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Tesina Maturità su Jeff Buckley

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by

Giulia Francese

on 4 August 2014

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Transcript of Tesina Maturità su Jeff Buckley

Il frammento di
Friedrich Nietzsche
risale al febbraio
1871
ed è una stesura preparatoria della "Nascita della tragedia". Lo scritto introduttivo è del filosofo
neokantiano Alois Riehl
, uno dei primi esegeti nietzschiani, tratto da un suo saggio del 1897.
"Già in uno scritto del 1775 l'
arte di Wagner
è detta "cristianesimo idealizzato di specie cattolica", e in "Aldilà del bene del male" Nietzsche caratterizza la musica del Parsifal come "fede di Roma - senza parole". - Più obiettivi ci appariscono i giudizi pubblicati nel secondo volume della biografia (XI delle opere) su Wagner e le sue opere. "Wagner, vi è detto,
non ha una giusta confidenza nella musica
, egli attira in essa
sensazioni affini
, per conferirle il
carattere grandioso
" (...) - "La
musica assoluta
ha ragione, anche la musica del dramma deve essere musica assoluta. Il musicista può ben sentire dentro di sé il processo del
dramma
e renderlo
come musica pura
. In qualsiasi altro senso la musica drammatica è cattiva musica."
Introduzione di Alois Riehl
L'origine della musica
"A questo punto, sulla scorta di una concezione estetica comune, ci verrà contrapposto il principio secondo cui "non è la poesia ma il
sentimento
suscitato dalla poesia che genera la sua messa in musica". Io non concordo: il
sentimento
, la lieve o forte eccitazione del fondo di piacere e dispiacere, è in generale, nell'ambito della dell'arte creatrice, il
non artistico
in sé, anzi è proprio l'assoluta esclusione di esso che permette il completo immergersi e il disinteressato contemplare dell'artista. (...)

La
"volontà" è oggetto della musica
ma non origine di essa,
ovvero la volontà nella sua maggiore università, in quanto primordiale forma fenomenica, sotto la quale è da intendere ogni divenire. Ciò che definiamo
sentimenti
riguardo a questa volontà, è già impregnato e
saturo di rappresentazioni
consce e inconsce, e dunque non è più oggetto diretto della musica: men che mai potrebbe generarla da sé. (...)

Per ciò che concerne l'origine della musica ho già spiegato che essa non potrà mai e poi mai trovarsi nella "volontà"; piuttosto riposa in grembo a quella forza che, sotto la forma della "volontà", genera da se stessa un mondo di visioni:
l'origine della musica è situata al di là di ogni individuazione.
"


Il "servitore entusiasta" di Dioniso
"Quanto si è osservato riguardo all'ultimo tempo della
Nona
, quindi al culmine estremo del corso della musica moderna, vale a dire che il
contenuto verbale naufraga
inascoltato nell'universale
mare sonoro
, non è cosa sporadica e strana, ma è
legge universale
e di validità eterna per la musica vocale di tutti i tempi, la sola consona all'origine della poesia lirica. L'uomo sotto lo stimolo dionisiaco
non ha
, al pari della massa popolare orgiastica, un
ascoltatore
cui debba trasmettere qualcosa, come invece lo suppongono il narratore epico e in generale l'artista apollineo. Sta anzi nell'essenza dell'arte dionisiaca ignorare l'ascoltatore: il
servitore
entusiasta
di Dioniso
, come altrove ho detto, è
inteso
soltanto dai suoi
pari
."
La musica e l'immagine

"In che modo tuttavia potrebbe verificarsi il prodigio? In che modo potrebbe l'intero
mondo apollineo
della vista, immerso nella contemplazione,
suscitare
da se stesso il
suono
, che simboleggia una sfera la quale viene esclusa e dominata dall'apollineo smarrirsi nel vedere?
Il piacere del vedere non può produrre il piacere del non-vedere
: il godimento contemplativo è godimento solo in quanto niente ci ricorda una sfera in cui l'individuazione sia infranta e soppressa."
Nietzsche: "Sulla musica e la parola"
Jeff Buckley:
Una goccia pura in un oceano di rumore

