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lingue indigene brasiliane

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by

stefania latini

on 19 November 2014

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Transcript of lingue indigene brasiliane

CAPITOLO 2
CONCLUSIONE
Il Brasile possiede immensa diversità etnica e linguistica.
Si stima che, nel 1500, anno della scoperta del Brasile, erano parlate circa 1.200 lingue nel territorio brasiliano; di queste, ne restano oggi 20 di immigrazione e appena 180 indigene, molte delle quali minacciate di estinzione. Sarebbero scomparse 67 lingue indigene, il 15% del totale. L’85% delle lingue scompariranno senza lasciare traccia, in quanto lingue puramente orali, come la maggioranza delle lingue del mondo
Nonostante questa riduzione, esiste ancora una grande diversità tra le lingue indigene del Brasile; le 180 attuali sono parlate da 206 gruppi, e distribuite in poco più di 40 famiglie linguistiche, dieci di queste sono costituite da una sola lingua, classificate perciò come isolate.
CAPITOLO 3
CAPITOLO 1
* Lingua in pericolo di estinzione: rischio di scomparsa tra i suoi parlanti nativi, perché sostituita da un’altra “predominante”
secondo l’UNESCO, 6.000 e 7.000 lingue attualmente parlate, (di queste più della metà non sono scritte) e, tra queste, una soglia del 50-90% in estinzione entro il 2100. Le 20 lingue principali parlate da oltre 50 milioni di persone, quelle delle comunità minori meno di 10.000 individui. Meno di 300 lingue rappresentate da oltre un milione di abitanti, il 95% dell’intera popolazione.

* Il 96% della popolazione mondiale parla il 4% delle lingue del mondo; oltre 1.500 lingue minoritarie sono parlate da meno di 1.000 persone. Le minoranze rappresentano circa il 20% della popolazione globale. Meno del 10% delle lingue nel mondo può considerarsi fuori pericolo di estinzione. Una lingua muore ogni due settimane.
Lingue indigene brasiliane in estinzione: presente e futuro
Laureanda: Stefania Latini
Prof. Relatore: Everardo Minardi

INTRODUZIONE
* Estinzione delle lingue come patrimonio culturale dell’umanità.

* Importanza preservazione della lingua come diritto e bagaglio dell’essere umano nella sua individualità e all’interno di una collettività

* La lingua è più che un sistema di segni, la sua preservazione e protezione riguarda diritti umani, status della comunità, appartenenza e identificazione.

* Le lingue sono considerate “ponti” tra le culture e mezzi per la promozione della diversità culturale, portatori di identità, valori e visioni del mondo.

* Lingua come veicolo di espressione, identificazione culturale e reciproca comunicazione; lingue minoritarie come risorse vulnerabili e mezzo di preservazione di tradizioni culturali
Nello scenario internazionale la tematica della diversità linguistica si inserisce nell’universo più ampio della preoccupazione per la diversità culturale:
1994: pubblicazione dell’UNESCO “Libro Rosso delle Lingue a rischio di estinzione”
1996: prima edizione “Atlas delle lingue del mondo in pericolo di estinzione”
1996: a Barcellona, “Dichiarazione dei Diritti Linguistici”, UNESCO
2003: approvata dall’Assemblea Generale dell’UNESCO la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, che include la lingua
2005: approvata dall’UNESCO la Convenzione sulla Protezione e Promozione della diversità delle Espressioni Culturali
2007: approvazione dell’Assemblea Generale dell’ONU della “Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni”
2008: terza edizione “Atlas delle lingue del mondo in pericolo di estinzione”
L’organo principale per la tutela del patrimonio culturale è l’UNESCO, ma esistono anche altre organizzazioni ed istituti che si occupano della minaccia dell’estinzione linguistica nel mondo, per esempio il Living Tongues Institute for Endangered Languages, la National Geographic Society, la ONG TerraLingua che opera insieme all’UNESCO e alla WWF.
CAPITOLO 4
Cause morte di una lingua:



- malattie, epidemie, disastri ambientali, catastrofi naturali

- rivalità etniche, riluttanze contro specifiche dominanze linguistiche o culturali (ideologie ispirate al monolinguismo)

