
Art. 1

Riconoscimento e definizione di dislessia,
disgrafia, disortografia e discalculia

1. La presente legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.
2. Ai fini della presente legge, si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.
3. Ai fini della presente legge, si intende per disgrafia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.
4. Ai fini della presente legge, si intende per disortografia un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.
5. Ai fini della presente legge, si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.
6. La dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme.
7. Nell'interpretazione delle definizioni di cui ai commi da 2 a 5, si tiene conto dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche in materia.
Art. 3
Diagnosi

1. La diagnosi dei DSA è effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate.
2. Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia.
3. È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA.
Art. 4
Formazione nella scuola

1. Per gli anni 2010 e 2011, nell'ambito dei programmi di formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, è assicurata un'adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la conseguente capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata una spesa pari a un milione di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, come determinato, dalla Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.
Legge 8 ottobre 2010, n. 170
(Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2010)
«Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico».
Art. 5
Misure educative e didattiche di supporto

1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
2. Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantiscono:
a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;
c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero.
3. Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.
4. Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università nonché gli esami universitari.
Art. 6
Misure per i familiari

1. I familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell'istruzione con DSA impegnati nell'assistenza alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili.
2. Le modalità di esercizio del diritto di cui al comma 1 sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati e non devono comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 4
Formazione
Art. 7
Disposizioni di attuazione

1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi, per le attività di identificazione precoce di cui all'articolo 3, comma 3.
2. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, individua le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti di cui all'articolo 4, le misure educative e didattiche di supporto di cui all'articolo 5, comma 2, nonché le forme di verifica e di valutazione finalizzate ad attuare quanto previsto dall'articolo 5, comma 4.
3. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca un Comitato tecnico-scientifico, composto da esperti di comprovata competenza sui DSA. Il Comitato ha compiti istruttori in ordine alle funzioni che la presente legge attribuisce al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso. Agli eventuali rimborsi di spese si provvede nel limite delle risorse allo scopo disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Art. 7
Attuazione
Art. 8
Autonome
Art. 9
Invarianza finanziaria


Art. 9
Clausola di invarianza finanziaria

1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 8
Competenze delle regioni a statuto speciale
e delle province autonome

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonché alle disposizioni del titolo V della parte seconda della Costituzione.
2. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a dare attuazione alle disposizioni della legge stessa.



La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Clausola finale
Articolo 1
Finalità del decreto
1. Il presente decreto individua, ai sensi dell’art. 7, comma 2, della Legge 170/2010, le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (di seguito “DSA”), delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione e nelle università.
Articolo 2
Individuazione di alunni e studenti con DSA
1. Ai fini di cui al precedente articolo, le istituzioni scolastiche provvedono a segnalare alle famiglie le eventuali evidenze, riscontrate nelle prestazioni quotidiane in classe e persistenti nonostante l’applicazione di adeguate attività di recupero didattico mirato, di un possibile disturbo specifico di apprendimento, al fine di avviare il percorso per la diagnosi ai sensi
dell’art. 3 della Legge 170/2010.
2. Al fine di garantire agli alunni e agli studenti con disturbi specifici di apprendimento di usufruire delle misure educative e didattiche di supporto di cui all’articolo 5 della Legge 170/2010, gli Uffici Scolastici Regionali attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte.
3. La certificazione di DSA viene consegnata dalla famiglia ovvero dallo studente di maggiore età alla scuola o all’università, che intraprendono le iniziative ad essa conseguenti.

Art. 8
Centri Territoriali di Supporto
1. Al fine di garantire l’attuazione delle disposizioni contenute nel presente decreto, le Istituzioni scolastiche attivano tutte le necessarie iniziative e misure per assicurare il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA. In particolare, le istituzioni scolastiche possono avvalersi del supporto tecnico-scientifico fornito dalla rete predisposta dal MIUR, anche attraverso i Centri Territoriali di Supporto (CTS) istituiti con il progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità”. I CTS possono essere impiegati come centri di consulenza, formazione, collegamento e monitoraggio ed essere interconnessi telematicamente. Gli operatori dei Centri, opportunamente formati, possono a loro volta essere soggetti promotori di azioni di formazione e aggiornamento.
Articolo 3
Linee guida
1. Gli Uffici Scolastici Regionali, le Istituzioni scolastiche e gli Atenei, per l’attuazione delle disposizioni del presente decreto, tengono conto delle indicazioni contenute nelle allegate Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, che sono parte integrante del presente decreto.
Articolo 4
Misure educative e didattiche
1. Le Istituzioni scolastiche, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle allegate Linee guida, provvedono ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative.
2. I percorsi didattici individualizzati e personalizzati articolano gli obiettivi, compresi comunque all’interno delle indicazioni curricolari nazionali per il primo e per il secondo ciclo, sulla base del livello e delle modalità di apprendimento dell’alunno e dello studente con DSA, adottando proposte di insegnamento che tengano conto delle abilità possedute e potenzino anche le funzioni non coinvolte nel disturbo.
3. In un’ottica di prevenzione dei DSA, gli insegnanti adottano metodologie didattiche adeguate allo sviluppo delle abilità di letto-scrittura e di calcolo, tenendo conto, nel rispetto della libertà d’insegnamento, delle osservazioni di carattere scientifico contenute al riguardo nelle allegate Linee guida
4. Le Istituzioni scolastiche assicurano l’impiego degli opportuni strumenti compensativi, curando particolarmente l’acquisizione, da parte dell’alunno e dello studente, con DSA delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi.
5. L’adozione delle misure dispensative è finalizzata ad evitare situazioni di affaticamento e di disagio in compiti direttamente coinvolti dal disturbo, senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento previsti nei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Articolo 5
Interventi didattici individualizzati e personalizzati
1. La scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate.
Articolo 6
Forme di verifica e di valutazione
1. La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici di cui ai precedenti articoli.
2. Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.
3. Le Commissioni degli esami di Stato, al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, tengono in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicurano, altresì, l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, anche con riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase di colloquio.
4. Le Istituzioni scolastiche attuano ogni strategia didattica per consentire ad alunni e studenti on DSA l’apprendimento delle lingue straniere. A tal fine valorizzano le modalità attraverso cui il discente meglio può esprimere le sue competenze, privilegiando l’espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative più opportune. Le prove scritte di lingua straniera sono progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà connesse ai DSA.
5. Fatto salvo quanto definito nel comma precedente, si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate:
- certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa dalle prove scritte;
- richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia o dall’allievo se maggiorenne;
- approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze
degli interventi di natura pedagogico-didattica, con particolare attenzione ai percorsi di studio in cui l’insegnamento della lingua straniera risulti caratterizzante (liceo linguistico, istituto tecnico per il turismo, ecc.).
In sede di esami di Stato, conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, modalità e contenuti delle prove orali – sostitutive delle prove scritte – sono stabiliti dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dai consigli di classe.
I candidati con DSA che superano l’esame di Stato conseguono il titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado ovvero all’università.
6. Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe - essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato.
In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art.13 del D.P.R. n.323/1998.
7. In ambito universitario, gli Atenei assicurano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.
8. Per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a livello nazionale o da parte delle università, sono previsti tempi aggiuntivi, ritenuti congrui in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti, assicurando altresì l’uso degli strumenti compensativi necessari in relazione al tipo di DSA.
9. La valutazione degli esami universitari di profitto è effettuata anche tenendo conto delle indicazioni presenti nelle allegate Linee guida.