Biografia
Jeffrey Scott Buckley
nacque al “Martin Luther Hospital” di
Anaheim, in California
, il 17 Novembre
1966
. Sua madre era Mary Guibert, nata da madre greca e padre franco-panamense, ma vissuta in California. Proprio ad Anaheim, durante una lezione di francese, Mary incontrò quello che sarebbe divenuto suo marito nel 1966: Tim Buckley.
Nel 1966, poco prima della nascita del figlio,
Tim Buckley
lasciò Mary Guibert e i due divorziarono due anni dopo. La donna in seguito si risposò con Ron Moorehead, che si occupò di Jeff come un padre, tanto che fino a 10 anni Jeff si fece chiamare “Scotty Moorehead”.
Nel dicembre del
1993 pubblicò l’EP
con quattro canzoni registrato durante un
live al Sin-è
, un locale nell’East Village di New York. L’album fu ripubblicato postumo in versione estesa (“Legacy Edition”) nel 2003; comprendeva stavolta 21 tracce e 11 monologhi in due cd e un dvd.
Al
1994
risale la pubblicazione dell’unico album registrato in studio, il capolavoro di Jeff Buckley:
Grace
. Composto da dieci tracce, di cui tre cover, l’album risentì della complicata relazione fra il cantante e l’attrice
Rebecca Moore
. Jeff Buckley volle escludere dall’album la canzone “Forget her”, frutto della fine della relazione con la Moore; la traccia fu poi inclusa nelle edizioni postume dell’album.
Purtroppo la morte lo colse ancora giovane il
29 Maggio1997
. Era in macchina insieme al suo tecnico Keith Foti, diretto agli studi di registrazione. A un certo punto chiese all’autista di fermarsi perché voleva fare un bagno nelle acque del
Wolf River
, un affluente del Mississippi. Si immerse vestito di tutto punto e con gli stivali e andò al largo, raggiungendo il ponte dell’autostrada. Nello stesso momento transitava un battello. Jeff scomparve alla vista di Keith Foti e il suo corpo fu trovato solo il 4 Giugno, irriconoscibile se non per il piercing all’ombelico e la maglietta che indossava. L’
autopsia non rilevò tracce di stupefacenti o di alcool
, da cui si era disintossicato da qualche tempo.


Timothy Charles Buckley III
nacque a Washington il 14 febbraio
1947
da madre italo-americana e padre di origine irlandese. Sposò Mary Guibert all’età di 19 anni, ma il matrimonio non fu felice: divorziarono nel 1968 e due anni dopo Tim si risposò con Judy.
Dopo gli anni scolastici intraprese la carriera musicale e debuttò con l’album “Tim Buckley”.
I suoi nove anni di carriera videro la pubblicazione di altrettanti album. Tim Buckley fu
uno dei più grandi cantanti rock degli anni Sessanta
, con uno stile che andava dal folk al rock psichedelico, fino ad arrivare al ”progressive jazz”.
Lee Underwood dichiarò dopo la sua morte che “Buckley fu per il canto ciò che Hendrix fu per la chitarra, Cecil Taylor per il piano e John Coltrane per il sassofono”.
La sua breve carriera musicale fu stroncata il 29 Giugno
1975
, quando lo colse la morte in seguito ad un’
overdose di eroina e alcool
.
Tim Buckley
“Gli occhi di Tim erano chiusi e quando li dischiuse un po’ vide Scotty in seconda fila e Scotty era emozionato. Io li guardavo e pensavo: “ Sarà straordinario”. Nel backstage non riuscivo a trovare il mio ex-marito. Poi sentì una voce che chiamava “Jeffrey”.
Nonostante nessuno lo chiamasse in quel modo, rispose immediatamente alla voce di suo padre correndo attraverso la stanza e saltando nelle sue braccia, come se fosse la cosa più naturale al mondo. Era seduto sul suo grembo e parlava a mille al minuto. Diceva cose tipo: “Il mio cane si chiama King ed è bianco” e raccontava a Tim tutto ciò che gli veniva in mente su di sé.
Quella fu la scena più straziante a cui abbia assistito nella mia vita. Ho letteralmente visto mio figlio innamorarsi di suo padre