- assimilazione cultura più debole e fragile con quella dominante

- mancanza finanziamento di progetti per la salvaguardia

- tutela insufficiente dei diritti umani linguistici

- lotte territoriali ed etniche a causa di politiche linguistiche in contrasto con individui e società (politica “chiusa” al diverso, alle minoranze)

- fenomeni di urbanizzazione, migrazione e mobilità del lavoro (provocano disintegrazione delle comunità linguistiche)
- piccole comunità tenute ai margini, isolate (lingua mezzo di lotta politica ed economica, emarginazione progressiva delle lingue “inferiori”)

- mercato del lavoro che esige conoscenza delle lingue dominanti (a scapito di quella materna)
Le lingue indigene in Brasile classificate in due grandi tronchi: Tupi e Macro-Jé, e raggruppate in 19 famiglie linguistiche. Solo 25 lingue possiedono poco più di 5.000 abitanti
La famiglia Tupi-Guarani si distacca dalle altre per essere la più distribuita nel territorio brasiliano. Alla fine del XIX secolo, la fine della schiavitù, l’arrivo degli immigranti, l’industrializzazione con spostamento ai centri urbani si ebbe intensa assimilazione dal portoghese popolare a quello colto.
Estensione perdita lingue indigene localizzata nella regione amazzonica, in quella del centro-est, e a serio rischio estinzione nelle regioni ad est, da nord a sud del Paese, e in parte in Amazzonia.
In Brasile è concentrata più della metà delle lingue del pianeta; è il Paese con la maggiore diversità linguistica nel contesto sudamericano e allo stesso tempo possiede una delle più basse concentrazioni di popolazione per lingua (meno di 200 abitanti per lingua)

l’articolo 13 della Costituzione Federale del 1988 dichiara il portoghese “lingua ufficiale della Repubblica Federativa del Brasile”.
Gli artt. 210, 215, 231 della Costituzione assicurano alle comunità indigene l’uso delle lingue materne nell’insegnamento scolastico basico obbligatorio.
A partire dal 1991, il Ministero dell’Educazione pubblicò decreto presidenziale n.26 in base agli artt. 215 e 231 secondo i quali gli indigeni avrebbero diritto ad un’educazione differenziata. La formazione di insegnanti per un’educazione basica bilingue è, invece, specificata nell’art. 210.
1991: attivazione Nuclei di Educazione Indigena nei vari Stati e municipi del Paese
1991: creazione APIKG (associazione professori indigeni Kaingàng e Guarani) nello stato Rio Grande do Sul
1993: documento-guida sulla politica nazionale dell’educazione scolastica indigena elaborato e composto da rappresentanti ONG
1999: documento ufficiale del MEC su dati e statistiche a carattere nazionale delle scuole indigene, pubblicato nel 2001 ma informazioni non accessibili al pubblico
2000: istituito il Registro dei Beni Culturali e Patrimonio Immateriale 2001: promulgato Piano Nazionale di Educazione (offerta formativa educativa scolastica indigena)
Nel Comune di São Gabriel da Cachoeira, la legge 145/2002, approvata nel 2002, ha permesso la co-officializzazione delle lingue nheengatu, tukano e baniwa per circa il 90% della popolazione di origine indigena. Aprì il varco ad un nuovo tipo di legislazione municipale specifica. Non è presente in Brasile nessuna lingua indigena con elevato numero di parlanti da poter garantire ufficializzazione a livello federale, cosa invece possibile a livello municipale.