Articolo 7
Interventi per la formazione
1. Le attività di formazione in servizio degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, di cui all’art. 4
della Legge 170/2010, riguardano in particolare i seguenti ambiti:
a) Legge 8 ottobre 2010, n. 170;
b) caratteristiche delle diverse tipologie di DSA;
c) principali strumenti per l’individuazione precoce del rischio di DSA;
d) strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo;
e) gestione della classe in presenza di alunni con DSA;
f) forme adeguate di verifica e di valutazione;
g) indicazioni ed esercitazioni concernenti le misure educative e didattiche di cui all’art. 4;
h) forme di orientamento e di accompagnamento per il prosieguo degli studi in ambito
universitario, dell’alta formazione e dell’istruzione tecnica superiore;
i) esperienze di studi di caso di alunni con DSA, per implementare buone pratiche didattiche.
2. Il Ministero predispone appositi piani di formazione - le cui direttive sono riportate nelle
allegate Linee guida - anche in convenzione con università, enti di ricerca, società
scientifiche, associazioni e servizi sanitari territoriali. In particolare, gli Uffici Scolastici
Regionali, fatte salve le convenzioni e le intese già in atto, possono stipulare appositi accordi
con le facoltà di Scienze della Formazione, nell’ambito dell’Accordo quadro sottoscritto tra il
MIUR e la Conferenza nazionale permanente dei Presidi di Scienze della Formazione, per
l’attivazione presso le stesse di corsi di perfezionamento o master in didattica e
psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento, rivolti a docenti e dirigenti scolastici
delle scuole di ogni ordine e grado.
3. In conformità alle norme sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, le medesime possono
attivare, in base alle necessità ed alle risorse, interventi formativi in materia.
Art. 10
Disapplicazione di precedenti disposizioni in materia
1. Con l'entrata in vigore del presente Decreto si intendono non più applicabili le disposizioni impartite con la Circolare ministeriale n. 28 del 15 marzo 2007 e con la Nota ministeriale n. 4674 del 10 maggio 2007.
Art. 9
Gruppo di lavoro nazionale
1. Con successivo decreto del Ministro è istituito un Gruppo di lavoro nazionale con il compito di monitorare l’attuazione delle norme della Legge 170/2010 e delle disposizioni contenute nel presente decreto, nonché con compiti di supporto tecnico all’attività di coordinamento delle iniziative in materia di DSA. Il suddetto Gruppo di lavoro avrà anche compiti consultivi e propositivi, con particolare riguardo:
- alla formulazione di eventuali proposte di revisione delle presenti disposizioni e delle allegate Linee guida, sulla base dei progressi della ricerca scientifica, degli esiti dei monitoraggi e dell’evoluzione normativa in materia;
- alla sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare.
2. Le funzioni di Presidente del Gruppo di lavoro nazionale sui DSA sono svolte dal Direttore Generale per lo Studente, la Partecipazione, l’Integrazione e la Comunicazione o da un suo delegato.
3. Le funzioni di Segreteria tecnica sono svolte dall’Ufficio settimo della Direzione Generale sopracitata.
4. Ai membri del Gruppo di lavoro nazionale non spetta alcun compenso.
Art. 1
Finalità
Art. 2
Individuazione precoce
Art. 3
Linee guida
Art. 4
Didattica
Art. 5
PDP
Art. 6
Verifica e valutazione
Art. 7
Formazione
Art. 8
CTS
Art. 9
Gruppo nazionale
Art. 10
Disapplicazione
Dm 144
3.1 Documentazione dei percorsi didattici

Le attività di recupero individualizzato, le modalità didattiche personalizzate, nonché gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere dalle istituzioni scolastiche esplicitate e formalizzate, al fine di assicurare uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese.
A questo riguardo, la scuola predispone, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, un documento che dovrà contenere almeno le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo:
· dati anagrafici dell’alunno;
· tipologia di disturbo;
· attività didattiche individualizzate;
· attività didattiche personalizzate;
· strumenti compensativi utilizzati;
· misure dispensative adottate;
· forme di verifica e valutazione personalizzate.
Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici.
Sulla base di tale documentazione, nei limiti della normativa vigente, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine Ciclo.
Tale documentazione può acquisire la forma del Piano Didattico Personalizzato.
A titolo esemplificativo, vengono pubblicati sul sito del MIUR (http://www.istruzione.it/web/istruzione/dsa) alcuni modelli di Piano Didattico Personalizzato. Nella stessa pagina web dedicata ai DSA, potranno essere consultati ulteriori modelli, selezionati sulla base delle migliori pratiche realizzate dalle scuole o elaborati in sede scientifica.
7. LA FORMAZIONE
La formazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici è un elemento fondamentale per la corretta applicazione della Legge 170/2010 e per il raggiungimento delle sue finalità. Al riguardo, si pone in primo piano il tema della formazione in servizio.
Un principio generale è che la competenza sui DSA dovrà permeare il corpo docente di ogni classe, in modo che la gestione e la programmazione di passi significativi (per es. il PDP) non sia delegata a qualcuno dei docenti, ma scaturisca da una partecipazione integrale del consiglio di classe.
1.
2.
5.
7.
3.
6.
4.
DSA
Osservazione
Didattica
Strumenti & c
Formazione
Chi fa cosa
Relazioni
Chi?
4. UNA DIDATTICA PER GLI ALUNNI CON DSA