Da "A Pure Drop: The Life Of Jeff Buckley" di Jeff Apter
“La morte di Jeff Buckley non ha nulla di "misterioso", legato a droghe, alcool o suicidio. Abbiamo un referto della polizia, un altro stilato dal medico legale e un testimone oculare, che ci confermano che
si è trattato di un annegamento accidentale
e che il signor Buckley era in un
ottimo stato mentale
prima dell'incidente.”
Grace
“ "Grace" non è solo l'album di Jeff Buckley,
"Grace" è Jeff Buckley
. È candore, è purezza, è tragedia. È prendere generi all'apparenza inconciliabili, e unirli mediante quel sottile invisibile filo che li lega tutti: la
sacralità della musica
. Perché a Buckley non basta sciorinare quattro canzoni tanto per far vedere che è un musicofilo eclettico, lui fa di più, lui tesse il vestito,
crea la scultura
con i pezzi più disparati, e poi la rende viva,
le dà un'anima
. Un caso singolare di
talento cristallino
e contemporaneamente di compiuta intelligenza artistica.”
Pasquale Reccia
“Cantautorale, psichedelico, pop/soul/gospel, punk/wave, indie/alternativo, le definizioni per "Grace" negli ultimi anni si sono sprecate. La migliore fu quella di "Rolling Stones":
punkadelicalternative
”.
( Pasquale Reccia, www.ondarock.it)
L’album
risente di varie influenze
, ma non si limita ad essere una sintesi dello stile dei Led Zeppelin, di Van Morrison, di Robert Plant, di Bob Dylan, Edith Piaf, Nina Simone, Freddie Mercury e Nusrat Ali Fateh Ali Khan. Quest’album è un prodotto originale che, seppur partendo da basi ben definite, finisce per diventare
qualcosa di unico
nella storia della musica rock di tutti i tempi.
Il sogno e le sue funzioni
L’evento più significativo della breve vita di Jeff Buckley fu senz’altro
l’abbandono da parte del padre
, il quale semplicemente non era pronto ad assumersi le responsabilità che il suo ruolo comportava, pur amando moltissimo suo figlio. La madre racconta che quando vide Jeff nel 1975 scoppiò a piangere per la felicità e per i sensi di colpa.
La traccia che risente in modo più evidente del rapporto con Tim Buckley è
“Dream Brother”
, il brano che chiudeva “Grace” nell’edizione originale.
“Rivolto a un proprio amico d'infanzia, Jeff lo prega di non lasciarsi morire, perché altrimenti i suoi figli sarebbero andati incontro allo stesso destino che Tim riservò a lui. Sembrano le parole di un
fantasma che ti appare in sogno
. (...) Nessun urlo, nessun grido, solo voci che si perdono in lontananza. La canzone
doveva terminare con la sola musica
a chiusura di disco."

Dream Brother
Don't be like the one who made me so old
Don't be like the one who left behind his name
'Cause they're waiting for you

Like I waited for mine
And nobody ever came

Il brano è caratterizzato da un
ritmo
particolare, che è stato definito
“mistico orientale”
. Jeff Buckley, come già si è detto, nutriva un certo interesse per
Nusrat Fateh Ali Khan
e per la musica orientale in genere.
Nusrat Fateh Ali Khan era un musicista pakistano, cantante di
qawwali
, la musica religiosa tipica del sufismo, cioè la tradizione mistica musulmana, che morì l’11 Agosto 1997.
Inoltre, ricordiamo che una delle due nonne era di
origine greca
.
Nightmares by the Sea
“Nightmares by the Sea” fa parte di un cd pubblicato postumo con i pezzi che il cantante aveva già inciso. Nelle intenzioni dell’autore, l’album avrebbe dovuto chiamarsi
“My Sweetheart The Drunk”
e così in sede di pubblicazione fu aggiunto “Sketches for”, proprio per sottolineare l’incompiutezza dell’opera.
Alcuni, rifacendosi a canzoni come questa, hanno ipotizzato che la morte di Jeff Buckley non sia stata altro che un
suicidio
. In realtà, non c’è niente che ci porti a crederlo, anzi
le indagini hanno smentito questa ipotesi
. Certo è che le coincidenze sono notevoli. In questo brano, infatti, il cantante invita un’interlocutrice a stare con lui sotto le onde:
I've loved so many times and
I've drowned them all

From their coral graves, they rise up when darkness falls
With their bones they'll scratch the window, I hear them call

Stay with me under these waves, tonight
Be free for once in your life tonight


Ho amato così tante volte e
le ho affogate tutte
Dalle loro tombe di corallo, risorgono quando scende l'oscurità
Con le loro ossa graffieranno la finestra,
Le sento chiamare

Stai con me sotto queste onde, stanotte
Sii libera per una volta nella tua vita, stanotte