Nel 2005, preparativi per un seminario legislativo sulla creazione di un Libro di Registro delle Lingue, (realizzato marzo 2006) a carico della Commissione di Educazione e Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con l’IPHAN e l’IPOL, con lo scopo di sensibilizzare la società verso il riconoscimento della pluralità linguistica del Paese e il bisogno di formulare e attivare politiche linguistiche pubbliche, necessità di creare un inventario linguistico, un registro come riconoscimento giuridico e come strumento di documentazione, archiviazione e circolazione.
Venne creato un gruppo di lavoro per la Diversità Linguistica del Brasile per la stesura del Libro delle Lingue, e la proposta della creazione Inventario Nazionale della Diversità Linguistica, con la redazione di una metodologia per l’inventario e una partnership tra organi pubblici a livello federale, statale e municipale.
Fu indetto bando per realizzazione di inventari per progetti-pilota, ma molti altri quesiti restano ancora in attesa di sviluppo, tuttavia diversi progetti internazionali di documentazione e manutenzione delle lingue si stanno sviluppando in Brasile, coinvolgendo 17 lingue.
2005: nuovo programma Scuole Bilingue di frontiera, finanziato dai ministeri dell’educazione di Brasile e Argentina.
2007: Piano Nazionale della Cultura, valorizza lingue indigene nella produzione e traduzione di documenti ufficiali e per riconoscimento come lingue ufficiali nelle regioni in cui sono praticate.
2010: pubblicazione progetto Inventario della Lingua Guarani Mbya, iscritto nel quadro politico culminato con Inventario Nazionale Diversità Linguistica e approvato nel 2009.
La politica per la diversità linguistica è una tematica recente in Brasile.
Le 180 lingue indigene classificate come lingue di territori specifici, ma non riconosciute ufficialmente o nazionalmente. È ancora forte assistenzialismo e assimilazione tra Stato e popoli indigeni, soprattutto per la gestione territoriale, le attività connesse con le risorse naturali, e infine l’educazione scolastica.
Purtroppo il sistema politico brasiliano rappresentato da una Repubblica Federale di stati, e le immense dimensioni del Paese, rappresentano forti ostacoli sulla questione indigena.
Manca ancora una solida banca-dati e la conseguente accessibilità, essendo lo studio delle lingue indigene sempre carente di appoggio istituzionale ed ufficiale. Scarsità di informazioni, lavori frammentari, carenza di coscienza, conoscenza e volontà di trasmissione culturale, problema di identificare numero esatto di lingue indigene oggi, dato dalla difficoltà di reperire dati e fonti affidabili
Finanziamenti per ricerca gradualmente aumentati nelle ultime decadi, ma assenza di dati quantitativi sufficientemente rilevanti persiste ancora oggi; dato positivo è specializzazione e formazione di professori tra gli indigeni stessi.
Alcuni tipi di strategie da poter adottare nel contesto delle lingue indigene brasiliane:
- recuperare prestigio e importanza della lingua indigena;
- elaborare ed eseguire politiche che incrementino uso lingua minoritaria;
- promuovere e stimolare la coscienza dei parlanti e sensibilizzare la società civile verso interesse per rivalutazione patrimonio linguistico;
- nuovi meccanismi per promozione lingue indigene, rafforzando partecipazione collettiva;
- includere le lingue indigene nell’iter scolastico, e non solo quelle straniere;
- promuovere intercambio informazioni e progetti educativi;
- migliorare meccanismi strategie di promozione linguistica minoritaria con l’UNESCO;
- partecipazione dei parlanti della lingua indigena in decisioni e sfere politiche che riguardino la società civile;
- maggior attenzione da parte del governo alle lingue minacciate di estinzione;
- promuovere realizzazione di un inventario di ricerche sul campo;
Il plurilinguismo oggi appare necessario per conoscere da dove veniamo (la propria lingua materna) e per conoscere le altre (lingue e culture diverse).

* Politiche di sensibilizzazione al multilinguismo e preoccupazione per lingue minoritarie minacciate di estinzione possono condurre ad un futuro fondato sulla pace e sulla multiculturalità

* La politica linguistica è vincolata alle scelte politiche di ogni Stato, ma si sviluppa con maggior impulso a partire dal dibattito pubblico, tenendo in considerazione lo status della lingua, la sua considerazione, condizione sociale, ambiti di apprendimento, utilizzo,…

* Lingua è DNA della cultura, per creare società basata sul capitale della conoscenza è necessario lottare per preservazione chiavi linguistiche in pericolo.

* Importanza politiche di “circolazione” della lingua, protezione e trasmissione del sapere, allo scopo di formare società migliore, interculturale, aperta a varietà e diversità (differenza come diversità non deve corrispondere alla differenza come disuguaglianza)

* Creazione di una EDUCAZIONE LINGUISTICA, in cui il cittadino sia informato e cosciente sul patrimonio genetico di una lingua, con l’obiettivo di usarla e conoscerla come beneficio personale e collettivo.
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