4.1 Scuola dell’infanzia

4.2 Scuola primaria

4.3 Scuola secondaria di I e di II grado
4.3.1 Disturbo di lettura
4.3.2 Disturbo di scrittura
4.3.3. Area del calcolo

4.4 Didattica per le lingue straniere
4.3.2. Disturbo di scrittura
In merito agli strumenti compensativi, gli studenti con disortografia o disgrafia possono avere
necessità di compiere una doppia lettura del testo che hanno scritto: la prima per l’autocorrezione
degli errori ortografici, la seconda per la correzione degli aspetti sintattici e di organizzazione
complessiva del testo. Di conseguenza, tali studenti avranno bisogno di maggior tempo nella
realizzazione dei compiti scritti. In via generale, comunque, la valutazione si soffermerà soprattutto
sul contenuto disciplinare piuttosto che sulla forma ortografica e sintattica.
Gli studenti in questione potranno inoltre avvalersi:
· di mappe o di schemi nell’attività di produzione per la costruzione del testo;
· del computer (con correttore ortografico e sintesi vocale per la rilettura) per velocizzare i
tempi di scrittura e ottenere testi più corretti;
· del registratore per prendere appunti.
Per quanto concerne le misure dispensative, oltre a tempi più lunghi per le verifiche scritte o a
una quantità minore di esercizi, gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati dalla
valutazione della correttezza della scrittura e, anche sulla base della gravità del disturbo, possono
accompagnare o integrare la prova scritta con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.
4.3.3. Area del calcolo
Riguardo alle difficoltà di apprendimento del calcolo e al loro superamento, non è raro imbattersi
in studenti che sono distanti dal livello di conoscenze atteso e che presentano un’ impotenza appresa,
cioè un vero e proprio blocco ad apprendere sia in senso cognitivo che motivazionale.
Sebbene la ricerca non abbia ancora raggiunto dei risultati consolidati sulle strategie di
potenziamento dell’abilità di calcolo, si ritengono utili i seguenti principi guida:
· gestire, anche in contesti collettivi, almeno parte degli interventi in modo individualizzato;
· aiutare, in fase preliminare, l’alunno a superare l’impotenza guidandolo verso l’ esperienza
della propria competenza;
· analizzare gli errori del singolo alunno per comprendere i processi cognitivi che
sottendono all’ errore stesso con intervista del soggetto;
· pianificare in modo mirato il potenziamento dei processi cognitivi necessari.
In particolare, l’analisi dell’errore favorisce la gestione dell’insegnamento.
Tuttavia, l’unica classificazione degli errori consolidata nella letteratura scientifica al
riguardo si riferisce al calcolo algebrico:
· errori di recupero di fatti algebrici;
· errori di applicazione di formule;
· errori di applicazione di procedure;
· errori di scelta di strategie;
· errori visuospaziali;
· errori di comprensione semantica.
L’analisi dell’errore consente infatti di capire quale confusione cognitiva l’allievo abbia consolidato
in memoria e scegliere, dunque, la strategia didattica più efficace per l’eliminazione dell’errore e il
consolidamento della competenza.
Riguardo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative, valgono i principi generali
secondo cui la calcolatrice, la tabella pitagorica, il formulario personalizzato, etc. sono di supporto
ma non di potenziamento, in quanto riducono il carico ma non aumentano le competenze.
4.3.1. Disturbo di lettura