“Nightmares By The Sea” potrebbe dunque riportarci alla categoria del
sogno premonitore
, ovvero quel tipo di sogno che ci dà messaggi sul nostro futuro senza che noi possiamo averne un’idea. Nella letteratura classica troviamo questa tipologia di sogno nei “
Metamorphoseon Libri XI
” di
Apuleio
(125 – 170 d.C.), che potrebbero ricalcare un modello precedente, composto da Lucio di Patre, ma solo fino al decimo libro.
Lucio
è un giovane greco che, durante un viaggio in Tessaglia, viene ospitato nella citta di Ipata da Milone, sposato con Panfile, esperta di magia. La relazione con la servetta Fotide gli permette di entrare in possesso di un unguento che dovrebbe farlo trasformare in uccello. Le cose però non vanno come previsto e il povero Lucio si tramuta in
asino
. Una serie di sfortunati eventi, fra cui un agguato da parte di alcuni briganti, ritarda, però, lo scioglimento della “fiaba”. Solo dopo ben
dieci libri di peripezie
, che portano il protagonista a toccare il fondo dell’aberrazione, Lucio riesce a trovare una soluzione alla sua condizione animalesca.
Rivolge, infatti, una
preghiera alla luna
al chiarore del plenilunio e gli appare
in sogno

Iside
, che gli annuncia che il giorno dopo, durante una cerimonia in suo onore, potrà brucare un mazzo di rose, che ripristinerà la sua forma umana. Dopo la metamorfosi Lucio si fa iniziare ai
misteri
della dea Iside e, giunto a Roma, si consacra anche a
Osiride
, fratello della dea. A questo punto avviene una sovrapposizione di piani a livello narratologico: Lucio viene definito “
Madaurensis
”, ossia “abitante di Madaura”, la patria di Apuleio. Nasce così un’antitesi fra la componente autobiografica e la dimensione universale cui assurge simbolicamente l’intero romanzo.
Vladimir
Propp
nella sua opera “Morfologia della fiaba” (1928) definì questo racconto la
prima fiaba
della nostra tradizione letteraria poiché presentava tutte le caratteristiche peculiari di questo genere letterario. Si tratta, comunque, di un
romanzo misteriosofico
, cui si intrecciano delle “fabulae Milesiae”.
"L'arte scenica nel suo sorgere è lo "
scaricarsi della musica in quadri
". La musica ha prodotto da sé il mito tragico: è questa la nascita della
tragedia
dallo
spirito della musica
".
"La musica può
produrre immagini
da se stessa, le quali poi saranno sempre
schemi ed esempi
, si può dire, del loro proprio contenuto universale. Ma come potrebbe mai l'immagine, la rappresentazione, far nascere da se stessa la musica! Men che mai sarebbe in grado di fare ciò il concetto, o, come è stato detto, l'
idea poetica
."
Il sonno della ragione genera mostri
Francisco de Goya (1746-1828)
L'incubo
Heinrich Füssli (1741-1825)
Demon John
Nella sua opera "
L'interpretazione dei sogni
", pubblicata nel 1899, Sigmund Freud afferma che i
sogni, i lapsus e i sintomi nevrotici
sono le manifestazioni privilegiate di quel “continente scientifico” che è l’
inconscio
.

I due livelli di cui si compone il sogno sono:
il contenuto latente
il contenuto manifesto