Nel caso di studenti con dislessia, la scuola secondaria dovrà mirare a promuovere la capacità
di comprensione del testo.
La decodifica, ossia la decifrazione del testo, e la sua comprensione sono processi cognitivi
differenti e pertanto devono essere considerati separatamente nell’attività didattica. A questo riguardo
possono risultare utili alcune strategie riguardanti le modalità della lettura. E’ infatti opportuno:
· insistere sul passaggio alla lettura silente piuttosto che a voce alta, in quanto la prima
risulta generalmente più veloce e più efficiente;
· insegnare allo studente modalità di lettura che, anche sulla base delle caratteristiche
tipografiche e dell’evidenziazione di parole chiave, consenta di cogliere il significato
generale del testo, all’interno del quale poi eventualmente avviare una lettura più analitica.
Per uno studente con dislessia, gli strumenti compensativi sono primariamente quelli che
possono trasformare un compito di lettura (reso difficoltoso dal disturbo) in un compito di ascolto.
A tal fine è necessario fare acquisire allo studente competenze adeguate nell’uso degli strumenti
compensativi.
Si può fare qui riferimento:
· alla presenza di una persona che legga gli items dei test, le consegne dei compiti, le tracce
dei temi o i questionari con risposta a scelta multipla;
· alla sintesi vocale, con i relativi software, anche per la lettura di testi più ampi e per una
maggiore autonomia;
· all’utilizzo di libri o vocabolari digitali.
Studiare con la sintesi vocale è cosa diversa che studiare mediante la lettura diretta del libro di
testo; sarebbe pertanto utile che i docenti o l’eventuale referente per la dislessia acquisiscano
competenze in materia e che i materiali didattici prodotti dai docenti siano in formato digitale.
Si rammenta che l’Azione 6 del Progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità” ha finanziato la
realizzazione di software di sintesi vocale scaricabili gratuitamente dal sito del MIUR.
Per lo studente dislessico è inoltre più appropriata la proposta di nuovi contenuti attraverso il
canale orale piuttosto che attraverso lo scritto, consentendo anche la registrazione delle lezioni.
Per facilitare l’apprendimento, soprattutto negli studenti con difficoltà linguistiche, può essere
opportuno semplificare il testo di studio, attraverso la riduzione della complessità lessicale e
sintattica.
Si raccomanda, inoltre, l’impiego di mappe concettuali, di schemi, e di altri mediatori didattici
che possono sia facilitare la comprensione sia supportare la memorizzazione e/o il recupero delle
informazioni. A questo riguardo, potrebbe essere utile che le scuole raccolgano e archivino tali
mediatori didattici, anche al fine di un loro più veloce e facile utilizzo.
In merito alle misure dispensative, lo studente con dislessia è dispensato:
· dalla lettura a voce alta in classe;
· dalla lettura autonoma di brani la cui lunghezza non sia compatibile con il suo livello di abilità;
· da tutte quelle attività ove la lettura è la prestazione valutata.
In fase di verifica e di valutazione, lo studente con dislessia può usufruire di tempi aggiuntivi
per l’espletamento delle prove o, in alternativa e comunque nell’ambito degli obiettivi disciplinari
previsti per la classe, di verifiche con minori richieste.
Nella valutazione delle prove orali e in ordine alle modalità di interrogazione si dovrà tenere
conto delle capacità lessicali ed espressive proprie dello studente.
4.3 Scuola secondaria di I e di II grado
La scuola secondaria richiede agli studenti la piena padronanza delle competenze strumentali
(lettura, scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo di studio e prerequisiti adeguati
all’apprendimento di saperi disciplinari sempre più complessi; elementi, questi, che possono
mettere in seria difficoltà l’alunno con DSA, inducendolo ad atteggiamenti demotivati e
rinunciatari. Tali difficoltà possono essere notevolmente contenute e superate individuando
opportunamente le strategie e gli strumenti compensativi nonché le misure dispensative.
4.4 Didattica per le lingue straniere
Poiché la trasparenza linguistica, ossia la corrispondenza fra come una lingua si scrive e come
si legge, influisce sul livello di difficoltà di apprendimento della lingua da parte degli studenti con
DSA, è opportuno che la scuola, in sede di orientamento o al momento di individuare quale lingua
straniera privilegiare, informi la famiglia sull’opportunità di scegliere - ove possibile - una lingua
che ha una trasparenza linguistica maggiore. Analogamente, i docenti di lingue straniere terranno
conto, nelle prestazioni attese e nelle modalità di insegnamento, del principio sopra indicato.
In sede di programmazione didattica si dovrà generalmente assegnare maggiore importanza
allo sviluppo delle abilità orali rispetto a quelle scritte. Poiché i tempi di lettura dell’alunno con
DSA sono più lunghi, è altresì possibile consegnare il testo scritto qualche giorno prima della
lezione, in modo che l’allievo possa concentrarsi a casa sulla decodifica superficiale, lavorando
invece in classe insieme ai compagni sulla comprensione dei contenuti.
In merito agli strumenti compensativi, con riguardo alla lettura, gli alunni e gli studenti con
DSA possono usufruire di audio-libri e di sintesi vocale con i programmi associati. La sintesi vocale
può essere utilizzata sia in corso d’anno che in sede di esame di Stato.
Relativamente alla scrittura, è possibile l’impiego di strumenti compensativi come il computer
con correttore automatico e con dizionario digitale. Anche tali strumenti compensativi possono
essere impiegati in corso d’anno e in sede di esame di Stato.
Per quanto concerne le misure dispensative, gli alunni e gli studenti con DSA possono
usufruire:
· di tempi aggiuntivi;
· di una adeguata riduzione del carico di lavoro;
· in caso di disturbo grave e previa verifica della presenza delle condizioni previste all’Art. 6,
comma 5 del D.M. 12 luglio 2011, è possibile in corso d’anno dispensare l’alunno dalla
valutazione nelle prove scritte e, in sede di esame di Stato, prevedere una prova orale
sostitutiva di quella scritta, i cui contenuti e le cui modalità sono stabiliti dalla
Commissione d’esame sulla base della documentazione fornita dai Consigli di Classe.
Resta fermo che in presenza della dispensa dalla valutazione delle prove scritte, gli studenti
con DSA utilizzeranno comunque il supporto scritto in quanto utile all’apprendimento anche orale
delle lingue straniere, soprattutto in età adolescenziale.
In relazione alle forme di valutazione, per quanto riguarda la comprensione (orale o scritta),
sarà valorizzata la capacità di cogliere il senso generale del messaggio; in fase di produzione sarà
dato più rilievo all’efficacia comunicativa, ossia alla capacità di farsi comprendere in modo chiaro,
anche se non del tutto corretto grammaticalmente.
Lo studio delle lingue straniere implica anche l’approfondimento dei caratteri culturali e
sociali del popolo che parla la lingua studiata e, con l’avanzare del percorso scolastico, anche degli
aspetti letterari. Poiché l’insegnamento di tali aspetti è condotto in lingua materna, saranno in questa
sede applicati gli strumenti compensativi e dispensativi impiegati per le altre materie.
Sulla base della gravità del disturbo, nella scuola secondaria i testi letterari in lingua straniera
assumono importanza minore per l’alunno con DSA: considerate le sue possibili difficoltà di
memorizzazione, risulta conveniente insistere sul potenziamento del lessico ad alta frequenza
piuttosto che focalizzarsi su parole più rare, o di registro colto, come quelle presenti nei testi letterari.
Ai fini della corretta interpretazione delle disposizioni contenute nel decreto attuativo, pare
opportuno precisare che l’ “esonero” riguarda l’insegnamento della lingua straniera nel suo
complesso, mentre la “dispensa” concerne unicamente le prestazioni in forma scritta.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo incremento in ambito clinico degli
studi, delle ricerche e delle attività scientifiche sul tema dei DSA. Consultando la bibliografia in
argomento, si rileva infatti una quantità preponderante di pubblicazioni nei settori della clinica e
delle neuroscienze, rispetto a quelli pedagogico-didattici. In tempi più recenti, anche per le
dimensioni che ha assunto il fenomeno nelle nostre scuole, oltre che per l’attenzione determinata
dagli interventi legislativi in materia, si è manifestato un sempre maggiore interesse per la messa a
punto e l’aggiornamento di metodologie didattiche a favore dei bambini con DSA.
Sulla base di una impostazione tuttora ritenuta valida, la didattica trae orientamento da
considerazioni di carattere psicopedagogico. A tale riguardo, può essere utile far riferimento a testi
redatti nell’ambito di studi e ricerche che si concentrano sul comportamento manifesto, sulla
fenomenologia dei DSA, senza tralasciare di indagare e di interpretare i modi interiori
dell’esperienza. In tale ambito, si cerca di indagare il mondo del bambino dislessico secondo la sua
prospettiva, non come osservatori esterni. Si porta il lettore attraverso vari esempi a comprendere
come il bambino dislessico non riesce a mettersi da un punto di vista unitario, ciò che provoca una
corsa ai punti di riferimento, poiché ad ogni movimento verso il mondo sorge spontaneamente un
doppio significato. Un esempio è quello del turista che si trova in Inghilterra dove vi è un sistema di
guida diverso e dove si fa fatica a guadagnare nuovi punti di riferimento. E vi è l’esempio di un
Paese ancora più insolito dove la barriera del linguaggio è raddoppiata da quella dei significati.
Immaginiamo di trovarci in un posto con una lingua totalmente diversa o che non riusciamo a ben
comprendere: sentiamo sorgere un senso di profondo disagio perché manca “una comunicazione
completa, reale, intima”. Ma riusciamo a tranquillizzarci perché il nostro soggiorno avrà termine e,
con il rientro a casa, potremo tornare ad esprimerci, a parlare in rapporto allo stesso quadro di
riferimento, a trovare uno scambio vero, uno scambio pieno. Pensiamo invece al disagio di questi
bambini che non possono tornare a casa, in un mondo dove devono rincorrere punti di
riferimento…che rimangono stranieri, soprattutto se noi siamo per loro stranieri, chiudendoci
nell’incomprensione.
Da tali indicazioni si può prendere spunto per trarre orientamento nella prassi pedagogicodidattica.
Gli insegnanti possono “riappropriarsi” di competenze educativo-didattiche anche
nell’ambito dei DSA, laddove lo spostamento del baricentro in ambito clinico aveva invece portato
sempre più a delegare a specialisti esterni funzioni proprie della professione docente o a mutuare la
propria attività sul modello degli interventi specialistici, sulla base della consapevolezza della
complessità del problema e delle sue implicazioni neurobiologiche.
Ora, la complessità del problema rimane attuale e la validità di un apporto specialistico,
ovvero di interventi diagnostici e terapeutici attuati da psicologi, logopedisti e neuropsichiatri in
sinergia con il personale della scuola non può che essere confermata; tuttavia – anche in
considerazione della presenza sempre più massiccia di alunni con DSA nelle classi – diviene
sempre più necessario fare appello alle competenze psicopedagogiche dei docenti ‘curricolari’ per
affrontare il problema, che non può più essere delegato tout court a specialisti esterni.
È appena il caso di ricordare che nel profilo professionale del docente sono ricomprese, oltre
alle competenze disciplinari, anche competenze psicopedagogiche (Cfr. art. 27 CCNL). Gli
strumenti metodologici per interventi di carattere didattico fanno parte, infatti, dello “strumentario”
di base che è patrimonio di conoscenza e di abilità di ciascun docente. Tuttavia, è pur vero che la
competenza psicopedagogica, in tal caso, deve poter essere aggiornata e approfondita.
È per questo che il MIUR già da anni promuove azioni di formazione sul territorio e, da
ultimo, ha sottoscritto un accordo quadro per l’alta formazione in ambito universitario sul tema dei
DSA (si veda il paragrafo 7, sulla formazione). Si tratta di percorsi comuni per quanto riguarda
l’approccio psicopedagogico, ma differenziati rispetto agli ordini e gradi di scuola. Vi sono infatti
peculiarità dell’azione didattica che vanno attentamente considerate.
In tal senso, la Scuola dell’Infanzia svolge un ruolo di assoluta importanza sia a livello
preventivo, sia nella promozione e nell’avvio di un corretto e armonioso sviluppo – del miglior
sviluppo possibile - del bambino in tutto il percorso scolare, e non solo. Occorre tuttavia porre
attenzione a non precorrere le tappe nell’insegnamento della letto-scrittura, anche sulla scia di
dinamiche innestate in ambiente familiare o indotte dall’uso di strumenti multimediali. La Scuola
dell’Infanzia, infatti, “esclude impostazioni scolasticistiche che tendono a precocizzare gli
apprendimenti formali”. Invece, coerentemente con gli orientamenti e le indicazioni che si sono
succeduti negli ultimi decenni, la Scuola dell’Infanzia ha il compito di “rafforzare l’identità
personale, l’autonomia e le competenze dei bambini”, promuovendo la “maturazione dell’identità
personale,… in una prospettiva che ne integri tutti gli aspetti (biologici, psichici, motori,
intellettuali, sociali, morali e religiosi)”, mirando a consolidare “le capacità sensoriali, percettive,
motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino”.
Come è noto, la diagnosi di DSA può essere formulata con certezza alla fine della seconda
classe della scuola primaria. Dunque, il disturbo di apprendimento è conclamato quando già il
bambino ha superato il periodo di insegnamento della letto-scrittura e dei primi elementi del
calcolo. Ma è questo il periodo cruciale e più delicato tanto per il dislessico, che per il disgrafico, il
disortografico e il discalculico.
Se, ad esempio, in quella classe si è fatto ricorso a metodologie non adeguate, senza prestare
la giusta attenzione alle esigenze formative ed alle ‘fragilità’ di alcuni alunni, avremo non soltanto
perduto un’occasione preziosa per far sviluppare le migliori potenzialità di quel bambino, ma forse
avremo anche minato seriamente il suo percorso formativo.
Per questo assume importanza fondamentale che sin dalla scuola dell’Infanzia si possa
prestare attenzione a possibili DSA e porre in atto tutti gli interventi conseguenti, ossia – in primis –
tutte le strategie didattiche disponibili. Se poi l’osservazione pedagogica o il percorso clinico
porteranno a constatare che si è trattato di una mera difficoltà di apprendimento anziché di un
disturbo, sarà meglio per tutti. Si deve infatti sottolineare che le metodologie didattiche adatte per i
bambini con DSA sono valide per ogni bambino, e non viceversa.
4.3 Scuola secondaria di I e di II grado
4.3.1. Disturbo di lettura
….................................
In fase di verifica e di valutazione, lo studente con dislessia può usufruire di tempi aggiuntivi
per l’espletamento delle prove o, in alternativa e comunque nell’ambito degli obiettivi disciplinari
previsti per la classe, di verifiche con minori richieste.
Nella valutazione delle prove orali e in ordine alle modalità di interrogazione si dovrà tenere
conto delle capacità lessicali ed espressive proprie dello studente.
4.3.2. Disturbo di scrittura
In merito agli strumenti compensativi, gli studenti con disortografia o disgrafia possono avere
necessità di compiere una doppia lettura del testo che hanno scritto: la prima per l’autocorrezione
degli errori ortografici, la seconda per la correzione degli aspetti sintattici e di organizzazione
complessiva del testo. Di conseguenza, tali studenti avranno bisogno di maggior tempo nella
realizzazione dei compiti scritti. In via generale, comunque, la valutazione si soffermerà soprattutto
sul contenuto disciplinare piuttosto che sulla forma ortografica e sintattica.
Gli studenti in questione potranno inoltre avvalersi:
· di mappe o di schemi nell’attività di produzione per la costruzione del testo;
· del computer (con correttore ortografico e sintesi vocale per la rilettura) per velocizzare i
tempi di scrittura e ottenere testi più corretti;
· del registratore per prendere appunti.
Per quanto concerne le misure dispensative, oltre a tempi più lunghi per le verifiche scritte o a
una quantità minore di esercizi, gli alunni con disgrafia e disortografia sono dispensati dalla
valutazione della correttezza della scrittura e, anche sulla base della gravità del disturbo, possono
accompagnare o integrare la prova scritta con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.
4.4 Didattica per le lingue straniere
In relazione alle forme di valutazione, per quanto riguarda la comprensione (orale o scritta),
sarà valorizzata la capacità di cogliere il senso generale del messaggio; in fase di produzione sarà
dato più rilievo all’efficacia comunicativa, ossia alla capacità di farsi comprendere in modo chiaro,
anche se non del tutto corretto grammaticalmente.
Forme adeguate di verifica e di valutazione.
La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le modalità di
differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito, discriminando fra ciò che è
espressione diretta del disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze
effettivamente acquisite.
6.7. Gli Atenei
Nonostante nel corso dell’età evolutiva si verifichino processi di compensazione funzionale
che migliorano notevolmente le prestazioni dei ragazzi con DSA, il substrato biologico non
scompare e può condizionare in maniera significativa le attività accademiche, richiedendo un
impegno personale supplementare e strategie adeguate per aggirare le difficoltà. Con il
miglioramento dei supporti didattici durante la scolarizzazione, sempre più studenti con DSA ora
possono proseguire con successo gli studi universitari. Studenti con DSA, sono presenti in tutti i
corsi universitari: se adeguatamente supportati, possono raggiungere con ottimi risultati il traguardo
dei titoli accademici, realizzando le proprie potenzialità cognitive. In questo processo di crescita,
anche l’Università, in accordo con le finalità della legge, dovrà svolgere un ruolo importante,
trovando soluzioni all’interno delle metodologie didattiche e di valutazione e favorendo l’uso di
strategie e risorse, in particolare attraverso le nuove tecnologie.
…...............................
In particolare, per quanto attiene alle misure dispensative, ci si riferisce a:
· privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte, tenendo conto anche del profilo
individuale di abilità;
· prevedere nelle prove scritte l’eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa, nel
caso non si riesca a concedere tempo supplementare;
· considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.
…........................
Per quanto attiene alle forme di verifica e di valutazione, con riferimento agli esami
universitari, si applicano le misure dispensative e gli strumenti compensativi già sopra descritti
(prove orali invece che scritte; uso di personal computer con correttore ortografico e sintesi vocale;
tempo supplementare fino a un massimo del 30% in più oppure riduzione quantitativa; valutazione
dei contenuti più che della forma).
…........................................
Valutazioni
Miur
Regione
1. Premessa
A titolo di premessa generale, si precisa che la presente nota si riferisce solo ed esclusivamente alle prove
del SNV (classe II e V scuola primaria, classe I scuola secondaria primo grado, classe II scuola secondaria
secondo grado). Per la Prova nazionale prevista nell’ambito dell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di
istruzione, invece, si rinvia a quanto previsto dalla normativa vigente.
Si sottolinea, in premessa, che le prove SNV (II e V primaria, I secondaria di primo grado e II secondaria di
secondo grado) non sono finalizzate alla valutazione individuale degli alunni, ma al monitoraggio dei
livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico, nel suo insieme e nelle sue articolazioni. Ciò
consente di trovare con maggiore facilità le soluzioni più idonee per garantire, da un lato, la più larga
inclusione possibile di tutti gli allievi nelle prove SNV e, dall’altro, di consentire il rispetto del protocollo
di somministrazione delle prove, garanzia della loro affidabilità e attendibilità.
Le esigenze degli allievi con particolari bisogni educativi sono, per loro natura, molteplici e difficilmente
individuabili a priori in modo completo ed esaustivo. Da ciò discende che la valutazione del singolo caso
può essere effettuata in modo soddisfacente solo dal Dirigente scolastico che conosce esattamente la
situazione del singolo studente e, pertanto, può adottare tutte le misure idonee per coniugare, da un lato,
le necessità di ogni allievo con bisogni educativi speciali e, dall’altro, il regolare svolgimento delle prove per
gli altri studenti, senza che per questi ultimi venga modificato il protocollo di somministrazione standard
che è garanzia fondamentale per assicurare l’affidabilità delle rilevazioni del SNV.
Qualunque sia la tipologia di disabilità o di DSA di un alunno, essa deve essere segnalata sulla Scheda-risposta
dei singoli studenti (1), barrando l’opzione più appropriata fra quelle di seguito indicate (che
rispecchiano la categorizzazione utilizzata per la Prova nazionale somministrata a conclusione del primo
ciclo di istruzione):
1 = disabilità intellettiva;
2 = disabilità visiva: ipovedente;
3 = disabilità visiva: non vedente;
4 = DSA;
5 = altro.
Tale segnalazione consentirà di considerare separatamente i risultati degli alunni con bisogni educativi
speciali e di non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri alunni. Le scuole
interessate potranno richiedere all’INVALSI l’invio dei risultati degli allievi con bisogni educativi speciali che
abbiano partecipato alle prove SNV2, naturalmente solo se i predetti allievi hanno sostenuto le prove
formulate dall’INVALSI e non quelle eventualmente personalizzate3 dalla scuola. Tale invio sarà effettuato
sempre nel pieno rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati poiché ciascun allievo è individuato
mediante un codice la cui associazione al nome è nota solo ed esclusivamente alla scuola. I tempi e i modi
per effettuare la predetta richiesta verranno comunicati dall’INVALSI nel momento in cui saranno restituiti i
risultati del SNV 2010‐11 (entro il 31.10.2012).
Prima di passare all’esame specifico delle misure adottabili per i diversi tipi di allievi con bisogni educativi
speciali, si precisa che i predetti studenti, indipendentemente dalla tipologia di appartenenza (codici 1, 2, 3,
4 e 5), sono dispensati dalla compilazione del Questionario studente, ove previsto (classe V primaria, I
secondaria di primo grado e II secondaria di secondo grado).