Freud parla di
lavoro onirico
, cioè il procedimento che trasforma il significato latente del sogno nel suo significato manifesto. In tale modo la psicanalisi consente l’interpretazione dei sogni.
Essa deve ripercorrere in senso inverso il lavoro onirico, che si è avvalso di alcuni
meccanismi
:
condensazione
spostamento
drammatizzazione
simbolizzazione
rappresentazione per l'opposto
Why did you come here?
Is it to excavate all your sins? Boil within?
Slaughter like the daughter of the devil you send me.
I have to deal, you called me here.
You couldn't say that you were juiced
The night that you were introduced
To Demon John
Gonna take him with you when you go?
Perché sei venuto qui?
Forse per scavare in tutti i tuoi peccati? Per bollirci dentro?
Fai un massacro, come la figlia del demonio che mi hai mandato.
Devo affrontarlo, mi hai chiamato qui.
Non potresti affermare di essere stato felice
La notte in cui fosti presentato a Demon John
Lo porterai con te quando te ne andrai?
Il brano non è di facile interpretazione. Probabilmente vuole essere un invito ad affrontare i propri demoni, le proprie
paure
.
Inoltre, l'autore tiene a sottolineare il fatto che, quando ci sottraiamo a questa lotta,
non basta cambiare luogo per trovare il benessere
tanto agognato. Questa prospettiva ci ricorda quella di
Orazio
, che, nella lettera indirizzata a Bullazio (Hor., Ep. I, 11), sosteneva che "coelum, non animum mutant, qui trans mare currunt" e quella di
Seneca
, il quale scrisse a Lucilio: "animum debes mutare, non coelum" (Sen., Ep. XXVIII, 1).
La Demonologia
La parola "
demone
" deriva dal termine greco "daimon", legato alla radice del verbo
"daio"
(spartire, distribuire). I demoni erano considerati creature a metà strada fra gli uomini e gli dei. La testimonianza più celebre riguardante questa figura è quella di
Platone
. Nell' "Apologia di Socrate" egli riporta fra le accuse dei suoi delatori quella di aver introdotto nuove divinità.
Socrate
comincia così a difendersi, definendo il demone come una "
voce profetica
" che lo contraria qualora stia per commettere un errore.
Senofonte
parla invece di una divinità che agisce direttamente sull'operato del filosofo.
Ulteriore testimonianze ci vengono fornite da
Plutarco
in uno dei suoi "Moralia", ossia il "De genio Socratis", e da
Apuleio
nell'opera "De deo Socratis".
Degna di nota è la presenza della figura del "
djinn
" (genio) nella cultura preislamica e musulmana, creatura di
natura semidivina
che può essere propizia o avversa; per esempio si credeva che il "djinn" provocasse alcune
malattie
, come l'epilessia, come testimoniano le prime pagine di "Mille splendidi soli", romanzo di Khaled Hosseini.
La tematica religiosa
"
Corpus Christi Carol
" è un inno anonimo composto in Inghilterra fra il XII e il XV secolo e ritrovato in un manoscritto scritto intorno al 1504. L'inno è formato da
sette distici
che rimano secondo uno schema di rima baciata. Le sette stanze hanno probabilmente un
valore simbolico-religioso
, come ci porta a credere il fatto che il nome di Cristo compaia proprio nella settima strofa.
Si crede che il testo sia legato alla leggenda del
Santo Graal
, come dimostrerebbe il riferimento a un cavaliere e a un frutteto marrone ("orchard brown").
E' però vero che il cavaliere ferito potrebbe simboleggiare
Cristo
che sanguina sulla croce e in questo caso il frutteto marrone diverrebbe allegoria della serie di croci infisse nel golgota. Inoltre, il falco potrebbe essere simbolo degli uccisori di Gesù e la donna della Madonna. Le sette stanze, infine, diverrebbero metafora dei sette vizi capitali.
Jeff Buckley dichiarò che: "L'inno è la storia di un falco che porta l'amata del compositore in un frutteto. L'autore va a cercarla e arriva presso una camera dove la sua amata è inginocchiata accanto a un cavaliere che sanguina e ad una tomba che contiene il corpo di Cristo".
Corpus Christi Carol
Lulley, lully, lulley, lully,
The
faucon
hath born my mak away.

He bare hym up, he bare hym down,
He bare hym into an
orchard brown
.

In that orchard ther was an hall,
That was hanged with
purpill and pall

And in that hall ther was a bede,
Hit was hangid with
gold so rede
.

And yn that bede ther lythe a
knyght
,
His wowndes bledyng day and nyght.

By that bedes side ther kneleth a may,
And she wepeth both nyght and day.

And by that bedes side ther stondith a ston,
"Corpus Christi" wretyn theron
.
Lulley, lully, lulley, lully,
Il
falco
ha portato via la mia amata.

Lui lo solleva, lui lo adagia,
Lui lo conduce in un
frutteto marrone.

E in quel frutteto vi era una capanna,
Decorata con
porpora e oro.

E in quella capanna vi era un letto,
Decorato con
preziosissimo oro.

Su quel letto giaceva un
cavaliere
,
La sua ferita sanguina giorno e notte.

Di fianco al letto stava inginocchiata una damigella,
E notte e giorno lei gemeva.