(1) Per le classi campione la scheda‐risposta è in formato elettronico ed è compilata dall’osservatore esterno. La scheda-
risposta elettronica per le classi campione riproduce esattamente quella cartacea, garantendo a pieno l’anonimato
dell’allievo poiché quest’ultimo è individuato solo da un codice numerico la cui chiave di collegamento con il nome
non è trasmessa all’INVALSI.
2.3. Allievi con disturbi specifici di apprendimento (codice 4)

I disturbi specifici di apprendimento (DSA) sono difficilmente riconducibili a una classificazione esaustiva
sufficientemente dettagliata. È pertanto necessario che ogni scuola, per il tramite del suo Dirigente
scolastico, valuti la specificità di ogni situazione al fine di individuare la soluzione che meglio si adatti allo
specifico disturbo dell’apprendimento di ciascun allievo.
Anche per gli allievi con DSA sono ammessi strumenti dispensativi e misure compensative, se previsti, con
la sola condizione che questi non modifichino le modalità di effettuazione delle prove per gli altri allievi
della classe. Non è pertanto possibile la lettura ad alta voce della prova, né la presenza in aula
dell’insegnante di sostegno (se previsto).
Se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, è consentito che gli allievi con DSA svolgano le prove in un
locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe. Solo in questo caso, è anche possibile la
lettura ad alta voce della prova e la presenza dell’insegnate di sostegno, se previsto.
Sempre se ritenuto opportuno dal Dirigente scolastico, per gli allievi con DSA è possibile prevedere un
tempo aggiuntivo (fino al massimo di 30 minuti per ciascuna prova (6) ) per lo svolgimento delle prove. In tal
caso, la scuola dovrà adottare tutte le misure organizzative idonee per garantire il regolare e ordinato
svolgimento delle prove, senza alcuna modifica dei tempi standard di somministrazione per gli altri allievi
della classe.
Per questa tiptologia di allievi è possibile utilizzare, se ritenuto opportuno, le prove in formato elettronico o
in formato audio (si veda par. 5). Tali prove devono essere state richiesta dalla scuola all’atto dell’iscrizione
al SNV 201112.
Per le classi campione, è necessario avvisare l’osservatore esterno nel momento in cui questi prende
contatto con la scuola che nella classe assegnatagli è presente un allievo che potrà svolgere le prove
avvalendosi di un tempo aggiuntivo (fino a un massimo di 30 minuti per ciascuna prova). In questo caso
specifico, la scuola dovrà prevedere la presenza di un docente che si presenti in aula allo scadere del tempo
standard di somministrazione e che rimanga con l’allievo con DSA per il tempo aggiuntivo, in modo che
l’osservatore esterno possa procedere con la propria osservazione secondo i tempi standard previsti per gli
altri allievi. Quando l’allievo con DSA termina lo svolgimento della prova, il docente che ha effettuato la
sorveglianza durante il tempo aggiuntivo provvede a consegnare all’osservatore esterno la prova stessa
avendo cura che questi prenda nota del codice dell’allievo per indicare nella scheda risposta che si tratta di
uno studente con DSA che ha utilizzato un tempo aggiuntivo.