Di fianco al letto vi era una pietra,
Vi era scritto "Corpus Christi".
Questa canzone parla di
vita eterna
e assurge quindi a una dimensione religiosa ed escatologica. Il motivo religioso, però, si mescola con una totale avversione nei confronti della
guerra
. Durante il concerto a Sin-é, infatti, Buckley introdusse l'esecuzione di questo brano con queste parole:

"This is a song about...its an angry song. Life's too short and too complicated for people behind desks and people behind masks to be ruining other people's lives, initiating force against other people's lives, on the basis of their income, their color, their class, their religious beliefs, their whatever..."

"Questa è una canzone su...è una
canzone arrabbiata
. La vita è troppo breve e troppo complicata per permettere che delle persone che siedono dietro le cattedre o che si nascondono dietro maschere rovinino la vita alla gente, incoraggiando l'uso della violenza contro l'esistenza delle altre persone, sulla base del loro guadagno, del loro colore, del loro status, del loro credo religioso o di qualsiasi altra cosa..."
Eternal Life
And as your fantasies are broken in two
Did you really think this bloody road would
Pave the way for you?
You'd better turn around and blow your kiss hello to life eternal,
angel


Racist everyman
, what have you done?
Man, you've made a killer of your unborn son
...
Crown my fear your king at the point of a gun
All I want to do is love everyone

E mentre le tue fantasie sono spezzate in due
Pensavi veramente che questa strada insanguinata
Ti avrebbe spianato la strada?
Faresti meglio a voltarti e a mandare un bacio d'addio
Alla vita eterna,
angelo

Uomo razzista
, cosa hai fatto?
Hai trasformato in assassino
Il figlio che ancora non hai avuto…
Incorona la mia paura, o re
Mentre ti punto addosso una pistola
L'unica cosa che voglio fare è amare tutti
Il mondo pagano
Come abbiamo già potuto notare, in Jeff Buckley convergono culture, realtà e interessi del tutto diversi tra loro. Così, accanto agli influssi arabeggianti e ad una dimensione spirituale troviamo anche istanze di
cultura classica
.
A questo proposito, bisogna citare la cover che il cantante realizzò dell'aria "When I am laid in earth", meglio conosciuta come "
Dido's lament
". L'aria è tratta dall' opera "Dido and Aeneas" di Henry Purcell.
Si tratta di una preghiera disperata di Didone, abbandonata da Enea, che nella versione di Buckley si connota per una fortissima
pateticità
, sottolineata anche dall'uso del falsetto.
John Osborne
Quello di Didone è sicuramente un personaggio estremamente affascinante. Giuseppe
Ungaretti
subì in prima persona questo fascino e compose diciannove brevi "
Cori descrittivi di stati d'animo di Didone
", compresi nell'opera incompiuta "La Terra promessa". In questi cori è svolto il "tòpos" dell’abbandonata, arricchito però con il tema del declinare "degli
ultimi bagliori di giovinezza
".
Ungaretti scrisse: "Toccata Enea la terra promessa, tra le visioni della sua memoria che gli prefigureranno l'avvenire, si eleveranno anche i cori descrittivi di stati d'animo di Didone".
XV.
Non vedresti che
torti tuoi
, deserta,
Senza più un fumo che alla soglia avvii
Del sonno, sommessamente.

XIX.
Deposto hai la superbia negli orrori,
Nei desolati errori
.
Cori descrittivi di stati d'animo di Didone
As we have already seen, Jeff Buckley defined "Eternal Life" as an "
angry song
" about wars and the consequences they bring about.
John Osborne
(1929-1994) in his best-known work, "Look Back in Anger", first performed in
1956
, dealt with the dissatisfaction of the
younger generation
and with the sense of anger they felt against the war they had been obliged to suffer. After the Second World War, the
Labour Party
promised some relevant
changes
in the conception of the social ladder, but Osborne was aware of the fact that this was a
mere illusion
. He restored a feeling of political and personal commitment to the stage, voicing the concerns of the "
Angry Young Men
" through a realistic and exceptionally
powerful language
.
The protagonist of Osborne's play,
Jimmy Porter
, represents this new, working-class intellectual of the post-war period in Britain, who concentrates on attacking the
Establishment
(i.e. the entrenched power and privilege of the traditional ruling class) and traditions of an old England which no longer exists but which refuses to accept the fact. He is the archetypal rebel without a cause, a "
anti-hero"
who is angry about everything in the present, is nostalgic about the past but has
no concrete aims or proposals
for the future.

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