Pur ribadendo l’auspicio che gli allievi con DSA partecipino alle prove SNV nel numero più elevato
possibile, se a giudizio del Dirigente scolastico le prove standardizzate non sono ritenute adatte a un
allievo con DSA in ragione della natura e della specificità del disturbo stesso, è possibile dispensare lo
studente dal sostenimento delle prove, avendo cura di impegnarlo nei giorni delle prove in un’altra
attività ritenuta più idonea.
Infine, per questa tipologia di allievi il Dirigente scolastico può adottare, se lo ritiene opportuno, una delle
misure precedentemente illustrate in modo differenziato per prove diverse. Ad esempio, è possibile
prevedere un tempo aggiuntivo per la prova di comprensione della lettura (Italiano) e non per matematica
o viceversa.

(6) Per gli allievi con questo codice di particolarità frequentanti la classe seconda della scuola primaria la prova
preliminare di lettura può avere una durata massima di 10 minuti.
2.4. Allievi con altri bisogni educativi speciali (codice 5)
Rientrano in questa categoria tutti gli allievi con bisogni educativi speciali non direttamente riconducibili a
una delle categorie precedenti (codici 1, 2, 3 e 4) o portatori di bisogni educativi speciali afferenti a più di
una di quelle elencate in precedenza.
In base alla specifica natura del bisogno educativo speciale, il Dirigente scolastico adotta in base alle sue
valutazioni, una delle misure previste per gli allievi identificati con uno dei codici da 1 a 4.
3. Scansione temporale delle prove per gli allievi con codici 2, 3 e 4 della scuola
secondaria di primo e secondo grado
In un’ottica che consenta al maggior numero di allievi con bisogni educativi speciali (solo quelli con codice
2, 3 e 4) di partecipare al meglio alle rilevazioni del SNV, a discrezione del Dirigente scolastico è possibile
prevedere per i predetti allievi una scansione differente delle date di somministrazione in modo che le
prove non si svolgano nello stesso giorno. Più precisamente, per i soli allievi con codice 2, 3 e 4 e in seguito
alla valutazione discrezionale del Dirigente scolastico, le somministrazioni per tali allievi delle classi I della
scuola secondaria di primo grado e delle classi II della scuola secondaria di secondo grado possono essere
organizzate secondo il seguente calendario:

Scuola secondaria di primo grado (7)
10.05.2012: prova di Italiano
11.05.2012: prova di Matematica

Scuola secondaria di secondo grado (8)
16.05.2012: prova di Italiano
17.05.2012: prova di Matematica

Anche in questo caso, la durata e le modalità di somministrazione delle prove avviene come indicato ai
paragrafi 2.2 e 2.3. Per le sole classi campione è necessario comunicare prima dell’inizio delle prove
all’osservatore esterno che si è deciso di avvalersi di questa modalità di somministrazione. Si precisa che la
scelta di questa opzione, ossia la somministrazione delle due prove in giorni differenti per gli allievi con
codice 2, 3 e 4, non renderà possibile l’acquisizione dei dati relativi alla prova di Matematica, poiché, di
norma, l’inserimento dei dati da parte dell’osservatore esterno avviene il pomeriggio del giorno della prova
per gli allievi che non hanno bisogni educativi speciali (16.05.2012 per le classi seconde della scuola
secondaria di secondo grado e 10.05.2012 per le classi prime della scuola secondaria di primo grado).
Per le classi NON campione la scuola dovrà fare in modo, secondo le modalità organizzative adottate per
l’immissione dei dati sulle schede‐risposta, di inserire nelle schede‐risposta stesse i dati della prova di
Matematica degli allievi di cui al presente paragrafo. Tale indicazione si applica, naturalmente se e solo se
l’allievo con bisogni educativi speciali ha svolto una prova uguale a quella somministrata agli altri studenti
della medesima classe.

(7) (8) Se la scuola ha chiesto e ottenuto il posticipo della data di somministrazione delle prove, la somministrazione della
prova di Matematica avverrà il giorno successivo a quello indicato dall’INVALSI per lo svolgimento di recupero.
4. La compilazione della Scheda alunni e della Scheda risposta
La scheda alunni deve essere compilata anche per gli allievi con bisogni educativi speciali secondo le stesse
modalità previste per gli altri allievi della classe. Se l’allievo con bisogni educativi speciali è dispensato dalla
prova, dovrà essere segnato nella scheda alunni come Assente alla prova (9). La scheda risposta deve essere
compilata nella sua prima parte senza alcuna differenziazione tra allievi senza e con bisogni educativi
speciali. La seconda parte della scheda risposta, relativa alle risposte alle domande delle prove, per gli
studenti con bisogni educativi speciali deve essere compilata solo per le domande effettivamente
proposte10 a tali studenti. Qualora questi ultimi non svolgano una o tutte le prove, la parte relativa alle
domande non presentate deve essere lasciata in bianco.


(9) Si precisa che, in questo caso particolare, per Assente alle prova si intende sia un allievo con bisogni educativi
speciali effettivamente assente sia un allievo con bisogni educativi speciali che non abbia preso parte alla prova SNV,
ma presente a scuola il giorno in cui si svolge la prova medesima.
10 Con ciò si intende dire che la scheda risposta va compilata, oltre che con le poche informazioni generali richieste,
solo con le risposte alle domande dei fascicoli ritenute idonee dai docenti di scuola per l’allievo con bisogni educativi
speciali.
5. Le prove in formato audio (.mp3)
Qualora le scuole ne abbiano fatto richiesta all’atto della registrazione al SNV 2011‐12, l’INVALSI mette a
disposizione anche le prove in formato audio (.mp3) per l’ascolto individuale in cuffia (11) delle prove lette da
un donatore di voce. Questo formato di prove, secondo la valutazione delle esigenze dell’allievo con bisogni
educativi speciali da parte del Dirigente scolastico, possono essere utilizzate per facilitare l’accesso di tali
allievi alle prove SNV, consentendo quindi una maggiore partecipazione degli allievi con DSA alle rilevazioni
del Servizio nazionale di valutazione.

(11) L’utilizzo delle prove in formato audio non è ammesso secondo modalità tali per cui il sonoro sia sentito anche da
altri allievi presenti nella stessa aula in cui l’allievo con bisogni educativi speciali svolge le prove SNV.
Relazione del gruppo di discussione del WORKSHOP del 24 marzo 2012 - PAVIA

_maggior condivisione con la famiglia del bambino durante tutto l'iter dal pdp alla valutazione.

_personalizzazione delle prove di verifica: utilizzo di strumenti compensativi, dare margini di tempo più ampi,
uso di parametri grafici che rendano più accessibile le verifiche da somministrare.

_diversificare le verifiche, ma non le valutazioni e possibilmente non i contenuti.

_problematicità delle prove invalsi: farle o non farle eseguire al bambino con dsa? In che modo e come valutarle? E' possibile far assentare il bambino durante le prove
DPR. 22 giugno 2009, n. 122
(“Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione
degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi .... ”)

ART. 10.
Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA)

1. Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei.
2. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.
DPR 122
Valutazione (anche per esami conclusivi dei cicli) - estratto dal Format PDP Miur
Predisporre verifiche scalari
Programmare e concordare con l’alunno le verifiche
Prevedere verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per la lingua straniera)
Valutazioni più attente alle conoscenze e alle competenze di analisi, sintesi e collegamento piuttosto che alla correttezza formale
Far usare strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali (mappe concettuali, mappe cognitive)
Introdurre prove informatizzate
Programmare tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove
Pianificare prove di valutazione formativa
Nota 5 luglio 2011
Miur
Regione
Diagnosi
Invalsi
Format PDP
WorkShop
Diagnosi
ORDINANZA MINISTERIALE N.41 dell’11-5-2012

Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2011/2012
Art.17 BIS
Esame dei candidati in situazione di DSA
1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del D.P.R. 22/6/2009, n.122 e dal relativo DM n.5669 12 luglio 2011 di attuazione della Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato DM n. 5669/2011, - considerati eventuali elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati affetti da disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il Consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al DPR n.323/1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’art.5 del DM n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal Consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’art.5 del D.M. 12 luglio 2011. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti giovevoli nello svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove.
2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’art.6, comma 6, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.
3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’art.6, comma 5, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’art. 15, comma 8. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l'osservanza della procedura di cui all'art. 15, comma 7.
Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta.
Ordinanza 41/2012
Art. 2
Finalita'

1. La presente legge persegue, per le persone con DSA, le seguenti
finalita':
a) garantire il diritto all'istruzione;
b) favorire il successo scolastico, anche attraverso misure didattiche di supporto, garantire una formazione adeguata e promuovere lo sviluppo delle potenzialita';
c) ridurre i disagi relazionali ed emozionali;
d) adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti;
e) preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate ai DSA;
f) favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi;
g) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione;
h) assicurare eguali opportunita' di sviluppo delle capacita' in ambito sociale e professionale.
Esami
D I A G N O S I
Nota 21 novembre 2012
BES
Nota 21 febbraio 2013
Allegati
Accordo Stato-Regioni 24 luglio 2012
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